Qualche tempo fa vi abbiamo già parlato dell’iniziativa che la casa editrice siciliana Sellerio ha organizzato per festeggiare i 40 anni di attività, la ripubblicazione dei 20 titoli più significativi della casa editrice in blu, quelli che ne hanno caratterizzato la personalità e hanno contribuito a fare della Sellerio un punto di riferimento per i moltissimi suoi lettori appassionati.
Ora vi comunichiamo un’altra iniziativa firmata Sellerio: domani e sabato, infatti, sempre nel contesto della festa per il 40mo anno di vita, la casa editrice di Palermo ha deciso di regalare a tutti i suoi lettori un libro, che precede l’uscita delle 20 “pietre miliari”. Il titolo che Sellerio ha scelto è Il procuratopre della Giudea, di Anatole France, un grandissimo scrittore francese spesso ingiustamente dimenticato, tradotto da Leonardo Sciascia, di cui quest’anno tra l’altro ricorre il 20mo anno dalla morte.
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La casa editrice siciliana fondata da Elvira e Enzo Sellerio a Palermo compie 40 anni e li festeggia a suo modo, ristampando una serie di venti libri selezionati come i più significativi della sua storia, 20 titoli dunque per ripercorrere la quarantennale attività di questa storica e meravigliosa casa editrice, la cui classe è inconfondibile già dalla sua presentazione, da quel suo blu ormai definibile per antonomasia blu sellerio, talmenente potente e significativo da riuscire ad attirare l’occhio di ogni appassionato selleriofilo in qualsivoglia bancarella.
Sfileranno dunque davanti agli occhi e tra le mani dei moltissimi adoratori di quella carta rigata e di piacevolissima lettura a cui da sempre si lega l’immagine della Sellerio alcuni dei più grandi autori del novecento, italiani e non, che la casa editrice siciliana ha saputo valorizzare e dai quali, a sua volta, è stata valorizzata. E basta citare Leonardo Sciascia, Vincenzo Consolo, Gesualdo Bufalino, Luciano Canfora, Andrea Camilleri per capire che la lista dei nomi marchiati Sellerio è vastissima e di qualità invidiabile.
Il segreto del successo di Sellerio? “L’indipendenza, l’etica, ossia non portar via autori ad altre case editrici, e la passione: quello che rende bello il nostro mestiere è pubblicare un autore che altrimenti non sarebbe pubblicato” risponde Antonio, figlio di Elvira ed Enzo, erede di un patrimonio culturale preziosissimo.
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