
L’idea poteva anche essere di quelle buone: selezionare un manipolo di studenti della Scuola Holden di Torino, far loro scegliere un’area di specializzazione - dalla Letteratura Americana al Postmoderno, dal Chick-lit al Fantastico, dalla Saggistica ai Libri dei 150 anni – e gettarli nella mischia brulicante con un solo cimento, offrirsi al pubblico del Salone come validi consiglieri, guide letterarie o, per usare l’ammiccante espressione scelta dalla Holden, dei “Personal Shoppers”.
Ma le buone idee, come spesso succede, quando passano dall’intuizione alla pratica e, soprattutto, quando si scontrano con la mandria umana di un pubblico come quello del Salone, si rivelano utopie irrealizzabili. E così, purtroppo, è toccato anche ai ragazzi della Holden che, forse con un filino di ingenuità, si sono gettati fiduciosi nella mischia venendo per lo più ignorati o, al meglio, trattati come semplici guide a cui chiedere indicazioni per orientarsi nel reticolo dei tre padiglioni del Salone.
Allora ci ho provato io, ho dato loro l’occasione di portarmi in giro e di consigliarmi qualche lettura. Discutendo di libri, di autori, ma anche della vita fuori dai libri, delle prospettive per il futuro, delle speranze, ho scoperto la dimensione umana di persone con cui condivido molto - sogni, esperienze, prospettive, un po’ tutto tranne forse i gusti letterari - realizzando però, che l’idea in fondo non era così geniale.
I personal shopper della Scuola Holden al Salone del libro di Torino







Quando ho letto sul sito degli amici di Lapsus, una interessante rivista genovese, che Alessandro Baricco era tornato alla regia dopo l’esperimento cinematografico di Lezione 21 ho pensato ad uno scherzo, poi, dopo aver visto il video su YouTube mi sono ricreduto.
E’ proprio vero, il Bariccone nazionale è tornato dietro la macchina da presa, e l’ha fatto alla grande, dirigendo una serie di corti con due attori veramente fantastici, di quelli che hanno la comicità nel sangue e che soltanto il caso, o la sfortuna, hanno deviato sul binario morto della scrittura.
Uno è Carlo Lucarelli, scrittore affermatissimo di noir e indagatore tra i più fini dei misteri del nostro paese, l’altro è Dario Voltolini, scrittore membro della redazione del Primo Amore, il blog-rivista che conta tra i suoi collaboratori, tra gli altri, Tiziano Scarpa e Antonio Moresco. Per l’occasione però, i due scrittori si sono trasformati nei personaggi di una serie di sketch molto brillanti, Toshiro Mifune e Il Cinghiale.
Rare sono le volte che mi vedono applaudire ed approvare le mosse artistiche di Alessandro Baricco e le iniziative della Scuola Holden, ma questa è una senz’altro una di quelle. Il filmato è veramente fantastico, 3 minuti abbondanti di risate assicurate. Non siete d’accordo?
Via | Lapsus