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Tutti gli articoli con tag scuola

Vita da illustratore: intervista a Rosaria Iorio

pubblicato da sara

rosaria iorio

Bisogna “guardare”tanto,rubare con gli occhi,per poi rielaborarlo attraverso il proprio sentire e restituirlo in maniera assolutamente personale”.
Questo il segreto del mestiere di illustratrice secondo Rosaria Iorio, il cui lavoro ho conosciuto grazie alla delicata favola “Il ladro di stelle”. Secondo lei, “trovare un stile proprio è un esercizio continuo, non si smette mai di cercare il proprio segno. Non è facile ed è qualcosa che arriva col tempo e con la consapevolezza di se stessi. Fondamentale è cercare di non scimmiottare illustratori che già hanno una propria identità,e cercare la nostra. Perchè alla lunga, paga avere un segno che ci contraddistingua”.

La nascita di una passione come quella del disegno è nata in te grazie a degli illustratori in particolare? Non ci sono illustratori in particolare. La passione per il disegno mi ha accompagnata da quando ero piccolissima,ho sempre sentito l’esigenza di “comunicare”attraverso forme e colori,di condividere con gli altri un mondo che era soltanto mio.Successivamente ho deciso di coltivare questa passione in maniera più concreta,iscrivendomi alla Scuola Italiana di Comix di Napoli,un’isola felice,dove oltre a fornirti gli strumenti giusti per disegnare,t’insegnano anche a coltivare i sogni.

Quanto è difficile per un illustratore farsi apprezzare da un editore, in Italia?
“E’ abbastanza complicato, bisogna armarsi di pazienza e passione. Credo sia importante soprattutto crederci ed essere in grado di poter difendere sempre il proprio lavoro,per non soccombere ai rifiuti e ai tanti “no”che lastricano questa lunga strada. Bisogna essere professionali,testardi e pronti a girare l’Italia col proprio book. Occasioni fondamentali sono le Fiere,come quella del libro per ragazzi di Bologna”.

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La letteratura non serve a niente, ovvero sul ponte sventola bandiera bianca

pubblicato da Andrea Coccia

La letteratura non serve a niente, ovvero sul ponte sventola bandiera bianca
Oggi, sulle pagine virtuali di Repubblica, è stata pubblicata una lettera aperta scritta da una professoressa precaria che insegna italiano e latino in uno dei tanti licei del milanese, una lettera che, circoscrivendo in pochi ma densi paragrafi la profonda e diffusissima amarezza che colpisce di questi tempi gli insegnanti italiani, in qualche modo segna una resa, affermando che insegnare Letteratura e Latino non serve più a niente.

Scrive la professoressa:

Togliete queste materie dalla scuola, eviterete di far perdere tempo a quei pochi che passano i loro pomeriggi a spaccarsi la schiena su versioni, poesie e filosofi anziché fare altro di più divertente. Io non me la sento più di dire ai miei studenti di sacrificare ore di studio per il latino. L’ho fatto io, non fatelo voi ragazzi. Altrimenti farete la mia fine. Vi ritrovereste con un pugno d’aria, di parole che ormai oggi non hanno più senso per nessuno.

Parole che segnalano il livello ormai insopportabile di disillusione, di demotivazione e di disperazione in cui la società italiana ha relegato la classe insegnante, frustrata da stipendi da fame, delegittimata dal sempre più potere acquisito dai genitori – individui che non dovrebbero essere ammessi nelle scuole – insultata da riforme che contabilizzano il lavoro culturale e che mortificano attese di anni nelle graduatorie. In due parole: una classe di persone che non ce la fa più, che non ha più energia, che non ha più voglia di impuntarsi e di faticare per niente, che non riesce più a reagire.

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Vecchi amori letterari

pubblicato da sara

ibsenVi è mai successo di prendervela con voi stessi per non avere approfittato dell’ultima svendita Einaudi per completare lo scaffale Pavese? O perchè non vi ricordate se la Confraternita dell’uva non è al suo posto perchè l’avete a) restituita dopo averla letta o b) semplicemente prestata da troppo tempo.

Sono autori che avete letto da molto tempo, è vero. Però sono lì, non li dareste via per niente al mondo - nè li dareste in prestito, libro prestato libro perduto, si sa - anche se magari non li rileggete da più di dieci anni. E a un certo punto, chissà perchè, vi viene voglia di riaprire quelle pagine. Forse perchè avete voglia di ripensare a voi stessi come eravate quando li avete letti. Forse perchè non ricordate più tanto bene la trama e il tempo trascorso vi permette - meraviglia - di riprenderli in mano come fosse la prima volta.

In generale, è bello ritrovare testi studiati e visti a teatro ai tempi della scuola per una lettura più intima, a distanza di tempo. Pirandello, Ibsen, Beckett, vecchi amori miei, arrivo. O meglio: ritorno. C’è un autore - un classico, uno che avete molto amato - con cui vi è capitato di vivere una situazione del genere? Oppure una volta sullo scaffale i Titoli rimangono immobili là (e sperano solo che figlierete presto, e che ai vostri figli venga voglia di farli sgranchire un po’, fra altri dieci anni)? Nella foto, un Henrik Ibsen giovane.

Foto | Flickr

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Perchè a Natale è importante regalare SOLO libri, ai bambini

pubblicato da sara

libri bimbi

Allora. Ve ne stiamo consigliando tanti. Tutti belli, interessanti. E allora, perchè leggete questo articolo? Non vi siete già convinti da soli che quest’anno regalerete SOLO libri a Natale, ai vostri bambini?

Se aveste qualche dubbio residuo, noi siamo qua per spiegarvi almeno dieci ottime ragioni per cui dovrete fare questa scelta di civiltà, quest’anno.

1)Perchè i libri per bambini costano poco, e alcuni sono davvero splendidi. Cosa comprate al negozio di giocattoli con 10-20 euro? Fatevi un giro, e poi tornate a dircelo.
2)I libri occupano pochissimo spazio (e si sa, con le camerette ‘incastrate’ e incasinate dei bambini di oggi questo è sempre un vantaggio).
3) Se no cosa leggete ai vostri pargoli la sera? Le istruzioni della Playstation?

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Saviano e le parole contro la camorra: una video-intervista

pubblicato da sara

Roberto Saviano in libreria con un nuovo libro. Lo avevamo annunciato giorni fa, e il titolo è esplicativo di quello che lui ha sempre sostenuto: ovvero il potere della parola anche contro un ‘potere forte’ come la camorra.

In questo video, trovate già delineate le linee guida del suo nuovo testo+dvd. Ammirevole la sua scelta, ovvero ‘darsi’ voce investendo sulle nuove generazioni, e sulla scuola. Rimane un perchè: chi altro punta sulla scuola, in Italia, come ‘leva’ per cambiare la nostra società?

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Caro libri scolastici: l'idea del book in progress

pubblicato da sara

scuolaSi tratta di un esperimento, leggo, adottato dall’ITIS Majorana di Brindisi, e che dovrebbe consentire alle famiglie un risparmio di oltre duecento euro. In pratica, il book in progress sostituisce i libri di testo per la materia in questione grazie al fatto che gli studenti creano da soli i loro libri di studio.

Come? Come si fa all’università, in cui spesso è possibile preparare un esame ricostruendo gli appunti presi a lezione, integrandoli con dispense riassuntive fornite direttamente dai docenti.

Così, secondo la scuola brindisina, è possibile imparare i contenuti dei libri di testo grazie agli appunti presi durante la lezione, integrati con dei riassunti forniti dagli stessi docenti. A me sembra un metodo un po’ estremo, ma effettivamente poi sta ai professori giudicare se in questo modo si raggiunga lo stesso la preparazione necessaria, nella loro materia. E poi il risparmio è notevole. Cosa ne pensate?

Via | Libertà di scelta
Foto | Flickr

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Concorso letterario Roma da scrivere

pubblicato da sara

romaUn bel concorso letterario che segnaliamo volentieri, che ha per protagonista Roma: si intitola ‘Roma da scrivere’, ed è promosso dalla casa editrice Edilazio, che pubblica monografie di qualità dedicate alla città eterna e di cui vi consigliamo di tenere d’occhio la collana ‘Edilet’.

Insomma il concorso è dedicato al racconto breve (massimo 10 cartelle) e possono partecipare storie che, scrivone l’ufficio stampa, abbiano come ‘riferimento, sfondo, ispirazione la città di Roma, in qualsivoglia dei suoi molteplici aspetti: storico, archeologico,fiabesco, fantastico, onirico, naturalistico, sportivo, attuale,sociale, politico, multiculturale’.

Il termine per consegnare i testi è il 31 luglio. I migliori racconti selezionati verranno pubblicati in una raccolta antologica, per i tipi di Edilazio e sono previsti premi in denaro (al primo classificato andranno 500 euro, al secondo 400, al terzo 300). Inoltre, nell’antologia ogni racconto sarà illustrato da una tavola della scuola romana Fumetti.

Foto | Flickr

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L'editore D'Anna parla al ministro Gelmini. Su Youtube

pubblicato da sara

Ha scelto lo stesso mezzo sperimentato dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini per comunicare con docenti, studenti e famiglie, cioè Youtube. L’editore Albertina D’Anna, della casa editrice D’Anna - specializzata in editoria scolastica - ha infatti inviato su Youtube un messaggio al ministro.

La richiesta è molto precisa: chiedere al ministro quando verranno comunicati i programmi 2009-2010, in modo da poter pianificare il proprio programma editoriale. Impossibile da stilare se non verrà comunicato il piano di studi per il prossimo anno scolastico.

Via | Tuttoscuola

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Last minute market book: libri salvati per scuole e ospedali

pubblicato da sara

libriPerchè mandare al macero i libri non venduti, invece di donarli, gratuitamente, a enti e istituzioni di formazione? In fondo l’idea non è nuova: funziona così anche per alcune associazioni che raccolgono il cibo destinato ad essere distrutto per distribuirlo in mense e strutture di accoglienza.

Da qui l’idea di Last minute market book (ma l’organizzazione combatte gli sprechi anche di altri tipi di prodotto) di destinare i libri ’salvati’ da alcune case editrici - che li avrebbero altrimenti destinati al macero - a scuole, ospedali e centri anziani del territorio.

L’esperimento per ora riguarda il territorio di Varese, e sarebbe bello se il progetto si allargasse e vi partecipassero altre case editrici, in particolare quelle che si occupano di editoria per bambini e ragazzi. Qui trovate i recapiti dell’associazione.

Via | Varese news
Foto | Flickr

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Il premio letterario Astrid Lindgreen e i bambini palestinesi

pubblicato da sara

gazaL’organizzazione no profit Tamer Institute for Community Education ha vinto l’Astrid Lindgren Memorial Award. Ma la cosa più bella è scoprire che l’ha vinto proprio per la mission specifica dell’associazione, ovvero: “insegnare a leggere e scrivere ai bambini della Palestina”. Il premio è il più importante riconoscimento per la letteratura per bambini.

Il Tamer pubblica e distribuisce libri pensati come sussidi per i bambini palestinesi che vivono a Gaza e in Cisgiordania e che siano impossibilitati ad andare a scuola, a causa delle difficili condizioni delle terre in cui vivono: spesso i genitori infatti preferiscono non mandarli a scuola per paura della scarsa sicurezza in strada e del rischio bombardamenti che non esclude, come si vede purtroppo dalla cronaca, neanche gli edifici scolastici.

Il premio ammonta a 450mila euro e sarà consegnato a giugno all’istituto.

Via | Ifg
Foto | Flickr

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