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Una poesia per la domenica. Wislawa Szimborska

pubblicato da sara

domenica Proprio così. Una poesia per la domenica dedicata a tutti noi, in un giorno in cui per definizione il filo della nostra vita ‘ordinaria’ si spezza (o si piega brevemente, meglio) per lasciare spazio ad altro: il riposo del corpo; quello della mente, si spera; lo spazio a un ‘ritmo’ alternativo, anche.

Il ritmo delle chiacchiere con gli amici, la famiglia o il partner. Il ritmo delle escursioni in luoghi ‘altri’ (metaforici o meno) rispetto a quelli abitati durante la settimana. Il ritmo diverso del respiro che incontra un’aria diversa.

Il cambiamento del ritmo del cuore, che è il giorno giusto per ringraziare, come scrive la poetessa Wislawa Szymborska nei versi che seguono.

Al mio cuore, di domenica

Ti ringrazio, cuore mio:
non ciondoli, ti dai da fare
senza lusinghe, senza premio,
per innata diligenza.

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Inventare e raccontare storie: le video lezioni di Giulio Mozzi

pubblicato da lara

mozzi, sullo sfondo una libreria
Si tratta di una nuova idea di Mozzi: brevi monologhi pratici sulla scrittura. Nella prima lezione Giulio Mozzi appare con un granchio di peluche sulla testa e comincia a parlare dell’idea narrativa. Dice che molte persone si rivolgono a lui perché pensano di avere una storia, ma in realtà hanno solo un’intuizione. A questo punto prende in mano il granchio e lo osserva, come bisognerebbe fare con l’idea. Non affrettatevi a scrivere, è il suo consiglio, perché l’intuizione deve maturare e, se scompare, vuol dire che non era buona.

In ogni puntata, in tutto sono diciassette, lo scrittore, autore del blog Vibrisse, fornisce a chi lo ascolta piccoli e efficaci strumenti per procedere nella stesura di uno scritto: i blocchi narrativi si superano cercando suggestioni in vari modi, gli intrecci si possono costruire dai fatti di cronaca, i personaggi si plasmano creando relazioni.

Molte lezioni, tra l’altro piuttosto brevi, sono supportate da esempi di libri famosi, primo su tutti il romanzo per antonomasia, I promessi sposi, di cui Mozzi si serve per spiegare alcuni meccanismi narrativi. Ironiche e metaforiche sono le ambientazioni scelte per parlare dell’uno o dell’altro argomento: la lezione sei, che tratta del tempo di un romanzo, ha come sfondo un fiume, perché, appunto, come un corso d’acqua è pieno di detriti, così anche le storie si portano dietro molti elementi, “il grigio del romanzo”, che servono a identificare il tempo e il luogo dell’azione e a creare l’attesa.

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Chick lit: uscito il nuovo libro di Allison Pearson, I think I love you

pubblicato da sara

pearson Se avete amato, come me, “Ma come fa a far tutto?” di Allison Pearson, questa notizia vi farà entusiasmare. Pearson ha infatti scritto un nuovo libro, “I think i love you”.

Non si tratta però della continuazione della storia della mamma superindaffarata che si giostra fra marito figli e impegni da broker: Pearson fa un passo indietro e ci racconta di una adolescente che, negli anni ‘70, si ritrova a innamorarsi perdutamente di ‘David’.

Chi è David? Le nate all’epoca lo sapranno: si tratta del cantante David Cassidy. Sono andata a cercarne una foto, proprio una faccetta liscia da bravo ragazzo. Cassidy impersona la ‘passione’ di tre ragazzi: Petra e Sharon e Bill, che si occupa di scrivere il suo fan magazine.

A distanza di tempo, Petra e Bill, ormai cresciuti e con due vite disastrate, si incontreranno e proprio Cassidy diverrà lo spunto per un loro avvicinamento. Il libro in Italia non è ancora uscito.

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Recensioni dei lettori su Anobii e Ibs: servono davvero?

pubblicato da sara

mare

Non so voi ma io trovo davvero comodissimo il servizio offerto da Ibs che consente di leggere, per ciascun titolo, le recensione degli utenti di Anobii. E’ comodissimo perchè proprio Ibs mi serve a volte per capire i giudizi di altri lettori su libri che sono indecisa se comprare o no. La uso in genere per libri di cui ho sentito molto (troppo) parlare e voglio cercare di capire se si tratta di un ‘capolavoro’ pompato o del classico esordiente-genio che deve però ancora migliorare il suo italiano.

Mi sono chiesta però: il fatto di avere uno spazio libero e aperto ai commenti più disparati (alcuni caustici, ovviamente) sarà davvero uno strumento ‘rivoluzionario’, a lungo andare, per il mondo dell’editoria? Ovvero: a) sapendo che un titolo che propongo al mercato, se non è di qualità, ha scarsa possibilità di sopravvivere in un contesto in cui verrà istantaneamente giudicato dai suoi lettori, b) io editore, non sarò costretto a cambiare il mio modo di lavorare, privilegiando la qualità dei testi che propongo al pubblico?

Internet in fin dei conti ‘amplifica’ l’infallibile strumento del passaparola dei lettori, che è alla base, nella stragrande maggioranza dei casi, del successo o della ‘rovina’ di un titolo (lo è nel medio, lungo periodo, almeno). Ma come reagiamo noi di fronte ai commenti degli utenti sui libri che ci interessano?

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Un libro scritto a 16 anni: Lo specchio di Beatrice, di Marta Dionisio

pubblicato da sara

Una scrittrice che appartiene alla categoria degli enfant prodige della letteratura, Marta Dionisio, che a soli 16 anni ha scritto “Lo specchio di Beatrice” (Fazi ed.), uscito il 9 luglio scorso in libreria. Un romanzo originale, per l’idea di due ragazze (Jessica, che vive ai giorni d’oggi e Beatrice, che vive all’epoca del fascismo), che un giorno trovano guardarsi negli occhi, in uno specchio, al di là del tempo.

La notizia fa particolarmente piacere perchè Marta aveva partecipato ad un corso di scrittura creativa tenuto da Cinzia Tani - che le ha consigliato di proporlo a Fazi - in una libreria di Roma, la libreria Piave. Nell’intervista che potete sentire nel video qui sopra, Jessica dice di essersi ispirata ai racconti dei suoi nonni. “Ogni volta che sento le loro storie prendo appunti per scrivere”, ha detto. Il suo primo lettore ufficiale? Il cuginetto di 10 anni.

Marta Dionisio
Lo specchio di Beatrice
Fazi, 16.50 euro

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Voglio scrivere per Vanity fair diventa un blog

pubblicato da sara

blog travet

Se avete comprato il libro e vi è piaciuto, o se vi viene la curiosità di saperne di più, prima di leggerlo, sappiate che ‘Voglio scrivere per Vanity fair’ di Emma Travet diventa anche un blog.

Il titolo del sito è Emmatravet.it, e viene definito un ‘progetto di selfmarketing’ sulla protagonista del romanzo. Nel sito anche merchandising ispirato agli accessori indossati dalla protagonista.

L’autrice, vero nome Erica Vagliengo, è anche approdata su Vanity fair, in qualche modo: gestirà infatti un blog su Style (emmatvanity.style.it), portale che riunisce i prodotti editoriali Condè Nast, di cui fa parte appunto la celebre rivista. Prossima tappa di Emma-Erica: New York, dove cercare un agente americano.

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Il ritorno del dinosauro, di Piero Dorfles

pubblicato da sara

dorfles “Aiuto, sono un dinosauro. Apartengo a una specie estinta e non me n’ero accorto. Non idolatro la tecnologia, guardo poco la televisione, non possiedo nemmeno un iPod, non ho una pagina su Facebook e non sopporto i luoghi rumorosi”.

Così, si presenta nell’incipit del ‘Ritorno del dinosauro’ (Garzanti ed.) Piero Dorfles, il mitico giornalista che ex cathedra della trasmissione ‘Per un pugno di libri’ di Rai Tre, che proprio qualche giorno fa ha chiuso la sua stagione.

Dorfles si descrive infatti come uno di quei ‘dinosauri’ fastidiosi che ‘ detestano chi si comporta male, chi parla a voce alta…chi frega il posto nelle file…quando pensano che i ragazzini debbano aver rispetto per gli adulti e ancor più per gli insegnanti…” e così via. In lotta con un mondo (e un Paese) in cui fanno fatica a sopravvivere.

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Gruppi dedicati ai libri su Facebook, dagli sniffatori agli scarabocchiatori

pubblicato da sara

un uomo che legge
Gruppi dedicati ai libri su Facebook. Quali sono i più curiosi, originali, utili? Ecco qui una breve rassegna di esempi che possa stuzzicarvi e magari farvi decidere per seguirne qualcuno. Partirei con ‘Un uomo che legge ne vale due’, oppure Bookaholic, che meritano una menzione in primis per il titolo.

Carino anche ‘10 righe dai libri’, che chiede ai membri di trascrivere le dieci righe più belle di un romanzo amato. Ma ho scoperto che ci sono alcuni gruppi dedicati esclusivamente…a chi ama l’odore dei libri. Come ‘Amanti dell’odore dei libri nuovi’, oppure ‘Sniffatori di libri!’.

Infine, uno poco edificante: quello degli Scarabocchiatori di libri. Non si fa! Avete altri gruppi curiosi da segnalare? Condivideteli con noi.

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Lbri Come. Quarta puntata: Andrea Camilleri, come scrivo i miei libri

pubblicato da lara

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Per raccontare l’illuminante incontro con Camilleri, svoltosi ieri sera all’Auditorium nell’ambito di Libri come, dovrei scrivere tre post o un solo post molto lungo che non so quanti riuscirebbero a leggere fino alla fine. Perciò cercherò di condensare il resoconto in un numero di righe accettabile. Il titolo della conferenza era Come scrivo i miei libri, ma Marino Sinibaldi che ha presentato lo scrittore siciliano, ha voluto cominciare da un’altra prospettiva, chiedendo cioè a Camilleri come è diventato lettore.

Lui si è definito “lettore precoce”; ha iniziato con Conrad e Melville, saltando a pié pari la narrativa per l’infanzia che dice poi di aver letto a vent’anni. Sinibaldi lo invita a stilare una classifica tra alcuni scrittori e lui regala il podio ad Hammett, Simenon e Allan Poe, in quest’ordine. “Hammett è primo per un fatto di simpatia umana, spiega, ho ammirato molto il suo contegno durante il maccartismo.

Si passa poi a parlare di scrittura e del metodo dello sceneggiatore Diego Fabbri: “Ho imparato da lui a scrivere, racconta Camilleri, smontava i testi concretamente, cioè tagliava le pagine e poi li ricomponeva in un altro ordine. Era come vedere un artigiano al lavoro.” Sinibaldi poi gli chiede della sua libreria che scopriamo avere una “zona sacra” in cui vengono ospitati i libri letti e riletti, tra cui: tutta l’opera di Faulkner, Joyce, Gadda, Simenon, Sciascia, Pirandello e Proust. Sciascia viene definito dallo scrittore “l’elettrauto”, perchè quando ha le batterie scariche legge qualche sua pagina e si ricarica subito.

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Libri Come. Seconda puntata: Wu Ming, come scriviamo i nostri libri

pubblicato da lara

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Continua il mio viaggio attraverso le stanze nascoste del mondo della scrittura. Ieri ho seguito l’incontro con Wu Ming, intitolato Come scriviamo i nostri libri. Devo ammettere di non aver letto nulla del collettivo Wu Ming e di essere entrata nella sala studio dell’auditorium con una punta di diffidenza. Dopo aver ascoltato la meticolosa (anche troppo) introduzione della moderatrice, ho prestato l’orecchio alle parole degli autori. Il racconto della loro esperienza è partito da “Q”, romanzo storico scritto dal collettivo, che allora si chiamava Luther Blisset, nel 1999. Fu proprio Einaudi a contattare il fantomatico autore che si era fatto conoscere in rete per le beffe mediatiche messe a segno. “La casa editrice si aspettava un romanzo tra il cyber punk e il post-moderno, ha raccontato uno degli autori, e rimase spiazzata quando proponemmo un romanzo storico.”

“Q” è conosciuto, oltre che per essere stato tradotto in circa 14 lingue, per il fatto di essere stato il primo romanzo pubblicato da una major ad avere il copyleft. “Secondo noi l’opera letteraria appartiene a tutti, l’oggetto libro invece può essere acquistato. Chi non ha i soldi in un determinato momento, deve comunque avere la possibilità di leggere una nostra opera, poi se e quando vorrà comprerà una copia, o consiglierà il libro a un amico. Il copy left non danneggia le vendite, anzi. Si crea un circolo virtuoso.

Si è entrati poi nel vivo della conversazione e i Wu Ming hanno spiegato la loro “prassi”, “perché il termine metodo fa pensare a qualcosa di troppo canonico“. Come lavora Wu Ming? Il primo passo è condurre delle ricerche approfondite: “Per scrivere “Q” ci siamo chiusi in biblioteca, non c’erano ancora le possibilità infinite del web.” Poi, una volta trovata la trama e i personaggi (quasi sempre tratti dalla cronaca storica), stilano una scaletta, lasciando il finale aperto. E a questo punto si comincia ad alternare lavoro individuale e confronto collettivo.

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