Un libro affascinante. Anzi, direi quasi, che è il libro per antonomasia che non può mancare, soprattutto, nella libreria degli scrittori esordienti (e anche dei lettori attenti). Gli Esercizi di stile di Raymond Queneau (pubblicati – in diverse edizioni – in Italia da Einaudi con l’introduzione e la traduzione di Umberto Eco) sono un testo splendido. Queneau parte da un episodio di ordinaria quotidianità e cioè:
Sulla S, in un’ora di traffico. Un tipo di circa ventisei anni, cappello floscio con una cordicella al posto del nastro, collo troppo lungo, come se glielo avessero tirato. La gente scende. Il tizio in questione si arrabbia con un vicino. Gli rimprovera di spingerlo ogni volta che passa qualcuno. Tono lamentoso, con pretese di cattiveria. Non appena vede un posto libero, vi ci butta. Due ore più tardi lo incontro alla Cour de Rome, davanti alla Gare Saint-Lazare. È con un amico che gli dice: “Dovresti far mettere un bottone in più al soprabito”. Gli fa vedere dove (alla sciancratura) e perché (pag. 3)
Da questa semplice notazione Queneau parte con delle variazioni sul tema per ri-dire la stessa storia ma sempre in maniera nuova e facendo ricorso a diverse figure retoriche: così per ben novantanove volte si racconta l’episodio. Bellissimo l’originale francese e ottima la traduzione di Eco, anzi, il gioco che Umberto Eco continua. Come facilmente si comprenderà, non si è trattato di un semplice lavoro di traduzione, ma si è dovuto giocare con la lingua italiana così come l’Autore l’ha fatto con la francese. Il mio esercizio preferito è Parole composte (pag. 35):
Continua a leggere: Gli esercizi di stile di Raymond Queneau tradotti da Umberto Eco
Un libro che si lascia leggere volentieri questo di Federico Fascetti dal titolo E intanto il mare sta a guardare. La storia è classica: ad un giovane insegnante viene affidata una supplenza per un lungo periodo. Il giovane, pieno di entusiasmo, non mollerà alle prime difficoltà anzi riuscirà a fare breccia nel cuore degli studenti, di uno in particolare, fino a provare com-passione (nel senso etimologico del termine) per il loro vissuto.
Il libro, scritto molto bene, anche se a volte un vocabolario molto ricercato rende alcuni passaggi molto costruiti, ha un pregio importante, secondo me: è ambientato in Italia. Solitamente queste storie (a fine più o meno lieto e non dico come finisce questo) sono ambientate in America, terra madre di tutte le disgrazie, a quanto pare. Questo di Fascetti invece è ambientato tra Roma e Anzio e presenta aspetti della nostra cultura e del nostro quotidiano che ci fanno sentire vicina la storia narrata.
Curata e semplice la veste grafica, con pochissimi refusi tipografici. Simpatica l’idea di far precedere il testo agli indicatori stradali, in cui si rinfresca il significato della punteggiatura e si invita a rispettarlo per usufruire pienamente della lettura. Forse una copertina meno ovvia avrebbe dato un maggior valore al testo che, comunque, credo valga la pena di leggere. Un libro che potrà essere apprezzato maggiormente dagli amanti del mare che, nel romanzo, è una sorta di presenza vigile, rassicurante e inquietante al contempo.
Federico Fascetti
E intanto il mare sta a guardare
Fermento 2009
pp. 204, euro 14,00
Sistemando la mia biblioteca privata ho ritrovato questo libro del premio Nobel per la letteratura 2001 Vidiadhar Surajprasad Naipaul, noto anche come V. S. Naipaul dal titolo Leggere e scrivere, pubblicato da Adelphi. Si tratta di un saggio, o meglio, una testimonianza come recita il sottotitolo, sul leggere e sullo scrivere. E del vissuto mantiene la fragranza a la schiettezza. Veniamo così a conoscere aneddoti della vita di Naipaul e, soprattutto, il suo modo di avvicinarsi alla scrittura e alla lettura.
Avevo cominciato ad avere le mie idee sulla scrittura. Era qualcosa di personale, di curiosamente nobilitante, separato dalla scuola e dalla vita disordinata, in disintegrazione, della nostra famiglia estesa indù. Quell’idea della scrittura – che avrebbe fatto nascere in me l’ambizione di essere uno scrittore – si era formata grazie alle piccole cose che mio padre mi leggere di tanto in tanto (pag. 17)
Il libretto è composto da tre interventi: il primo è Leggere e scrivere a dà il titolo a tutta l’opera; il secondo è Lo scrittore e l’India e l’ultimo è il discorso per il Premio Nobel dal titolo Due mondi. Il tutto tradotto molto bene da Franca Cavagnoli. Si tratta di un prezioso sussidio per quanti si accostano al mondo della scrittura e per tutti quegli scrittori esordienti che, seriamente, vogliono intraprendere la carriera di scrittori.
V. S. Naipaul
Leggere e scrivere. Una testimonianza
traduzione di Franca Cavagnoli
Adelphi 2002
112 pp. euro 8,00
Lo so che non si giudica un libro da una copertina (anche se questa è importante ai fini della vendita) ma spesso i libri con la copertina nera non mi attraggono. E questa volta mi sono dovuto ricredere: il libro Memorie a perdere. Racconti di ordinarie allucinazioni di Luigi Milani, nonostante il nero preponderante della copertina, ha catturato la mia attenzione e si è lasciato leggere con passione.
Luigi Milani, giornalista freelance, scrittore e traduttore, in tredici racconti brevi (alcuni brevissimi) ci presenta storie di ordinarie allucinazioni, come recita il sottotitolo, o, di quella quotidiana normalità che spesso confina con l’allucinazione. Tra questi alcuni mi sono piaciuti particolarmente. Il primo Abu Ghraib che racconta delle violenze all’interno della ben nota prigione l’ho trovato interessante per la capacità di mettere in risalto i diversi punti di vista; Real TV, che prende spunto dall’omonimo format televisivo, e descrive sentimenti che spesso anche io ho provato nel vederne alcune puntate; Novantesimo, poi, è geniale con il suo dare vita ad una realtà parallela che vive indipendentemente da noi anche se da noi controllata (scusate, ma di più non posso dire altrimenti svelerei tutto). Infine, splendido, Se ti scrivo: uno scambio di email tra una coppia in crisi. Veloce e perfetto.
La sindrome della copertina nera non mi è passata del tutto, ma Luigi Milani ha contribuito grandemente a curarla.
Luigi Milani
Memorie a perdere. Racconti di ordinarie allucinazioni
Akkuaria, 2009
pp. 126, euro 12,00
La casa editrice partenopea Scrittura & Scritture bandisce un interessante concorso letterario dal titolo Uomini di trama. Il concorso è gratuito ed è riservato a racconti esclusivamente in lingua italiana, scritti da uomini (italiani o meno) maggiorenni. I racconti devono avere come protagonista almeno un personaggio maschile, di fantasia o realmente esistito. I testi dovranno essere esclusivamente di narrativa ed inediti. Ogni autore potrà partecipare con un solo racconto che dovrà pervenire entro e non oltre il prossimo 3 ottobre.
La giuria selezionerà undici racconti che verranno pubblicati in un’unica antologia dalla casa editrice Scrittura & Scritture nella prima metà del 2010.
Qui il bando completo del concorso.
Non è facile parlare di Stelle cadenti di Bambino delle stelle pubblicato dalla Arduino Sacco. Rientra in quei libri che non ammettono vie di mezzo: piacciono o non piacciono. A me è piaciuto, anche se qualche difficoltà l’ho trovata.
La prima è nello pseudonimo usato dall’autore che occhieggia ai tanto famosi bambini indaco che, se vogliamo, sono a metà strada tra sciamanesimo e autismo. Uno pseudonimo che esprime al contempo candore ed alienazione, sentimenti, questi, che ricorrono per tutto il testo, visto che il protagonista principale - che è anche l’io narrante - è proprio il bambino delle stelle. Ma proprio questo candore e questo senso di alienazione, questo desiderio di vivere in un mondo altro è anche uno dei principali pregi del testo.
La seconda difficoltà - e al contempo grande pregio, a mio punto di vista - è che non si tratta di un libro. Ed è l’autore stesso a dirlo, sia fra le righe che in una lettera indirizzata al lettore che troviamo a metà libro e che non è presente nell’indice: un messaggio che l’autore vuole mandare solo al lettore che effettivamente si avventura tra le pagine del testo:
Continua a leggere: Stelle cadenti, un romanzo tra candore ed alienazione

State scrivendo un romanzo e volete avere tutto sott’occhio per evitare incongruenze ed errori? Non vi ricordate più quando è il compleanno di quel personaggio che avete inserito nel capitolo 2 e ora vi serve? Per questi e per tutti i dettagli di ogni personaggio che dovete avere a portata di mano nello scrivere il vostro testo (romanzo o racconto che sia), vi può essere di aiuto Storybook, un’applicazione per Windows e Linux che fornisce supporto agli scrittori (di cui potete vedere una schermata in apertura di post).
Il programma oltre a permettere di creare archivi di personaggi, con tag per ogni descrizione, e un archivio dei luoghi, consente anche di controllare dove si trovino i personaggi, chi fa cosa, chi sta dove, quando, come, perché.
Un progetto open source interessante e speriamo che venga presto tradotto anche in italiano che supporta anche l’italiano. Altri programmi utili per lo scrittore li potete trovare qui.
Un interessante articolo di Angiola Codacci-Pisanelli su L’Espresso sostiene che è giunto il momento degli scrittori esordienti (dopo il sondaggio ci sono le caratteristiche dello scrittore esordiente destinato al successo):
“Ora o mai più. Chi ha un romanzo nel cassetto si sbrighi: è il suo momento. Mai come ora gli editori hanno puntato sugli esordienti: negli ultimi mesi abbiamo contato più di venti primi romanzi, una media ben più alta del passato. E soprattutto, mentre prima l’esordiente era considerato una pedina debole, ora è la star su cui puntare i riflettori. Bisogna far presto, però”
Continua a leggere: È il momento degli scrittori esordienti?
Si sa: noi italiani siamo un popolo di santi, navigatori… e scrittori. Santi un po’ meno, forse; i navigatori in questo periodo se la vedono brutta con i pirati. Rimangono gli scrittori, che sono tanti. A giudicare dai testi che arrivano nelle redazioni delle case editrici – e parlo per esperienza – il popolo degli scrittori esordienti (o emergenti, se volete) è molto numeroso. All’universo degli scrittori in erba è dedicato il libro di Simone Maria Navarra Io scrivo, edito da Delos Book. Non tanto un corso di scrittura creativa (ce ne sono tanti in giro), quanto veri e propri consigli agli scrittori che intendono inviare i propri testi agli editori.
Io scrivo – che nella copertina fa il verso a Io uccido di Faletti – è suddiviso in undici capitoli che, fin dalla titolazione, illustrano il percorso da compiere. Si parte da un provocatorio Davvero vuoi scrivere un romanzo? (cap. I) per poi domandare di cosa parla (II) e sincerarsi sull’autore (III). L’autore, poi, nel IV capitolo – Non sarà ora di mettersi a scrivere? – offre alcune indicazioni su come scrivere un libro per davvero e qui giù giù con le cose che cominciano a farsi serie (V), il libro che prende forma (VI e VII), come reagire alle critiche (VIII) fino a giungere alla pubblicazione vera e propria. Particolarmente accattivante lo stile di Navarra: non si pone in cattedra ad elargire consigli, ma, tra il serio e il faceto come si suole dire, si fa quasi compagno di viaggio degli emergenti.
Dal mio punto di vista – che non è quello degli scrittori esordienti come ho detto prima ma di chi lavora in una casa editrice – trovo il libro di Simone Navarra molto interessante e i suoi consigli azzeccatissimi (la digressione su quanto guadagnano i piccoli editori – pagine 92-96 – mi sembra un po’ troppo ottimistica, ma forse il mio caso è cronico!)
Simone Maria Navarra
Io scrivo. Manuale di sopravvivenza per scrittori esordienti
[sottotitolo dalla copertina]
Delos Book, 2009
pagine 150, euro 14,00

Lettori pigri? Arriva la soluzione con la collana “Spesso sottile” della piccola casa editrice Versiliese Giovane Holden Edizioni. Il progetto prende spunto da una ricerca dell’ISTAT, risalente al 2006, secondo la quale venti milioni e 300mila persone (il 37% della popolazione di 6 anni e più), non aveva letto neanche un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista.
Le giustificazioni addotte più di frequente erano la mancanza di tempo o l’eccessiva stanchezza. La Giovane Holden ha pensato di rimediare fornendo dei libri “sottili”, ovvero brevi, tali da invogliare anche il lettore pigro. Inoltre i libri della collana saranno di autori esordienti, con il vantaggio pertanto di dare visibilità a nuovi scrittori. La pubblicazione degli elaborati è gratuita, e questo non è secondario.
Chi volesse provare a far pubblicare un proprio breve saggio o racconto c’è tempo fino al 31 marzo 2009, spedendo l’elaborato a Giovane Holden Edizioni – Rif. Spesso sottile – via Rosmini 22 – 55049 Viareggio (Lu). Obbligatori sia il formato cartaceo che la copia digitale.
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