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Tutti gli articoli con tag scrittori esordienti

Ali di cartapesta, di Alessandro Benazzi

pubblicato da Roberto Russo

Ali di cartapesta, di Alessandro BenazziCi sono delle esperienze che lasciano segni profondi in ognuno di noi: situazioni vissute, persone incontrate, sensazioni provate, parole dette e non dette. Tutto forma l’esperienza della nostra quotidianità. Una di queste esperienze è stata messa per iscritto da Alessandro Benazzi nel suo romanzo d’esordio Ali di cartapesta.

Nel romanzo di Benazzi – ambientato tra Roma e la Spagna – da un lato abbiamo i “mali” tipici della nostra società (ma anche di molte altre società ed epoche): tossicodipendenze, malattie incurabili, paura del diverso e della diversità in genere, abusi verso gli altri e verso se stessi; dall’altro abbiamo la cura a tali mali, cura che poi non è altro che la classica “ricetta” a base di amicizia e amore. Concetti forse troppo abusati, che però vale la pena di rispolverare.

Trovo sempre interessante leggere i testi degli “esordienti” perché a ogni riga traspare la voglia di comunicare e la passione della scrittura che, a volte, negli scrittori “non esordienti” cede il passo a qualche logica di mercato. Ovviamente sto parlando di testi di esordienti che sanno muoversi nella scrittura (e ce ne sono, anche se il più delle volte non sono noti al grande pubblico). Certo, come molti (tutti?) gli autori esordienti ci sono alcune sbavature da correggere (uno per tutti: l’ansia di narrare a volte rende il testo particolarmente descrittivo e fa anticipare qualche aspetto della storia che sarebbe bene far scoprire più lentamente). Ma, lo sappiamo tutti, il tempo è un ottimo consigliere.

Alessandro Benazzi
Ali di cartapesta
Albus Edizioni, 2011
ISBN 978-88-96099-43-8
pp. 124, euro 13,90

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Un geniale spot contro l'editoria a pagamento (e non solo)

pubblicato da Roberto Russo

Non se ne può più, sinceramente, di tutti gli annunci pubblicitari (sul web, sui giornali, via radio e via dicendo) che lasciano passare il messaggio che siccome hai scritto un libro allora deve essere pubblicato. Ma chi l’ha detto? Non c’è alcuna relazione tra “scrivere un libro” e “obbligo di pubblicazione”.

Trovo geniale e intelligente lo spot di Studio83 che stigmatizza l’atteggiamento sia di editori che editori non sono, sia di scrittori oltremodo scalpitanti per la pubblicazione del proprio capolavoro. Teniamo presente, infatti, che l’uno non esiste senza l’altro: spesso (e a ragione) in rete si denunciano gli pseudo-editori, ma spesso (e a torto) ci si dimentica che ci sono anche gli pseudo-scrittori che inondano le redazioni delle case editrici con i loro scritti.

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Esordienti di successo: il caso di Licia Troisi

pubblicato da Juri Testa

Non ho mai apprezzato il discorso di chi, tentando di pubblicare un libro e non avendo ricevuto risposta, dice: “Tanto gli editori non leggono neanche i manoscritti, li cestinano direttamente”. Credo sia falso per almeno un motivo fondamentale: l’editore, da un esordiente, ha solo da guadagnarci, perché se far uscire il libro di un esordiente è sempre un rischio (commerciale), è anche vero che a uno scrittore che non ha mai pubblicato si possono fare dei contratti che, di solito, sono a tutto vantaggio dell’editore.

Come piccola dimostrazione che i manoscritti non vengono buttati (e di opere prime ne escono decine ogni settimana), ecco scovato su youtube un video che mostra Sandrone Dazieri e Licia Troisi. Parlano del grande successo della giovane scrittrice, e di come Dazieri, editor Mondadori nonché scrittore (da non molto è uscito il suo “La bellezza è un malinteso”) abbia trovato il manoscritto della Troisi sulla scrivania (probabilmente insieme ad altri) e… la storia la sappiamo.

Per pubblicare ci vuole sicuramente fortuna, ma anche bravura. A mio parere, se la maggior parte di chi si lamenta che il proprio manoscritto non ha avuto risposte dedicasse alla lettura e alla (ri)scrittura tutto il tempo che ha impiegato a parlare sui blog di quanto siano cattive le case editrici, ci guadagnerebbe lui e, forse, la letteratura. Il discorso è molto ampio (c’è chi dice: sì, ma quanti libracci escono!), ma c’è un consiglio che è sempre valido: per scrivere ci vuole talento e tanta lettura.

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La fattoria degli scrittori: il reality show di Minimum Fax

pubblicato da Juri Testa

La fattoria degli scrittori: il reality show di Minimum Fax Nasce il reality degli esordienti. La casa editrice Minimum Fax, insieme alla 80144 edizioni e a Oblique Studio, ha organizzato una settimana (dal 4 al 10 giugno), in cui 10 aspiranti esordienti vivranno fianco a fianco nell’agriturismo Il Mulino, a Pollica, in provincia di Salerno, seguendo un rigido programma.

I partecipanti alla fattoria degli scrittori (questo il sito - le iscrizioni si sono chiuse ieri), infatti, dovranno rispettare degli orari rigidi. Sveglia alle sette e mezza, colazione e seminari sulla scrittura e scrittura individuale; pranzo, pausa, scrittura individuale, cena, e lettura ad alta voce. I tutor, non me ne vogliano, non saranno avvenenti come quelli televisivi, ma di comprovata esperienza: Marco Cassini, direttore commerciale della Minimum Fax, Luccone, direttore dell’Oblique Studio (nonché traduttore e curatore di collane) e Paolo Baron, l’ideatore della rivista Toilet.

Ma tra una lettura e l’altra “saranno inoltre organizzate escursioni, bagni e passeggiate per stimolare l’interazione tra gli aspiranti scrittori e gli editor” (si legge sul sito). Insomma, c’è tempo anche per fare un po’ di vacanza (per affiatare il gruppo, si intende), anche se sempre attenti al proprio look, perché “durante il periodo formativo saranno effettuate delle riprese video che potranno essere pubblicate sul web o mandate in onda su una tv nazionale.”

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Tutti gli scrittori esordienti hanno un capolavoro nel cassetto

pubblicato da Roberto Russo

Tutti gli scrittori esordienti hanno un capolavoro nel cassettoNella puntata di ieri di Melog, il geniale programma di Gianluca Nicoletti su Radio24, è stato fatto un esperimento letterario, così spiegato:

Chi di voi, telefonando in diretta a Melog, riuscirà a convincerci della validità del proprio progetto editoriale, chi saprà sorprenderci e sedurci, avrà diritto di giocarsi la grande occasione della sua vita al Salone del Libro di Torino. Noi di Melog ci impegniamo a portare la sua proposta a un editore presente al Salone del Libro di Torino. Per una volta tanto non scherziamo. Ora tocca a voi, non avete alibi: il vostro futuro artistico è nella vostra voce. Chiamateci e convinceteci.

Ovviamente, come potete immaginare, sono arrivate moltissime telefonate, alcune veramente interessanti. Il dato che mi ha lasciato perplesso, però, è che molti di coloro che hanno telefonato non esitavano a definire il proprio testo come un capolavoro assoluto. Ora, vero che l’occasione era ghiotta, ma personalmente tendo a scartare i testi autoincensatori (ammetto la mia colpa: anche quando arrivano testi del genere alla casa editrice con cui lavoro, li lascio in secondo piano).

E voi, scrittori “esordienti” in ascolto su Booksblog, avete scritto un testo che ritenete meritevole? Vi va di dirci perché lo ritenete valido? Magari qualche editore passa da queste parti e si interessa a voi…

Foto | Flickr

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L'editoria ha inizio lì dove finisce la logica. Un ebook di Aldo Moscatelli

pubblicato da Roberto Russo

Le invio un manoscritto. Attendo contrattoChi bazzica forum e blog dedicati al mondo della scrittura e dell’editoria avrà incontrato diverse lamentele degli autori esordienti per come vengono trattati da questo o quell’editore, su come è visto il panorama editoriale italiano e così via. Ma ogni medaglia che si rispetti ha due facce. Dall’altro lato, quindi, di questa medaglia editoriale troviamo gli editori, appunto, che dicono la loro non solo sugli autori esordienti e sui testi che vengono inviati in valutazione, ma anche sull’intera filiera del libro.

Da questo lato della medaglia si trova Aldo Moscatelli, della casa editrice I sognatori, che ha realizzato un ebook in licenza creative commons (BY-NC-ND) dal titolo “Le invio un manoscritto. Attendo contratto”. Ovvero: l’editoria ha inizio lì dove finisce la logica. Moscatelli parla del mondo della piccola editoria, degli scrittori emergenti, della distribuzione, delle recensioni, dei concorsi letterari, del print on demand et similia. Con uno stile fresco e ironico Moscatelli traccia un quadro, a volte impietoso, della situazione editoriale in Italia.

L’aspetto positivo dell’ebook di Aldo Moscatelli è che si parla di realtà del panorama editoriale italiano dall’interno, fornendo una base per una discussione che, si spera, sia costruttiva. Personalmente avrei dedicato qualche pagina in più – e non solo alcune righe – ai lettori, agli editori, agli scrittori e agli appassionati “che giorno giorno per giorno compiono una scelta consapevole” diventando, così, “eroi chiassosi nonostante i bavagli e visibili nonostante la penombra nella quale agiscono”.

Aldo Moscatelli
“Le invio un manoscritto. Attendo contratto”. Ovvero: l’editoria ha inizio lì dove finisce la logica
ebook con licenza CC BY-NC-ND 2.5
pp. 114

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Libri e lettori: le 9 cose da non fare con un libro

pubblicato da Roberto Russo

Libri e lettori: le 9 cose da non fare con un libro

In Italia si legge poco, si sa. Affermazione senza dubbio vera. Come è vero che, a volte, editori, autori, librai, distributori e via dicendo utilizzano l’adagio per scaricare un po’ di responsabilità.

Siamo sempre propensi ad enumerare le mille motivazioni per cui vale la pena di leggere un libro. E se invece guardassimo le cose da un altro punto di vista? Quali sono le cose da non fare con un libro? La proposta – ironica, originale e interessante – è di Davide Nonino, autore di Chi ha visto Cenerontola? Manuale pratico per giovani scrittori.

Dopo il salto trovate il video e intanto vi chiedo: quale sarebbe, secondo voi, una decima cosa da non fare con un libro?

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Cambiare una lettera e scrivere un testo. Davide Nonino e il suo libro “Chi ha visto Cenerontola?”

pubblicato da Roberto Russo

Copertina del libro Chi ha visto Cenerontola?In un suo racconto Iginio Ugo Tarchetti sostiene che l’origine di tutti i mali del mondo derivi dalla lettera UDio! che lettera terribile! che vocale spaventosa!! – tanto che si augura l’emancipazione del mondo da questa terribile vocale. Del resto lo sappiamo tutti: a volte sbagliare una lettera può creare problemi. Cambiare una lettera, storpiare una parola, stravolgere una storia può essere un ottimo esercizio di scrittura creativa. È proprio da questa constatazione che parte Davide Nonino nel suo ultimo libro dal titolo Chi ha visto Cenerontola? Manuale pratico per giovani scrittori, edito da Il Ciliegio.

Il libro di Davide Nonino – che nasce a seguito di vari corsi di scrittura che l’autore ha tenuto in diverse zone e, in particolare, presso una scuola media di Udine – vuole essere un accompagnamento pratico per chi intende iniziare a scrivere. L’autore presenta i principi della scrittura e offre esercizi stimolanti ed innovativi, per evitare i soliti luoghi comuni dei corsi di scrittura creativa.

Chi ha visto Cenerontola? – che ha la prefazione di Luisa Carrada (web writer, consulente di comunicazione e autrice del sito web e del libro “Il mestiere di scrivere”) ed è illustrato da Simona Meisser che ha curato anche la copertina – oltre alla chiarezza espositiva e alla freschezza dei contenuti ha un ulteriore pregio: una parte dei proventi, infatti, andrà per la Fondazione Francesca Rava NPH Italia Onlus per aiutare i bambini di Haiti.

Davide Nonino
Chi ha visto Cenerontola? Manuale pratico per giovani scrittori
Il ciliegio, 2009
pp. 136, euro 13
con illustrazioni

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Gli esercizi di stile di Raymond Queneau tradotti da Umberto Eco

pubblicato da Roberto Russo

Copertina degli Esercizi di stile di Raymond QueneauUn libro affascinante. Anzi, direi quasi, che è il libro per antonomasia che non può mancare, soprattutto, nella libreria degli scrittori esordienti (e anche dei lettori attenti). Gli Esercizi di stile di Raymond Queneau (pubblicati – in diverse edizioni – in Italia da Einaudi con l’introduzione e la traduzione di Umberto Eco) sono un testo splendido. Queneau parte da un episodio di ordinaria quotidianità e cioè:

Sulla S, in un’ora di traffico. Un tipo di circa ventisei anni, cappello floscio con una cordicella al posto del nastro, collo troppo lungo, come se glielo avessero tirato. La gente scende. Il tizio in questione si arrabbia con un vicino. Gli rimprovera di spingerlo ogni volta che passa qualcuno. Tono lamentoso, con pretese di cattiveria. Non appena vede un posto libero, vi ci butta. Due ore più tardi lo incontro alla Cour de Rome, davanti alla Gare Saint-Lazare. È con un amico che gli dice: “Dovresti far mettere un bottone in più al soprabito”. Gli fa vedere dove (alla sciancratura) e perché (pag. 3)

Da questa semplice notazione Queneau parte con delle variazioni sul tema per ri-dire la stessa storia ma sempre in maniera nuova e facendo ricorso a diverse figure retoriche: così per ben novantanove volte si racconta l’episodio. Bellissimo l’originale francese e ottima la traduzione di Eco, anzi, il gioco che Umberto Eco continua. Come facilmente si comprenderà, non si è trattato di un semplice lavoro di traduzione, ma si è dovuto giocare con la lingua italiana così come l’Autore l’ha fatto con la francese. Il mio esercizio preferito è Parole composte (pag. 35):

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Un libro per l'estate: Federico Fascetti e il mare che sta a guardare

pubblicato da Roberto Russo

Copertina del libro E intanto il mare sta a guardare di Federico FascettiUn libro che si lascia leggere volentieri questo di Federico Fascetti dal titolo E intanto il mare sta a guardare. La storia è classica: ad un giovane insegnante viene affidata una supplenza per un lungo periodo. Il giovane, pieno di entusiasmo, non mollerà alle prime difficoltà anzi riuscirà a fare breccia nel cuore degli studenti, di uno in particolare, fino a provare com-passione (nel senso etimologico del termine) per il loro vissuto.

Il libro, scritto molto bene, anche se a volte un vocabolario molto ricercato rende alcuni passaggi molto costruiti, ha un pregio importante, secondo me: è ambientato in Italia. Solitamente queste storie (a fine più o meno lieto e non dico come finisce questo) sono ambientate in America, terra madre di tutte le disgrazie, a quanto pare. Questo di Fascetti invece è ambientato tra Roma e Anzio e presenta aspetti della nostra cultura e del nostro quotidiano che ci fanno sentire vicina la storia narrata.

Curata e semplice la veste grafica, con pochissimi refusi tipografici. Simpatica l’idea di far precedere il testo agli indicatori stradali, in cui si rinfresca il significato della punteggiatura e si invita a rispettarlo per usufruire pienamente della lettura. Forse una copertina meno ovvia avrebbe dato un maggior valore al testo che, comunque, credo valga la pena di leggere. Un libro che potrà essere apprezzato maggiormente dagli amanti del mare che, nel romanzo, è una sorta di presenza vigile, rassicurante e inquietante al contempo.

Federico Fascetti
E intanto il mare sta a guardare
Fermento 2009
pp. 204, euro 14,00

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