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Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? di Jonathan Safran Foer

pubblicato da Andrea Coccia in: news scrittori libri saggi narrativa straniera

Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? di Jonathan Safran Foer Dopo Ogni cosa è illuminata, fortunatissima opera prima su un viaggio in Ucraina alla ricerca delle proprie radici, e Molto forte, incredibilmente vicino, sulla ricerca da parte di un bambino di 9 anni di un legame familiare che l’11 settembre ha cancellato, Jonathan Safran Foer torna in libreria con un libro che, seppur non sia definibile come un romanzo, è ancora una volta la storia di un’indagine di un ricerca.

L’indagine che sta alla base di quest’ultimo libro, edito ancora una volta da Guanda e intitolato Se niente importa, è un’indagine ancor più reale di quella che aveva portato Safran Foer in Ucraina alla ricerca delle proprie radici: si tratta di un’indagine sull’origine della carne che mangiamo tutti i giorni, una ricerca mossa dalla nascita di un figlio e dalla volontà di sapere cosa dargli da mangiare, con la convinzione che “Nutrire mio figlio non è come nutrire me stesso: è più importate”.

In questo libro, che per alcuni è uno dei tanti segnali dell’ormai avvenuta fusione tra fiction e non-fiction in un melange nuovo ed esplosivo che segnerà il futuro del narrare alternativo al romanzo, l’esito della ricerca dello scrittore, durata quasi 3 anni, è il rifiuto di accettare di essere complici di un sistema di produzione che ha tolto ogni dignità sia all’animale che all’uomo che lo mangia, trasformato in consumatore.

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A cena da uno scrittore

pubblicato da lara in: curiosità

foto di jim haynes

Chi pensa che gli scrittori siano tutti riservati e restii a incontrare la gente dovrà ricredersi. Jim Haynes sfata il mito dell’intellettuale diffidente e misantropo a suo agio solo con i libri, invitando a cena sconosciuti. La stramba abitudine va avanti dal 1978, cioè da quando lo scrittore, originario della Louisiana, si è trasferito a Parigi. Quindi ogni domenica sera Jim mette a disposizione dei visitatori casa, cibo e bevande, chiedendo in cambio un contributo di 25 euro, che viene poi utilizzato anche per progetti sociali culturali, illustrati dall’eloquente ospite durante la cena.

Nel salotto di Haynes transitano persone provenienti da ogni angolo del pianeta e lui cerca di ricordare tutti, perché, scrive nel suo sito, “la gente è molto importante per lui”. Ha viaggiato tanto e scritto anche guide sull’Europa dell’Est, in cui però si sofferma più che su panorami e negozi, sulle storie degli uomini e delle donne che incontra.

E allora se avete tra i venti e gli ottanta anni e vi trovate a passare per Parigi, mandate una mail (l’indirizzo lo trovate sul sito) e verrete accolti da un simpatico uomo con i baffi che di cose da raccontare ne ha di sicuro parecchie.

Via | Il Venerdì di Repubblica
Foto | jahsonic.com

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Le cose fondamentali: in arrivo il nuovo romanzo di Tiziano Scarpa

pubblicato da Andrea Coccia in: news scrittori libri narrativa italiana

Le cose fondamentali: in arrivo il nuovo romanzo di Tiziano Scarpa Si intitola Le cose fondamentali, è in uscita questo mese nelle librerie per i tipi della casa editrice Einaudi e rappresenta il ritorno al romanzo di Tiziano Scarpa, ultimo vincitore del Premio Strega con Stabat Mater, dopo la parentesi rappresentata da La vita non il mondo, una raccolta di frammenti sulla realtà contemporanea.

Le cose fondamentali è una storia di scrittura, quella di un quaderno entro le cui pagine un uomo, diventato da pochi giorni padre, vorrebbe riuscire a descrivere le cose importanti della vita, che cos’è l’amore, che cosa sono i soldi, che cos’è il potere, raccontandoglieli per come li ha conosciuti lui, personalmente; ma è anche e soprattutto una storia di paternità, una storia complessa, che costringe quello stesso uomo a scoprire, a causa della malattia del figlio che necessita un trapianto, di non poterlo aiutare, di non essere il padre naturale.

La carne che Tiziano Scarpa getta al fuoco in questa sua nuova avventura romanzesca sembra essere molta e anche parecchio scottante, arrivando a mettere in gioco alcuni dei sentimenti più forti cui un uomo può assistere in una vita: la paternità, la malattia di un figlio, la scoperta del tradimento, l’amore. Ma per sapere se lo scrittore veneziano avrà saputo o meno confermare il suo talento bisognerà aspettare ancora qualche giorno.

Tiziano Scarpa
Le cose fondamentali
Einaudi
euro 18

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A Stratford-upon-Avon gli archeologi alla ricerca della spazzatura di Shakespeare

pubblicato da Andrea Coccia in: scrittori classici curiosità

A Stratford-upon-Avon gli archeologi alla ricerca della spazzatura di Shakespeare
Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei. Dev’essere più o meno da questa idea che è stato sviluppato il progetto dell’equipe di archeologi inglesi che ben presto, in un terreno della cittadina di Stratford-upon-Avon inizierà gli scavi per trovare ed esaminare i rifiuti di William Shakespeare, il cittadino più celebre della cittadina della contea dello Warwickshire.

Richard Kemp, membro dell’associazione Shakespeare Birthplace Trust che si occupa dei luoghi natale del grande drammaturgo inglese, ha affermato: “Certo, speriamo di trovare dei rifiuti organici che ci possano mostare cosa mangiava il grande poeta per cena. Ma il nostro sogno è quello di trovare la prima stesura della Tempesta, la quale, come è noto, è stata scritta proprio qui, in questa casa.”

Nella casa di Stratford-upon-Avon William Shakespeare si trasferì, pare, nel 1597, dopo averla acquistata per circa 60 sterline, una cifra che, riportata al valore del tempo fa impressione, e che ben testimonia del successo che Shakespeare già godeva tra il pubblico. Ma soprattutto in quella casa il grande bardo della letteratura inglese ci morì, il 23 aprile del 1616, mentre a molti chilometri da lì, a Madrid, si spegneva un altro grande della letteratura europea, Miguel de Cervantes.

Via | Daringtodo
Foto | The Shakespeare Birthplace Trust

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Günter Grass nel mirino: i dossier della Stasi

pubblicato da Andrea Coccia in: news scrittori libri narrativa straniera

Günter Grass nel mirino: i dossier della Stasi
Non è certo una novità che lo scrittore tedesco Günter Grass, premio Nobel per la Letteratura nel 1999, ritorni a parlare del proprio passato, un passato legato a doppio filo alla storia della Germania nel Novecento: ci ricordiamo tutti quel giorno di agosto di 4 anni fa quando, spiazzando tutti gli addetti ai lavori e non solo, lo scrittore tedesco aveva annunciato il proprio coinvolgimento, seppur da ragazzino, tra le file delle SS.

Un anno fa sembrava che l’autore del Tamburo di latta sarebbe ritornato ancora una volta sulla sua storia personale e su quella della sua nazione, pubblicando un diario intitolato Il cammino dalla Germania alla Germania, ma non se ne fece nulla. Ora Grass torna, ancora una volta, a parlare del suo passato, in particolare del periodo compreso tra gli anni 60 e la caduta del Muro, un periodo in cui la Stasi, il celebre servizio segreto della Germania Est, tenne un fascicolo molto particolareggiato su di lui.

A riportare alla mente di Günter Grass il ricordo di quei tempi è un libro scritto da Kai Schlueter, intitolato Günter Grass nel mirino: i dossier della Stasi, edito in Germania dall’editore Ch. Links, in uscita in questi giorni.

Via | Repubblica.it
Foto | Flickr

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Trovato un capitolo inedito di Petrolio di Pasolini

pubblicato da Andrea Coccia in: news scrittori libri narrativa italiana

Trovato un capitolo inedito di Petrolio di Pasolini Secondo Marcello Dell’Utri, che oltre ad essere senatore del Pdl è anche un famoso bibliofilo nonché curatore della Mostra del libro antico che si terrà a Milano dal 12 al 14 marzo, durante i preparativi per la mostra “Immagini corsare: ritratti e libri di Pier Paolo Pasolini,” organizzata da Alessandro Noceti e dalla Libreria Carattere di Milano, sarebbe emerso tra le carte un preziosissimo capitolo di Petrolio, romanzo di Pasolini rimasto incompiuto.

A quanto afferma Dell’Utri, il capitolo ritrovato tratterebbe alcune importanti problematiche legate alla Eni, al suo presidente Eugenio Cefis e al fondatore Enrico Mattei e il suo contenuto sarebbe scottante. Queste le parole di Dell’Utri:

“C’è un giallo perché credo che sia stato rubato dallo studio di Pasolini e sparì, ma è stato ritrovato. E’ un capitolo inquietante per l’Eni, di grande interesse, perché si lega alla storia del Paese, alla morte misteriosa di Mattei e di Pasolini stesso”

Il documento sarà presentato al pubblico in esclusiva durante la mostra. Si tratterà effettivamente dello scoop letterario dell’anno o sarà stato un trucchetto per pubblicizzare l’evento? Presto lo scopriremo.

Via | Virgilio

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Salman Rushdie sta preparando un libro autobiografico sulla sua vita sotto scorta

pubblicato da Andrea Coccia in: news scrittori libri narrativa straniera

Salman Rushdie sta preparando un libro autobiografico sulla sua vita sotto scorta
Non sono pochi gli scrittori che, nella storia della letteratura, soprattutto nel Novecento, hanno rischiato la propria vita e sono stati condannati alla clandestinità e ad una esistenza sotto scorta semplicemente per aver intessuto le proprie trame narrative legandole a doppio filo con una realtà scottante, denunciandone l’assurdità.

Se in Italia, negli ultimi mesi, il caso più dibattuto è quello di Roberto Saviano, tra gli stranieri è senz’altro Salman Rushdie lo scrittore che esemplifica al meglio questa coraggiosa categoria. Lo scrittore angloindiano, infatti, dopo essere stato condannato a morte dall’ayatollah Khomeini per aver scritto il romanzo I versi satanici, ha vissuto per quasi un decennio nascosto nella periferia di Londra protetto dagli agenti segreti britannici e da Scotland Yard.

Ora, che la fatwa si è “ammorbidita” consentendogli di vivere liberamente (o quasi) a New York, Rushdie ha deciso di scrivere un libro autobiografico sui sui suoi dieci anni di clandestinità. L’esistenza di questo progetto, di cui non si conosce né la data prevista per la pubblicazione né il titolo, è stata confermata ieri dallo stesso Rushdie in una conferenza stampa ad Atlanta, dove ha presentato la mostra dedicata al suo archivio privato che verrà inaugurata alla Emory University nei prossimi giorni.

Via | Adnkronos
Foto | Flickr

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L'ultimo libro di Zoran Zivkovic: la recensione.

pubblicato da Andrea Coccia in: libri giallo e noir critica narrativa straniera

L'ultimo libro di Zoran Zivkovic: la recensione. Qualche giorno fa, segnalando l’uscita de L’ultimo libro di Zoran Zivkovic, recensito da alcuni come il libro dell’anno a pochi giorni dalla sua uscita nelle librerie, vi avevo preannunciato che l’avrei letto, soprattutto per cercare di capire se le voci che davano lo scrittore serbo come novello Borges, o quelle che lo paragonavano a Kafka, Eco e Calvino fossero ragionevoli oppure no.

Ebbene, dopo aver letto le 233 pagine di questo romanzo posso tranquillamente affermare che la risposta ai miei dubbi è assolutamente negativa. Paragonare L’ultimo libro alle opere di Borges o di Kafka è difatti assolutamente fuori luogo e ingiustificato, anche per un lancio da quarta di copertina (mendace in partenza), nessuno degli elementi che fanno di Kafka e Borges due degli scrittori più influenti e decisivi del Novecento si ritrovano in questo scialbo giallo dalla costruzione prevedibile e dallo stile marchiato a fuoco dai corsi di scrittura creativa.

Personaggi da soap opera, ambientazione inesistente, problematicità della trama nulla, gli ingredienti di questo romanzo non sono certo dei migliori, se poi a questi elementi si sommano dei dialoghi imbarazzanti e una densità inimmaginabile di discorsi inutili (primo sintomo di una scrittura debole) è chiaro che l’ordigno narrativo che ne viene fuori è disinnescato in partenza. Per non parlare dell’escamotage narrativo del libro assassino, francamente debole per reggere più di 200 pagine di narrazione.

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La maschera e l'inconscio: Doppio sogno di Arthur Schnitzler

pubblicato da lara in: narrativa straniera

maschera di carnevale
La maschera affascina e turba ed è stata spesso fonte di ispirazione per artisti di ogni genere: scrittori, pittori, registi. E’ un gioco che, soprattutto a Carnevale, diverte grandi e piccoli, ma è anche un simbolo che racchiude in sé l’idea del doppio, della parte oscura che ognuno cela negli angoli più nascosti del proprio Io.

La maschera è al centro di uno dei libri più innovativi e affascinanti del ‘900, Doppio sogno, di Arthur Schnitzler. Fu lo stesso padre della piscanalisi a complimentarsi con lo scrittore per essere riuscito a intuire ciò che Freud scoprì dopo anni e anni di studi, ovvero l’esistenza dell’inconscio.

Doppio sogno racconta la vicenda di due coniugi viennesi, Albertine e Fridolin, che si ritrovano davanti alle rispettive ambiguità. L’uno vive colorando la realtà con le tinte del sogno, l’altra trasformando il sogno in realtà. La scopertà di quei mondi interiori sconosciuti culminerà in un ballo mascherato in cui le categorie della società viennese saranno stracciate per fare spazio alla sregolatezza e alla liberazione dei sensi. Al risveglio, i due si scopriranno sconvolti e orfani del precendente equilibrio, ma con la speranza di poter intraprendere una strada diversa, forti della nuova consapevolezza acquisita.

Da questo romanzo Kubrick prese spunto per il suo ultimo film, Eyes Wide Shut, in cui la storia viene trasposta a New York negli anni ‘90.

Foto | Flickr

Doppio sogno
Arthur Schnitzler
Adelphi, 1998
€ 8,00

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Sciascia e Camilleri portano sfiga. Ovvero il crepuscolo intellettuale della classe politica siciliana.

pubblicato da Andrea Coccia in: scrittori narrativa italiana curiosità

Sciascia e Camilleri portano sfiga. Ovvero il crepuscolo intellettuale della classe politica siciliana.Leonardo Sciascia, Giuseppe Tomasi di Lampedusa e Andrea Camilleri portano sfiga, per un un po’ dovremmo smettere di leggerli” ad affermarlo è stato l’assessore regionale alla Formazione, Mario Centorrino, economista e professore dell’università di Messina, che ieri agli stati generali dell’autonomia a Siracusa ha tirato una riga rossa virtuale su tre dei più grandi scrittori siciliani dell’ultimo secolo.

“Destra e sinistra, tutti assieme, almeno per un anno prendiamoci una pausa, abbiamo bisogno di ottimismo” così Centorrino ha giustificato la sua terribile uscita, mettendo in mezzo l’ottimismo, dote che, a sua parere, viene messa in un angolo se si perde tempo a leggere libri come Il giorno della civetta, Il gattopardo o le avventure del commissario Montalbano.

Voi cosa ne pensate? Alla Sicilia servirebbe di più una bella dose di ottimismo e il sorriso sulla faccia, come vorrebbe Centorrino, o una altrettanto forte dose di consapevolezza e di comprensione dei mali che porta in seno, come vorrebbero probabilmente Sciascia, Tomasi di Lampedusa e Camilleri, una consapevolezza e comprensione che potrebbero alimentare, magari, qualche cambiamento in una terra dove chi governa lavora da sempre contro i cambiamenti?

Un aggiornamento: dalle pagine della Stampa la risposta di Andrea Camilleri, ultimo superstite fra i tre scrittori chiamati in causa da Centorrino.

Via | LiveSicilia.it
Foto | Flickr

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