E’ una vecchia idea che ho sempre sostenuto: perchè, visto che i libri costano tanto, non aprire un punto vendita che ne consenta anche l’affitto?. In America sta succedendo, grazie all’impegno di alcune librerie che hanno deciso di mettere in affitto libri di testo universitari.
Si parla ad esempio della catena Barnes & Nobles, che ha già reso disponibili, per questa modalità, cinquanta titoli da affittare per un semestre al 50 per cento del loro prezzo. E sono contenta che l’idea sia stata recepita da un articolo di Chegg.com.
Il sito ha inoltre avviato una campagna singolare: piantare un albero per ogni testo affittato e regalare un dollaro a ciascun studente che convinca un amico a provare il servizio. D’altronde l’America non è nuova a queste iniziative, se ricordate l’esperimento del Flat world knowledge.
Continua a leggere: Chegg.com: in Usa libri di testo in affitto. Succederà anche da noi?
Una notizia che può interessare i nostri lettori che abbiano figli in età scolare e siano in cerca, in questo periodo, di modi per risparmiare, anche on line. Segnaliamo che Ibs, il maggiore portale per la vendita di libri on line, insieme al Libraccio, mette in vendita testi scolastici usati che vengono recapitati anche in contrassegno a domicilio, a prezzi ovviamete superscontati.
L’idea intelligente è che potete trovarli tramite una ricerca ‘mirata’ in quanto è stato allestito - in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione - un database che riporta i testi scolastici con, leggo, tutte le adozioni delle scuole medie inferiori e superiori d’Italia, pubbliche e private.
Per saperne di più, visitate il sito www.libraccio.it
Via | CnrMedia
E’ sempre bene segnalare i ‘buoni esempi’ che ci vengono dall’estero in tema di editoria, soprattutto quando si tratta di un modello commerciale innovativo che mira ad avvantaggiare anche le tasche degli utenti, in tempi di crisi economica.
Questo in sintesi è infatti il senso dell’idea che sarà messa in atto dalla casa editrice americana Flat World Knowledge: proporre libri scolastici, oltre che nel formato cartaceo tradizionale, e come audiolibri a pagamento, anche in Creative Commons.
Ma la buona notizia è soprattutto l’appetibilità commerciale di questa proposta, che va a netto favore degli studenti e delle famiglie: un investitore privato, Greenhill SAVP, ha finanziato l’idea con 8 milioni di dollari. Il segno che, evidentemente, il mercato prevede che la fruizione libera dei testi non andrà affatto a detrimento di chi investe in questo tipo di impresa proponendo gli stessi libri anche a pagamento.
Booksblog segnala due appuntamenti importanti per addetti ai lavori e non, sul futuro potenzialmente positivo dell’utilizzo degli ebook a scuola (e non solo). Il primo è quello di domani, dove presso l’Auditorium di via Rieti a Roma, si svolgerà il convegno “Gli ebook a scuola: un’occasione di innovazione”, organizzato dalla casa editrice Garamond, che fu una delle prime a rendere disponibili ebook scolastici sul suo sito.
All’incontro, leggo, parteciperanno funzionari del ministero della Pubblica istruzione, di Confindustria e dell’associazione di consumatori Adiconsum. Da recenti studi risulta infatti la possibilità di un risparmio medio di 100-150 euro per anno scolastico, grazie all’uso di libri in formato elettronico.
Il secondo appuntamento è invece rivolto più specificamente agli editori, e si terrà il 31 marzo, a cura dell’Aie (Associazione italiana editori) a Milano. Titolo: ‘Ebook: il mercato, i device e gli standard di produzione’.
Via | Ifg
Foto | Flickr
Per tutti i tanti lettori di Booksblog che ci hanno scritto a sostegno dell’uso del pc a scuola e dell’ebook al posto dei sussidiari, un gustoso reportage da una scuola di Boston. Nella Lilla G. Frederick Pilot Middle School è stato lanciato un progetto didattico pilota che, leggo,
“prevede che ogni mattina gli insegnanti consegnino ai propri studenti un laptop, che dovranno restituire a fine giornata, corpo docenti e alunni hanno tutti un blog, comunicano via chat con programmi di “instant messaging”, i compiti si spediscono direttamente al sito web della scuola e le verifiche si svolgono con i programmi gratuiti di Google come Google Docs, con iMovie di Apple o con software come FASTT Math”.
L’investimento nel progetto è stato di 2milioni di dollari e per metterlo a punto ci è voluto più di un anno. Il futuro? Sarà quello, secondo gli esperti, dell’e-learning, ed entro il 2013 negli Usa la scuola si seguirà a casa, in videoconferenza. Addio ricreazione…
Via| Notizie Alice
Foto | Flickr
Molto spesso su Booksblog abbiamo parlato del problema del rincaro dei libri scolastici, e delle possibili idee promosse per la riduzione dei costi.
Probabilmente al momento attuale l’idea di promuovere un sistema di e-book dei testi scolastici potrebbe limitare ragionevolmente i costi, ma una serie di problematiche tecniche e pratiche si verrebbero a presentare a tutti gli studenti.
Sulle pagine di scuola e università del sito di Repubblica di oggi, in uno speciale sul rincaro scolastico, sono presentati alcuni dati importanti che dovrebbero far riflettere e che possono sicuramente far ragionare studenti, genitori e addetti ai lavori su quali potrebbero essere le soluzioni più adatte. Sicuramente se ne riparlerà spesso da qui a settembre, quindi dite la vostra idea nei commenti, portando anche come esempio la vostra esperienza personale.
Per qualche genitore è già iniziata l’ora di preoccuparsi dei costi che, a settembre, dovranno affrontare per i libri di testo dei figli. Oltre alla classica compravendita nei mercatini dell’usato (a Roma è famoso quello di lungotevere Oberdan), rilancio una bella idea proposta da un lettore della rubrica di Severgnini sul web:
L’idea è che ogni scuola da fine agosto metta a disposizione un locale in cui possano essere tenuti in conto vendita i libri usati, che verranno adottati nella scuola stessa. La gestione potrebbe essere demandata ad un’associazione studentesca, in modo da incidere il meno possibile sui già traballanti bilanci delle scuole.
Tanti i vantaggi citati dal lettore, che scrive da Legnano, nell’hinterland milanese: il risparmio di carta, e il risparmio in generale, anche se una piccola quota andrebbe devoluta “alla scuola per l’affitto del locale e all’associazione studentesca per la gestione della compravendita”
Via | Corriere.it
Foto | Flickr
Il problema del crescente costo dei libri di testo scolastici coinvolge direttamente un elevato numero di famiglie italiane, che ogni anno si trovano con lo stesso problema: comprare volumi sempre nuovi e sempre più costosi, per uno o più figli, con costi inevitabilmente crescenti.
L’Antitrust ha provato a provvedere a questo problema avviando un’istruttoria nei confronti dell’Associazione italiana editori – successivamente estesa anche a nove case editrici - per possibili intese restrittive della concorrenza nel mercato dell’editoria scolastica. L’esito di questo lavoro dell’istruttoria è l’impegno a introdurre alcune novità nel mercato dell’editoria scolastica.
In particolare, già a partire dai prossimi giorni gli insegnanti delle scuole secondarie potranno accedere gratuitamente online all’intero elenco dei libri di testo in commercio per ogni singola materia, con informazioni su autore, prezzo, editore e suo recapito. In questo modo si amplia la possibilità di scelta autonoma da parte degli insegnanti, riducendo il ruolo dell’attività promozionale degli editori, e si consente una migliore visibilità anche alle case editrici di minori dimensioni.