Oggigiorno, lo ripeto spesso nei miei post, non solo comprare ma anche conservare libri è quasi un lusso, schiacciati come siamo in monolocali in cui lo spazio per tenere i propri volumi debbono essere letteralmente inventati.
C’è chi come me per disperazione mette un cassone di testi nel bagagliaio dell’auto, in mancanza di altri luoghi consoni, visto che ho scartato l’idea di dare via molti volumi e tantomeno di buttarli. Oltre al bagagliaio dell’auto, mi viene in mente anche la cabina armadio: appena montata a casa del mio ragazzo, ancora vuota, con cosa credete abbia riempito un intero scaffale? Ma naturalmente con una piccola percentuale della mia collezione Adelphi, darling, che fa tanto chic.
In effetti, ho riflettuto, in questo caso anche i titoli dei libri da inserire in luoghi inusuali della casa deve essere ben studiata. Ad esempio, dato il mio disordine cronico, nella cabina armadio dovrei posizionare una bella copia dell’Apocalisse, mentre sulle mensole del bagno vedrei bene il Profumo di Suskind.
Altro spazio da utilizzare è secondo me il lato dei pioli di una scala a chiocciola, dove posizionare ad esempio (se c’entrano) i vari volumi di una vecchia enciclopedia fotografica degli animali, una per ogni gradino: sul dorso hanno ognuno la foto di un animale diverso, e l’effetto ottico non è male. Altri suggerimenti? E quali sono i posti più assurdi dove avete posizionato un libro?
Foto | Flickr
La via dell’inferno è lastricata di buone intenzioni, si sa. Ma anche di buoni propositi, aggiungerei io scorrendo la mia lista di ‘buoni propositi letterari del 2009′ che avevo condiviso con voi.
Che senso ha allora aggiungerne ulteriori per quest’anno? Sono ancora lontana dall’aver letto l’opera omnia di Shakespeare (tanto forte il senso di colpa che oggi appena sveglia ho cominciato il Re Lear, che ho solo visto a teatro) per diventare una provetta ‘citatrice’ del bardo in ogni tempo e circostanza.
Lo scaffale di Agatha Christie, che avrei voluto arricchire come ‘provvista per l’estate’ (da sempre per me la stagione ideale per i ‘gialli’) è ancora identico a un anno fa. Devo riconoscere però che ho arricchito la sezione reportage (l’acquisto di cui vado più fiera è ‘Tre tazze di tè’ di Gregory Mortenson, che devo ancora iniziare).
Allora, non so voi, ma a me capita sempre. Mi capita di guardarmi intorno per la mia stanza, e di capire a colpo d’occhio che è ora di ‘mettere a posto’ la libreria. ‘Mettere a posto’ la libreria - che non c’entra nulla con la sua pulizia periodica - è in realtà un’azione che in linea di principio non ha alcun senso: i libri sono sempre lì, immobili, e non è che da soli creino un gran disordine, una volta che li hai collocati nei loro spazietti.
Però ovviamente mettere a posto la libreria ha tutto un altro senso: ovvero, consiste nel voler dare un diverso ordine ai libri: perchè alcuni non dovrebbero stare vicini ad altri. O perchè nei mesi - non te ne sei accorta? - ti sei appassionata di reportage dall’estero. Ormai il numero dei volumi è abbastanza consistente dal richiedere una mensola a sè stante.
Ma soprattutto ti accorgi che sostanzialmente ‘mettere a posto’ la libreria significa una sola cosa: creare nuovi ’spazi’ vuoti fra i libri che hai. Spazi che giustifichino la tua voglia di acquistarne altri dello stesso argomento (o della stessa casa editrice o dello stesso colore di copertina: dipende dal criterio che usate per metterli in ordine). Questo è esattamente il momento in cui scoprire le proprie ‘lacune’, ovvero stupirsi di non aver mai incluso fra i propri libri alcune letture importanti.
Districandomi tra post natalizi e speciali sull’editoria voglio segnalare ai nostri lettori l’interessantissima sezione di un sito di libri e letteratura, Ozoz, che si chiama, appropriatamente, Scaffale.
In questa sezione vengono presentati i primi capitoli di moltissimi libri, con la seguente spiegazione:
Non si dovrebbe mai comprare un libro senza averne letto almeno il primo capitolo.
Perché guardarsi furtivamente intorno nelle librerie, timorosi che il commesso ci scopra?
Da oggi tutto questo è finito. Scarica i primi capitoli delle novità e leggine la scheda.
L’idea, personalmente, mi sembra molto interessante, e risparmia, oltre alla scena del guardarsi furtivamente, adeguatamente descritta, anche di fare le cose di corsa, nella calca, o di dover chiedere al libraio di scartare le copie ancora nel cellophane se non ce n’è almeno una già aperta.
Continua a leggere: Lo scaffale dei primi capitoli dei libri