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Booksblog intervista Sebastiano Barcarlo per Bang Art: rivista d'arte per jedi

pubblicato da roberta

bang artÈ nata Bang Art, una rivista d’arte come non ne esistono altre in Italia, che tocca l’art toys, il design e il pop-surrealism. In vendita anche in fumetteria è indicata per lottatori mascherati. Ne abbiamo parlato con Sebastiano Barcaroli, uno dei fondatori.

Già dal nome della rivista si nota una gran voglia di “esplodere”.
Sì, Bang Art sarà una bomba pronta a far saltare in aria le edicole italiane. Tratta di tutta quella nuova arte “ipercontemporanea”, che finalmente sta diventando una realtà consolidata anche nel nostro Paese, come il Pop-surrelism, lowbrow, art toys, design e coolhunting (la ricerca di tutte le nuove tendenze). Ecco: Bang Art tratterà in maniera approfondita queste correnti che negli ultimi anni hanno conquistato i muri delle gallerie, gli occhi degli spettatori e a volte addirittura i loro corpi (è una moda diffusa tatuarsi opere di artisti). Ci saranno interviste esclusive a illustratori, fotografi, pittori e in generale a chi fa “cose belle”. Artisti li chiamano in molti, ma forse il termine, visto l’utilizzo che se ne fa non è del tutto esatto, un po’ riduttivo quasi. Sono creativi che utilizzano ogni mezzo per esprimere se stessi. Noi li andiamo a scovare, li coinvolgiamo e li stampiamo sulle nostre pagine, che al posto dell’inchiostro, usano polvere da sparo: BANG!

Cosa contiene il primo numero?
Il podio delle interviste del primo numero è occupato da tre artisti unici. Dave Cooper, storico fumettista passato con disinvoltura alla fine-art con quadri dove donne grasse e crudeli addentano lo spettatore e non lo lasciano più. C’è poi una lunga intervista ad Autumn Whiterhurst, illustratrice americana che realizza opere digitali calde come il fuoco, come l’amore. Poi c’è Robert Yager, fotografo; per sei mesi Robert ha vissuto con la gang di Los Angeles dei LA Playboys. Di questa esperienza rimangono delle foto che sconvolgeranno i nostri lettori. E poi, molti altri, dalle foto di art toys di Brian McCarty ai fumetti felini di Jeffrey Brown; dalle illustrazioni furenti di J. J. Patradoon alle icone di un mondo diverso, non le solite icone, nel primo numero ad esempio, osanniamo Bobby Fischer, il campione di scacchi. Ripeto, Bang Art tratta l’arte come nessun’altra rivista in Italia riesce, non temiamo smentite.

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Vittorio Giacopini: Bobby Fischer, Re in fuga

pubblicato da simone

Esce per Mondadori in questi giorni un nuovo libro di Vittorio Giacopini, che ha deciso di raccogliere moltissimi frammenti di vita vissuta di una delle figure più controverse, e forse proprio per questo interessanti del mondo degli scacchi: Bobby Fischer.

Bobby Fischer è morto nel gennaio di quest’anno, dopo un pluriennale auto-esilio in Islanda, dove si era rifugiato dopo aver ripudiato l’America dove era nato e alla quale aveva regalato l’unico titolo di campione del mondo. Quello stesso titolo che si rifiutò di difendere in polemica con la Federazione mondiale prima di sparire dalla scena pubblica.

La presentazione del volume parla così di questa figura così dibattuta:

Diventato, dopo la famosa vittoria contro Spassky, l’”eroe americano” per eccellenza, Fischer era l’uomo più irregolare che si possa immaginare. Eccentrico, ribelle, figlio di una donna spiata per anni dall’Fbi per sospette attività antiamericane, la sua vita fu più emozionante di qualsiasi romanzo, ma anche la più esposta ai luoghi comuni, alle formule falsamente ammirative e agli insulti altrettanto stereotipi: il genio maledetto e il rinnegato, l’eroe della guerra fredda e il traditore.

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