
Nella notte, nella giungla telematica di Facebook, è successa una cosa inquietante: un troll, “un individuo che interagisce con la comunità tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente stupidi, allo scopo di disturbare gli scambi normali e appropriati” (cit. Wikipedia), si è intrufolato in una delle tante pagine intitolate “Io sto con Emergency”, nate a supporto dell’attività di Emergency in occasione dell’arresto dei tre medici italiani dell’organizzazione di Gino Strada, e ne ha cambiato il titolo in “Roberto Saviano, la vera mafia sei tu”.
La notizia del colpo di stato all’interno del gruppo si è subito diffusa tramite messaggi in bacheca da parte degli utenti più attenti, provocando una emorragia di fan, ma ancora moltissimi ne sono all’oscuro. Proprio per questo, come gesto di solidarietà verso Roberto Saviano e verso Emergency, per gli attacchi incrociati che stanno ricevendo in questi giorni, consiglio tutti coloro che avessero aderito ad un gruppo pro Emergency di controllare lo stato di salute del gruppo.
Dopo Berlusconi e sua figlia Marina, dunque, ci pensano anche i troll su internet a gettare fango su Roberto Saviano, colpevole di aver parlato di cose di cui in Italia, probabilmente, è meglio non parlare.
Dopo le affermazioni di Berlusconi sui serial dedicati alla mafia e soprattutto sul libro culto Gomorra, Saviano - chiamato in causa - ha risposto attraverso le pagine di Repubblica. Subito è giunta la risposta della presidente della Mondadori, Marina Berlusconi, figlia del premier, che si è detta “sopresa della reazione dello scrittore”. “I giudizi di mio padre sul rapporto promozionale che serie tv come ‘La piovra’ e libri come ‘Gomorra’ fornirebbero alle mafie erano né più né meno che una critica. […] E’ una critica che può anche non essere condivisa ma che come tutte le opinioni è più che legittima”. La presidente della più grande casa editrice, si dice concorde sulle affermazioni del padre, seppur sia consapevole quanto difficile sia la lotta alla criminalità. E chiosa: “Mi pare che Saviano non riesca a distinguere una critica da una censura”, confermando il proseguimento del rapporto con lo scrittore.
Non poteva mancare l’immediata risposta di Saviano, che ha confermato il suo trovare “le parole del capo del governo finalizzate a intimidire chiunque scriva di mafie e di capitali mafiosi.” Sulle dichiarazioni di Marina Berlusconi, afferma che non mette in dubbio la “libertà della casa editrice”, ma precisa che “una libertà però esiste solo se viene difesa, raccolta, costruita nell’agire quotidiano di tutti coloro che lavorano e vivono in un’azienda. E’ a questi che mi sono rivolto e dai quali mi aspetto una presa di posizione in merito alla possibilità di continuare a scrivere liberamente. Non può che stupire però che un editore non critichi, bensì attacchi lo stesso prodotto che manda sul mercato. E questo da intellettuale non è possibile ignorarlo e da cittadino non posso ascrivere una dichiarazione del genere alla dialettica democratica. È solo una dichiarazione pericolosa che andrebbe immediatamente rettificata.”.
Come finirà? Ci saranno le rettifiche o nuove accuse?
Roberto Saviano in libreria con un nuovo libro. Lo avevamo annunciato giorni fa, e il titolo è esplicativo di quello che lui ha sempre sostenuto: ovvero il potere della parola anche contro un ‘potere forte’ come la camorra.
In questo video, trovate già delineate le linee guida del suo nuovo testo+dvd. Ammirevole la sua scelta, ovvero ‘darsi’ voce investendo sulle nuove generazioni, e sulla scuola. Rimane un perchè: chi altro punta sulla scuola, in Italia, come ‘leva’ per cambiare la nostra società?

Ci sarà anche Roberto Saviano, domenica prossima, sul palco della manifestazione ‘Libri come’, organizzata presso l’Auditorium-Parco della musica di Roma per parlare dei tanti ‘mondi’ che ruotano intorno ai libri.
Originale il tema scelto dall’autore, ovvero’Raccontare il Sud attraverso la sua musica’. Saviano si addentrerà nei paralleli e nelle contaminazioni fra la musica dei neomelodici italiani e libri. E questo tema sarà presente anche nella sua nuova opera, ‘La parola contro la camora’.
Si tratta di un libro piu’ Dvd in uscita a fine marzo per Einaudi, che comprende anche una sua intervista alla trasmissione Che tempo che fa. ‘Attraverso il racconto della cronaca quotidiana ho cercato di far emergere la realta’ di una guerra ignorata da gran parte del Paese”.
Continua a leggere: La parola contro la camorra, il nuovo libro di Roberto Saviano

Segnalo un post molto carino su Lettermagazine, che nasce da un’idea un po’ surreale. Quella che sui nostri scaffali possa scatenarsi una ‘guerra’ fra libri se scegliamo gli accostamenti sbagliati.
L’autore racconta di aver ricevuto in regalo (da uno che lo conosce poco) l’Iliade di Baricco (a suo giudizio il peggiore, dello scrittore in oggetto).
“Salgari sullo scaffale alto gli ha scatenato contro Sandokan ed il Corsaro Nero con i tigrotti ed i corsari dei Caraibi. Omero, in originale con traduzione a fronte, gli ha mandato contro i Greci ed i Troiani stavolta alleati e la maga Circe per trasformarlo in porco; Komarowsky, Jordan , Jury Zivago, Jekyll e Hyde in combutta, Silver John saltavano fuori parossisticamente dalle pagine ed urlavano contro l’estraneo peggio di quanto fanno Calderoli e Borghezio contro gli extra comunitari”.
Continua a leggere: Libri che non vanno d'accordo: accostamenti impossibili
Secondo Roberto Saviano si tratta di “Sorella mia unico amore” di Joyce Carol Oates, ed. Mondadori (”un capolavoro sommo…da leggere a tutti i costi”) mentre Andrea Vitali cita “L’incendio dei sogni” di Luca Doninelli, ed Garzanti, (”un immaginario che lascia stupefatti e disarmati”). Sono solo due dei libri migliori del 2009 consigliati da scrittori pubblicati ieri nella pagina culturale del Sole 24 Ore.
Ma abbiamo anche Elena Loewenthal che consiglia invece “Giù in piazza non c’è nessuno” di Dolores Prato, Quodlibet (”uno dei libri più belli che io abbia mai letto”) e Ferruccio de Bortoli che invece cita ‘Indignazione’, ultima opera di Roth edita da Einaudi. Per Ernesto Ferrero, direttore della Fiera del libro di Torino, vince “l’espressionismo di area faulkneriana” di Suttree del Pulitzer Cormac McCarthy (Einaudi).
Qual è il vostro libro preferito del 2009? Scriveteci il titolo e una riga di motivazione, possibilmente. Il mio è sicuramente (per ora) Indignazione di Roth, per la sua potente ironia nascosta tra le righe delle sfortunate vicende del protagonista, che ho personalmente interpretato come un ‘Giovane Holden’ che solo in apparenza non riesce ad adeguarsi al sistema universitario in cui vive, ma ne è in realtà contestatore radicale.
Via | Il Sole 24Ore

Lo scrittore napoletano Roberto Saviano, che da anni vive sotto scorta per scontare la colpa di aver scritto Gomorra, dopo l’onorificenza del pubblico di tutto il mondo che ha comprato a milioni il suo libro, potrebbe tra pochi giorni ricevere un’altra onorificenza, questa volta istituzionale, dal governo europeo. E’ il premio Sakharov assegnato ogni anno dal Parlamento europeo “a persone o organismi che si sono distinti nella difesa dei diritti umani”.
Saviano, la cui candidatura è stata proposta dall’eurodeputata dell’Italia dei Valori Sonia Alfano, è ora in lizza per la vittoria finale con altri 8 candidati. La prima tappa, prima dell’assegnazione del premio, sarà la scelta da parte della giuria, composta dai membri delle commissioni Affari esteri e Sviluppo del Parlamento Europeo, della terna dei finalisti.
Se il destino e la giuria vorranno premiare Saviano non lo possiamo ancora sapere, ma sappiamo che il significato simbolico di un’eventuale vittoria assegnata a uno scrittore che è l’immagine della presa di coscienza e della lotta contro la mafia sarebbe enorme. Certo, i gesti reali enormi da fare per migliorare la vita di Saviano e quella di tutti noi sarebbero ben altri, ma purtroppo per ora dobbiamo accontentarci dei gesti simbolici, e affrontare da soli la realtà desolante della nostra piccola Italia.
Con le storie raccontate da Roberto Saviano ieri in apertura della puntata di Che tempo che fa di ieri sarebbe possibile scrivere un altro libro. Bella infatti la sua scelta di parlare, partendo da alcune foto, di storie ‘che a lungo gli erano rimaste nello stomaco’ e che finalmente è riuscito a ‘buttare fuori’.
Come quella del carabiniere di Marano (Napoli) Salvatore Nuvoletta (nessuna parentela col clan, anche se qualcuno lo ha infondatamente sostenuto), ad esempio, che minacciato dalla camorra ha deciso di rimanere in servizio, ed è stato ammazzato mentre aveva un bambino in braccio: quel bambino lo ha scalzato via violentemente, prima che gli sparassero. “Aveva sentito chiamare il suo nome, e quando gridano così il tuo nome sai che è l’ultima cosa che sentirai”, ha spiegato Saviano . E così almeno il bambino si è salvato. Nuvoletta aveva 20 anni: era il 2 luglio 1982.
Chissà, appunto, se ne verrà fuori un nuovo libro, con al centro altre storie di vittime di mafia sconosciute. Perchè Gomorra, ha spiegato lo scrittore, non era altro che questo: “Una storia da leggere come un romanzo con in mezzo persone vere, e dati”. Il tutto per realizzare la sua ambizione ‘più bella e più brutta: riuscire a cambiare le cose con la forza delle parole’, perchè ‘è facile per il male vincere: basta che le persone che sono nel bene non facciano nulla”.
Continua a leggere: Roberto Saviano a Che tempo che fa: la paura e il potere delle parole
Verrà presentata domani a Roma “Senza Finzione”, la nuova collana di Stampa Alternativa dedicata espressamente alle inchieste giornalistiche “alla vecchia maniera”, scritte da “insider”, che dall’interno indagano e riferiscono: è un modo di di fare giornalismo che, da un po’ di tempo in Italia si è annacquato, se non perso completamente nella ricerca assatanata dello scoop, dello shock, nella ricerca dell’emozione a tutti i costi che è poi la cifra stilistica più rilevante del giornalismo alla Studio Aperto, per intenderci: tanta retorica e poca informazione.
Questa tendenza del giornalismo italiano verso il pathos e la retorica dei buoni sentimenti è probabilmente uno degli aspetti più subdoli della società dello spettacolo del nostro paese che, padrona incontrastata e incontrastabile sulle nostre coscienze, ormai è in grado di manovrarci completamente. Ed è contro tutto ciò che si scaglia questa nuova proposta di Stampa Alternativa, con i primi due titoli della collana “Senza finzione”: “Disonora il padre e la madre”, un’inchiesta sulla pedofilia di Alessandro Chiarelli e “Le tigri di Telecom” di Andrea Pompili, dedicato allo scandalo Telecom-Sismi.
Ben venga dunque questo tentativo di riportare il discorso giornalistico sui binari della realtà, ritornare a indagare “senza finzioni” e ricominciare scavare nel profondo dei problemi, piuttosto che cavalcarli in superficie come fossero onde da surf. In qualche modo sembra che si inizino a vedere dei germogli, là dove Roberto Saviano aveva piantato il seme di Gomorra…
Alessandro Chiarelli
Disonora il padre e la madre
Stampa alternativa
euro 14,00
Andrea Pompili
Le tigri di Telecom
Stampa Alternativa
euro 16,00
Quasi un anno fa aveva suscitato enorme scalpore nello stantio mondo della letteratura italiana contemporanea la pubblicazione su internet dell’intervento intitolato “New Italian Epic”, firmata Wu Ming 1, alias Roberto Bui, uno dei componenti del collettivo bolognese di scrittori Wu Ming. D’improvviso sembrò rinato, quasi per miracolo, un dibattito, un vero e proprio scontro di opinioni, un vero miracolo per il panorama intellettuale italiano, solitamente immobile come una salma.
Il saggio di Wu Ming 1, in sostanza, propone una nuova categoria che sigilli nell’ammiccante etichetta “New Italian Epic” l’esperienza, multiforme e variegata, di alcuni scrittori italiani protagonisti degli ultimi vent’anni, tra i quali spiccano i nomi di Saviano, De Cataldo, Lucarelli, Evangelisti, fino ai Wu Ming stessi. La presunta linea rossa che congiunge questo universo di scrittori, apparentemente non proprio affini, è rappresentata dal materiale storico che ne forma il punto di partenza narrativo e da un approccio che non disdegna i tratti del giornalismo, della non-fiction alla Saviano per intenderci.
Ora, dunque, a quasi un anno di distanza appunto, quel materiale incandescente, quel “manifesto” che tante reazioni, entusiaste o estremamente ostili aveva suscitato, è stato pubblicato nella collana stile libero di Einaudi. Forse finalmente vedremo chi aveva ragione, se i sostenitori di questa nuova tendenza della letteratura italiana contemporanea o se i suoi detrattori, convinti che in fondo tutto ciò sia solamente una gran trovata pubblicitaria…
Wu Ming
New Italian Epic
Einaudi Stile Libero
euro 14,50