
Segnalo un post molto carino su Lettermagazine, che nasce da un’idea un po’ surreale. Quella che sui nostri scaffali possa scatenarsi una ‘guerra’ fra libri se scegliamo gli accostamenti sbagliati.
L’autore racconta di aver ricevuto in regalo (da uno che lo conosce poco) l’Iliade di Baricco (a suo giudizio il peggiore, dello scrittore in oggetto).
“Salgari sullo scaffale alto gli ha scatenato contro Sandokan ed il Corsaro Nero con i tigrotti ed i corsari dei Caraibi. Omero, in originale con traduzione a fronte, gli ha mandato contro i Greci ed i Troiani stavolta alleati e la maga Circe per trasformarlo in porco; Komarowsky, Jordan , Jury Zivago, Jekyll e Hyde in combutta, Silver John saltavano fuori parossisticamente dalle pagine ed urlavano contro l’estraneo peggio di quanto fanno Calderoli e Borghezio contro gli extra comunitari”.
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Secondo Roberto Saviano si tratta di “Sorella mia unico amore” di Joyce Carol Oates, ed. Mondadori (”un capolavoro sommo…da leggere a tutti i costi”) mentre Andrea Vitali cita “L’incendio dei sogni” di Luca Doninelli, ed Garzanti, (”un immaginario che lascia stupefatti e disarmati”). Sono solo due dei libri migliori del 2009 consigliati da scrittori pubblicati ieri nella pagina culturale del Sole 24 Ore.
Ma abbiamo anche Elena Loewenthal che consiglia invece “Giù in piazza non c’è nessuno” di Dolores Prato, Quodlibet (”uno dei libri più belli che io abbia mai letto”) e Ferruccio de Bortoli che invece cita ‘Indignazione’, ultima opera di Roth edita da Einaudi. Per Ernesto Ferrero, direttore della Fiera del libro di Torino, vince “l’espressionismo di area faulkneriana” di Suttree del Pulitzer Cormac McCarthy (Einaudi).
Qual è il vostro libro preferito del 2009? Scriveteci il titolo e una riga di motivazione, possibilmente. Il mio è sicuramente (per ora) Indignazione di Roth, per la sua potente ironia nascosta tra le righe delle sfortunate vicende del protagonista, che ho personalmente interpretato come un ‘Giovane Holden’ che solo in apparenza non riesce ad adeguarsi al sistema universitario in cui vive, ma ne è in realtà contestatore radicale.
Via | Il Sole 24Ore
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Lo scrittore napoletano Roberto Saviano, che da anni vive sotto scorta per scontare la colpa di aver scritto Gomorra, dopo l’onorificenza del pubblico di tutto il mondo che ha comprato a milioni il suo libro, potrebbe tra pochi giorni ricevere un’altra onorificenza, questa volta istituzionale, dal governo europeo. E’ il premio Sakharov assegnato ogni anno dal Parlamento europeo “a persone o organismi che si sono distinti nella difesa dei diritti umani”.
Saviano, la cui candidatura è stata proposta dall’eurodeputata dell’Italia dei Valori Sonia Alfano, è ora in lizza per la vittoria finale con altri 8 candidati. La prima tappa, prima dell’assegnazione del premio, sarà la scelta da parte della giuria, composta dai membri delle commissioni Affari esteri e Sviluppo del Parlamento Europeo, della terna dei finalisti.
Se il destino e la giuria vorranno premiare Saviano non lo possiamo ancora sapere, ma sappiamo che il significato simbolico di un’eventuale vittoria assegnata a uno scrittore che è l’immagine della presa di coscienza e della lotta contro la mafia sarebbe enorme. Certo, i gesti reali enormi da fare per migliorare la vita di Saviano e quella di tutti noi sarebbero ben altri, ma purtroppo per ora dobbiamo accontentarci dei gesti simbolici, e affrontare da soli la realtà desolante della nostra piccola Italia.
Con le storie raccontate da Roberto Saviano ieri in apertura della puntata di Che tempo che fa di ieri sarebbe possibile scrivere un altro libro. Bella infatti la sua scelta di parlare, partendo da alcune foto, di storie ‘che a lungo gli erano rimaste nello stomaco’ e che finalmente è riuscito a ‘buttare fuori’.
Come quella del carabiniere di Marano (Napoli) Salvatore Nuvoletta (nessuna parentela col clan, anche se qualcuno lo ha infondatamente sostenuto), ad esempio, che minacciato dalla camorra ha deciso di rimanere in servizio, ed è stato ammazzato mentre aveva un bambino in braccio: quel bambino lo ha scalzato via violentemente, prima che gli sparassero. “Aveva sentito chiamare il suo nome, e quando gridano così il tuo nome sai che è l’ultima cosa che sentirai”, ha spiegato Saviano . E così almeno il bambino si è salvato. Nuvoletta aveva 20 anni: era il 2 luglio 1982.
Chissà , appunto, se ne verrà fuori un nuovo libro, con al centro altre storie di vittime di mafia sconosciute. Perchè Gomorra, ha spiegato lo scrittore, non era altro che questo: “Una storia da leggere come un romanzo con in mezzo persone vere, e dati”. Il tutto per realizzare la sua ambizione ‘più bella e più brutta: riuscire a cambiare le cose con la forza delle parole’, perchè ‘è facile per il male vincere: basta che le persone che sono nel bene non facciano nulla”.
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Verrà presentata domani a Roma “Senza Finzione”, la nuova collana di Stampa Alternativa dedicata espressamente alle inchieste giornalistiche “alla vecchia maniera”, scritte da “insider”, che dall’interno indagano e riferiscono: è un modo di di fare giornalismo che, da un po’ di tempo in Italia si è annacquato, se non perso completamente nella ricerca assatanata dello scoop, dello shock, nella ricerca dell’emozione a tutti i costi che è poi la cifra stilistica più rilevante del giornalismo alla Studio Aperto, per intenderci: tanta retorica e poca informazione.
Questa tendenza del giornalismo italiano verso il pathos e la retorica dei buoni sentimenti è probabilmente uno degli aspetti più subdoli della società dello spettacolo del nostro paese che, padrona incontrastata e incontrastabile sulle nostre coscienze, ormai è in grado di manovrarci completamente. Ed è contro tutto ciò che si scaglia questa nuova proposta di Stampa Alternativa, con i primi due titoli della collana “Senza finzione”: “Disonora il padre e la madre”, un’inchiesta sulla pedofilia di Alessandro Chiarelli e “Le tigri di Telecom” di Andrea Pompili, dedicato allo scandalo Telecom-Sismi.
Ben venga dunque questo tentativo di riportare il discorso giornalistico sui binari della realtà , ritornare a indagare “senza finzioni” e ricominciare scavare nel profondo dei problemi, piuttosto che cavalcarli in superficie come fossero onde da surf. In qualche modo sembra che si inizino a vedere dei germogli, là dove Roberto Saviano aveva piantato il seme di Gomorra…
Alessandro Chiarelli
Disonora il padre e la madre
Stampa alternativa
euro 14,00
Andrea Pompili
Le tigri di Telecom
Stampa Alternativa
euro 16,00
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Quasi un anno fa aveva suscitato enorme scalpore nello stantio mondo della letteratura italiana contemporanea la pubblicazione su internet dell’intervento intitolato “New Italian Epic”, firmata Wu Ming 1, alias Roberto Bui, uno dei componenti del collettivo bolognese di scrittori Wu Ming. D’improvviso sembrò rinato, quasi per miracolo, un dibattito, un vero e proprio scontro di opinioni, un vero miracolo per il panorama intellettuale italiano, solitamente immobile come una salma.
Il saggio di Wu Ming 1, in sostanza, propone una nuova categoria che sigilli nell’ammiccante etichetta “New Italian Epic” l’esperienza, multiforme e variegata, di alcuni scrittori italiani protagonisti degli ultimi vent’anni, tra i quali spiccano i nomi di Saviano, De Cataldo, Lucarelli, Evangelisti, fino ai Wu Ming stessi. La presunta linea rossa che congiunge questo universo di scrittori, apparentemente non proprio affini, è rappresentata dal materiale storico che ne forma il punto di partenza narrativo e da un approccio che non disdegna i tratti del giornalismo, della non-fiction alla Saviano per intenderci.
Ora, dunque, a quasi un anno di distanza appunto, quel materiale incandescente, quel “manifesto” che tante reazioni, entusiaste o estremamente ostili aveva suscitato, è stato pubblicato nella collana stile libero di Einaudi. Forse finalmente vedremo chi aveva ragione, se i sostenitori di questa nuova tendenza della letteratura italiana contemporanea o se i suoi detrattori, convinti che in fondo tutto ciò sia solamente una gran trovata pubblicitaria…
Wu Ming
New Italian Epic
Einaudi Stile Libero
euro 14,50
Continua a leggere: Pubblicato il manifesto della New Italian Epic
. Esce per i tipi di Newton Compton, “La penisola dei mafiosi” , l’ultimo libro di Bruno De Stefano.
«Nel mio libro», racconta De Stefano a Il meridiano «traccio una mappa, regione per regione, della presenza dei clan: dove sono insediati, in quali attività sono coinvolti. Ne emerge una distribuzione capillare, che fa sì che le mafie non siano solo un problema del Sud”. Roberto Saviano, leggo, aveva etichettato un precedente lavoro di De Stefano (’I boss della camorra’, sempre Newton Compton) un’opera a metà fra Balzac e Tarantino.
Un altro titolo da segnalare sull’argomento mafie è ‘La bestia’, a firma del giornalista Raffaele Sardo (ed. Melampo) e con introduzione dell’autore di Gomorra, che riporta le testimonianze di parenti e amici di vittime dei clan della camorra campana.
Via | Il meridiano
Continua a leggere: La penisola dei mafiosi di Bruno De Stefano e La bestia di Raffaele Sardo
Segnalo un interessante articolo del Giornale che fa i ‘nomi e cognomi’ degli agenti letterari italiani, nell’articolo ‘Discreti e griffati, ecoo i signori del libro’, fornendo diversi dietro le quinte del loro lavoro.
Dal ‘divorzio’ di Rosaria Carpinelli da Rizzoli (si dice, per rappresentare Filippo Timi e Serena Vitale, nota l’articolista) da Roberto Santachiara (dell’agenzia letteraria Wu Ming) e Roberto Saviano, fino all’ermetica Vicki Satlow, solo la Grandi e Associati ha l’abitudine di aggiornare online la lista degli scrittori rappresentati. Gli altri agenti mantengono il ’segreto’, scrive il giornalista.
Ma a dispetto di tutto, scrive l’articolista, l’Ali - agenzia letteraria italiana, nata nel 1898, sembra proprio in questi ultimi tempi si stia rinnovando e l’agente letterario stia godendo di nuova fama e nuovo lavoro.
Via | Il Giornale
Foto | Flickr
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Saviano con Gomorra ha dato il via alla narrativa di inchiesta che in qualche modo va a colmare un vuoto di informazione. Ieri ne hanno parlato alla fiera Più libri più liberi in una tavola rotonda dal titolo “I libri che fanno paura. La narrativa di inchiesta dopo Gomorra”. Sono intervenuti Massimo Carlotto, Andrea Purgatori e Marco Vichi. Ciò che è emerso con forza è il fatto che un certo tipo di denuncia non appare più sui mezzi di informazione canonici, ma si può ritrovare nei libri. Dice Carlotto: “Bisogna andare in libreria per capire cosa succede intorno a noi e questo vuol dire che gli organi di informazione hanno abdicato”.
“Il romanzo di inchiesta - continua lo scrittore - nasce da un’esigenza dei lettori, assetati di notizie. Dall’altro lato c’è una macchina televisiva che racconta di delitti spettacolari, come quello di Cogne, o la strage di Erba, ma dimentica di mostrare le trasformazioni criminali. Nessuno parla di mafia russa e cinese o della realtà delle regioni italiane comandate dalla criminalità organizzata.”
La pensa così anche Francesco Abate che interviene raccontando del suo ultimo libro Così si dice, un romanzo che mostra il volto oscuro della Sardegna. “La maggior parte di voi quando pensa alla Sardegna immagina mari cristallini e spiagge assolate, ma purtroppo non è soltanto questo. Ad esempio quasi nessuno sa dell’esistenza di un poligono in cui gli eserciti della Nato pagando un affitto di cinquantamila euro al giorno possono provare qualsiasi tipo di esplosivo.”
Continua a leggere: A Più libri più liberi si parla di narrativa d'inchiesta con Massimo Carlotto

Dalla scelta di Roberto Saviano è nato, con l’approvazione dello scrittore, il portale per la legalità ‘Oltregomorra’.
Un vero e proprio archivio online sul tema della legalità , coordinato da Alessandro Pecoraro e nato a marzo da Myspace che contiene, leggo, varie sezioni: varia produzione multimediale sull’argomentro mafie, o la sezione ‘Italia che resiste’ dedicata a gruppi e associazioni, ma anche istituzioni in lotta per la legalità , a un archivio aggiornato sui beni confiscati alla mafia fino al processo Spartacus e al Vocabolario della camorra.
Il sito è raggiungibile tramite link dal sito Robertosaviano.it o direttamente da Oltregomorra.it. Una iniziativa bellissima, da supportare.
Via | Affari Italiani
Foto | Flickr
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