Lunedì scorso, giornata finale del Salone del Libro di Torino 2011, il fantasma di Manuele Madalon ha seminato il panico al Lingotto, rivelando la faccia più grottesca e insulsa del mondo intellettuale italiano (e non solo), quella che, per paura di dimostrarsi ignorante - in questo caso la colpa sarebbe stata l’ignoranza di uno scrittore inesistente - preferisce proferire discorsi a vanvera, vere e proprie supercazzole degne del miglior conte Mascetti, strisciando letteralmente sui vetri fino a schiantarsi in nel mare del Ridicolo.
L’arte di inventare scrittori e di buggerare i critici, il pubblico e gli addetti ai lavori, in realtà, non è certo arte inedita, neppure al Salone di Torino, che proprio questa domenica aveva già vissuto un fenomeno del genere grazie al flashmob della Rete dei redattori Precari che, per attirare l’attenzione del pubblico, si era inventata un libro pro-precarietà con tanto di autore, di casa editrice e di contestazioni, tutto rigorosamente falso, ovviamente.
Ma entriamo più nei dettagli di questa geniale operazione situazionista. Tutto nasce da un’idea di un gruppo di studenti di Ingegneria del Cinema del Politecnico di Torino che hanno ideato il libro, dal titolo l’Implosione, e la biografia della propria creatura e che, dopo averle trovato un volto nella faccia messa a disposizione da Gabriele Madala, studente del Master in giornalismo dell’Università di Torino, l’hanno mandata nel mondo.

Dopo gli attacchi messi a segno ieri all’interno e all’esterno dei padiglioni del Salone del Libro di Torino, la Rete dei Redattori Precari, protetti da san Precario, santo protettore dei diversamente occupati, tornano all’attacco e lo fanno, come al solito, con il sorriso.
Come di consueto, partiamo dai fatti. Dopo il clamore delle iniziative di ieri la Rete dirama un comunicato, annunciando per oggi una grossa contestazione diretta contro la presentazione del volume Perché la precarietà ci salverà di Thomas Murphy, edito dalla sedicente casa editrice Narioca PresS, prevista per questo pomeriggio al Salone.
E’ appena passata l’ora di pranzo, la presentazione inizia con l’autore, Thomas Murphy, supportato da una relatrice sconosciuta. Immediatamente partono i fischi. «Il popolo dei centri sociali si sta per scatenare», avranno forse pensato gli ignari spettatori, richiamati sul posto dal trambusto. E forse anche la polizia avrà pensato più o meno la stessa cosa.
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Ieri pomeriggio il direttore editoriale del Salone del Libro di Torino, Ernesto Ferrero, introducendo la lectio magistralis dal titolo “Scorci del vizio degli italiani” di Franco Cordero, giurista, scrittore, editorialista de la Repubblica, ha compiuto un atto tanto inedito quanto grave su cui credo sia necessario fermarsi e riflettere.
Prima di tutto i fatti. Il 13 maggio, la Repubblica pubblica in anteprima un estratto del discorso di Cordero, un discorso che fa subito discutere per i toni e le accuse scagliate in direzione di Silvio Berlusconi, colui che «calca le scene da troppo tempo, ripetendosi nel repertorio dei guitti: gesticola e straparla», un «Duca Valentino del terzo millennio», «cinico, irridente, volgare nel profondo, bugiardo, versipelle, attore di una scurrile commedia dell’arte, spietato contro gli avversari».
A quel punto qualcuno si inquieta, il discorso gira e finisce sotto gli occhi del bersaglio, di Silvio Berlusconi, che nell’ultimo comizio elettorale del venerdì lo cita accusandolo di stalinismo e via dicendo. Quel che accade dopo lo posso soltanto imaginare: probabilmente qualcuno chiama il Salone, si lamenta della cosa e chiede al Direttore di intervenire e di prendere le distanze.
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Il torpore del Salone si è rotto improvvisamente verso l’ora di pranzo, quando allo stand di Rcs, la Rete dei Redattori Precari ha attaccato pacificamente l’establishemt appiccicando postit e denunciando la grave situazione in cui versa il mondo dell’editoria italiana, il cui male invisibile si chiama Precariato.
In questi anni di crisi, sia del settore editoriale, sia, più in generale, del mondo del lavoro, questo male invisibile - invisibile in primis a causa della cecità del mondo dell’informazione - si è diffuso come un cancro, ammorbando l’intera filiera del libro e concentrandosi nelle redazioni più prestigiose.
Rizzoli, Mondadori, Adelphi, Piemme, DeAgostini Scuola: queste sono solo alcune delle realtà coinvolte da questa strategia di sfruttamento che ha trasformato una intera generazione di professionisti dell’editoria - redattori, correttori, addetti stampa, impaginatori, traduttori, copy, ricercatori iconografici, addirittura caporedattori di collana - in schiavi legalizzati che vivono il cocente, frustrante paradosso di avere le qualifiche e i conseguenti doveri del Professionista e, insieme, di vedere negati i diritti minimi del Lavoratore.
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Ad ascoltare il dibattito mattutino che, in Sala Gialla, ha messo uno accanto all’altro Alessandro Barberi e Valerio Massimo Manfredi, abili scrittori di romanzi storici e altrettanto abili storici, alle prese con il rapporto tra la Storia e la Narrazione, tra la Storia e le Storie, ho provato la strana e francamente disagevole sensazione di assistere ad un discorso abbastanza piatto, tutto sommato ben poco produttivo: una storia di ordinaria banalità.
Certo, qualcosa di interessante emerge sempre quando due persone di indubbio spessore si incontrano e ripercorrono la propria esperienza professionale, soprattutto quando questa è un’esperienza duplice, oscillante tra la verità documentaria della Storia e il fascino della finzione, dell’invenzione narrativa. Eppure, in fondo, resta poca roba, qualche scheggia di discorso che ne potrebbe aprire altri mille - centralità della scuola pubblica, criticità del concetto di memoria condivisa, oggettività della Storia, definizione e rapporto con l’Alterità etc - ma che, per ovvi e comprensibili motivi di tempo, viene tarpato sul nascere.
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È stato lanciato al Salone del Libro di Torino il servizio italiano per il prestito degli eBook. L’iniziativa della Pay Per Read Machine nasce da Simplicissimus Book Farm, da sempre attivo nella promozione di una cultura dell’editoria digitale in Italia. In occasione del lancio dell’iniziativa abbiamo incontrato Marco Croella, direttore dei Publishing Services di SBF, e gli abbiamo chiesto di illustrarci un po’ meglio in cosa consista questo “noleggio”.
Perché noleggiare degli eBook? Non faccio prima a comprare un eBook che a noleggiarlo?
L’idea è quella di consentire al lettore di “assaporare” un testo prima di decidere di acquistarlo. Specialmente di fronte a ebook dal prezzo elevato capita che si decida di rimandare o di non fare l’acquisto. In questo modo, invece, si potrà noleggiare l’ebook e poi decidere se comprarlo o meno.
Come funziona praticamente per il lettore il noleggio (costi, durata del prestito, restituzione)?
Se l’editore ha deciso di attivare il noleggio, il lettore troverà nello store Ultimabooks.it la possibilità di procedere all’acquisto tradizionale, oppure di noleggiare l’ebook per due giorni a 0,99 euro o per sette giorni a 1,49 euro. Allo scadere della durata del prestito, il file diventerà illeggibile, e si potrà fare un nuovo noleggio o acquistare l’ebook.

Come la maggior parte di voi ben sapranno, si è aperta oggi la 24esima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, uno degli eventi focali dell’intero anno editoriale italiano che raggruppa centinaia di espositori e richiama invariabilmente migliaia di visitatori.
In linea di massima esistono due modi per parlare di questa prima giornata del Salone. Il primo è parlare dei numeri, citare l’incredibile tasso di biodiversità che emerge dalla lunghissima lista degli espositori, presentare il consueto, e ormai desueto paradosso, che emerge confrontando le statistiche riguardanti la lettura in Italia con il brulicante esercito di visitatori, dalle fila sempre più compatte, o ancora, enumerare la varietà meravigliosa di eventi di ogni tipo, come al solito più di un migliaio.
Questo però lo potete leggere dovunque, basta una semplice ricerca su google, per trovare centinaia di articoli, commenti, cronache, rilanci di agenzia. Io però, arrivando tardi e non avendo alcuna eclatante notizia da comunicare che altri non abbiano fatto prima di me, vorrei condividere una piccola considerazione.

Forse sulla scia del grande successo del Fuorisalone di Milano, che anima le vie della città durante la settimana del mobile, anche a Torino, durante la settimana del Salone del Libro è ormai prassi da otto anni cercare di uscire dagli spazi della fiera per coinvolgere lettori e cittadinanza per le piazze e per le strade della città.
Per questa ottava edizione del Salone fuori dal Salone gli eventi organizzati in giro per la città da sabato 7 fino a lunedì 16 sono oltre cento e si dividono tra eventi ludici, musicali e, ovviamente, incontri con gli scrittori. Tra i tanti eventi organizzati - un po’ come avevamo fatto per il programma del Salone - ve ne segnaliamo una piccola scelta, una lista i quelli che ci sembrano i più interessanti.
Il primo che vogliamo segnalarvi è il Bookrunning, lo scambio di libri in città che l’anno scorso mise in circolo più di 600 libri e che è, lanciato questo sabato, durerà per tutta la durata del Salone. Tra gli eventi legati più strettamente al Salone, invece, di assolutamente imperdibile c’è senz’altro Alessandro Bergonzoni, che incontrerà il pubblico sabato 14 al Centro Giovanile Bell’Arte, ma anche il bravissimo Giuseppe Cederna, il cui incontro è previsto per giovedì 12 alla Libreria Mondadori di Via Digione.
Ovviamente questi sono soltanto gli eventi di punta tra i cento che sono stati organizzati… Non esitate dunque a segnalarci eventuali altri incontri, spettacoli o concerti di cui siete a conoscenza e che meritano, secondo voi, di essere segnalati. In ogni caso qui trovate il programma completo.
Via | Newspettacolo.org