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A Manhattan i libri sul comodino li consiglia Rushdie

pubblicato da Andrea Coccia

A Manhattan i libri sul comodino li consiglia Rushdie Uno degli oggetti che non può mancare su qualsiasi comodino, oltre a una lampada discreta, una sveglia efficace e una buona bottiglia d’acqua è certamente un buon libro in grado di accompagnare il nostro quotidiano percorso verso il mondo dei sogni. Consci di questa regola i dirigenti dello Standard Hotel di Manhattan, uno di quegli hotel che concedono ogni attenzione ai propri clienti – ovviamente dietro il pagamento di un conto da capogiro – hanno deciso di aggiungere alla televisione, all’ipod e, probabilmente, ai cioccolatini sul cuscino, un libro sul comodino.

Ma la notizia che fa sorridere non è tanto questa inconsueta attenzione dimostrata da un hotel per il benessere intellettuale dei propri clienti, ma piuttosto il fatto che i libri proposti dalla direzione non sono scelti a caso, e non sono nemmeno quelli che altri clienti, negli anni, hanno dimenticato o lasciato volontariamente in albergo. Niente di tutto questo, anzi, per far diventare la lettura un gesto all’altezza del Hotel, la dirigenza ha scelto di chiedere un parere esclusivo, facendo firmare la selezione dei 13 libri ad un grande autore della letteratura mondiale, Salman Rushdie.

Tra i titoli scelti dallo scrittore angloindiano, famoso per aver scritto il molto discusso I versi satanici, ci sono alcuni dei più grandi libri della narrativa americana degli ultimi cinquant’anni, da Foglie d’erba di Walt Whitman, a L’urlo e il furore di William Faulkner, da Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald aIl dono di Humboldt” di Saul Bellow, da Il lamento di Portnoy di Philip Roth, al Mattatoio 5 di Kurt Vonnegut.

Un’operazione curiosa, non c’è che dire, anche perché per scegliere capolavori del genere forse bastava fare una buona ricerca su google o sfogliare qualche pagina di wikipedia. Ma se toccasse a voi scegliere una lista di libri italiani da consigliare ai clienti di un grande albergo di lusso, quali proporreste?

Via | Quotidiano.net
Foto | Flickr

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Salman Rushdie sta preparando un libro autobiografico sulla sua vita sotto scorta

pubblicato da Andrea Coccia

Salman Rushdie sta preparando un libro autobiografico sulla sua vita sotto scorta
Non sono pochi gli scrittori che, nella storia della letteratura, soprattutto nel Novecento, hanno rischiato la propria vita e sono stati condannati alla clandestinità e ad una esistenza sotto scorta semplicemente per aver intessuto le proprie trame narrative legandole a doppio filo con una realtà scottante, denunciandone l’assurdità.

Se in Italia, negli ultimi mesi, il caso più dibattuto è quello di Roberto Saviano, tra gli stranieri è senz’altro Salman Rushdie lo scrittore che esemplifica al meglio questa coraggiosa categoria. Lo scrittore angloindiano, infatti, dopo essere stato condannato a morte dall’ayatollah Khomeini per aver scritto il romanzo I versi satanici, ha vissuto per quasi un decennio nascosto nella periferia di Londra protetto dagli agenti segreti britannici e da Scotland Yard.

Ora, che la fatwa si è “ammorbidita” consentendogli di vivere liberamente (o quasi) a New York, Rushdie ha deciso di scrivere un libro autobiografico sui sui suoi dieci anni di clandestinità. L’esistenza di questo progetto, di cui non si conosce né la data prevista per la pubblicazione né il titolo, è stata confermata ieri dallo stesso Rushdie in una conferenza stampa ad Atlanta, dove ha presentato la mostra dedicata al suo archivio privato che verrà inaugurata alla Emory University nei prossimi giorni.

Via | Adnkronos
Foto | Flickr

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Solidarità a Milan Kundera da 11 grandi scrittori

pubblicato da cristiano


Milan Kundera ha incassato la solidarietà di undici scrittori di fama internazionale, tra cui quattro premi nobel. Il sostegno degli scrittori è arrivato dopo le accuse di collaborazionismo con il regime comunista, mosse allo scrittore dalla rivista ceca ”Respekt”.

Secondo la rivista infatti Kundera, autore de “L’insostenibile leggerezza dell’essere”, nel 1950, all’età di 21 anni, avrebbe denunciato alla polizia comunista uno studente.

Tra gli scrittori che hanno manifestato la propria solidarietà tramite la lettera pubblicata sul sito internet del settimanale francese ”Le Nouvel Observateur” si annoverano, tra gli altri, Carlos Fuentes, Gabriel Garcia Marquez (Premio Nobel), Nadine Gordimer (Premio Nobel), Orhan Pamuk (Premio Nobel), Philip Roth e Salman Rushdie. Lo scrittore ha incassato anche la solidarietà di Vaclav Havel, ex presidente della Repubblica Ceca.

Via | Interfree
Foto | Flickr

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