
La morte di Jerome David Salinger sta suscitando, come prevedibile, reazioni contrastanti. Il principale terreno di verifica di tali reazioni è Twitter, il social network più diffuso al mondo insieme a Facebook.
Lo scrittore Bret Easton Ellis ha reagito in maniera provocatoria alla triste notizia; ma sono molti gli utenti italiani che stanno dicendo la loro. Segue una breve rassegna dei commenti più interessanti, curiosi o rappresentativi che abbiamo letto su Twitter fino a questo momento.
@danielecapo un anno di merda si vede dall’inizio, #salinger è morto e anche io non mi sento bene
@amber_rebel è morto Salinger? l’ho sognato stanotte
@Bisax la notizia non è che è morto Salinger, ma che era ancora vivo
Continua a leggere: La morte di Salinger ai tempi di Twitter

Uno dei desideri di J. D. Salinger, morto ieri, è stato esaudito. Ebbe a dire, infatti:
Ragazzi, quando morite vi servono di tutto punto. Spero con tutta l’anima che quando morirò qualcuno avrà tanto buonsenso da scaraventarmi nel fiume o qualcosa del genere. Qualunque cosa, piuttosto che ficcarmi in un dannato cimitero. La gente che la domenica viene a mettervi un mazzo di fiori sulla pancia e tutte quelle cretinate. Chi li vuole i fiori, quando sei morto? Nessuno.
Quasi profetico! Lo scrittore Bret Easton Ellis, autore di American Psycho, ha esultato alla notizia della morte di Salinger e ha espresso la sua gioia via Twitter:
Continua a leggere: Lo scrittore Bret Easton Ellis esulta per la morte di Salinger

Jerome David Salinger, l’autore de Il giovane Holden è morto oggi, per cause naturali, a Cornish, nel New Hampshire. La notizia della morte è stata data dal figlio. Salinger aveva novantuno anni e si era sempre distinto per la discrezione e il mistero che hanno avvolto la sua vita (negli ultimi cinquant’anni aveva rilasciato pochissime interviste: una nel 1953 ad una studentessa per la pagina scolastica The Daily Eagle di Cornish e un’altra nel 1974 al The New York Times; l’ultima sua pubblicazione, un racconto apparso sul New Yorker, risale al 1965). Del resto proprio l’incipit de Il giovane Holden ne è una testimonianza eloquente:
Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com’è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne. Primo, quella roba mi secca, e secondo, ai miei genitori gli verrebbero un paio di infarti per uno se dicessi qualcosa di troppo personale sul loro conto. Sono tremendamente suscettibili su queste cose, soprattutto mio padre. Carini e tutto quanto - chi lo nega - ma anche maledettamente suscettibili. D’altronde, non ho nessuna voglia di mettermi a raccontare tutta la mia dannata autobiografia e compagnia bella.
Ultimamente Salinger era di nuovo balzato agli onori delle cronache per via dell’annunciato seguito de Il giovane Holden, sequel a cui Salinger si era opposto.