
Sono tredici i racconti dello scrittore Jerome David Salinger che, dal 1946 al 1965, sono apparsi sulla rivista americana The New Yorker, il cui ruolo nella diffusione della letteratura contemporanea americana è stato notevole grazie all’attenzione della redazione agli sviluppi del mondo letterario e all’apertura delle sue pagine a scrittori del calibro di Philiph Roth, di Vladimir Nabokov e dello stesso Salinger.
Ora, dopo la scomparsa dell’autore americano, tanto amato dalle folle quanto restio al contatto con il pubblico, i tredici racconti in questione sono stati ripubblicati online dalla rivista in omaggio alla memoria del padre del Giovane Holden, un’iniziativa, questa del New Yorker, che non sarà l’unica. Pare infatti che in possesso della redazione ci sia molto altro materiale che presto verrà messo in rete.
Il coronamento a questa settimana in onore di Salinger non si limiterà però al digitale, ma riguarderà anche il cartaceo, il numero della prossima settimana sarà infatti interamente dedicato alla sua memoria.
Via | AdnKronos
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Uno dei desideri di J. D. Salinger, morto ieri, è stato esaudito. Ebbe a dire, infatti:
Ragazzi, quando morite vi servono di tutto punto. Spero con tutta l’anima che quando morirò qualcuno avrà tanto buonsenso da scaraventarmi nel fiume o qualcosa del genere. Qualunque cosa, piuttosto che ficcarmi in un dannato cimitero. La gente che la domenica viene a mettervi un mazzo di fiori sulla pancia e tutte quelle cretinate. Chi li vuole i fiori, quando sei morto? Nessuno.
Quasi profetico! Lo scrittore Bret Easton Ellis, autore di American Psycho, ha esultato alla notizia della morte di Salinger e ha espresso la sua gioia via Twitter:
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Jerome David Salinger, l’autore de Il giovane Holden è morto oggi, per cause naturali, a Cornish, nel New Hampshire. La notizia della morte è stata data dal figlio. Salinger aveva novantuno anni e si era sempre distinto per la discrezione e il mistero che hanno avvolto la sua vita (negli ultimi cinquant’anni aveva rilasciato pochissime interviste: una nel 1953 ad una studentessa per la pagina scolastica The Daily Eagle di Cornish e un’altra nel 1974 al The New York Times; l’ultima sua pubblicazione, un racconto apparso sul New Yorker, risale al 1965). Del resto proprio l’incipit de Il giovane Holden ne è una testimonianza eloquente:
Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com’è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne. Primo, quella roba mi secca, e secondo, ai miei genitori gli verrebbero un paio di infarti per uno se dicessi qualcosa di troppo personale sul loro conto. Sono tremendamente suscettibili su queste cose, soprattutto mio padre. Carini e tutto quanto - chi lo nega - ma anche maledettamente suscettibili. D’altronde, non ho nessuna voglia di mettermi a raccontare tutta la mia dannata autobiografia e compagnia bella.
Ultimamente Salinger era di nuovo balzato agli onori delle cronache per via dell’annunciato seguito de Il giovane Holden, sequel a cui Salinger si era opposto.
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Come annunciavamo mesi fa, Fredrik Colting ha effettivamente scritto il seguito de Il giovane Holden di J.D.Salinger. Eppure la famiglia del più celebre scrittore ha chiesto e ottenuto dal tribunale il blocco della pubblicazione, paventando un plagio e un danno d’immagine per il capolavoro di Salinger.
Notizia di oggi: un gruppo di media statunitensi si è schierato a favore di Colting e della pubblicazione del suo seguito non ufficiale. A capitanare la coalizione di media, che comprenderebbe anche l’Associated Press, è il New York Times, secondo quanto riporta il quotidiano britannico The Guardian.
I media di questo neonato gruppo di opinione ritengono che il divieto di pubblicazione del seguito de Il giovane Holden violi la libertà di espressione. Il romanzo incriminato s’intitola 60 Years Later e racconta la storia di Mr C ormai settantaseienne, che fugge dall’ospizio e va ad esplorare le strade di New York.
Via | The Guardian
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