Io mi chiamo Yorsh, di Silvana De Mari, Ossidea. La città del cielo, di Tim Bruno e Il ragazzo dei mondi infiniti, di Neil Gaiman e Michael Reaves sono tre libri fantasy per ragazzi, in arrivo o di recente uscita.
Io mi chiamo Yorsh, di Silvana Da Mari, in libreria dal 3 novembre, è l’atteso prequel de L’ultimo elfo, il primo, fiabesco volume - ambientato in un mondo medievaleggiante - di una pluripremiata serie fantasy italiana, apprezzata e venduta in tutto il mondo (L’ultimo elfo, è stato definito dal New York Times «una storia potente […] un gioiello di incalcolabile valore»).
Ne L’ultimo Elfo si erano seguite le toccanti vicende di Yorsh, elfo bambino, smarrito e solo che, accolto e cresciuto illegalmente da due umani misericordiosi (in un mondo in cui gli umani temono e uccidono gli elfi), era diventato amico dell’ultimo drago e aveva, da grande, salvato una ragazza (la figlia della coppia che l’aveva allevato), consentendo, così, l’avverarsi di una fondamentale e antica profezia destinata a salvare proprio il genere umano. In Io mi chiamo Yorsh, il romanzo in uscita, conosceremo i fatti che precedettero quelli narrati ne L’ultimo Elfo, cioè l’incontro dei genitori di Yorsh e la sua nascita, durante la deportazione e il genocidio degli elfi. E lo faremo non solamente attraverso la struggente voce dei genitori, ma anche di chi quel genocidio lo stava compiendo…
La sesta avventura dell’adorabile Stephanie Plum, (Janet Evanovich, 6 nei guai, uscito per Salani), inizia esattamente da dove si era interrotta la quinta: ovvero con Stephanie fortemente attratta due uomini, incapace di decidersi sul da farsi.
Come al solito, Stephanie non è portata per lo sport e lavora ancora come cacciatrice di taglie – tutto sommato adora il suo lavoro, e come potrebbe fare altrimenti? – per conto dell’agenzia di suo cugino Vinnie, e ha come sempre il suo bel daffare per recuperare pazzi squinternati che non si presentano davanti al giudice.
Questa volta, però, a stare sul serio nei guai è il suo attraente – molto attraente – collega Ranger. A quanto pare è stato l’ultimo a vedere vivo un certo Ramos, un malvivente di grosso calibro che controllava il mercato delle armi. Quindi, adesso Ranger ha alle costole, non solo la polizia, ma anche la malavita che ovviamente lo vuole morto.
Quando il diavolo ti accarezza è il nuovo libro urban fantasy di Luca Tarenzi, in uscita per Salani il 24 febbraio. Tarenzi è una vecchia conoscenza di Booksblog; abbiamo parlato di lui in occasione del suo romanzo urban fantasy YA Le due lune, ad esempio, ma anche in relazione alle antologie Stirpe angelica e Sanctuary, alle quali l’autore ha partecipato coi racconti Il re, l’angelo e il serpente e Saint Vicious. (Ma non dimentichiamo anche Il Sentiero di Legno e Sangue, singolare romanzo che Tarenzi ha pubblicato per Asengard pochi mesi fa).
«Quando il diavolo ti accarezza, vuole l’anima» è un proverbio popolare che invita le persone a non lasciarsi “abbindolare” da atteggiamenti improvvisamente amichevoli di chi, fino a poco prima, si comportava con indifferenza. Con tutta probabilità, infatti, il secondo fine è dietro l’angolo.
Quando, però, il proverbio viene utilizzato da un laureato in Storia delle Religioni, allora le cose si spostano su un altro piano. E si fanno inquietantemente… letterali. La storia che il libro racconta, infatti, ha proprio a che fare con un demone, Arioch. Che incrocia la strada di Eleonora, studentessa ventenne.
Continua a leggere: Quando il diavolo ti accarezza, di Luca Tarenzi
Bugiarda, di Justine Larbalestier, moglie australiana di Scott Westerfeld, è un thriller psicologico YA di alto livello, pluripremiato e selezionato, con un’idea urban fantasy sullo sfondo.
Micah, una ragazza di colore di 17 anni, è una bugiarda patologica. Lo è lei, lo era suo padre. E tutta la comunità in cui vive lo sa. Micah ci racconta la sua storia in prima persona, tra passato e presente, generando, nel lettore, uno stato di confusione riguardo a ciò che può essere vero e ciò che, invece, potrebbe essere falso.
Il suo pseudo ragazzo Zach (che ha già una fidanzata, per cui Micah sarebbe una sorta di “amante”) viene trovato morto. Micah, quindi, diventa subito una sospettata. Intorno a questo fatto si srotola, si “tesse” tutta la vita della ragazza, che vorrebbe dire la verità per essere assolta e vorrebbe trovare chi ha veramente ucciso Zach. Ma non è facile per una bugiarda compulsiva essere onesta. Nè con gli altri, nè, soprattutto, con se stessa; perchè le storie che Micah racconta “catturano” anche lei… Lei che ci parla di un segreto di famiglia e di un DNA strano…
Harry Potter, il maghetto più famoso del mondo, creato dalla penna di J. K. Rowling, potrebbe non essere arrivato alla fine delle sue avventure con I doni della morte.
La notizia è emersa durante un’intervista al programma di Oprah Winfrey, su ABC, in cui la scrittrice pare abbia ammesso di essersi sentita in lutto dopo la fine della saga (di cui sono state vendute 400 milioni di copie).
«Potrei scrivere in futuro un ottavo, nono o decimo libro della serie. Non posso escludere questa eventualità. Anche se non ne ho molta voglia. Credo di essere arrivata al traguardo con Harry Potter. Ma so anche che non bisogna mai dire mai». Avrebbe detto la Rowling.
Continua a leggere: Harry Potter, ottavo libro. La Rowling non lo esclude
Nella quarta di copertina di Batti il cinque, di Janet Evanovich, appena uscito per Salani, c’è una frase di Caterina Soffici che su Vanity Fair scrive: «Quando arrivi a pagina tre, capisci che sei fregata […]».
Com’è possibile? E invece è possibile, perché c’è un solo aggettivo per descrivere la protagonista Stephanie Plum: irresistibile. E purtroppo per lei anche estremamente simpatica – dico “purtroppo” perché di solito è un aggettivo che si accosta alle meno belle. Be’, forse avrà un paio di chili di troppo, ma sono convinto che si sono fermati nei posti giusti.
La quinta avventura di Stephanie comincia con un problema di liquidità: ultimamente fare la cacciatrice di taglie non è remunerativo. L’unica occasione di guadagnare una manciata di soldi è nel caso di un nano che non si è presentato all’udienza, cui era stato chiamato per possesso di arma da taglio. Stanarlo dal suo appartamento, però, sarà più complicato di quanto si immagini.
Un libro che è a metà tra la narrazione e i consigli per “come ritrovare una forma sana e un viso a prova di specchio, grazie a trattamenti di ultima generazione e alla scienza del DNA”.
Personalmente ho saltato le varie schede di approfondimento di questo o quell’aspetto delle tecniche per la “nuova bellezza” e mi sono soffermato sulla storia narrata dalla giornalista Silvia Brena. È stato interessante notare, per me che mi sono sempre preoccupato il minimo indispensabile di prodotti per la bellezza, come attraverso una narrazione che va dal registro squisitamente narrativo a quello più prettamente saggistico, si possano raccontare non solo i “100 giorni, 120 ore e 45 minuti” del “viaggio nei meandri oscuri della scienza della bellezza”, ma anche le varie ricerche e scoperte scientifiche che stanno dietro l’idea dell’essere bello/a.
Tra le varie leggi della bellezza sostenibile presentate nel libro, credo che la nona (Ogni individuo è il risultato della sua storia. Perché la vogliamo cancellare?) possa stuzzicare l’interesse si di quanti cercano la cura dell’eterna bellezza sia quanti sono interessati a valutare come anche gli argomenti più diversi possano trasformarsi in una buona e avvincente narrazione.
Silvia Brena – Bruno Mandalari
Per una bellezza sostenibile
Salani, 2010
ISBN 978-88-8451-965-8
pp. 202, euro 13,00
La Profezia delle Inseparabili, di Michelle Zink, primo romanzo di una trilogia gotica YA in arrivo dall’America e in rapida diffusione nel mondo, sarà in libreria, per Salani Editore, il 27 maggio.
La storia, che nasce dall’amore dell’autrice per la mitologia e le antiche leggende ed è piuttosto complessa e oscura, ci porta nell’America del diciannovesimo secolo. Siamo a New York, nel 1890. E’ il giorno del funerale del padre di Lia Milthorpe. Lei, sua sorella gemella Alice e il fratellino sono rimasti orfani. Ma il dolore per la morte del padre, non è l’unico peso che grava sul cuore di Lia. Sul suo polso, infatti, è misteriosamente comparso un marchio circolare, un serpente che si mangia la coda. E progressivamente, cominciano ad accadere altri fatti strani.
Grazie a un libro misterioso scoperto dal fidanzato di Lia, James, tra quelli del padre, la ragazza comincia a sospettare che il marchio sia parte di un’antica profezia che mette sorella contro sorella da migliaia di anni. Una maledizione che Lia capisce di aver ereditato insieme ad Alice. E che le trasformerà profondamente. Una diventerà colei che incarna il bene e sarà il Guardiano, l’altra incarnerà il male e sarà il Portale (Gate). Una dovrà proteggere il mondo dal male, l’altra sarà colei che lo chiamerà sulla terra. All’inizio ciò che Lia va scoprendo sembra una follia, impossibile che sia successo proprio a lei e a sua sorella, ma alcuni avvenimenti le fanno capire che forze tremende e misteriose si sono messe, effettivamente, all’opera. Ma qual’è esattamente il ruolo che la ragazza riveste, in questa profezia? Lia incarna il bene oppure il male?

Anche quest’anno, con l’annuncio dei sei vincitori del premio selezione Bancarella che andranno poi a contendersi la 58ma edizione del premio Bancarella, il 18 luglio a Pontremoli, si è aperta ufficialmente la stagione dei premi letterari italiani che, come tutti gli anni, promette di regalare polemiche e sorprese.
La sestina dei selezionati è composta da Il giudice meschino di Mimmo Gangemi (Einaudi), Olive Kitteridge di Elizabeth Strout (Fazi), S.O.S. Amore di Federica Bosco (Newton Compton), La scatola dei calzini perduti di Vauro Senesi (Piemme), L’assassino qualcosa lascia di Rosa Mogliasso (Salani) e Confessione di Bill James (Sellerio).
Saranno dunque loro a giocarsi l’ambito premio, già assegnato negli anni ad autori del calibro di Ernest Hemingway, Boris Pasternak e Isaac Singer, e che l’anno scorso aveva visto primeggiare l’italiano Donato Carrisi, che si era aggiudicato il premio grazie al thriller di successo Il suggeritore, edito da Longanesi.
Via | Adnkronos
La ragazza con le pistole, di Celia Rees, autrice inglese, principalmente per ragazzi, molto nota per una serie di romanzi storico-avventurosi con protagoniste femminili, tra cui Il viaggio della strega bambina, Se io fossi una strega e Pirate, è in libreria dal 14 gennaio.
I romanzi della Rees sono sempre caratterizzati dalla presenza di eroine forti, ribelli e coraggiose, che vivono avventure piene di azione, amore e amicizia, calate in un contesto storico affascinante, spesso lontano nel tempo. Se ne Il viaggio della strega bambina e Se fossi una strega eravamo state proiettate nell’America del ‘600 e in Pirate nei Caraibi del ‘700, il nuovo romanzo, La ragazza con le pistole (Sovay), ci porta tra Inghilterra e Francia, ai tempi della Rivoluzione Francese.
Siamo nel 1794 e la Rivoluzione sta minacciando di estendersi oltre i confini nazionali, compresa l’Inghilterra. Lì, la bella aristocratica diciassettenne Sovay, per non annoiarsi, decide di alternare la vita dell’alta società di provincia alla vita “avventurosa” del banditismo, concedendosi, in abiti maschili, veri e propri attacchi ai danni di incauti (e ricchi) viaggiatori (”pratica” avviata, in verità, a causa di una questione connessa al fidanzato).