Vi propongo ancora una prossima uscita di marcos y marcos, perché trovo le loro proposte sempre molto originali. Il titolo è La scommessa e la trama sembra molto accattivante.
Un critico letterario e uno scrittore si ritrovano nella stessa cella del carcere di Santa Vittoria . I due si conoscono già perché il primo segue da tempo i romanzi gialli dell’altro e, ogni volta, indovina l’assassino prima della conclusione. Lello Gurrado, gia autore di Assassinio in libreria, dà vita al peggior incubo di uno scrittore: ritrovarsi imprigionato con un critico. E proprio da questa bizzarra situazione nasce la scommessa. Scrivere un giallo sotto lo sguardo del peggior nemico che anche questa volta promette di indovinare il finale.
“– Gliene do atto, Schiavi, lei è un giallista molto corretto. E proprio per questo mi piacerebbe misurarmi con lei.
– Che cosa intende dire?
Il critico letterario prese fiato prima di rispondere.
– È semplice: vorrei proporle una scommessa.”
La scommessa
Lello Gurrado
marcos y marcos, 2010
pp 256 € 15
Ecco uno di quei libri di cui è difficile parlare. Per apprezzarlo pienamente bisogna leggerlo. Si tratta di Loop di Gian Conti, edito da Zandonai. Un romanzo intenso, tinto del giallo del mistero, ma anche del rosso macabro e di altre infinite tonalità di colori. Scritto con una prosa fluida e accattivante Loop narra di una serie di omicidi apparentemente slegati tra loro ma che sono intimamente connessi. Ecco il loop che dà il titolo al libro, il cerchio della morte: solo a giro completo si comprenderanno tutti gli elementi.
Il racconto degli eventi è preceduto da tre capitoli che, in un certo senso, destabilizzano perché sembra che non abbiano niente a che fare con il romanzo (soprattutto se si è letta la quarta di copertina si ha come l’impressione che sia stato commesso un grossolano errore…). Invece, se ci si lascia andare al gioco del cerchio della morte tutti gli elementi occupano il loro posto e danno vita ad un romanzo veramente bello.
Tra gli altri elementi di pregio del romanzo, c’è quello della descrizione dei luoghi: una descrizione di strade, incroci, situazioni che fanno vedere plasticamente dove si svolge l’azione dando l’impressione di essere proprio là nel momento in cui il tutto avviene. Molto ben curata la veste grafica e la cura dell’impaginazione. Sinceramente, da leggere.
Gian Conti
Loop
Zandonai 2008
pp. 315, euro 16
Vi siete mai chiesti perchè i romanzi gialli si chiamano proprio gialli e non blu, verdi o arancioni? Probabilmente sì, ma sicuramente c’è ancora qualcuno di voi che ignora la provenienza di questa associazione cromatica che se per noi, ora, è assolutamente naturale, sicuramente non lo è sempre stata.
La risposta è molto semplice e anche abbastanza banale, quando i redattori della Mondadori, nel 1929, decisero sotto la spinta di Arnoldo di allargare il catalogo della casa editrice all’estero, cercando di puntare su quel genere in America tanto di moda, nato dalle intuizioni fantastiche del geniale Edgar Allan Poe mezzo secolo prima e arricchitesi grazie all’inglese Conan Doyle, il grafico che lavorava al progetto ideò le copertine gialle, determinando per sempre il cromatismo di un genere.
Era il 1929, l’anno della grande crisi bancaria, ma anche l’anno della pubblicazione dei primi 4 numeri dei Gialli, tra i quali un romanzo di S.S. Van Dine e una raccolta del grande Robert Louis Stevenson. Ora, a 80 anni di distanza, la crisi non è ancora passata, ma almeno ci restano i Gialli.
Via | SherlockMagazine
A metà strada tra Irvine Welsh e Quentin Tarantino c’è Douglas Lindsay. Il suo romanzo Il monastero dei lunghi coltelli uscirà a fine gennaio per l’editore Kowalsky.
È la seconda avventura dell’epopea di Barney Thomson, il barbiere killer-per-caso protagonista de La Bottega degli errori, già pubblicato nel 2006 dallo stesso Kowalski.
BooksBlog vi propone in esclusiva la prima pagina de Il monastero dei lunghi coltelli, in libreria dal 24 gennaio prossimo. Cliccate su “continua” per leggerla.
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