Il 26 aprile del 1986 Chernobyl diventò improvvisamente amosa in tutto il mondo: il disastro nucleare che vi avvenne è considerato il più grave della storia, insieme a quello di questi giorni di Fukushima Dai ichi. Sembra che sia proprio difficile imparare dal passato…
Su Chernobyl sono stati scritti molti libri; probabilmente molti altri ne saranno scritti sui fatti del Giappone. Tra i vari testi pubblicati su Chernobyl ho trovato particolarmente drammatico e commovente quello mandato in libreria da Stampa Alternativa dal titolo Chernobyl. La tragedia del XX secolo. L’autore è Pavel Nică, giornalista moldavo, che della tragedia di Chernobyl è stato testimone ed è morto nel 2009, dopo lunghe sofferenze collegate alla permanenza a Chernobyl.
In slavo antico chernobyl significava assenzio, non la pianta dalle miracolose proprietà curative invocata passionalmente dai poeti e dai giovani innamorati, bensì una pianta di colore grigiastro e dal gusto amaro, dalla quale si estraeva veleno. Le donne mettevano una manciata di chernobyl nell’acqua, la bollivano e ne ottenevano quella goccia di veleno utile per potersi vendicare di un atto d’infedeltà compiuto dai propri mariti o fidanzati. Nel 1193 venne fondata una località chiamata suggestivamente Chernobyl, oggi tristemente nota per la più grande tragedia del XX secolo. Ma la storia non finisce qui. Siamo solo all’inizio…
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