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Una conversazione con Ricardo Menendez Sàlmon, seconda parte.

pubblicato da Andrea Coccia

11 settembre, indignados, intervista, ricardo menendez sàlmon, marcos y marcos
Ieri vi avevamo proposto la prima parte della lunga e interessante conversazione che abbiamo avuto con Ricardo Menendez Sàlmon in piazza Alberti, durante il Festivaletteratura di Mantova. Come promesso oggi potrete leggere la seconda e ultima parte. Si parla del male, dell’amore, degli attentati che hanno sconvolto la Spagna l’11 marzo del 2004 e delle proteste degli Indignados spagnoli. Buona lettura!

Perché il male ha sempre un posto importante nelle tue opere? Perché ti interessa tanto?

A me non interessa il male in astratto, non ho alcun interesse a riflettere, come sant’Agostino o come Platone, su un’idea. A me interessa l’incarnazione fisica del male perché sono convinto che, in qualche modo, il male sia sempre un fatto immanente. E in tutti i miei libri ho cercato di fissare il male in un’essenza oggettiva, in un’epoca storica, in dei personaggi. Spostare la responsabilità dell’essere umano verso un essere astratto e sovrannaturale a cui io non credo mi sembra estremamente perverso. Il male non è niente di trascendente. Durante una visita ad Auschwitz, Benedetto XVI si chiedeva, “Perché, Signore, sei rimasto in silenzio?” Era una domanda veramente avvelenata, perché quando parlava del silenzio di Dio io credo che intendesse il grido di dolore dell’umanità che non ha niente a che vedere con un principio trascendente. E l’uomo è responsabile ed esecutore, e patisce l’esercizio del proprio male. In questo senso il male mi interessa perché credo che abbia sempre un compagno inseparabile, la libertà umana. E credo che l’esistenza oggettiva della malvagità ci parli anche dell’esistenza oggettiva della libertà. In questo io credo che rientri anche il tema della responsabilità, che è un po’ il cuore di ciò che scrivo.

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Una conversazione con Ricardo Menendez Sàlmon, prima parte.

pubblicato da Andrea Coccia

11 settembre, indignados, intervista, ricardo menendez sàlmon, marcos y marcosRicardo Menendez Sàlmon è uno dei più interessanti autori spagnoli di questi anni. I suoi libri - in Italia pubblicati da Marcos y Marcos - si confrontano con i temi più impegnativi del vivere umano, l’amore, la morte, il male, territori dove la banalità tende i suoi agguati a ogni angolo, mietendo molte vittime illustri.

Eppure Sàlmon è sempre stato abile nello schivare queste minacce, nel restare sempre ben al di là della sottile linea rossa che delimita il territorio periglioso dei sentimenti facili, della banalità e della stucchevolezza. Noi di Booksblog lo abbiamo incontrato a Mantova e nella stupenda cornice di piazza Alberti abbiamo discusso con lui di alcuni dei temi fondamentali di questo nostro strano tempo.

Si è parlato della nostra ignavia, della società della nausea, del male, del bene, di quello che il futuro ci offrirà e della tensione che sta attraversando le piazze d’Europa. Insomma una lunga chiacchierata, tutta la leggere. Dopo il salto trovate la prima parte, per la seconda dovrete aspettare domani.

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