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Tutti gli articoli con tag reporter

Un thriller per l’estate: Morte apparente, di Thomas Enger

pubblicato da sara

enger Non è facile tornare al lavoro per il giornalista Henning Juul, dopo l’incendio in cui ha perso il figlio Jonas. Capita di rovesciare la foto sulla scrivania in cui erano ancora insieme, lui Nora, e Jonas, implorando quei volti di non sorridere.

Lui, da mesi, non sorride più, e probabilmente anche se lo facesse nessuno se ne accorgerebbe, visto che ha il volto ancora deturpato dalle ustioni, tanto da dover rifare la foto sul badge. Ma le vere ferite del reporter, come ci racconta nel suo bel thriller Morte apparente, l’autore norvegese Thoman Enger, sono quelle che ha nella psiche.

Che gli fanno sognare il volto del suo bambino che si polverizza, o che gli fanno ancora avere l’impulso di abbracciare la sua ex moglie, Nora, quando la incontra alla sua prima conferenza da re-integrato. Peccato fra l’altro che il collega scelto dal suo capo per seguire il suo nuovo caso sia proprio il nuovo uomo di Nora.

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In uscita in Germania il film La fine è il mio inizio, dal libro di Tiziano Terzani

pubblicato da sara

tiziano terzaniEsce domani in Germania il film La fine è il mio inizio, tratto dall’omonimo libro in cui il reporter italiano Tiziano Terzani dialoga con il figlio Folco tirando le fila della sua esistenza.

Il pubblico italiano lo conosce grazie alla collaborazione con il Corriere della Sera e alle sue ‘Lettere contro la guerra’, ‘Un altro giro di giostra’, oltre che alle sue raccolte di scritti (’Un indovino mi disse’, ‘In Asia’, etc..), ma il pubblico tedesco ha imparato ad apprezzarne il lavoro molti anni prima.

Terzani iniziò la sua carriera di giovane reporter grazie alla stampa tedesca, e al quotidiano Der Spiegel, con cui collaborò per la maggior parte della sua vita come inviato in ogni parte del mondo.

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I libri e l'anima del commercio

pubblicato da sara

libro

“La sua idea è molto interessante, ma secondo me non ha pubblico”. Chissà se fra chi legge c’è qualcuno a cui è capitato, come a me tempo fa, di ricevere questa singolare risposta da un editore a cui avevo spedito un progetto editoriale.

Ecccerto, direte voi. Se l’editore ritiene che la tua idea non possa vendere, perchè dovrebbe pubblicartela? L’editore è un imprenditore, ovviamente, ha bisogno di ‘prodotti’ che si ritaglino la loro (si spera cospicua) nicchia di mercato: in Italia vanno fortissime soprattutto le biografie e i gialli, ad esempio.

Però un libro secondo me, è anche altro. Il libro è un ‘prodotto’, ovviamente, che ha una doppia anima, come ci insegnano le scienze della comunicazione. E’ un oggetto culturale, of course. E allora perchè le librerie sono invase di tonnellate di autobiografie di personaggi dello spettacolo o calciatori – che vendono bene – e un’idea, pur interessante, non arriverà mai allo scaffale?

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Kapuscinski non fiction: cosa c'è dietro le polemiche

pubblicato da sara

reporterUno scrittore polacco, Andrej Stasiuk, si interroga su Internazionale sui motivi per cui il libro in uscita di Artur Domoslawski ‘Kapuscinski non fiction’ stia già suscitando così tante polemiche.

Kapuscinski era un reporter, un giornalista, e sapeva raccontare la realtà dei luoghi che visitava. Eppure era anche un grande scrittore. Questo non vuol dire però che Domoslawski abbia voluto accusarlo di essere un mistificatore, si dice Stasiuk. Anzi. “Chiediamoci se K. ci colpisce per la veridicità dei suoi reportage o per le sue qualità di scrittore”.

“Ma se non pretendiamo la verità da noi stessi, se ci rassegniamo a verità individuali e frammentarie, se accettiamo verità del tutto personali e singolari, perchè la pretendiamo dal reporter? - scrive - K. come tutti noi, aveva la sua verità personale. Sull’Africa, sull’America Latina, sui poveri e sui ricchi, sulla vita”.

Quindi questo libro si pone una domanda legittima: “come nasce una visione letteraria, come l’irreale si mescola alla realtà per emergere dalla testa dello scrittore e, alla fine, cambiare il mondo”.

Foto | Flickr

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Lettere dai leader, dal Dalai Lama a Gorbaciov

pubblicato da sara

lettere dai leader “Ho cercato di far star bene le persone e di farle ridere, se potevo”, scrive il pugile Muhammad Ali in un suo discorso, mentre secondo il trentanovesimo presidente degli Stati Uniti, Jimmy Carter, non bisogna mai “rinchiudersi nella ristretta cerchia di persone come noi, che parlano lo stesso linguaggio, si assomigliano l’un l’altro, dicono le stesse cose”.

Sono solo due esempi dei discorsi contenuti nel volume Lettere dai leader, consigli per l’eccellenza dai personaggi più influenti del mondo (Etas libri) che raccoglie più di sessanta testi.

I contributi sono organizzati secondo un ‘filo rosso’ di concetti, dal valore dell’ottimismo per vincere le sfide alla passione per il lavoro, fino all’importanza dei proverbi o all’ispirazione che possiamo trarre dai grandi personaggi della storia, passando per il modo migliore per lavorare in team.

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Un mondo perduto. Viaggio a ritroso nel tempo, di Walter Bonatti

pubblicato da lara

copertina un mondo perduto Si resta incantati davanti ai racconti di Walter Bonatti, uomo d’avventura, alpinista, reporter e ci si chiede se davvero un uomo possa compiere tante imprese nell’arco di una sola vita. Ha scalato il K2, seguito una tigre per 40 giorni, percorso in canoa circa 2500 chilometri, avvicinato il varano e tanto altro ancora.

Racconta che la sua passione è nata dagli autori di quando era ragazzino, Jack London su tutti. Per Bonatti “avventura” significa “impegno, mettersi alla prova, dare realtà a un sogno fatto o pensato”. Niente a che vedere, dunque, con i viaggi organizzati e le gite turistiche. Sebbene l’avventura vada preparata e studiata, fisicamente, ma soprattutto a livello psicologico.

Un mondo perduto è un libro che fa venire voglia di prendere lo zaino e la tenda e di partire alla scoperta di terre sconosciute, salvo pensare poi che sono poche in realtà le persone in grado di intraprendere simili viaggi. A noi comuni mortali resta però la possibilità di godere delle imprese di questi grandi uomini, sfogliando pagine ricche di racconti e immagini e sognando di seguirli in paesi e mondi lontani. Qui potete vedere l’intervista a Bonatti di Fabio Fazio.

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Il festival di Internazionale: a Ferrara dal 2 al 4 ottobre

pubblicato da Andrea Coccia

festival di internazionale a ferrara dal 2 al 4 ottobre

Internazionale è una delle pubblicazioni più interessanti del panorama editoriale odierno, almeno per quanto riguarda l’informazione e l’analisi geopolitica dei mutamenti che il nostro mondo sta affrontando, informazione e analisi che saranno certamente il baricentro del festival che Internazionale organizza dal 2 al 4 ottobre prossimi nella splendida cornice della città di Ferrara.

Oltre ai numerosi giornalisti e reporter che fanno parte del mondo di Internazionale, al festival saranno invitati anche numerosi scrittori, esponenti di un modo di raccontare che non è certamente la pura narrazione, la letteratura diversiva, ma piuttosto il suo contrario, una letteratura con un sguardo forte sul mondo che la circonda, come quella di Roberto Saviano per esempio, o di Mircea Butcovan.

Insomma, quello che si svolgerà nella città estense tra due weekend è un tuffo nella realtà di questo nostro mondo in crisi, una passeggiata caratterizzata da sguardi diversi, quelli secchi e immediati della fotografia e del reportage documentario, o quelli un filo edulcorati, ma niente affatto addolciti, della letteratura. Un evento che chi ha la possibilità non può assolutamente perdere. Qui trovate il programma completo.

Via | Festival di Internazionale

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Dal libro al film: La fine è il mio inizio, di Tiziano Terzani. In autunno le riprese

pubblicato da sara

la fine è il mio inizio«E se io e te ci vedessimo ogni giorno per un´ora e tu mi chiedessi le cose che hai sempre voluto chiedermi e io parlassi a ruota libera di tutto quello che mi sta a cuore, dalla storia della mia famiglia a quelle del grande viaggio delle vita?». Erano queste le premesse del bellissimo ‘La fine è il mio inizio’, l’ultimo libro di Tiziano Terzani, scritto in realtà non da lui ma da suo figlio, che non aveva fatto altro che mettere su carta una serie di conversazioni avute con il padre.

Il reporter italiano era infatti malato da tempo, e, nel ritiro dell’Orsigna, in Toscana, trascorre i suoi ultimi giorni affidando al figlio le sue memorie, in forma di dialogo. Il racconto parte infatti dalle domande che Folco stesso fa al padre. Da quel libro verrà tratto un film, le cui riprese partiranno in autunno, e la cui produzione è tedesca. Nel ruolo di Folco, Elio Germano, e di Terzani stesso c’è invece Bruno Gaunz.

Ancora non decisa invece l’interprete della figura di Angela Terzani Staude, il cui ruolo potrebbe andare probabilmente a Stefania Sandrelli.

Tiziano Terzani
La fine è il mio inizio
Longanesi
18.60 euro

Via | Repubblica

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Nel turbine della storia, di Ryszard Kapuscinski

pubblicato da sara

kapuscinski Scomparso il 23 gennaio 2007, il grande reporter polacco Ryszard Kapuscinski ci consegna ancora un’altra opera, a cui stava lavorando, leggo, prima della sua scomparsa. Io, si sa, lo amo talmente tanto da aver imparato a memoria lo spelling del suo nome (e per i miei standard è tanto, vi assicuro), e allora segnalo volentieri questo suo ‘Nel turbine della storia’, pubblicato ancora una volta, in Italia, Feltrinelli.

Nel libro, l’autore ci consegna una sorta di parola definitiva sulla sua visione della storia e della realtà. Kapuscinski era infatti laureato in Storia, era un reporter ’secchione’, di quelli convinti che ogni frammento e dettaglio possa descrivere la realtà, se solo viene visto e interpretato da chi ne conosca le radici. Da chi abbia studiato fondo, appunto, la storia e la cultura del popolo di cui scrive.

“Questi testi - scrive nell’introduzione la curatrice Krystyna Stràczek - mostrano Kapuscinski non solo nei panni di reporter e scrittore, ma dimostrano la sua stupefacente conoscenza del destino e della cultura dei paesi che visitava (non a caso si era formato come storico). Non sono però una mera dimostrazione di erudizione. Kapuscinski richiama i fatti per interpretarli, per mostrare paralleli storici e culturali, e per prevedere il futuro.”

Ryszard Kapuscinski
Nel turbine della storia
Feltrinelli ed.
14 euro

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Passione Reporter di Daniele Biacchessi

pubblicato da Andrea Coccia

passione reporter Passione Reporter è un libro sulla passione del giornalismo, su quella spinta verso l’impegno civile talmente forte in alcune donne e in alcuni uomini da portarli a rischiare la vita nei luoghi più disastrati del mondo, tra guerre, crisi umanitarie e sciagure di vario genere. E’ questa spinta, questa forza interiore che ha portato personaggi come Ilaria Alpi, Miran Hrovatin, Raffaele Ciriello, Maria Grazia Cutuli, Antonio Russo, Enzo Baldoni a pagare con la vita la loro volontà di testimoniare di portare ai nostri occhi l’oggettivo peso della realtà, quello stesso peso che gli ha uccisi.

Questo libro, dedicato interamente alla passione del giornalismo, arriva in un momento assolutamente non roseo per la professione. E che il giornalismo non stia passando un bel momento non lo dimostra solo la crisi che sta travolgendo il settore, che del resto in questo momento ogni cosa, sono altri infatti i segnali preoccupanti della trasformazione (in negativo) che, negli ultimi anni e da ben prima della crisi, sta cambiando il volto di una delle professioni più importanti della modernità.

Il segnale più drammatico è senz’altro l’abbassamento del livello, della qualità della produzione giornalistica, almeno di quella nostrana, che negli ultimi anni ha subito curve di decrescita veramente preoccupanti e le cui cause sono troppe e troppo complesse per essere qui analizzate, ma i cui effetti sono tantissimi e d’importanza capitale (soprattutto in un mondo come il nostro, la cui realtà è quella che passa dai giornali e dai telegiornali) e stanno portando questa bellissima e importantissima professione ai punti più bassi della sua storia.

Daniele Biacchessi
Passione reporter. Il giornalismo come vocazione
Prefazione di Ferruccio de Bortoli
Chiarelettere
euro 12,60

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