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Tutti gli articoli con tag recensione simbolo perduto

Il simbolo perduto di Dan Brown: ecco come è stampato

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È uscito su Youtube un mini-documentario sulla fabbricazione materiale dei primi cinque milioni di copie di The lost symbol, Il simbolo perduto, l’ultimo romanzo di Dan Brown.

È interessante non soltanto per gli appassionati di show televisivi sul genere di Come è fatto, ma anche per chi - come molti di noi - ama quasi feticisticamente il libro-oggetto, i suoi colori, la consistenza della carta, la copertina, la ruvidezza delle pagine, il profumo, soprattutto il profumo! Ahhh…

Invece la tiratura della prima edizione della versione italiana del romanzo di Dan Brown non è ancora nota. Sicuramente non sfiorerà nemmeno la metà dei cinque milioni di tiratura statunitense, e nemmeno la metà della metà. Probabilmente non raggiungerà neanche la metà della metà della metà di cinque milioni, specie ora che per Mondadori, dopo la sentenza del tribunale di Milano, si profila una crisi economica senza precedenti.

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Turbo-traduttori al lavoro su Il simbolo perduto di Dan Brown

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La testata de La Stampa di Torino

Oggi sulla «Stampa» di Torino Giovanna Zucconi parla dei «turbo-traduttori» tedeschi dell’ultimo romanzo di Dan Brown, Il simbolo perduto (ovvero Das verlorene Symbol). Si tratta di un pool di sei diversi traduttori costretti a tradurre 780 pagine in dieci giorni, dividendosi il lavoro «senza neanche aver potuto leggere tutto il libro prima di chinarsi a picchiettare freneticamente sulle tastiere».

L’immagine è quella di veri e propri forzati della traduzione, raccolti giorno e notte «intorno a un lungo tavolo che sembra tanto una catena di montaggio», impiegati in una corsa intellettuale matta e disperatissima per portare il prima possibile sugli scaffali delle librerie tedesche il seguito de Il Codice Da Vinci. Il discorso vale per i traduttori tedeschi, ma senza dubbio anche per quelli italiani.

L’uscita de Il simbolo perduto è infatti prevista in Italia per il prossimo 23 ottobre, appena 37 giorni dopo la pubblicazione del testo originale. I dubbi sulla buona riuscita del lavoro, dati i tempi così ristretti, sorgono assolutamente spontanei a prescindere dalle qualità professionali di chi è chiamato all’infelice compito. Ormai mancano 20 giorni all’ora X e con ogni probabilità il lavoro di traduzione, in Italia come in Germania , non solo non è completo, ma è ancora nel pieno del suo svolgimento.

Vedremo quali saranno i risultati.

Via | La Stampa

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Ancora polemiche su Il simbolo perduto di Dan Brown

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Simboli massonici

Il prossimo 15 ottobre il Centro di ricerca sulla massoneria e la fratellanza terrà alla Sheffield University in Regno Unito un convegno su Il simbolo perduto, l’ultimo romanzo di Dan Brown che, come è noto, parla della massoneria americana.

Il direttore del Centro, dottor Anreas Onnerfors, ha spiegato allo «Yorkshire Post» che «l’idea tradizionale è che la massoneria sia un club per uomini ricchi e altolocati che intendano promuovere i rispettivi interessi economici; ma nel suo libro Dan Brown, che dimostra un’ottima comprensione delle tradizioni esoteriche, presenta un’ampia e accurata descrizione di alcuni altri aspetti della massoneria».

Insomma, si è capito che alla massoneria il romanzo di Dan Brown piace. E proprio per questo è disprezzato alla Chiesa cattolica. Sull’«Avvenire», giornale dei vescovi italiani, è uscita infatti una salace recensione dall’eloquente titolo «Dan Brown ai piedi della massoneria». Basterebbe il titolo.

Senza tanti giri di parole, per «Avvenire» il punto è che «mentre sparare sulla Chiesa è considerato, negli ambienti che frequenta Dan Brown, politicamente corretto, si ha la sensazione che quando deve trattare della massoneria lo scrittore proceda con cautela e scriva dopo avere infilato la mano in un bel guanto di velluto. Brown, così, scherza coi santi e lascia stare i fanti». Ancora più in sintesi: Dan Brown è malvagio, e «quando passa il treno di una cattiva causa, non manca mai di salire a bordo». Stavolta, evidentemente, il treno è quello della massoneria.

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Il simbolo perduto di Dan Brown in pole position tra i regali di Natale

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The lost symbol, di Dan BrownIl simbolo perduto di Dan Brown è un ottimo candidato per il titolo di libro più regalato per il Natale prossimo venturo. Lo comunica oggi il quotidiano britannico «The Guardian» con un articolo firmato da Alison Flood.

Apprendiamo che oggi è il «Super Giovedì» dell’editoria globale, il giorno in cui circa 800 libri - molti dei quali assai appetibili come futuri regali di Natale - approdano sugli scaffali delle librerie anglosassoni. I bookmakers scommettono anche su quale sarà il più comprato in UK: Dan Brown è dato 5 a 2, Saturbay Night Peter del comico Peter Kay è dato 3 a 1, Ooh! What a Lovely Pair 4 a 1 mentre Guinness World Records e l’ultimo libro di ricette di Jamie Oliver sono appaiati a quota 9 a 2.

Il 23 ottobre uscirà in Italia Il simbolo perduto di Dan Brown (prezzo di copertina osceno: 24 euro), mentre gli altri probabilmente non li leggeremo mai. Altri titoli - tra cui forse l’ultimo Faletti, forse il premio Strega di Tiziano Scarpa - potranno insidiare il primato nel Belpaese.

Io comunque punto su Dan Brown. Voi su chi scommettereste?

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Il simbolo perduto di Dan Brown: partono le speculazioni

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The lost symbol di Dan Brown

Da qualche giorno, come informa il «Daily Telegraph», gira negli USA uno spot televisivo che invita a visitare il “lato nascosto” di Washington. Quel “lato nascosto” che è protagonista dell’ultimo libro di Dan Brown, Il simbolo perduto, disponibile in Italia dal 23 ottobre prossimo.

Washington, «la capitale più noiosa da visitare al mondo», sta tentando di sfruttare l’insperata pubblicità di Dan Brown per tirare su qualche dollaro dai fan appassionati di Robert Langdon che vogliano conoscere di persona le location e i temi raccontati nel romanzo. Perché in tempi di crisi assume ancora più valore il detto messinese «ogni fegato di mosca è sostanza».

Ma anche un altro potenziale business, probabilmente più pericoloso, sta acquistando vigore globale. È quello delle “intenzioni guaritrici” di cui parlavamo qualche giorno fa, cioè la presunta possibilità di guarire le persone a distanza con la sola forza del pensiero, a cui Dan Brown accenna con toni lusinghieri nel suo ultimo romanzo.

Oltre alla già citata Lynne McTaggart, spunta fuori ora un altro predicatore del potere della mente, l’immaginifico Adam DreamHealer, di cui dopo il “continua” vi proponiamo un interessante video. La domanda con cui vi lasciamo è: stavolta il buon Dan Brown ha spianato la strada a personaggi e tesi di dubbia attendibilità?

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I segreti del Simbolo perduto, di Simon Cox

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I segreti del Simbolo perdutoTre date. 15 settembre: esce in inglese l’ultimo romanzo di Dan Brown, The lost symbol. 23 ottobre: uscirà la traduzione italiana, ovvero Il simbolo perduto. 3 novembre: uscirà Decoding The lost symbol di Simon Cox, guida non autorizzata ai temi trattati dal romanzo di Dan Brown, cioè i misteri veri e presunti della massoneria americana.

Simon Cox è il fondatore del periodico «Phenomena magazine». Vive a Londra, dove ha studiato egittologia e ha collaborato con studiosi come Graham Hancock, Robert Bauval e David Rohl. Salvo sorprese dell’ultim’ora, sarà il primo a pubblicare un libro sull’ultimo libro di Dan Brown, genere letterario che è fiorito in maniera spropositata in occasione del successo de Il Codice Da Vinci. Cox stesso ha già scritto I segreti di Angeli e demoni e I segreti del Codice Da Vinci, e si accinge a completare la trilogia.

Ora, può darsi che Cox abbia letto l’ultimo libro di Dan Brown in anteprima e abbia quindi avuto il tempo di prepararsi sugli argomenti trattati. Ma se invece si scoprisse che il suo Decoding The lost symbol sarà frutto di appena un mese e mezzo di lavoro, incluso il tempo di leggere il romanzo originale e scrivere materialmente le 160 pagine del testo, sarebbe legittimo nutrire serissimi dubbi sulla serietà del personaggio e dell’operazione editoriale. Il fatto che la guida sia “non autorizzata” lascia propendere per la seconda, cialtronesca ipotesi.

In poco più di un mese il dottor Cox (Simon, non Perry, quello di “Scrubs“) è davvero in grado di svolgere delle contro-indagini storiografiche su un lavoro che allo stesso Dan Brown è costato sei anni di ricerche e scrittura? E visto che ha analizzato tutti i principali romanzi di Brown, dobbiamo dedurne che Cox sa tutto sia di Opus Dei che di arte rinascimentale italiana che di massoneria statunitense? E se domani Dan Brown ambientasse un romanzo tra le vestigia maya di Tegucigalpa, Simon Cox pontificherebbe anche su quelle?

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Il simbolo perduto di Dan Brown e il potere della mente

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The lost symbol di Dan Brown

Uno dei punti centrali de Il simbolo perduto, l’ultimo romanzo di Dan Brown che uscirà in Italia il 23 ottobre, è la capacità di cambiare il mondo fisico attraverso il potere del pensiero e delle intenzioni.

Come è noto ai più, Il simbolo perduto di Dan Brown racconta del rapimento di Peter Solomon, mentore del celebre prof Robert Langdon - già protagonista di Angeli e demoni e Il Codice Da Vinci - nonché capo dello Smithsonian Institution, istituto museale e di ricerca fondato dal governo degli Stati Uniti nel 1846. Ciò che però sanno solo i lettori del libro è che nella vicenda ricopre un certo ruolo anche una pratica finora non proprio celeberrima, il cosiddetto Intention Experiment.

A un certo punto, infatti, in un laboratorio segreto nei sotterranei dello Smithsonian Institution denominato il Cubo, Katherine Solomon, sorella del rapito, svolge delle avveniristiche ricerche che richiamano da vicino quelle eseguite da Lynne McTaggart, descritte nel suo libro The intention experiment. Non a caso la McTaggart e il suo saggio vengono esplicitamente citati nel testo di Dan Brown. Di cosa si tratta esattamente?

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Il simbolo perduto di Dan Brown e l'iniziazione alla massoneria

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The lost symbol, di Dan BrownCome previsto, Il simbolo perduto, l’ultimo romanzo di Dan Brown sulla massoneria americana che uscirà in Italia il 23 ottobre, sta suscitando aspre polemiche. La maggior parte sono incentrate sulla descrizione dei riti di iniziazione massonica, fondata secondo molti su fonti sostanzialmente errate e obsolete.

Su questo tema vogliamo riproporre su BooksBlog una scena di un capolavoro immortale del cinema italiano, Un borghese piccolo piccolo di Mario Monicelli, con Alberto Sordi e Shelley Winters, tratto da uno splendido romanzo di Vincenzo Cerami del 1976.

La scena è appunto quella dell’iniziazione massonica del povero Sordi, impiegato ministeriale costretto all’ingresso nella massoneria per ottenere una raccomandazione per il figlio Mario, in vista di un concorso pubblico. La forza comica e satirica della scena è a nostro avviso impareggiabile, per come descrive con nitido cinismo l’essenza profonda di certa società italiana, e la sua propensione verso un esoterismo di comodo che in realtà è solo italico clientelismo. Il video subito dopo il “continua”.

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Ci sono due errori ne Il simbolo perduto di Dan Brown

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The lost symbol di Dan Brown

Il nuovo libro di Dan Brown intitolato Il simbolo perduto (in Italia dal 23 ottobre prossimo) continua a far parlare di sé. Stavolta è il prestigioso Daily Telegraph a scovare nel romanzo due inasattezze geografiche, a fronte della miriade che invece individua nelle precedenti due opere, Il Codice da Vinci e Angeli e demoni.

Il primo errore: in una scena, il protagonista Langdon guida verso nord dalla National Cathedral (a Washington) alle Kalorama Heights. Ma queste ultime si trovano a sud-est rispetto alla cattedrale.

Seconda inesattezza: Brown sostiene che il Washington Monument rappresenti il punto più alto di tutta la città. Invece no: la torre della suddetta National Cathedral è più alta.

Un bottino molto molto magro, finora, per gli appassionati “spulciatori” di Dan Brown: una lettura più attenta del libro, uscito solo dodici giorni fa, potrebbe far scovare più incongruenze. Qualcuno si stupirà che certa gente si diverte così, ma in fondo è meglio questo che la droga.

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Il simbolo perduto, di Dan Brown: prime recensioni

pubblicato da dario

The lost symbol di Dan BrownE’ tempo di prime recensioni per Il simbolo perduto, il nuovo romanzo di Dan Brown che uscirà in Italia il prossimo 23 ottobre. Si pronunciano innanzi tutto i massoni della Nuova Zelanda. Fanno notare che il rito di iniziazione massonica nel prologo de Il simbolo perduto, con tanto di abiti rituali, vino rosso e teschi, non appartiene alla massoneria moderna. Appartiene invece al reverendo John Blanchard che lo descrisse in maniera a loro avviso molto imprecisa nel volume del 1887 Scotch Rite Masonry Illustrated.

Laurence Milton, il recensore massone neozelandese, dichiara di essere rimasto subito avvinto dalla sapiente suspance intessuta da Dan Brown, perché dal punto di vista narrativo Il simbolo perduto funziona eccome. Ma a parte qualche riserva, confermando l’iniziale favore che il libro sta riscuotendo in ambienti massonici, Milton si spinge addirittura a raccomandare il sesto capitolo “a chiunque sia interessato alla nostra organizzazione, perchè [l’autore] sfata molti [falsi miti] su di noi”.

Di ben altro tenore la recensione pubblicata da Giornalettismo.com, che punta il dito su imprecisioni come la “presunta adesione alla massoneria di L’Enfant che invece avrebbe progettato il Plan of the City of Washington nel 1791-1792 ricevendone indicazioni non da George Washington, ma da Thomas Jefferson”. Implacabile anche il commento di Michael Baigent, scrittore e storico neozelandese, riportato sul sito: “arrivato a pagina 8 ho chiuso il libro, ho fatto un respiro profondo e ho guardato il soffitto in preda alla disperazione: il libro è terribile. Potrebbe essere candidato tra il novero dei peggiori libri che abbia mai letto. E c’erano ancora 500 pagine da leggere”.

E’ evidente che anche in questo caso, come sempre, ognuno la pensa come vuole.

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