Come sapete siamo sempre restii a pubblicizzare concorsi letterari o bandi di partecipazione a iniziative di scouting letterario. Eppure, quando è il caso, sappiamo fare un’eccezione. E’ il caso dell’interessante iniziativa della prestigiosa casa editrice Guanda, che da un paio di settimana ha lanciato un concorso che di certo potrà interessate tutti coloro che tra voi amano esprimersi attraverso la scrittura.
L’iniziativa riguarda l’Almanacco Guanda, pubblicazione curata da Ranieri Polese e arrivata ormai al suo settimo compleanno. Quest’anno però c’è una grossa novità. L’Almanacco Guanda ha infatti deciso di aprirsi al pubblico. Lo fa lanciando un bando di partecipazione aperto a tutti i lettori che vogliano mettersi alla prova sul delicato, e purtroppo sempre attuale, tema del Razzismo. Proprio su questa brutta moda si concentra questa settima edizione dell’Alamanacco, intitolata per l’appunto “Con quella faccia. L’Italia è razzista? Dove porta la politica della paura”.
Le regole sono abbastanza semplici: età minima 16 anni, lunghezza massima 15 cartelle, più o meno 30mila battute. Si può partecipare con scritti di ogni natura, dalla finzione narrativa alla saggistica, finanche a forme ibride tra narrativa e saggio. Coraggio, gli interessati hanno tempo fino alla fine di novembre.
Via |FB Guanda
La xenofobia, il razzismo, la paura per tutto ciò che è diverso sono sempre esistiti ed esistono a livello macroscopico nei confronti di gruppi etnici e in scala più piccola verso le persone che abbiamo intorno. In questi ultimi tempi sembra però che un rinnovato e pericoloso vento di intolleranza spiri un po’ su tutto l’Occidente e, mentre prima i fanatici della razza pura si nascondevano, oggi escono allo scoperto e rivendicano con orgoglio i loro pregiudizi e la determinazione a cacciare dai propri confini l’immigrato.
Il lavoro di Gian Antonio Stella ricostruisce la storia del sentimento xenofobo partendo dalla presunzione che ogni popolo ha di essere al centro del mondo. “Il guaio è quando questa prospettiva in qualche modo naturale si traduce in una pretesa di egemonia. Di superiorità. Di eccellenza razziale. Quando pretende di scegliersi i vicini. O di distribuire patenti di «purezza» etnica.”
C’è chi addirittura, come Borghezio, auspica isole di soli cittadini padani per ritrovare le perdute tradizioni e i costumi tipici ormai contaminati dagli “invasori”. Il problema, secondo l’autore di Negri, froci, giudei e co., è stabilire chi sono gli invasori. Per il deputato della lega, ad esempio, i colonizzatori sono ancora i romani, in Sud Africa, i pochi neri rimasti individuano nei bianchi gli invasori. “Il razzismo, dice Stella, è una questione di prospettiva”. Il libro fa poi un bilancio della situazione odierna, dalle scritte sui muri “Andate tutti a ’fanculo: negri, froci, zingari, giudei co!”, ai naziskin in Russia che si distinguono tra coloro che hanno già ucciso e quelli che non l’hanno ancora fatto dai lacci degli anfibi.
Negri, froci, giudei & co. L’eterna guerra contro l’altro
Gian Antonio Stella
Rizzoli, 2009
pp. 332 € 19,50