Per riprendere il filone sui più bei libri da far leggere ai vostri ragazzi, e visto che il nostro post sui 1001 libri da leggere prima di morire è uno dei più cliccati da sempre, segnaliamo volentieri questa originale variazione sul tema, affidata alla giornalista del Guardian Julia Eccleshare, 1001 libri da leggere prima di diventare grandi, pubblicato in Italia dall’editore Atlante.
L’autrice , coordinatrice del sito lovereading4kids.co.uk, ha redatto questa lista servendosi della collaborazione di più di 70 autori e chiedendo inoltre a scrittori famosi (da Margaret Atwood a Isabel Allende o Philip Pullman) di indicare le loro preferenze in merito, da Pinocchio a Pimpa, passando per Willy Wonka e le cronache di Narnia.
Non tutti i libri segnalati sono tradotti in italiano (e chissà che qualche editore italiano non sia spinto a farlo), e magari è un buon metodo per imparare l’inglese, regalarli in lingua originale. I libri sono divisi per fasce d’età (0-3; 3-4; 5-7; 8-11; 12+) e vi consiglio, se ve lo siete perso, anche di leggere i consigli su come appassionare alla lettura bambini riluttanti.
J. Eccleshare
1001 libri da leggere prima di diventare grandi
Atlante ed
35 euro
Come riuscire a “convertire” un bambino fra gli 8 e i 12 anni alla passione della lettura? E’ difficile che una passione, appunto, possa essere imposta dall’alto. Piuttosto, funziona per contagio, un po’ come il buon esempio, che si trasmette senza parole.
Ho trovato però interessante che il seguito portale lovereading4kids di Julia Eccleshare, decidesse di dare il suo sostegno a una casa editrice che si rivolge proprio a ragazzi “riluttanti alla lettura”, non solo dislessici, ma anche iperattivi, con problemi di concentrazione e di espressione emotiva perchè con alle spalle traumi che hanno creato loro un blocco.
Prescindendo da casi di difficoltà causate da problemi estremi, si tratta di semplicissimi consigli, magari qualcuno all’apparenza banale, su come comportarsi nel quotidiano per “contagiare” i propri figli al piacere della lettura.
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Questo Animali fantastici di José Jorge Letria, delle edizioni Kalandraka, è sicuramente un libro da far collezionare ai propri bambini, a cui piacerà anche quando cresceranno, e inizieranno a studiare i miti classici. Ci troverete infatti tante figure di creature partorite dalla fantasia millenaria dell’uomo, che siamo abituati a “incontrare” solo in fiabe, leggende e opere letterarie dell’antichità (anche se spesso vengono riprese in favole e opere letterarie per ragazzi).
Come la Fenice coperta di piume dorate, “rinata dal silenzio che c’è nelle ceneri/dalla tristezza che c’è nel fuoco”, oppure il Basilisco, “uccello e serpente…con zampe e speroni di gallo” che è sempre meglio - consiglio - non guardare fisso negli occhi. Sempre meglio non fare l’incontro di Cerbero, inoltre, cane a tre teste nato nelle leggende dell’antica Grecia e posto alle soglie dell’Inferno.
E quale bambino non sognerebbe di volare sulle nubi con Pegaso, a cui secondo Esiodo è stato dato il compito di trasportare lampi e tuoni (deve essere piuttosto veloce, il ragazzo, per compiere una tale missione!). Ma ci sono anche gli inquietanti Ciclopi, i Centauri, Fauni, Sfingi e Idra, che ci fanno compagnia man mano che sfogliamo le pagine. Ognuno con una storia da raccontare - immortali anche se mai esistiti, finchè qualcuno non continuerà a sognarli.
Josè Jorge Letria, Andrè Letria (ill.)
Animali fantastici
Kalandraka ed.
14 euro
E’ stato presentato ufficialmente al Salone del Libro di Torino quello che, secondo alcuni, sarà il degno sostituto di Harry Potter (ma anche, in futuro sul grande schermo, di Twilight e Il Signore degli Anelli). Sto parlando della saga “L’Atlante di Smeraldo” di John Stephens, sceneggiatore televisivo di Los Angeles, edito in Italia da Longanesi e disponibile, con il primo volume, dal 28 aprile scorso.
Protagonisti della storia sono tre fratelli: Kate, Michael e Emma, che hanno letteralmente perso i genitori nel nulla e loro stessi si sono smarriti in un misterioso viaggio. In questa inaspettata solitudine, i tre iniziano ad essere spostati da un orfanotrofio all’altro, tutti dalle ambientazioni inquietanti, per finire in uno dove sembra che solo loro possano avere accesso e dove tantissimi segreti sono nascosti.
Il libro nasce da un’ispirazione personale: l’autore vive a Los Angeles, mentre i parenti risiedono in Virginia. La nostalgia della sua famiglia lo ha portato a desiderare un “libro magico” capace di
riportare indietro il tempo a quando la famiglia era unita, e tutti vivevano assieme. Ed è così che l’autore ha immaginato il libro magico che diviene poi il cuore di L’Atlante di Smeraldo, custodito in una buia stanza dell’ultimo orfanotrofio in cui soggiornano ragazzi. Cosa ha letteralmente “risucchiato” via i genitori di Kate, Michael ed Emma? Quale forza buona eppure devastante ha voluto salvare loro da un “pericolo devastante”. Alle domande risponderà il tempo che passa e che li vede crescere.
Una delle caratteristiche del libro, infatti, è proprio la grande attenzione data all’aspetto psicologico dei protagonisti, alla loro crescita emotiva, alle loro paure e i dubbi, così come avviene nella saga di Harry Potter. In questo primo libro seguiremo molto da vicino Kate, ma nei libri successivi le vicende si avvicineranno di più agli altri due fratelli. Gli anni di tormenti, infatti, sono retti “psicologicamente” dalla sorella maggiore, l’unica dei tre a ricordarsi il volto dei genitori ed a sperare nel loro ritorno, ma che i prossimi libri possano trattare degli altri fratelli ce lo svela un po’ il finale: sarà proprio il fratellino Michael a decidere le sorti della storia grazie alla sua giovane età e alla sua conoscenza del mondo fantastico (un po’ come ne Le Cronache di Narnia - Il Principe Caspian).
Dopo il salto il book trailer del libro.
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Compie trent’anni il Premio Andersen - Il mondo dell’infanzia, che premia i migliori libri per l’infanzia pubblicati in Italia. A salire sul podio quest’anno sono stati, fra gli altri, Bruno Tognolini (premio speciale della giuria per Rime di rabbia, Salani).
Miglior libro di divulgazione quello di Nicoletta Martinelli e Rossana Sisti (Visto si stampi, San Paolo) e quello per il miglior libro oltre i 12 anni va a Io dentro gli spari (Salani). Premiata anche la mitica Sophie Fatus (miglior libro 0/6 anni per Oh, oh, Emme) e Remy Charlip per Fortunatamente (Orecchio acerbo ed., miglior libro 6/9 anni)
Vincono il Morante-Ragazzi invece il musicista Giovanni Allevi, con il libro La musica in testa (Rizzoli Editore), il giornalista Ennio Cavalli, con I gemelli giornalisti sono io (Edizioni Piemme) e Chiara Letta, con Alla scoperta di Caravaggio, illustrato da Maria Coviello (Felici Editore).
Mi è dispiaciuto leggere le parole di Alfieri Lorenzon, direttore generale dell’Aie, sul fatto che Cuore di De Amicis sia ormai un libro per ragazzi “superato” (al contrario di Pinocchio di Collodi, ad esempio). “Cuore non fa piu’ parte del bagaglio indispensabile dei nostri giovani”, ha detto all’Ansa Lorenzon.
Meglio Pinocchio, che riscuote ancora “risultati interessanti” all’estero, e ovviamente la letteratura per ragazzi contemporanea, fra cui in primis ovviamente Harry Potter, ma anche Geronimo Stilton e le saghe vampiresche. Ma forse non c’è niente di cui intristirsi, il mondo va avanti, i bambini di oggi sono diversi da quelli di ieri e- la conclusione è sempre la stessa - è colpa mia che sono la solita nostalgica sostenitrice del valore dei “classici”.
In generale, comunque, la nostra letteratura per ragazzi non è affatto “superata”, neanche all’estero, visto il successo che il settore riscuote soprattutto in Asia (Cina, Giappone, Corea del Sud) e nel mercato dell’America del Sud, mentre le vendite non decollano sul mercato anglosassone.
I segnali che la nostra editoria per ragazzi goda – e possa continuare a godere – di buona salute sono comunque almeno due: il fatto che, come ricorda Lorenzon, esportiamo titoli più di quanti ne importiamo, e che la nuova generazione di italiani ami la lettura (65% legge almeno un libro l’anno) molto di più dei propri stessi genitori (44%).
Foto | Flickr
Siamo in Romania, all’inizio degli anni ‘90, in questo Quei giorni a Bucarest, di Stefan B. Rusu, e i ragazzi della ‘Generazione chiave’ - quelli che durante l’era Ceausescu “mentre i genitori erano al lavoro o impegnati nelle interminabili file per acquistare il cibo, loro, le chiavi perennemente appese al collo, dovevano occuparsi dei fratelli più piccoli e dell’organizzazione della casa” - sono ormai degli adolescenti con già troppi ricordi sulle spalle.
Fra loro c’è anche Gabriel, un diciassettenne che non sa ancora come si bacia, con due occhi verdi così belli da sembrare finti, “due pietre preziose premute a forza in una maschera di gesso”. Di lui si innamora Nicu, il redattore di un giornale universitario che va a vederlo recitare in uno spettacolo teatrale al suo liceo, la riproposizione del dramma Dichiarazione d’amore,un cult per i ragazzi romeni degli anni ‘80. Nicu che “come tanti ragazzi romeni ha ancora l’aspetto di un attore da realismo socialista, come se la storia procedesse a velocità sostenuta…mentre il colore della pelle, le fronti, le linee del viso indugiassero”.
Nicu che si sente come “pacificato, come se una sostanza leggera gli fosse entrata nel corpo” insieme all’immagine del “sorriso di Gabriel con la macchina fotografica al collo, le labbra gonfie, la pelle bianca, i capezzoli color ruggine”.
Continua a leggere: Quei giorni a Bucarest, di Stefan B. Rusu
Nina e Nello sono al lavoro “per curare l’orticello e aiutare Nonno Nino a fare il contadino”. Quello di Nonno Nino però è un orticello speciale, perchè ci crescono ortaggi biologici, “piantine tanto esili e carine. Crescono forti e rigogliose, del loro verde orgogliose”, senza bisogno di antiparassitari e concimi chimici, come spiega il Nonno in appendice al libro.
Segnalo questo Nina e Nello. L’orticello come uno dei volumi della collana che vede per protagonisti i due bimbi, alla scoperta della natura pulita (Il bosco: argomento, gestione dei rifiuti) sul latte biologico (La mucca Serena) e il ciclio dell’acqua (L’onda del mare). Nina e Nello infatti, sono “due bambini curiosi e osservatori che, attraverso le loro avventure, avvicinano i giovani letteri alle leggi della natura e li invitano a rispettarla e amarla”.
Già solo la fattura dei libri è ‘educativa’, visto che sono stampati - in Italia - con inchiostri ecologici su carte ottenute da foreste sostenibili, e sono in cartone marroncino super resistente a tutti gli ‘assalti’ di bimbi dai 3 ai 7 anni.
Laura Novello, Matteo Gaule (ill.)
Nina e Nello. L’orticello
Sassi ed.8.90 euro
“Quel giorno, per Tobia, era cominciato proprio alla grande. Primo, gli gnomi non avevano portato nè il pane, nè il latte di renna. Secondo, nuvole basse e bianchicce minacciavano una bufera di neve che nemmeno nei peggiori incubi di Zanna Bianca, e, terzo, il gruppo elettrogeno aveva preso a tossire a mitraglia lasciando intendere così che non avrebbe continuato per molto a fare il suo dovere”.
Questa è la storia di un piccolo editore, Uni Service, e di un autore: Antonio Amoruso, che prima era un ingegnere, e che ora si è messo a scrivere libri per ragazzi. Libri che nell’ultimo anno hanno venduto bene, molto bene. La particolarità di questa storia è che i romanzi scritti da Amoruso hanno come protagonista una figura che, superata l’infanzia, ognuno di noi dimentica. Babbo Natale.
Perchè la figura di Babbo Natale è un po’ come quei bellissimi giocattoli che cresciuti lasciamo come relitti in angoli di polvere, nella nostra stanza. Come è possibile allora inventare un romanzo che piaccia anche al popolo di appassionati di Harry Potter o Twilight? E invece con la serie di Babbo Ben la sfida è in parte già stata vinta, e ora il libro è arrivato alla seconda edizione. “Perchè - spiega a Booksblog - voleva creare un personaggio simpatico a ragazzi e ragazze che fosse ‘positivo’, certo di più che i tanti Vampiri che affollano i loro libri preferiti”.
Se avete un bambino/a sugli 8-10 anni che vi mette in imbarazzo con i suoi ‘perchè’ e ‘per come’ su congegni tecnici sul cui funzionamento non vi siete mai interrogati, “Ecco come funziona!” è il regalo di Natale che fa per voi.
Un librone - corposo e colorato - che spiega, con illustrazioni e semplici didascalie, 250 oggetti che orami fanno tanto parte della nostra vita, che quasi non li vediamo più. Ma al nostro pargolo, ovviamente, nulla sfugge.
E così capiranno (e capirete anche voi, non fate i sapientoni!) i meccanismi che fanno funzionare il cancello elettrico del garage o a la macchinetta per il caffè. E alla fine sarete anche in grado di rispondere alla domanda: “Come fa il bancomat a sapere quanto denaro ho sul conto corrente?”.
Continua a leggere: Ecco come funziona! di Joël e Clèment Lebeaume