Ho atteso un po’ prima di iniziare a leggere il Diario Pulp di Strumm. Era lì, sulla scrivania, che occhieggiava, ma non mi decidevo a leggerlo. Poi, complice una visita dal dentista, me lo son portato appresso… ed è stato amore fin dal primo rigo!
Vado a casa del Sellero, dobbiamo organizzare una manovra per domani sera. Il Sellero abita in un bilocale al terzo piano di una vecchia palazzina alla Garbanza. Di solito lo trovo spalmato sul divano a mangiare fagioli direttamente dalla scatola, canottiera bisunta e ciabatte infradito anche d’inverno. È magro come un foglio, non ha un pelo neanche disegnato, eppure riesce a stare in tenuta estiva anche a gennaio. Suono il campanello e aspetto […] Il Sellero spalanca la porta, ovviamente indossa una canottiera lurida e le infradito […]
“Sellero, ma che cazzo è ’sta roba?”
“Di che parli?” mi fa sinceramente sorpreso.
“Ci sono due cadaveri sedute sulle sedie, legati con dello spago per non farli cadere a terra.
“Chi sono questi due stronzi?”
“Ah, quello è il lavoro della scorsa settimana…” mi fa eco distratto.
“Hai deciso di farci il presepe?” (pp. 9-10)
Così, in una Roma “malfamata”, assistiamo ad omicidi trucidi, a soldi facili, a battute al vetriolo… il tutto descritto con una proprietà di linguaggio ed una scelta del vocabolario veramente degni di nota. I personaggi descritti da Strumm fuoriescono dalla pagina e sembra di poterli incontrare dal vivo, tanto sono ben descritti e rispecchia qualche tipo particolare che, bene o male, abbiamo incontrato nelle nostre città. Un plauso alle Edizioni XII che ha ripubblicato questo testo, con la cura grafica che ormai è ben nota.
Strumm
Diario Pulp
Edizioni XII, 2009
pp. 340, euro 16,00
Devo ammettere che non ho mai particolarmente amato i polizieschi, tuttavia ho trovato Tiro Mancino di Charles Willeford, (Marcos y Marcos 2005) molto godibile. Willeford travasa nei suoi libri, molto duri e taglienti, alcune delle sue esperienze personali ed in particolar modo i vent’anni trascorsi nell’esercito, che molto hanno influito sul suo modo di raccontare.
I suoi libri sono già un mito a partire dal primo, Miami Bues, cui Quentin Tarantino dedicò il suo celebre film Pulp Fiction. Tiro Mancino è ambientato tra Miami e Riviera Beach e si svolge su due binari paralleli. Da una parte vede il sergente della omicidi Hoke Moseley, già protagonista degli altri romanzi di Willeford, uomo di mezza età in crisi, invischiato nel tentativo di semplificarsi la vita;
dall’altra parte la curiosa vicenda del vecchio Stanley, che accusato ingiustamente di pedofilia, si trova a incrociare i propri destini con Troy Louden, pluriomicida, suo compagno di cella. Troy , soggetto dotato di eccezionale carisma, coinvolge in un crescendo il riluttante Staney, a settant’anni suonati, in una rapina ad un supermercato, dagli esiti imprevedibili.
Continua a leggere: Libri da leggere: Charles Willeford - Tiro Mancino
Ultimo uscito, in Italia, del prolifico Joe R. Lansdale, Il Carro Magico (2008 - Fanucci Editore) è un western pulp. Inizialmente impostato come un romanzo picaresco, scivola lentamente verso i registri alla Quentin Tarantino tipici dell’autore. Il racconto, definirlo romanzo è eccessivo, è ambientato nel Texas degli inizi del XX secolo.
La voce narrante è quella di Buster Fogg un giovane la cui famiglia è stata, letteralmente, spazzata via da un tornado e che si trova a girovagare a bordo del Carro Magico, in compagnia del nero Albert, di Billy Bob Daniels, pistolero da baraccone e presunto figlio illegittimo di Wild Bill Hickok e di Alluce Marcio lo scimmione combattente.
La strana compagnia si aggira in un Far West sulla via della civilizzazione, cercando di piazzare miracolosi elisir a base di whisky. Tuttavia alcune azioni compiute da Billy Bob si ripercuotono sulla strana compagnia, perseguitata da una tempesta che li segue e che forse sottende una maledizione indiana. Tutto si risolverà, come nella miglior tradizione western, in un duello all’ultimo sangue. Come per altri libri di Lansdale è difficile inquadrare il genere in cui porre “Il Carro Magico”, dal momento che l’autore per sua natura, oltre che per opportunità commerciale, tende a spaziare nei generi più diversi, dall’horror, al fantasy, al giallo e così via.
Continua a leggere: Libri da leggere: Joe R. Lansdale - Il Carro Magico
Sul numero di Pulp libri di luglio-agosto c’è un interessante approfondimento bibliografico dal titolo “1977. Letture dall’anno terribile” che, attraverso le opere uscite negli ultimi anni sul Settantasette e sul movimento, cerca di riflettere sul modo che ha il nostro paese di costruire e raccontare la Storia.
Contributi del movimento e voci di chi allora è stato protagonista e opere di taglio giornalistico: letture che Domenico Gallo, autore dell’articolo, non ritiene comunque sufficienti per storicizzare quel periodo, momento storico non ancora metabolizzato dalla società e su cui non si è mai trovata (né voluta) la volontà politica di fare luce.
E ancora una volta il mondo della cultura ha dimostrato di essere più avanti della politica, cominciando a raccontare e ad analizzare quanto accaduto, soprattutto attraverso la narrativa, tra film (pensiamo a “Lavorare con lentezza”, per esempio) e romanzi che mettono in scena quel periodo, anche a uso di chi non c’era e non ne sa nulla, e anche con gli approfondimenti critici e storici di riviste culturali come Carmilla.