
Se non avete mai letto la storia di un pezzo di mare con le gambe. Se non sapevate l’esistenza di un libro capace di dissetare la mente e di narrare poeticamente. Sappiate che Booksblog vi vuole svelare cosa c’è davvero dietro al primo libro di Ivo Rosati per Zoolibri. Un libro così ricco di fantasia da sembrare vivo che, dopo averlo letto, è sicuro vi farà guardare con aria diversa tutte le fontane.
Tradotto in Corea dopo essere stato selezionato a Ilustrarte 2007 (Biennale Internazionale di Illustrazione di Lisbona) ed essere finito nella rosa dei finalisti al Premio Andersen 2008 nella categoria “miglior libro illustrato”, “L’uomo d’acqua e la sua fontana” è uno zampillo creativo capace di farvi cambiare il rapporto con l’acqua. È accaduto a chi scrive: ha preso a bere l’acqua pasteggiandola.
Tutto ha inizio in una casa, da un rubinetto che perde acqua. Goccia dopo goccia, nasce un uomo cristallino; scende in strada per tornare in chissà quale corso idrico. Che sia una pozzanghera? Un riflesso? Non mangia, non dorme, non fa pipì. Ma si fa leccare dai cani e annaffia i fiori. Finché, riempiendo la fontana vuota di Corticella di Reggio Emilia, si sente felice e decide di rimanere in pianta stabile tra quelle mura.
Ivo Rosati
L’uomo d’acqua e la sua fontana
Zoolibri
pagine 32
€ 13,50
Il primo libro della mia vita? “Le avventure di Robocchio: Pinocchio del 2000 a spasso per Napoli” di Renato Rutigliano. Avevo solo nove anni ma è stato questo il libro che ha fatto nascere in me la passione per la lettura.
La storia è molto particolare che stravolge totalmente il classico di Collodi. Prima di tutto questo nuovo Pinocchio non è di legno ma di latta e ha tutte le sembianze di un piccolo scugnizzo napoletano. I dialoghi, infatti, sono in dialetto ma ad aiutare il lettore ci sono i sottotitoli che sono serviti anche a chi come me è napoletano.
La mia carriera è proseguita con “Il giornalino di Gian Burrasca” di Vamba. A dieci anni come non ci si può innamorare di un personaggio combina guai? Gian Burrasca rappresenta tutto quello che avremmo voluto fare o dire ma che non abbiamo mai avuto il coraggio di realizzare. E poi il feeling tra me e Gian Burrasca è rafforzato anche dalla nostra data di nascita: il 20 settembre. Il vostro primo libro, invece, qual è stato?