I libri più gettonati in autostrada in questo Ferragosto? Oltre al panino Rustichella e al caffè, ci sono Camilleri e Lucarelli, che infatti sono gli autori dei titoli più venduti dalla rete Autogrill.
Gli Autogrill, leggo, hanno venduto oltre 200mila copie solo nel mese di agosto. Nella top ten Camilleri-Lucarelli con “Acqua in bocca”, seguiti da Jeffery Deaver con “Il filo che brucia” e da Benedetta Parodi con il suo “Cotto e Mangiato”.
Seguono “Canale Mussolini” di Pennacchi (vincitore Premio Strega 2010) e libri di manualistica. Non so perchè ma anche su di me i libri dell’autogrill hanno un fascino particolare: sono libri mainstream, di ‘consumo’, ultimi best seller, e niente di particolarmente sofisticato, eppure prende la voglia di comprarli, insieme a panini e caffè.
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Ancora una volta, come già l’anno scorso tra Scarpa e Scurati, il tanto discusso premio Strega 2010 si è giocato all’ultimo voto, tra la favorita Silvia Avallone con Acciaio e Antonio Pennacchi, con Canale Mussolini.
Alla fine a spuntarla è stato lo scrittore romano di origine veneta, Pennacchi, proclamato ufficialmente vincitore del Premio Strega 2010 dal detentore del titolo, Tiziano Scarpa per il suo Canale Mussolini, edito da Mondadori, casa madre degli ultimi 4 vincitori del premio.
Questa la classifica ufficiale:
Antonio Pennacchi 133
Silvia Avallone 129
Paolo Sorrentino 39
Matteo Nucci 38
Lorenzo Pavolini 32
Contravvenendo alla buona regola che impone di non tornare due volte sullo stesso argomento nel giro di pochi minuti, vi voglio segnalare - ci ho provato, ma non riesco proprio a farne a meno - un geniale articolo di Gian Paolo Serino, uno dei critici (come se ce ne fossero tanti in circolazione in Italia) più taglienti e onesti che vi sia capitato di leggere.
Con il suo tipico tono da quello che non le manda a dire, Serino ricostruisce in poche cartelle il finale più scontato di questo Strega 2010, vale a dire la vittoria a mani basse del romanzo dell’estate, Acciaio, quella “bara senza maniglie”, come la definisce lo stesso Serino, scritta da Silvia Avallone e editata perfettamente da Michele Rossi, editor Rizzoli.
Che dire, a parte l’aver ragione su praticamente tutto (almeno dal mipunto di vista), Serino fa qualcosa che nessun commentatore di questa pantomima letteraria riesce a fare, ovvero guardare questo scempio dall’unico punto di vista valido, quello dello humour noir, e seppellire questa tragicomica avventura con una bella risata. Assolutamente da leggere.
Via | Affaritaliani.it
Foto | Affaritaliani.it
Come ogni anno siamo arrivati al capolinea, il tortuoso percorso tra polemiche varie, accuse e difese all’ultimo sangue (per capirci qualcosa vi consiglio di fare un salto qui) che ormai è diventato uno degli ingredienti immancabili per il Premio Strega, anche quest’anno sta per finire.
Tra poco più di 24 ore sapremo il nome del vincitore di questo Strega 2010, o, per stare ancora un po’ nella polemica, se effettivamente il premio sancirà una supremazia letteraria e stilistica o se, come molti si aspettano, ad essere decretata sarà semplicemente una supremazia economica di brand, in una sfida tra poteri editoriali forti che non riguarda la letteratura.
E allora, vincerà l’imbarazzante prosetta soap realistico favolesca della Avallone, o la poco convincente traduzione pseudo letteraria di un ottimo (anche se forse già visto) plot cinematografico di Sorrentino? Ma attenzione, perché come in quelle partenze complicatissime da palio di Siena, potrebbe scattare più veloce di tutti un Pavolini, un Nucci, o un Pennacchi qualsiasi per sparigliare i giochi.
Come al solito, dopo l’ufficializzazione della cinquina dei finalisti del Premio Strega 2010, l’impressione è quella che in fondo non si tratti più di premio, ma di una sfilata. Come era ampiamente prevedibile, infatti, tra i cinque nomi selezionati per giocarsi il titolo tra poco più di un mese non ce n’è uno inaspettato.
Alla prima posizione troviamo l’esordiente Silvia Avallone con Acciaio (Rizzoli), da molti celebrata come un’ottima penna (concedetemi il diritto di non essere affatto d’accordo), al secondo un altro autore al primo libro, anche e non un vero e proprio esordiente dell’arte del raccontare, il regista Paolo Sorrentino con Tutti hanno ragione (Feltrinelli), un libro francamente scarso il cui successo sembra più legato al grande talento cinematografico di Sorrentino piuttoso che ad altro.
Nelle posizioni successive, poi, troviamo Antonio Pennacchi con Canale Mussolini (Mondadori), Matteo Nucci con Sono comuni le cose degli amici (Ponte alle Grazie) e, infine, Lorenzo Pavolini con Accanto alla tigre (Fandango).
Insomma, niente sorprese e sempre più disillusione per un Premio che ormai sembra aver esaurito completamente il suo ipotetico ruolo letterario, abdicando alle necessità aziendali di marketing, ma forse è anche inutile continuare a ribadirlo, forse è meglio lasciar perdere e non sprecare tempo prezioso.
Via | La Stampa
Questa settimana la saggistica irrompe nella classifica: fatto molto strano, e difficilmente spiegabile se il libro di cui stiamo parlando (che raggiunge la seconda posizione) non fosse “Per l’alto mare aperto” di Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica e penna attentissima alla società, che in questa occasione ci fa addentrare tra alcuni grandi della letteratura.
Ma le stranezze, se così si vogliono definire, non finiscono qui. Scompare dalla classifica infatti Paolo Sorrentino, scrittore in orbita premio Strega, ed è ancora presto per vedere la risalita di Michela Murgia, dopo la sua vittoria al Mondello . Carofiglio (”Non esiste saggezza”) non sfonda, posizionandosi al quinto posto. Va bene, sono racconti, ma sinceramente pensavamo che bastasse il nome a fargli raggiungere l’olimpo della classifica. Aspettiamo la prossima settimana (dove, probabilmente, si vedrà anche Tiziano Scarpa col suo nuovo romanzo).
Per il resto, “Il nipote del negus” di Camilleri lascia la prima posizione (ora è quarto), ma il vorticoso scrittore siciliano è appena uscito con un altro libro, che sicuramente, la prossima settimana, vedremo ai piani alti. L’ingresso in classifica di Scalfari e Carofiglio fa retrocedere Sorrentino, come si è detto, e Catherine Dunne, con il suo “Donna alla finestra”, che, presumiamo, non tornerà più in classifica.
Tra i numerosi premi letterari che si assegneranno da qui in avanti, spicca il Mondello, giunto alla sua 35esima edizione. Le premiazioni sono avvenute ieri. Quest’anno il vincitore è Michela Murgia (con “Accabadora”, Einaudi), che ha vinto il superpremio, battendo Roberto Cazzola (”La delazione”, Casagrande), e Lorenzo Pavolini, con “Accanto alla tigre”, Fandango.
Per la narratriva straniera, il vincitore è Edmund White, con “La doppia vita di Rimbaud” (Minimum Fax), mentre per la poesia spicca l’ottimo poeta (e personalità della casa editrice Mondadori) Antonio Riccardi, con la raccolta “Aquarama e altre poesie”. Ma i premi sono molti, e ci preme segnarli tutti: come opera prima vince Gabriele Pedullà, con “Lo spagnolo senza sforzo” (Einaudi); vincitore per la traduzione è Evgenij Solonovic, e per la saggistica Marzio Barbagli, con “Congedarsi dal mondo. Il suicidio in Oriente e in Occidente” (Il Mulino).
Per la sezione “Identità e letterature dialettali” vince Gian Luigi Beccaria, con “Misticanze” (Garzanti) e Marco Paolini, mentre il premio della giuria va a Francesco Forgione, con “Mafia Export” (Baldini Castoldi Dalai), per la sua acuta indagine sulle dinamiche mafiose. Ora stiamo ad aspettare che esca la cinquina dello Strega. Io scommetto che il vincitore finale sarà Paolo Sorrentino. Ieri ho azzeccato il pronostico dell’Inter (ho scommesso un caffé con un amico che sarebbe finita 2 a 0, e così è stato), vediamo se ci prendo anche questa volta. Secondo voi chi vincerà?
Acciaio, dell’esordiente ventiseienne Silvia Avallone, secondo le indiscrezioni è il romanzo che dovrebbe sbancare il premio Strega 2010. Avrà pure i suoi appoggi e le sue spintarelle, stando a quanto si dice (male) del premio, ma è senza dubbio un gran bel libro, incisivo, affilato e violento come un bisturi in mani sbagliate. E scritto soprattutto in maniera magistrale.
Trovo davvero doveroso soffermarmi a sottolineare la bellezza, la solidità, la rotondità e la maturità impressionante della prosa di Silvia Avallone. È molto più facile individuare falle, cadute di stile e ingenuità nel romanzo del genio quarantenne Paolo Sorrentino Hanno tutti ragione - che insegue Acciaio nella corsa allo Strega - piuttosto che in questa perla di coerenza e compattezza pubblicata da Rizzoli. Ipotizzando una progressione regolare delle capacità espressive e narrative dell’autrice, visti i livelli di partenza è lecito aspettarsi che a 50 anni la Avallone sarà la nuova Lev Tolstoj, o giù di lì.
Con ciò so di attirarmi insulti, risate e pernacchie ascellari, a giudicare dai commenti della “gente” su Ibs.it e Anobii («libro inesperto e a tratti banale», «qualità oscena della scrittura, frasette corte, errori grammaticali», «stile mocciano e per di più presuntuoso», «livello linguistico banale e banalizzante», etc). Ma se la “gente” d’Italia godesse di una dotazione minima di capacità critica e saggezza, ovviamente non vivremmo nel paese in cui viviamo, dunque non mi preoccupo troppo.

«Il premio Strega è governato da un sistema corrotto. Tutti già sanno chi andrà in cinquina: con la Avallone e Sorrentino se la giocheranno Pennacchi, Pavolini e Nucci». Queste le dichiarazioni assai esplicite rilasciate ad «Affari Italiani» da Raffaello Avanzini di Newton & Compton.
Dei dodici selezionati (qui la lista completa), l’editore Avanzini afferma che - come «tutti già sanno» - i cinque libri finalisti saranno:
Hanno tutti ragione del geniale regista Paolo Sorrentino (Feltrinelli);
Acciaio di Silvia Avallone (Rizzoli);
Canale Mussolini di Antonio Pennacchi (Mondadori);
Accanto alla tigre di Lorenzo Pavolini (Fandango);
Sono comuni le cose degli amici di Matteo Nucci (Ponte alle Grazie).
«Ma non mi arrendo», ha continuato l’agguerrito Avanzini, denunciando una vera e propria “stregopoli“, «non faccio certo come Neri Pozza che ha deciso di dire basta ai premi. Io l’anno prossimo mi ripresenterò. Ci vuole qualcuno che si ribelli al sistema e combatta i loro giochetti torbidi“. Ai quali «giochetti», peraltro, lo stesso Avanzini ha ammesso di partecipare.
Continua a leggere: «Un sistema corrotto governa il premio Strega»
Come previsto dalla procedura del Premio più blasonato d’Italia – nonché il più discusso – i nomi dei dodici partecipanti alla prima fase di questa 64esima edizione del premio, dopo la riunione nella serata di ieri del Comitato Direttivo del Premio – composto da Franco Alberti, Alessandro Barbero, Valeria Della Valle, Tullio De Mauro, Giuseppe De Rita, Fabiano Fabiani, Alberto Foschini, Melania G. Mazzucco e Ugo Riccarelli – sono stati rivelati stamattina nel corso di una conferenza stampa presso la sede di Strega Alberti a Benevento.
Dei 19 libri candidati ne sono rimasti una dozzina dunque, eccoli qui:
Acciaio (Rizzoli) di Silvia Avallone, presentato da Giuseppe Conte e Giorgio Ficara;
La casa (Elliot) di Angela Bubba, presentato da Fulvio Abbate e Paolo Giordano
Non ti voglio vicino (Frassinelli) di Barbara Garlaschelli, presentato da Maria Rosa Cutrufelli e Giuseppe Leonelli
Bambini nel bosco (Fanucci) di Beatrice Masini, presentato da Roberto Barbolini e Romano Montroni
Tutta mio padre (Bompiani) di Rosa Matteucci, presentato da Piero Gelli e Antonio Tabucchi
Un anno fa domani (Instar Libri) di Sebastiano Mondadori, presentato da Ernesto Ferrero e Lidia Ravera
Strane cose, domani (Baldini Castoldi Dalai) di Raul Montanari, presentato da Luca Doninelli e Tiziano Scarpa
Sono comuni le cose degli amici (Ponte alle Grazie) di Matteo Nucci, presentato da Renato Minore e Walter Pedullà
Accanto alla tigre (Fandango) di Lorenzo Pavolini, presentato da Diego De Silva e Valeria Parrella
Canale Mussolini (Mondadori) di Antonio Pennacchi, presentato da Niccolo’ Ammaniti e Massimo Onofri
Prenditi cura di me (Sellerio) di Francesco Recami, presentato da Concita De Gregorio e Salvatore S. Nigro
Hanno tutti ragione (Feltrinelli) di Paolo Sorrentino, presentato da Angelo Guglielmi e Dacia Maraini
Secondo voi chi arriverà a far parte della cinquina che sarà annunciata a giugno?