Sistemando la mia biblioteca privata ho ritrovato questo libro del premio Nobel per la letteratura 2001 Vidiadhar Surajprasad Naipaul, noto anche come V. S. Naipaul dal titolo Leggere e scrivere, pubblicato da Adelphi. Si tratta di un saggio, o meglio, una testimonianza come recita il sottotitolo, sul leggere e sullo scrivere. E del vissuto mantiene la fragranza a la schiettezza. Veniamo così a conoscere aneddoti della vita di Naipaul e, soprattutto, il suo modo di avvicinarsi alla scrittura e alla lettura.
Avevo cominciato ad avere le mie idee sulla scrittura. Era qualcosa di personale, di curiosamente nobilitante, separato dalla scuola e dalla vita disordinata, in disintegrazione, della nostra famiglia estesa indù. Quell’idea della scrittura – che avrebbe fatto nascere in me l’ambizione di essere uno scrittore – si era formata grazie alle piccole cose che mio padre mi leggere di tanto in tanto (pag. 17)
Il libretto è composto da tre interventi: il primo è Leggere e scrivere a dà il titolo a tutta l’opera; il secondo è Lo scrittore e l’India e l’ultimo è il discorso per il Premio Nobel dal titolo Due mondi. Il tutto tradotto molto bene da Franca Cavagnoli. Si tratta di un prezioso sussidio per quanti si accostano al mondo della scrittura e per tutti quegli scrittori esordienti che, seriamente, vogliono intraprendere la carriera di scrittori.
V. S. Naipaul
Leggere e scrivere. Una testimonianza
traduzione di Franca Cavagnoli
Adelphi 2002
112 pp. euro 8,00
31 cartoline illustrate da versi estemporanei, inviate da Ada Negri ai nipotini Donata e Guido, soprattutto nell’estate del 1930: le stesse pubblicate da Giunti col titolo “Cartoline della nonna”. Il carteggio integrale tra la poetessa e lo scrittore toscano Fernando Agnoletti (1875-1933), con il quale la Negri ebbe una lunga relazione amorosa, nel quale si tratta dalla solitudine al divorzio da Garlanda, all’incendio della redazione de “L’Avanti” e l’ascesa del fascismo. La corrispondenza con Gustavo Balsamo Crivelli: 80 lettere e 85 cartoline postali che l’uomo indirizzò ad Ada in dodici anni di rapporti.
E poi c’è anche il testamento olografo della poetessa, il carteggio con Giulio Barsotti, le lettere ricevute per la nomina a membro dell’Accademia d’Italia oltre alle 233 lettere inviate dai familiari ad Ada Negri. Tutto questo, sarà venduto all’incanto dalla casa Bloomsbury a Roma, in Palazzo Colonna, martedì 16 giugno. La stima? Oscilla tra i 55.000 e i 65.000 euro, considerata il giusto vista la storicità del personaggio: prima donna ad essere ammessa tra gli Accademici d’Italia (1940), a un passo dal Premio Nobel.
Via | Libero-news
Foto | Ilgiornale.it
Alberto Moravia è considerato, almeno entro i confini nazionali, ma non solo, come uno dei migliori autori che la nostra letteratura abbia avuto nel secolo scorso, uno di quelli dunque, da candidare fiduciosi ai premi internazionali, primo tra tutti al premio Nobel, l’olimpo, il sogno inconfessabile di ogni scrittore.
A quanto pare però, lo scrittore romano, seppur la sua candidatura sia stata presentata più volte, non è mai stato ben accetto in terra svedese. E’ quello che emerge da libro di Enrico Tiozzi, professore di letteratura italiana a Goteborg, dal titolo “La letteratura italiana e il premio Nobel, Storia critica e documenti”, entro le cui pagine vengono svelati i giudizi impietosi emessi da alcuni dei più autorevoli consulenti dell’accademia di Svezia sull’autore de “Gli Indifferenti”.
“A Moravia manca completamente il polso caldo dei grandi scrittori. Egli non ha mai avuto niente da professare e non è mai stato in grado di aprire un dibattito sulla condizione umana”. Con queste parole secche e decise l’Accademia di Svezia chiuse per sempre le porte del premi Nobel a Moravia, considerato dagli svedesi un autore voyeur, sempre troppo attento alla componente erotica. Aspettando di leggere il libro di Tiozzi, di sicuro interesse per chiunque, soprattutto per chi abbia letto e amato almeno uno dei tantissimi libri di Moravia, non possiamo che accogliere queste parole con perplessità.
Enrico Tiozzi
La letteratura italiana e il premio Nobel. Storia Critica Documenti
Olschki
euro 34,00
Via | Repubblica
Foto | Wikipedia

Qualche giorno fa, sul sito del Corsera, è stato pubblicato il testo di una conversazione con Harold Bloom, uno dei critici letterari più celebri ma nello stesso tempo più discussi, autore di opere ritenute da alcuni capolavori assoluti della critica letteraria e osteggiati duramente da altri, come Canone Occidentale, per fare solo un esempio.
Proprio in linea con la sua personalità e con la sua idea di critica, che dev’essere “personale, appassionata e viscerale” piuttosto che impersonale ed oggettiva, il 78enne critico americano emette giudizi secchi e pesanti su alcuni personaggi del mondo letterario mondiale, scagliandosi anche contro il premio Nobel e i giudizi emessi dall’accademia negli ultimi anni.
E così Bloom ci rivela i suoi odi, soprattutto verso fenomeni come J.K. Rowling o Stephen King e i suoi amori, McCarthy, Philip Roth, Pynchon, DeLillo. Ma le frasi più taglienti e piccanti Bloom le scaglia contro alcuni degli ultimi vincitori del premio Nobel per la letteratura, dal più recente LeClezio, bollato come “illeggibile”, a Doris Lessing, “che ha scritto un solo libro decente quarant’anni fa, e oggi firma fantascienza femminista”, al nostro Dario Fo, “semplicemente ridicolo”.
Via | Corriere della Sera
Foto | ApparitionFilm

Uscirà a marzo per EDT, la casa editrice delle mitiche guide ‘Lonely Planet’, “Poesie di viaggio”, un volume a cura di Roberto Mussapi. L’idea in effetti, come sottolinea l’editore in una presentazione, è originale.
Se è vero che a tutti vengono in mente narrazioni di viaggio in prosa, è più difficile ricordare versi dedicati alla passione di girare e conoscere il mondo. All’interno del volume, liriche di Brodskij, Stevenson, ma anche Orazio o Goethe, fino ad arrivare al premio Nobel caraibico Derek Walcott. Il tutto per 232 pagine da portare appresso nei propri viaggi.
Roberto Mussapi (a cura di)
Poesie di viaggio
Edt
18 euro
Via | Lonely Planet
Foto | Flickr
E’ stato pubblicato nel mercato anglosassone ma da noi non è ancora arrivato il nuovo libro dell’iraniana Azadeh Moaveni, già autrice di Lipstick jihad (Pisani editore). Titolo: ‘Luna di miele a Teheran’, un memoir che si svolge nei due anni in cui Ahmadinejad sale al potere.
In quegli stessi anni, l’autrice trova l’uomo della sua vita e racconta come sia difficile in quest’epoca ‘mettere su famiglia’, ovvero vivere sulla propria pelle le contraddizioni del regime iraniano. Nel romanzo c’è anche l’apparizione come personaggio di Shirin Ebadi, premio Nobel per la pace, ma ci sono soprattutto tanti dubbi: se sia possibile, ad esempio, “crescere un bambino sano, aperto di mente, in una cultura che è stata fondamentalista e anarchica” (sic)
Vengono descritte inoltre le usanze presenti all’interno dei matrimoni persiani, e soprattutto c’è una lunga riflessione sui rapporti fra Stati Uniti e Iran. Infine, l’autrice arriverà a una dura conclusione: la scelta essere madre in Occidente è una sfida maggiore, oltre ad essere un’esperienza di solitudine, più dura che in Iran. Speriamo che l’editore Pisani o qualche altra casa editrice non tralascino di tradurci anche questo secondo volume.
Azadeh Moaveni
Lipstick jihad
Pisani
15 euro
Azadeh Moaveni
Honeymoon in Teheran
Random House
26 dollari
Via | Azadeh.info

Doveva essere un grande evento mediatico e di pubblico, un segnale verso le frange intimidatorie, un grido del tipo: “Nonostante tutto ci siamo”. Così non è stato. L’incontro alla Fiera del Libro di Francoforte che doveva svolgersi ieri, tra Roberto Saviano e Orhan Pamuk, ambedue minacciati di morte, non è avvenuto.
L’idea, partita dall’editore tedesco Hanser, che pubblica in Germania i libri di tutti e due gli autori, ha incassato il no del premio Nobel Pamuk; quest’ultimo si è detto più interessato a parlare di libri che della propria vita blindata. Lo scrittore turco Orhan Pamuk infatti, così come Saviano, vive sotto scorta in seguito alle minacce ricevute dai gruppi fondamentalisti per il suo atteggiamento liberale adottato in patria;
la Turchia nel 2005 aveva anche aperto un processo nei suoi confronti per alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa sulla strage degli Armeni e dei Curdi a opera dei turchi durante la Prima Guerra Mondiale. Accuse ritirate nel gennaio dell’anno successivo.
Per parte sua Saviano si è mostrato in giro per la Fiera di Francoforte, sempre accompagnato dalla scorta e senza presenziare ad eventi pubblici, incontrandosi solo privatamente con Pamuk per un caloroso saluto. Se la presenza a Francoforte di Saviano sia il primo passo di quell’allontanamento dall’Italia già annunciato, non è dato saperlo.
Il premio nobel portoghese Saramago ha annunciato di aver completato la sua ultima opera, “The Elephant journey”, a cui ha lavorato negli ultimi 10 anni della sua vita, nonostante un lungo periodo di malattia.
L’autore, che ha 86 anni, ha definito la sua opera una “storia” piuttosto che un romanzo. La trama: la vera storia del viaggio di un elefante indiano chiamato Salomon che viaggiò da Lisbona a Vienna nel !6esimo secolo.
Via | Independent
Sarà ancora una volta l’amore il protagonista del nuovo romanzo di Gabriel Garcìa Marquez, lo scrittore colombiano premio Nobel nel 1982, il cui titolo però non è ancora stato reso noto. Marquez torna a pubblicare dopo il suo ultimo libro, “Memoria delle mie puttane tristi”, del 2005, il quale segnò il suo rientro sulla scena letteraria dopo aver vinto la battaglia contro il cancro, da cui era affetto dal 1999.
Nel 1967 pubblicò il suo libro più famoso, “Cent’anni di solitudine”, il quale è considerato appartenente alla corrente del cosiddetto “realismo magico”, la cui caratteristica principale è quella di contenere elementi magici e fantastici inseriti in un contesto ordinario e realistico. Oltre a Marquez, altri importanti esponenti di questa corrente letteraria sono Isabel Allende, Italo Calvino, Haruki Murakami, Milan Kundera e Franz Kafka. A quest’opera faranno seguito numerosi altri famosi titoli, come “Cronaca di una morte annunciata” (1981) e “L’amore ai tempi del colera” (1985), dai quali sono stati tratti anche gli omonimi film.
Lo scrittore ha comunicato, attraverso un’intervista ad un’emittente colombiana, che spera di poter vedere il nuovo romanzo pubblicato entro agosto o settembre del 2008.
Via | Il Messaggero.it