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"Gli effetti secondari dei sogni" di Delphine de Vigan

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné

"Gli effetti secondari dei sogni" di Delphine de ViganPoco più di due anni e mezzo fa era tra i finalisti del Premio Bancarella e se la traduzione italiana ne arricchisce il fascino, bisogna ammettere che sottrae quell’immediatezza del confronto che si ripercuote intensamente nel titolo originale: “No et moi”.

C’è Lou Bertignac, tredicenne prodigio dal quoziente intellettivo di gran lunga superiore alla norma, pochi amici e una famiglia disastrata. E poi c’è Nolwenn, che ha solo qualche anno più di lei e un passato egualmente pesante, anche se in modo diverso. La prima frequenta una classe di allievi molto più grandi grazie alla sua “più che precoce intelligenza”, la seconda è continuamente in fuga, drogata e sofferente.

Si incontrano in un nonluogo, la stazione parigina di Austerlitz, dove Lou passa lunghe ore cercando di catturare le emozioni sui volti della gente che vi transita, mentre No quello stesso tempo lo inganna, facendo l’elemosina (di soldi e sigarette) e dormendo qua e là. Forse non lo sanno ancora, ma è un incontro che cambierà la vita ad entrambe, che avranno assurdamente bisogno l’una dell’altra.

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Ecco i nomi dei finalisti del premio Bancarella

pubblicato da Andrea Coccia

premio bancarella Il comitato organizzatore del Premio Bancarella, istituito nel 1952 come premio dei librai, ha selezioanto, tra le opere edite nell’ultimo anno solare che hanno conseguito risultati eccellenti di vendita e di gradimento, i sei titoli che si contenderanno la vittoria finale. I titoli scelti sono: “Il testimone” di Gaetano Amato (Curcio), “Willy Melodia” di Alfio Caruso (Einaudi), “Il suggeritore” di Donato Carrisi (Longanesi), “Gli effetti secondari dei sogni” di Delphine De Vigan (Mondadori), “Sette uomini d’oro” di Lorenzo Licalzi (Rizzoli) e “Il gioco delle tre carte” di Marco Malvaldi (Sellerio).

La prima cosa notevole è senz’altro al presenza quasi esclusiva di scrittori italiani, 5 su 6, solo uno l’autore straniero, Delphine De Vigan, che è anche l’unica donna. L’altro segnale curioso è la presenza massiccia, 4 su 6, di opere che fanno parte dell’universo del genere giallo, un segnale ulteriore della preponderanza che il genere ha ormai ottenuto nel nostro paese.

Via | Adnkronos

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