
Dopo la morte del Premio Grinzane Cavour il Piemonte decide di avere un nuovo Premio letterario internazionale: è quanto sostiene il cda della Fiera del Libro. Il premio, di cui non si conosce ancora il nome, sarà creato dalla Regione Piemonte e la cerimonia di designazione potrebbe svolgersi sempre al Castello di Grinzane. Un comitato selezionerà dieci grandi personalità della cultura mondiale che verranno sottoposti al vaglio degli editori (un voto per ogni editore) che partecipano alla Fiera del Libro e che designeranno i tre vincitori. Poi la parola passerà agli studenti e settembre si avrà il supervincitore. È previsto che i tre finalisti tengano lezioni e seminari con gli studenti piemontesi.
Una nota del cda della Fiera del Libro dice:
“Il premio recupererà lo spirito originario del Grinzane Cavour quanto a radicamento sul territorio piemontese e coinvolgimento delle scuole superiori della regione”
Via | Romanzieri.com
Foto | Piemontepocket
Cos’altro manca alla carriera dello scrittore statunitense Cormac McCarthy? Un Nobel in qualche modo l’ha preso con il “Pen Club Award” alla carriera. Nel corso della cerimonia a New York c’era anche l’alloro a cingergli la testa, in ricordo del premio Nobel ricevuto da Saul Bellow. Intanto in tasca gli sono andati 25.000 dollari. Mentre è stata già annunciata l’uscita del film che ha preso spunto dal suo romanzo-cult “The Road” (”La strada“) diretto dal regista australiano John Hillcoat e con Viggo Mortensen, Charlize Theron e l’undicenne Kodi Smit-McPhee nei ruoli di protagonisti. Intanto l’autore della monumentale “Trilogia della frontiera”, già laureato con il Premio Pulitzer per il romanzo nel 2007, continua ad essere tradotto da Einaudi.
Via | Ilgiornale.it
Esce domani Il cuore cucito di Carole Martinez. Il libro ha riscosso un grande successo di pubblico in Francia ed ora, dopo aver vinto ben 8 premi letterari, sbarca qui da noi, portandoci una storia veramente bella che, probabilmente, stregherà le lettrici italiane, come ha fatto con quelle francesi.
L’autrice, attingendo alle sue radici spagnole, racconta la storia della giovane Frasquita, guaritrice, maga e quasi strega. Come tutte le donne della sua famiglia ha ereditato un dono speciale. E un curioso cofanetto. In esso è contenuto l’occorrente per cucire. Frasquita ha, infatti, il dono di dare vita a vestiti che, pur realizzati con stracci e tessuti non raffinati, sono come “animati” e riescono a nascondere difetti, deformità, gravidanze, dando, a chi li indossa, bellezza e splendore.
Un dono che non tarda ad essere ritenuto sospetto dagli abitanti del suo villaggio, in Andalusia, che, complice un adulterio (a cui è spinta da un marito che l’ha sposata a 16 anni, è folle e non la ama e che l’ha “persa” al gioco dei galli), la bandisce dal villaggio, dalla sua casa. Dando avvio ad un’epopea straordinaria.
Esce, il 26 febbraio, “Partitura finale” ultima fatica dello scozzese Ian Rankin, pluripremiato autore di thriller, tra i più raffinati ed originali nel panorama letterario internazionale; «un autore senza rivali nella crime fiction britannica», The Times. Un autore che James Ellroy definisce «il re incontrastato del giallo scozzese» e i cui romanzi svettano sempre in cima alle classifiche del Regno Unito.
La prosa di Rankin è concisa ed evocativa, i personaggi ben disegnati, i dialoghi convincenti, le trame eccitanti, ma le sue qualità più apprezzate sono la capacità di comprendere le debolezze umane, la deprivazione affettiva, la grettezza, l’odio e l’abilità di descrivere in che modo la corruzione riesce ad infiltrarsi in tutti gli strati della società (Wikipedia).
Il romanzo in sintesi:
È arrivata l’ultima avventura per l’ispettore Rebus? A una settimana dal suo pensionamento, parrebbe proprio di sì. Mentre cerca di passare le consegne alla sua inseparabile collega, la detective Siobhan Clarke, spiegandole quasi a forza tutti i casi insoluti che si lascerà alle spalle, Rebus si trova alle prese con quello che potrebbe essere il suo ultimo caso.
Tempi duri per la Random House al centro della polemica sul controverso “Il gioiello di Medina”. Dopo le critiche di Salman Rushdie, il premio letterario Langum Charitable Trust ha inserito sulla lista nera la casa editrice a causa della “vile auto-censura” del romanzo di Sherry Jones.
Fino a quando il libro non verrà pubblicato, il premio non prenderà in considerazione alcun libro della Random House o dei suoi affiliati. A questa forma di rimostranza formale, ma di assoluta importanza, si aggiungono le parole ben più pesanti del fondatore del premio David Langum.
“Questa forma di vigliaccheria porterà ad altrettante forme di autocensura ed è un attacco all’integrità delle pubblicazioni letterarie.”
La rinuncia alla pubblicazione è una minaccia per tutta la letteratura, ha affermato Langum. Che sia giusto o no, la decisione del premio letterario apre un dibattito sulla libertà di espressione e sui doveri di un editore. Voi cosa ne pensate: la scelta della casa editrice è da biasimare o giustificare?
Fonte | the Bookseller
foto | Flickr