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Tutti gli articoli con tag ponte alle grazie

Barack Obush, un'inchiesta di Giulietto Chiesa e Pino Cabras

pubblicato da Andrea Coccia

Osama bin Laden, Al-Qa'ida, Primavere arabe, Libia, Cina e multicentrismo globale: un'inchiesta da non perdere Quando Obama vinse le primarie democratiche negli States, tutto il mondo iniziò a tenere il fiato. Quella che si prospettava, infatti, era una sfida imperdibile tra quello che sarebbe diventato quasi certamente il primo presidente nero d’America, sostenuto dai sogni della classe media e dai social network, e l’ultimo esponente di un clan attaccato al potere da anni, simbolo di un tipo di politica americana che era risultata perdente.

Quello che tutto il mondo non poteva sospettare, in quei giorni, era che l’arrivo alla presidenza di quell’uomo dallo sguardo franco e dall’espressione sincera non avrebbe significato altro che un cambio di faccia, o meglio di facciata. Dietro al sogno americano del Yes, we can, infatti, non c’era e non c’è nient’altro che le solite lobby di sempre. L’unica grande differenza è che con Bush hanno capito che dovevano cambiare volto.

Quello che la penna sferzante di Giulietto Chiesa e di Pino Cabras in questo Barack Obush, pubblicato da Ponte alle Grazie, delinea è un impero completamente in frantumi, in declino economico, ma anche sociale e politico. E’ il ritratto di una grande potenza che a un certo punto della sua storia, come un giocatore di tennis, ha avuto sulla racchetta la palla del match point, ma che l’ha pazzescamente sprecata. Ora di quell’impero svuotato, crollato dal di dentro insieme alle sue torri, non resta che un pallido simulacro, una sagoma di cartone che non ha più la lucidità per dettare le coordinate dell’immaginario collettivo globale.

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Parola di donna, a cura di Ritanna Armeni

pubblicato da Roberto Russo

Parola di donna, a cura di Ritanna ArmeniAlina Marazzi, Chiara Saraceno, Cinzia Leone, Clara Sereni, Elisabetta Malvagna, Eva Cantarella, Flavia Perina, Ginevra Bompiani, Ida Dominijanni, Lea Melandri, Liliana Cavani, Melissa P., Michela De Giorgio, Michela Murgia, Monica Lanfranco, Silvia Avallone, Silvia Ballestra, Sofia Ventura sono alcuni dei nomi delle cento donne provenienti dal mondo della cultura, dello giornalismo, dello spettacolo e della politica italiana che, sotto la guida di Ritanna Armeni, hanno scritto per il libro Parola di donna. Le 100 parole che hanno cambiato il mondo raccontate da 100 protagoniste d’eccezione.

Le parole esaminate – tra cui abito, abnegazione, aborto, amore, autocoscienza, autostima, bellezza, chiesa, clitoride, conflitto, contraccezione, corpo, differenza, famiglia, genere, gravidanza, libertà, massaia, matriarcato, potere, seduzione, sentimento, streghe, zitella – sono quelle al centro della rivoluzione degli anni Settanta. Parole che, in ogni caso, non sono rimaste ferme agli anni Settanta ma vengono reinterpretate continuamente e, in certo senso, cambiano nell’esperienza personale di ogni persona. Scrive la Armeni:

In questi anni, vecchi termini hanno indicato cose e fatti diversi dal passato, la stessa parola si è trasformata assumendo significati differenti, rovesciando quelli vecchi e illustrando nuovi pensieri, nuove convinzioni.

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Il buon Gesù e il cattivo Cristo, di Philip Pullman

pubblicato da Roberto Russo

Il buon Gesù e il cattivo Cristo di Il buon Gesù e il cattivo Cristo, di Philip PullmanPhilip Pullman, noto soprattutto per Queste oscure materie – una sorta di trilogia fantasy composta dai libri La bussola d’oro (da cui nel 2007 è stato tratto il film omonimo per la regia di Chris Weitz), La lama sottile e Il cannocchiale d’ambra – ha recentemente pubblicato per i tipi della Ponte alle Grazie – collana Sentieri – Il buon Gesù e il cattivo Cristo.

Già dal titolo l’opera annuncia la propria originalità, generando curiosità in quanti si sono sempre interrogati sull’interpretazione della narrazione degli atti potenti occorsi nella vita di Gesù Cristo. Appunto da qui, dal nome del personaggio, Pullman, che sembra aver recepito la lezione del verosimile alla maniera di José Saramago, introduce il lettore in una storia parallela, del tutto plausibile, in cui Gesù e Cristo sono due personaggi autonomi che agiscono seguendo ognuno un personale principio di bene e di giustizia. Gesù e Cristo sono gemelli: uno – florido e risoluto – Gesù, e l’altro – gracile e tormentato – Cristo.

L’angelo accarezzò i capelli di Cristo. […] “Ti svelerò una parte di ciò che è rimasto nascosto”. Cristo si asciugò le lacrime e cercò di calmarsi. “La verità di ciò che dico tu la conosci già […] Gran parte di questa verità tu l’hai già detta a Gesù con parole tue. Gli hai detto che la gente ha bisogno di segni e di miracoli; gli hai detto dlel’importanza degli eventi drammatici per persuaderla a credere in lui. Lui non ti ha ascoltato […] l’hai spinto ad accettare l’esistenza di quella che abbiamo convenuto chiamare chiesa. Ha disdegnato l’idea. Ma lui aveva torto e tu ragione. Senza miracoli, senza una chiesa, senza un testo sacro, il potere delle sue parole e delle sue azioni saranno come acqua versata nella sabbia. La bagna per un istante, poi arriva il sole e la asciuga; e dopo un minuto dell’acqua non resta più traccia”

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Libri curiosi: "Risosofia. Aristotele, Kant, Hegel, Marx, Freud e altri burloni", di Pedro Gonzalez Calero

pubblicato da sara

risosofia Cosa ci sia da ridere nella filosofia ce lo spiega Pedro Gonzalez Calero, che per le edizioni Ponte alle grazie pubblica questo curioso “Risosofia”.

L’autore ha un bel curriculum professionale. Non solo la pubblicazione del precedente ‘Rido, ergo sum’, ma soprattutto il fatto di essersi esercitato nei più disparati mestieri. Leggo, infatti, che è stato spazzino, archivista, professore di filosofia e…burattinaio.

Mi ricorda un po’ il curriculum del mitico autore della Legge di Murphy, come è noto tuttofare anche lui.Nel suo volume, Calero racconta le ‘passioni’ sensuali di Diogene, che esprimeva le sue pulsioni in pubblico, commentando poi ironicamente”Magari bastasse strofinarsi la pancia per smettere di avere fame’.

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Giacomo Lopez e gli altri: gli outsider all'attacco del premio Strega 2010

pubblicato da Andrea Coccia

Giacomo Lopez e gli altri: gli outsider all'attacco del premio Strega 2010 Anche la Marsilio editore di Venezia ha annunciato il suo candidato per il premio Strega 2010, si tratta dell’esordiente Giacomo Lopez, 40 anni, il cui primo tentativo romanzesco, dal titolo Non resterà la notte, è stato selezionato e proposto alla giuria del premio più importante d’Italia dallo scrittore Paolo Barbaro e dal regista Giuliano Montaldo.

Il libro è incentrato sulla figura di una donna incinta che d’improvviso, mentre si trova in un grande parco romano, perde la vista, ritrovandosi a brancolare disperata per tutta una notte nel buio più assoluto, in una sorta di cecità saramaghiana ribaltata e solitaria dove al bianco è sostituito il nero: insomma, un viaggio nel buio e dentro se stessi, un viaggio scandito dal linguaggio asciutto ed essenziale di Lopez.

Tra i candidati di quest’anno pare che ci siano poi anche altri titoli, da Sono comuni le cose degli amici di Matteo Nucci, edito da Ponte alle Grazie, a Un anno fa domani di Sebastiano Mondadori edito da Instar, fino ad Hanno ragione tutti di Paolo Sorrentino per i tipi Feltrinelli e Chi ha ucciso Sarah? di Andrej Longo per l’Adelphi. Chissà se sarà tra loro c’è il prossimo vincitore dello Strega, quello che finalmente riusicrà a rompere l’egemonia che la galassia Mondadori ha ormai impresso al premio negli ultimi tre anni.

Giacomo Lopez
Non resterà la notte
Marsilio
euro 15

Via | MarsilioBlog

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In anteprima italiana, Booksblog intervista Kamila Shamsie, autrice di "Ombre bruciate"

pubblicato da roberta

ombre bruciateL’autrice pakistana Kamila Shamsie, che ha esordito nel 1998 con “In the City by the Sea” e che, come “Kartografia”, è stato finalista del premio John Llewelyn/Mail on Sunday, firma dell’Independent e del Guardian per le questioni relative all’India, all’Afghanistam e al Pakistan, è arrivata in Italia per presentare il suo quinto romanzo, “Ombre bruciate” (Ponte alle Grazie). Un romanzo già tradotto in 17 lingue, che inizia il 9 agosto 1945, quando a Nagasaki Hiroko esce sulla sua veranda di casa e, d’improvviso, il cielo esplode di un bianco accecante capace di far calare le tenebre sulle strade, annerite da migliaia di ombre. Noi di Booksblog abbiamo intervistato Shamsie in anteprima italiana.

Quali sono gli ingredienti del romanzo?
Una bella domanda perchè succede spesso che si finisce di fare una torta e non ci si ricorda più degli ingredienti usati. Potrei dire che gli ingredienti principali sono i personaggi. Ce ne sono molti in questo romanzo. All’inizio direi che prevale l’ingrediente romantico, alla fine invece il thriller e, nel bel mezzo, c’è la politica, l’amore, l’amicizia e la guerra. Comunque i personaggi sono ognuno diverso dall’altro.

Come è nato “Ombre bruciate”?
All’inizio doveva essere una creazione del tutto diversa da quella che è diventata. Volevo parlare dei test nucleari eseguiti in Pakistan che poi hanno portato alla minaccia di guerra con l’India. Ovviamente sul tema del nucleare mi sono sentita in obbligo di parlare del Giappone perchè era stato l’unico paese bombardato e ho iniziato a fare ricerche su Nagasaki. E quindi è nato il personaggio di Hiroko che poi è diventato così interessante, che alla fine ho deciso di seguire la sua storia.

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Sono comuni le cose degli amici: Booksblog intervista Matteo Nucci

pubblicato da roberta

nucciArriva in libreria il 19 novembre “Sono comuni le cose degli amici” (Ponte alle Grazie) il romanzo di esordio di Matteo Nucci, che nel suo curriculum annovera saggi su Empedocle e Platone, oltreché la cura di una nuova edizione del Simposio di Platone (Einaudi, 2009). Collaboratore con “Il Venerdì” e “La Repubblica XL”, suoi racconti sono apparsi sul “Caffè illustrato” e su “Nuovi Argomenti”. Ma questa volta è diverso, Matteo elabora un lutto, è alla ricerca dell’identità, nel tentativo di capire chi si è veramente, quanto pesa l’eredità paterna, cosa fare della propria esistenza: lo abbiamo incontrato.

Sei giornalista e autore di racconti: cosa ti ha spinto a scrivere il tuo primo romanzo, è stato un passaggio naturale?
Di naturale non c’è quasi niente, direi. Scrivere è una pratica e io amo i mestieri pratici, i movimenti, la quotidianità e la ripetitività dei movimenti. Scrivere un romanzo rispetto allo scrivere un racconto comporta una disciplina diversa, una continuità e uno sguardo più lungo, ma soprattutto, la capacità di tenere alto il livello di attenzione e di emozione, che nel caso di un racconto ha un picco molto più breve. Per me, credo sia qualcosa che ha a che fare con una specie di maturità.

Nella storia, tutto ruota attorno al rapporto molto particolare tra un figlio e suo padre: pensi si possa definire un romanzo al maschile?
No, non credo. Il protagonista è un uomo. Poi ci sono un padre e un amico, sì, ma, in effetti, forse le vere protagoniste sono donne. In ognuna delle tre parti del libro c’è una donna che domina la scena, e c’è un’altra donna che quasi la rappresenta, questa scena, una donna la cui storia è sullo sfondo e, in qualche modo, crea la scena.

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Devi augurarti che la strada sia lunga: libro di Fausto Bertinotti

pubblicato da roberta

bertinotti“L’educazione sentimentale alla vita pubblica di Fausto Bertinotti: un’avventura intellettuale, un frammento della nostra Storia, ma anche un autentico racconto di formazione di un grande protagonista della politica italiana”. Così la casa editrice Ponte alle Grazie riassume l’imminente uscita del libro di Fausto Bertinotti, prevista il 7 maggio. In verità “Devi augurarti che la strada sua lunga” è un libro scritto a sei mani, quelle del politico, di Ritanna Armeni (opinionista sul quotidiano “Il riformista“) e Rina Gagliardi (ex direttore de “Il manifesto” e condirettore di “Liberazione”.

Non un’autobiografia, piuttosto il racconto di un’educazione intellettuale. Dopo l’infanzia a Milano, la guerra e gli scorci di vita familiare e le letture, i ricordi di una carriera da sindacalista tra gli anni Sessanta e Ottanta. Dopo la sua formazione, si arriva al 14 aprile 2008, quando Fausto Bertinotti chiuse la sua attività politica “nel peggiore dei modi”. Come lui stesso ebbe modo di commentare a metà pomeriggio le proiezioni, che annunciavano la storica sconfitta del leader della Sinistra Arcobaleno.

Ora si prende le sue pause, nella vita come nel libro. E l’uomo Bertinotti riflette sul passato di Fausto, ma soprattutto sulle possibilità di un ennesimo slancio in avanti. Gli pare impossibile rimanere muti dinanzi al virus della crisi, sottrarsi alle provocazioni delle nuove destre in Europa, della globalizzazione senza freni. E così anticipa che la strada dell’utopia concreta non si è conclusa: “C’è sempre la necessità, per chi vuole cambiare il mondo, dell’attesa dell’evento, di ciò che cambia la scena senza essere stato prevedibile. Un’attesa che per essere autentica deve essere partecipata, attiva: anche in politica c’è il tempo della semina, ed è proprio per questo che, come scrive Kavafis, ‘devi augurarti che la strada sia lunga’”.

Devi augurarti che la strada sia lunga
Fausto Bertinotti
Ponte alle Grazie
Pagine: 224
€ 1,00
Uscita il 7 maggio

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