In relazione al mio articolo del 12 gennaio intitolato Il più grande scrittore italiano: Piero Magaletti, il dottor Magaletti (nella foto) ci ha inviato una cortese email di precisazioni.
Per chi non lo conoscesse, Piero Magaletti è l’autore del romanzo Una stella cadente in affitto, dal cui retro di copertina mutuiamo preziose informazioni bio-bibliografiche: «nato il 29 giugno 1979, è laureato in filosofia e lavora come giornalista e sceneggiatore. Ha firmato la sceneggiatura tratta dal suo primo libro, Una stella cadente in affitto. È il primo esponente italiano della urban lit».
Dopo il “continua” potrete leggere la sua email di replica in versione integrale. I cultori del bello sapranno riconoscervi il tocco magico del grande scrittore.
L’anno scorso ho letto Una stella cadente in affitto di Piero Magaletti, inviatomi dalla gentilissima e competente addetta stampa dell’editore Giraldi. Dato che non amo parlare di un libro se non posso parlarne bene, decisi di non recensirlo affatto su BooksBlog. Il livello era tale che, vi giuro, stroncarlo sarebbe stato da Maramaldo più che sparare missili sulla croce rossa. Mi limitai soltanto a una piccola nota su Anobii:
«Dicono che con il mio talento potrei sfornare un capolavoro all’anno e farmi un sacco di quattrini e mettermi in tasca più soldi di Faletti e Brown se lo volessi. E invece niente e invece cazzeggio tra birra roba fighe e pub ed è per questo che mi sto fottendo» (cit.)
Non ascoltare la gente, hai perfettamente ragione: cazzeggia e non scrivere più.
Evidentemente non era una recensione. Solo un consiglio sincero a un ragazzo uno scrittore che mi aveva fatto pena per come, senza accorgersene, si era coperto di puro Ridicolo®. La pubblicazione di quella noiosa, puerile sequela di luoghi comuni, inanellati di fretta e male in un italiano sportivo, in cui la più sfrenata auto-celebrazione (lo vedete il tizio depilato in copertina? È MAGALETTI!!) si sostituisce a ogni minimo senso della struttura e della misura, be’, mi aveva fatto vergognare per l’autore. E vergognarsi per gli sconosciuti è una sensazione bruttissima, che ho avuto la sfortuna di provare solo per le peggiori performance del Bagaglino, per qualche video umiliante su Youtube e per pochi, pochissimi scritti amatoriali di lontani conoscenti. Pensai che per proteggere un povero incosciente dalla propria stessa megalomania dovevo tacere, e per carità di patria tacqui.
Ebbene, tutto mi sarei aspettato da questo inizio 2010 tranne che su Anobii mi arrivasse un messaggio privato da Magaletti Piero in persona. Scrive il poeta:
come recensione al mio libro hai scritto un consiglio: cazzeggia e non scrivere più. la prissima cosa che scriverò sarà il tuo necrologio. con una sola parola. ma non la scrivono qui sennò poi mi dicono che sono cattivo e faccio piangere le persone :)
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