Firelight. La ribelle, di Sophie Jordan, è il primo volume di una trilogia paranormal romance YA in corso di pubblicazione, diffusa in molti paesi del mondo. Autrice di numerosi libri romance per adulti, la Jordan è qui alla sua prima, riuscita esperienza nella narrativa fantastica adolescenziale. I diritti cinematografici della serie sono già stati acquisiti e la realizzazione di un film è, quindi, probabile.
La protagonista della trilogia, Jacinda, è una ragazza-drago (che, pur richiamando alla mente quella della saga della nostra Licia Troisi, Sofia, se ne distacca, come vedrete, per molti versi, primo fra tutti la scelta del target: La Ragazza Drago italiana è una serie diretta a un pubblico di ragazzi piuttosto giovani, Firelight, invece, è indirizzata ai lettori adolescenti, pur sempre della fascia più “giovanile”).
Questa, in estrema sintesi, la romantica storia narrata nel primo volume della trilogia: Jacinda è una Draki, un’antica stirpe di mutaforma uomo/drago. Tutti i Draki, che vivono in un insediamento appartato, in mezzo alla natura e alla terra fertile, hanno poteri speciali, ma lei possiede ciò che viene considerata la caratteristica più significativa e prestigiosa per i draghi: è una “sputafuoco”, l’unica nata nel corso degli ultimi 400 anni. La sorella gemella Tamra, invece, non ha ancora mostrato alcuna capacità e per questo è considerata inferiore e disprezzata. Dato l’altissimo valore di Jacinda, il suo futuro destino matrimoniale viene legato a Cassian, il figlio del capo Draki, in modo che, attraverso la ragazza, possa generarsi una progenie di sputafuoco. Ma Jacinda, pur amando la sua società, nonostante alcune regole molto restrittive, un giorno decide di violarne una tra le più importanti: si trasforma e spicca il volo, non di notte, come consentito, ma di giorno…
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Sulle ali di un angelo, di Becca Fitzpatrick, è il seguito di Angeli nell’ombra e Il bacio dell’angelo caduto e il terzo libro della serie paranormal romance YA Hush, Hush.
Le vicende che hanno contraddistinto Angeli nell’ombra sono state, a mio avviso, un po’ troppo decentrate rispetto all’evoluzione della storia tra Patch e Nora ed eccessivamente interessate a porre in primo piano personaggi e situazioni che non mi hanno colpito in modo sempre favorevole (Scott Parnell, la questione della Mano Nera e la scopertà della sua identità, gli atteggiamenti sciocchi di Nora, per fare qualche esempio). Ovviamente si tratta del mio parere personale, peraltro non condiviso dalle lettrici americane, che hanno particolarmente apprezzato questo secondo volume. Ma devo ammettere che aspetto con un certa titubanza il nuovo libro, proprio perchè spero di vedere un’inversione di tendenza, che riduca l’eccesso di “ordinarietà” e doni al racconto quel pizzico di epicità che una storia con angeli, Nephilim, angeli caduti e Arcangeli dovrebbe, a mio modesto avviso, possedere. Ed ecco perchè sono estremamente curiosa di vedere come verranno presentate le cose nel nuovo Sulle ali di un angelo (che pare essere il migliore dei tre volumi sin qui usciti).
E se è vero, come una lettrice americana sostiene, che il libro finisce nientedimeno che con «the most epic ending ever» (*), allora penso proprio che la lieve “caduta” del secondo volume (peraltro tipica di molte trilogie) sarà presto dimenticata. Ma cosa succederà in Sulle ali di un Angelo? Succederà, ad esempio, che troveremo Nora in un cimitero, in stato confusionale, senza nessun ricordo degli ultimi cinque mesi. Nemmeno quello di Patch…
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Dark Eden, di Moira Young, è il brillante e apprezzato romanzo d’esordio dell’autrice canadese, trapiantata in Inghilterra, e il primo volume della serie YA post-apocalittica, avventurosa, di formazione, con un tocco di romance, Dustlands.
La serie è ambietata in un mondo futuro sterile e desertico, alla Mad Max. In esso l’umanità sopravvive a stento dopo la fine della civiltà, tra sabbia, edifici in abbandono, strade interrotte. Dark Eden racconta la storia della diciottenne Saba.
La ragazza vive sulle rive di un lago quasi disseccato con la sorellina Emmi, che non sopporta, il padre, crollato dopo la morte della moglie, e il fratello gemello Lugh, capofamiglia effettivo ed esempio luminoso per Saba. Quando, un giorno, durante una tempesta di sabbia rossa, quattro uomini a cavallo rapiranno proprio Lugh e uccideranno il padre, Saba comincerà un viaggio disperato ed epico durante il quale, oltre a cercare il fratello (destinato a un triste scopo), la ragazza stessa comincerà a crescere e capire quanto realmente valga, come persona, come sopravvissuta e come guerriera di grandi capacità. Nel farlo, attraverso le azioni che compirà, Saba getterà i semi di importanti cambiamenti nella società. C’è chi ha riscontrato in lei non poche caratteristiche della Katniss di Hunger Games, compreso il dover combattere all’ultimo sangue…
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Baci Immortali, della talentuosa Laini Taylor, è un volume - vincitore e finalista di vari premi - che raccoglie tre racconti di dark paranormal romance YA.
Tutte e tre le storie, originali, riccamente costruite, vividamente ambientate e ottimamente giudicate da critica e pubblico americani, ruotano attorno al bacio. Un bacio che si rivela essere «un’azione che ha profonde conseguenze sull’anima di chi lo dà» (*). La prima storia, che ha una mitologia soprannaturale raramente utilizzata nel paranormal romance ed è ispirata a una raccolta di poesie di Christina Rossetti, racconta di Kitty, una sedicenne impopolare, membro di una bizzarra famiglia, che desidera molte cose dalla vita e invidia le ragazze più fortunate. Un giorno compare Jack, che si interessa a lei e offre un picnic di delizie. Ricorderà, Kitty, gli ammonimenti della nonna riguardo a determinate creature e ai frutti fuori stagione? Deciderà di dare ascolto alla superstiziosa saggezza o seguirà il suo cuore? Ma chi è effettivamente Jack? (Non è un vampiro, nè un angelo, nè un lupo mannaro, una fata o una strega) E vuole qualcosa di particolare o forse è veramente amore?
La seconda storia si ambienta nel primo ‘900, nell’India coloniale del dominio britannnico e, traendo elementi dalla mitologia induista, ci parla di Estella e Anamique. Estella è una donna inglese, ambasciatrice dell’Inferno sulla Terra che, per 40, anni ha salvato innocenti dai demoni. Un giorno, in cambio della vita di 22 bambini, è costretta ad accettare un patto: deve lanciare una maledizione su una neonata, Anamique, la cui voce sarà destinata ad essere letale per chi l’ascolta. Estella, però, riesce a far sì che la bambina non parli mai. E Anamique cresce. Nel silenzio più totale. Fino al giorno in cui, al suo diciottesimo compleanno, incontra un ragazzo affascinante, con cui nasce una storia d’amore. Ma quali saranno le conseguenze di questo incontro?
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Posso assicurare senza paura di essere smentita che chiamarsi Consolata non è il presupposto per una vita serena. Forse pia. Ma non serena. Consolata Bogetto sfiora veramente il dramma.
Chi è questa fulgente Anna Mittone dalla scrittura esplosiva che ci riversa addosso a ogni pagina le cadute di stile della sua sfigatissima protagonista femminile? E’ una professionista della scrittura, una sceneggiatrice, leggo nella quarta di copertina. Una che di sicuro è una fortuna avere come amica, ho pensato leggendo il suo esilarante Quasi quasi m’innamoro (Piemme).
Il romanzo è uno dei migliori chick lit italiani letti ultimamente perché lei, Mittone, la vena comica ce l’ha e le risate te le strappa davvero, facendoti immedesimare nei rovesci amorosi della sua protagonista, Consolata. Come ad esempio quando le capita di incontrare l’ex felicemente accompagnato dalla compagna (ricercatrice universitaria, mentre lei è rimasta a sgobbare in una libreria) con tanto di carrozzina rosa bon ton.
Il libro della vita e della morte, dell’americana Deborah Harkness - professoressa universitaria, di madre inglese, esperta in storia europea e in scienza e magia di XVI, XVII e XVIII secolo - è il primo volume, best-seller, della pianificata trilogia All Souls, in pubblicazione in 34 paesi del mondo e opzionata da Warner Bros per la trasposizione cinematografica.
Quando una professoressa universitaria esperta di certi argomenti decide di scrivere romanzi che quegli argomenti li trattano, tendo subito a tenerli in gran considerazione, perchè so che a una parte fictional saranno associati riferimenti storico-folcloristici di particolare valore e verosimiglianza. Da Il libro della vita e della morte, infatti, mi aspetto, certamente, letteratura di intrattenimento - peraltro anche romantica - ma anche pagine colte («A Discovery of Witches is that rare historical novel that manages to be as intelligent as it is romantic» *).
La storia è questa: Diana Bishop è una strega che, a causa della terribile sorte degli antenati, ha deciso di vivere solo ed esclusivamente come umana, rifuggendo integralmente l’identità stregonesca e radicando la sua mente nella logica e nella razionalità. Ricercatrice universitaria di Yale, attualmente in Inghilterra, s’imbatte, presso la Bodleian library di Oxford (l’autrice stessa vi studiò), in un libro che mai avrebbe dovuto trovare. Su di esso, infatti, grava una sorta di incantesimo che richiama in superficie la sua natura di strega. Ma non solo. Il particolare incantesimo risuona in tutto il mondo soprannaturale e, come nel peggiore degli incubi, streghe, vampiri e demoni entrano nella sua vita. Tra questi anche Matthew Clairmont, vampiro francese di 1500 anni, bello, intelligente, professore universitario di biochimica e genetista.
Cacciatrici, dell’americana Jackson Pearce, è il primo volume di una serie urban fantasy YA composta da libri autoconclusivi che prendono spunto da note favole dell’infanzia, rielabolate in modo creativo, originale e dark («Denso di suspense, spaventoso e romantico», definise Cacciatrici Claudia Gray, «avvincente da bruciare l’anima», lo vede Becca Fitzpatrick, «tagliente e perturbante» dicono Kami Garcìa e Margareth Stohl). Cacciatrici prende ispirazione da Cappuccetto Rosso (il secondo volume, Sweetly, da Hansel e Gretel e il terzo, Fathomless, che uscirà nel 2012, da La Sirenetta).
La storia che il romanzo ci racconta, apprezzata, non solo dalle colleghe scrittrici della giovane Pearce, ma anche dal pubblico americano, è molto ricca d’azione, ma anche di introspezione e amore, nelle sue varie declinazioni: uomo-donna, sorella-sorella.
Ma entriamo nel dettaglio. La vita delle sorelle March, Scarlett e Rosie, cambia quando, da piccole, un lupo mannaro, un Fenrir (un enorme lupo tratto della mitologia norrena), le attacca. Pur perdendo la nonna, le due bambine riescono a sopravvivere grazie a Scarlett che riesce a salvare se stessa e la sorellina Rosie da morte certa. Il prezzo che Scarlett paga, però, è molto alto: avrà per sempre il viso e il corpo sfigurato dalle cicatrici. Da adolescenti le due sorelle diventano sterminatrici di lupi mannari, tese alla salvaguardia di altre ragazze a cui i lupi sembrano puntare.

Evelyn Starr. Il diario delle due lune, di Luca Azzolini e Francesco Falconi, Il fiume a nord, di Carlotta De Melas, Unika. L’ultima porta, di E. J. Allibis, sono tre proposte fantasy per ragazzi in arrivo o di recentissima pubblicazione.
Evelyn Starr. Il diario delle due lune, in uscita il 25 ottobre, è il primo volume di una pianificata serie per giovani lettori, per ora composta da due romanzi autoconclusivi, scritto a 4 mani da Francesco Falconi, che non ha bisogno di presentazioni, e Luca Azzolini, già autore de Il fuoco della Fenice, oltre che curatore della raccolta fantastica Sanctuary e della collana fantasy Pegaso di Reverdito Editore (L’aurora delle streghe, di Francesco Falconi, ne è un “frutto”). Il presente Evelyn Starr. Il diario delle due lune, libro illustrato da Silvia Bigolin, racconta la storia di una ragazza di 13 anni, Evelyn che, dopo la scomparsa del padre di qualche anno prima, vive con la madre e la nonna a Ithil Runa. Mentre strane nebbie cominciano ad avvolgoere la città, Evelyn riceve una lettera che le comunica che il padre è ancora vivo, tenuto prigioniero dal Signore delle Nebbie. Da quel momento, per Evelyn, accompagnata dall’amico Zak, comincerà un’incredibile avventura che la porterà non solo sulle tracce del padre, ma le farà scoprire, dopo aver subito una strana trasformazione, insieme a Zak, di essere niente di meno che l’ultima discendente della Stirpe dei Guardiani delle Nebbie, stirpe su cui qualcuno ha progetti davvero malvagi… (Piemme, collana Il Battelllo a Vapore, € 17,00, in uscita il 25 ottobre).
Il fiume a nord, di Carlotta De Melas, ideatrice di Immaginaria Festival, è il terzo romanzo dell’autrice, dopo Una lingua sul cuore e Randagi. Il fiume a nord, sorta di fiaba avventurosa con tocchi steampunk, racconta la storia di Diara, dodici anni di curiosità e intelligenza. Salita casualmente su un vascello volante, popolato da personaggi bizzarri di ogni sorta, Diara lascia la sua città, «Fes, opulenta capitale brulicante di vita e crocevia di scoperte scientifiche e commerci» e, veleggiando sopra le acque di un mare azzurrissimo, inizia un viaggio in un mondo fatto di luoghi bellissimi, dall’Africa all’Europa e oltre, in un tempo non ben precisato, in cui alta è la fede nella Scienza e nella Pace. Ma in questo mondo di luoghi e macchine meravigliose, avrà il suo spazio anche la guerra. E le sue tragiche conseguenze porteranno Diara e l’equipaggio della Peaceful Willow a compiere un ultimo importante viaggio, quello verso… il fiume a nord. Il libro è in cofanetto e le illustrazioni sono di Okita Souji (Casini Editore, € 18,90, uscito a fine settembre).
Il primo romanzo di Anna Mittone, Quasi quasi mi innamoro, è stato la mia rivelazione dell’estate. L’ho portato al mare, un po’ scettica, perché quando ci si porta il lavoro in vacanza è sempre un rischio. Ho cominciato a sfogliarlo con diffidenza, pronta a rimandarlo agli ultimi giorni e a rimpiazzarlo con uno dei libri di riserva stipati nello zaino. E invece, nonostante il formato poco adatto a spiagge e scogli (l’ho letto in bozze, quindi in fogli A4 rilegati con i classici anelli in plastica), è diventato il mio inseparabile compagno tra un bagno e l’altro.
Consolata Bogetto ha trentasette anni, una madre che l’assilla, un padre assente e una sorella maggiore sposata con un “balengo”. Attraversa la sua esistenza con circospezione, così come quando cammina per strada e teme di cadere per via delle caviglie fragili. Un lavoro da commessa in una nota catena di librerie e, soprattutto, una storia finita male alle spalle completano il quadro. E allora lei, in una domenica piovosa, sprofondata in poltrona a casa dei suoi per il solito pranzo domenicale decide di innamorarsi. E lo fa sfogliando le pagine di Donna Moderna e incrociando lo sguardo da cucciolo ferito di Morgan. Sì, proprio lui, il cantante dei Blu Vertigo, il giudice di X Factor, l’ex marito di Asia Argento. Così tra amici che tentano di farla rinsavire, drammi familiari e giornate più o meno uguali di un inverno torinese, Consolata si perde nelle sue fantasie e vive un’esistenza parallela in cui lei e quello che ha deciso essere l’uomo della sua vita hanno incontri romantici su treni o boeing a seconda dello scenario prescelto. Finché la temuta realtà non giungerà a rispedirla con il sedere a terra, ma senza sbarrare la porta a un finale inatteso. Con una scrittura frizzante, scorrevole e molto “giovane” (punteggiatura ridotta all’osso, frasi brevi e linguaggio colloquiale), infarcita di citazioni letterarie e di costume, Quasi quasi mi innamoro si lascia divorare e una volta chiuso lascia una certa nostalgia e una voglia pazzesca di chiamare al telefono Consolata e chiederle: “Allora com’è andata a finire?”
Booksblog ha incontrato l’autrice Anna Mittone, al suo esordio letterario, ma con una carriera da sceneggiatrice alle spalle (Distretto di polizia, La squadra, Un posto al sole).
Allora Anna, la prima domanda è d’obbligo. Consolata Bogetto , c’est toi? Quanto c’è della tua esperienza personale nella protagonista di Quasi quasi mi innamoro?
Alcuni tratti di Consolata sono assolutamente moi: Torino, la tendenza ad inciampare anche da ferma, la scarsa cultura musicale, l’incapacità di affrontare di petto certe situazioni, ma soprattutto la tendenza a fantasticare sempre e su tutto, quasi una doppia vita parallela di cui non riesco a fare a meno. Fantastico sul mio futuro, su quello dei miei figli, sul mio matrimonio (anche se ho deciso di non sposarmi), sul mio funerale, su come sarò vestita quando andrò a ritirare l’Oscar (per il quale, naturalmente, ho già revisionato più volte il discorso di ringraziamento)… Diversamente da Consolata, però, cerco di non perdere mai la bussola della realtà!
La sposa vampiro, dell’americana Syrie James, già nota per Il diario perduto di Jane Austen e I sogni perduti delle sorelle Brontë, è un romanzo sull’intenso rapporto che legò (nell’opera di Bram Stoker) il Conte Dracula e Mina Harker, raccontato, però - in modo convincente e brillante, ma virato al “rosa” - dal punto di vista di quest’ultima.
La vicenda comincia con Mina e l’amica Lucy in vacanza a Whitby, entrambe fidanzate (Mina con Jonathan Harker) e in vista del matrimonio. A Whitby, però, Mina incontra il fascinoso Conte, sotto mentite spoglie, ed è subito attratta da lui. Cominciano a frequentarsi, a conoscersi e il legame diventa sempre più forte. Mina, però, nonostante i sentimenti crescenti, ama comunque Jonathan e decide di sposarlo. Intanto Lucy, caduta sotto l’influenza del Conte Dracula, comincia a comportarsi in modo sempre più strano e infine…
Dopo il matrimonio di Mina e Jonathan, Dracula decide di dare avvio a un’opera di seduzione seria e Mina, tra le altre cose, scoprirà che il sesso vampirico va ben oltre quello con l’amato, ma umano, Jonathan (ve l’avevo detto che si virava al rosa, nel romanzo della James). Ma le cose sono destinate a complicarsi, perchè Mina, pur, ormai, amando anche Dracula, scoprirà che egli rappresenta il Male.