Come riuscire a “convertire” un bambino fra gli 8 e i 12 anni alla passione della lettura? E’ difficile che una passione, appunto, possa essere imposta dall’alto. Piuttosto, funziona per contagio, un po’ come il buon esempio, che si trasmette senza parole.
Ho trovato però interessante che il seguito portale lovereading4kids di Julia Eccleshare, decidesse di dare il suo sostegno a una casa editrice che si rivolge proprio a ragazzi “riluttanti alla lettura”, non solo dislessici, ma anche iperattivi, con problemi di concentrazione e di espressione emotiva perchè con alle spalle traumi che hanno creato loro un blocco.
Prescindendo da casi di difficoltà causate da problemi estremi, si tratta di semplicissimi consigli, magari qualcuno all’apparenza banale, su come comportarsi nel quotidiano per “contagiare” i propri figli al piacere della lettura.
Continua a leggere: Consigli per bambini riluttanti alla lettura
I libri più gettonati in autostrada in questo Ferragosto? Oltre al panino Rustichella e al caffè, ci sono Camilleri e Lucarelli, che infatti sono gli autori dei titoli più venduti dalla rete Autogrill.
Gli Autogrill, leggo, hanno venduto oltre 200mila copie solo nel mese di agosto. Nella top ten Camilleri-Lucarelli con “Acqua in bocca”, seguiti da Jeffery Deaver con “Il filo che brucia” e da Benedetta Parodi con il suo “Cotto e Mangiato”.
Seguono “Canale Mussolini” di Pennacchi (vincitore Premio Strega 2010) e libri di manualistica. Non so perchè ma anche su di me i libri dell’autogrill hanno un fascino particolare: sono libri mainstream, di ‘consumo’, ultimi best seller, e niente di particolarmente sofisticato, eppure prende la voglia di comprarli, insieme a panini e caffè.
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Il 4 febbraio alle 21 al teatro Argentina c’è un appuntamento da non perdere: Stefano Benni incontra Daniel Pennac per discutere di scrittura e lettura. La protagonista sarà la parola e, in particolare, “il gusto dell’affabulazione, l’abilità del narrare, la capacità di tessere e stravolgere trame, ma anche la passione per la lettura.”
L’evento è organizzato per promuovere lo spettacolo in programma dal 5 al 7 febbraio Bartleby lo scrivano che vedrà in scena proprio lo scrittore francese. Il testo del monologo è ispirato al personaggio del racconto di Melville Bartleby lo scrivano: una storia di Wall Street. I due autori sono legati, oltre che da un’intesa letteraria, anche da un rapporto di amicizia. Fu proprio Benni a proporre all’editore Feltrinelli le opere di Pennac che ebbero poi un grande successo in Italia.

Mi scusino i lettori di booksblog se per una volta faccio un passo indietro rispetto all’attualità più stretta del mondo delle lettere nostrane, e ritorno indietro, a qualche mese fa. Quest’oggi vorrei infatti ricordare un fatto che, come una miriade di altri fatti, almeno qui da noi, è ormai defluito nelle fogne del dimenticatoio.
Si tratta di una battaglia, in particolare di una battaglia legale, che vede sul ring due personaggi: dalla parte dell’accusa c’è l’attuale presidente del Senato della Repubblica, l’onorevole Renato Schifani, dall’altra, nella scomoda condizione di accusato, lo scrittore Antonio Tabucchi, reo, secondo la seconda carica dello Stato, di un disdicevole reato di opinione per il quale, sempre per Schifani e per i suoi avvocati, dovrebbe pagare un’ammenda di 1 milione e 300mila euro.
Ora, visto che non voglio correre il rischio di deformare i fatti, commettendo a mia volta un reato d’opinione, vi propongo di leggere direttamente l’articolo incriminato (qui), pubblicato da Tabucchi il 20 maggio del 2008 sul quotidiano L’Unità, e, una volta finita la lettura, di giudicare da voi quale sia il significato di una simile denuncia. Mi permetto di suggerire un’interpretazione: minaccia, ricatto, intimidazione.
Un altro dei diritti del lettore di cui parla Pennac nel suo Come un romanzo è quello di rileggere. Dice lui: “Rileggere quel che una prima volta ci aveva respinti, rileggere senza saltare nessun passaggio, rileggere da un’altra angolazione, rileggere per verificare, sì… ci accordiamo tutti questi diritti. Ma rileggiamo soprattutto in modo gratuito, per il piacere della ripetizione, la gioia di un nuovo incontro, la messa alla prova dell’intimità.”
Io sono un’accanita rilettrice, ho quei dieci testi che mi piace sfogliare di tanto in tanto per ritrovare un’atmosfera, dei personaggi, una certa familiarità. Di solito mi succede nei momenti di rifiuto, in cui dopo aver letto tre o quattro libri di seguito non riesco a leggere altro, così ripesco le mie vecchie conoscenze, quelle da cui so cosa aspettarmi, che non richiedono un grande impegno mentale.
Tra i miei preferiti ci sono quelli di Camilleri con Montalbano, che vado a rispolverare proprio per ritrovare il personaggio, per seguirlo nei ristoranti alla buona dove va a mangiare il pesce, o nelle sue riflessioni etiche, o quando è alle prese con un problema sentimentale. E poi i gialli di Alicìa Gimenez Bartlett, che cerco nei momenti in cui ho bisogno del conforto dell’ispettrice Petra Delicado, del suo cinismo e della sua visione smaliziata dell’esistenza.
Continua a leggere: Il diritto di rileggere: Come un romanzo di Daniel Pennac
Gli amici di 06blog segnalano per oggi pomeriggio a Roma un incontro di Daniel Pennac con i lettori, in occasione della presentazione del suo ultimo libro, Diario di scuola.
L’incontro si terrà presso la libreria Feltrinelli di Via Appia Nuova 427 alle ore 18. Il giorno seguente l’autore si sposterà invece a Matera e a Bari, dove effettuerà altri due incontri con il pubblico.
Per ulteriori informazioni sull’evento di Roma potete visitare questo link, mentre sulla pagina ufficiale della Feltrinelli trovate altre informazioni sull’autore, le sue opere e le presentazioni che terrà in Italia in questi giorni.
Secondo me c’è un solo modo per acquisire il piacere della lettura. E secondo me questo modo lo ha spiegato benissimo Daniel Pennac nel suo “Come un romanzo” (Feltrinelli):
“Questo piacere è a portata di mano, facile da ritrovare. Basta non lasciar passare gli anni.Basta aspettare che faccia notte, aprire ancora una volta la porta della sua camera (la camera del figlio preadolescente, ndr), sederci accanto al suo letto e riprendere la nostra lettura comune.
Leggere.
Gratuitamente.
A voce alta.
Le sue storie preferite.”
Io ad esempio da piccola sono cresciuta a pane e audiofiabe (ok, non si chiamavano esattamente così, ma il concetto è quello) ovvero con quelle favole in audiocassetta della serie di “C’era una volta”, che venivano narrate da grandi doppiatori (tipo Paolo Poli, ma c’era anche Simona Izzo, me lo ricordo). Ricordate la bellissima sigla iniziale?
“A mille ce n’è
nel mio cuore di fiabe da narrar (da narrar…)
venite con me
nel mio mondo fatato per sognar (per sognar…)
non serve l’ombrello il cappottino rosso la cartella bella
per venir con me
basta un po’ di fantasia e di bontà (e di bontà…)”
(per ricordarmela l’ho cantata, giuro).