Le quattro cose ultime, di Paul Hoffman, è l’atteso seguito de La mano sinistra di Dio e il secondo volume della nota trilogia fantasy per adolescenti (/adulti) The Left Hand of God.
La mano sinistra di Dio (di cui vi invito senz’altro a leggere qui) è un romanzo assai particolare. Pur essendo introduttivo e non perfetto ha in sè tanti e tali spunti interessanti che, soprattutto dopo aver letto l’ultima rivelatrice parte, si viene irrimediabilmente spinti verso il seguito. La trilogia è ambientata in un mondo che non è facile inquadrare: all’inizio si è sicuri di trovarsi in presenza di un tipo di realtà affine al fantasy “classico”. Quando, però, fanno la loro inaspettata comparsa vagoni di treno e luoghi come Memphis, lago di Constanz, Fatima e riferimenti a Gesù, Impero Romano e dollari, ecco che un piacevole disorientamento spinge il lettore a chiedersi se non possa trattarsi di un’ucronia in singolare chiave fantasy (e il pensiero, solo per un attimo, corre al mondo creato da Jacqueline Carey per le sue serie su Kushiel, compresa la religione peri-cristiana fondata dal beato Elua, che può richiamare, pur nella sua diversità, quella del Redentore Impiccato di Hoffman). Ci sono alcuni momenti in cui, addirittura, La mano sinistra di Dio fa pensare anche a un romanzo che, pur essendo per lo più travestito da fantasy medievaleggiante (con tocchi rinascimentali) a sfondo religioso (l’accostamento all’atmosfera de Il nome della rosa, fatto da alcuni critici, non è così peregrino), ha qualcosa che richiama mondi post-apocalittici con elementi distopici.
E’ quindi con particolare curiosità che mi accingo a leggere Le quattro cose ultime, a breve in uscita. E non solo perchè mi aspetto grandi (e terribili) cose dal protagonista Thomas Cale - data la potente rivelazione finale - o perchè vorrei capire chi sono veramente gli Antagonisti, i nemici della Vera Fede contro cui migliaia di ragazzi addestrati sadisticamente dai Redentori al Santuario combattono da tanto tempo, ma anche perchè desidero finalmente capire qual è il tipo di mondo che Paul Hoffman ha costruito. E che spero - terminata la talvolta incerta parte introduttiva rappresentata dal primo romanzo - possa cominciare a rivelarsi in tutta la sua pienezza proprio in questo volume (anche se il culmine, nei vari ambiti, verrà, ovviamente, raggiunto nell’ultimo).
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La mano sinistra di Dio, di Paul Hoffman, primo volume di un’epica trilogia fantasy per adolescenti/adulti inglese, sarà in libreria il prossimo 7 gennaio. La mano sinistra di Dio viene pubblicizzato come un romanzo che ha letteralmente conquistato gli editori internazionali. Ed è probabilmente vero, visto che verrà lanciato, in pochi mesi, in molti Paesi del mondo (da noi, e in altri, addirittura in anteprima). Ciò che, però, mi ha veramente colpito, è stato leggere, oltre ai giudizi “di rito” da parte di importanti colleghi scrittori, i numerosi commenti disseminati in rete - tra blog e forum - da parte di chi, per un motivo o per l’altro, ha potuto leggere il romanzo in anteprima (tester, acquirenti in fiere internazionali o chi per loro). E questi giudizi sono tutti assolutamente positivi, se non, addirittura, entusiastici. E parlano di un romanzo complesso e magnifico, strano, violento, cupo, oscuro, inquietante. Con un mondo fantasy davvero ben costruito e degli ottimi personaggi.
La trama è molto intrigante e ben sviluppata: sono diecimila i ragazzi che vivono in quello che viene chiamato Santuario dei Redentori. Al suo interno, sin da bambini, questi “soldati” vengono addestrati in modo durissimo, violento, senza pietà. Facendo loro patire la fame, il freddo, impartendo punizioni corporali e obbligandoli ossessivamente alla preghiera. Perchè nel Santuario dei Redentori si venera il Figlio di Dio, morto per l’Uomo, per la sua Redenzione dai peccati. E in Suo nome ci si prepara a una guerra per distruggere i nemici, gli uomini senza Dio, chiamati Antagonisti. Ma tra questi “soldati” c’è un ragazzo, di cui nessuno ricorda più il vero nome. Lo chiamano Thomas Cale, ha 14/15 anni, e gli addestratori, a conoscenza di un segreto immenso, lo vogliono piegare, più di ogni altro, al loro volere. Perchè Thomas Cale - che non ne è consapevole - non è come gli altri ragazzi del Santuario. Non è come nessuno sulla Terra. Di lui si parla nelle Scritture….
Thomas Cale, ragazzo particolarissimo, riservato, intelligente, affascinante, violento, sanguinario, senza cuore e senza compassione umana «(I can kill people as easy as you could break a plate)», un giorno apre la porta sbagliata al momento sbagliato ed è testimone di un atto terribile per cui dovrà decidere se andarsene o morire. Sceglierà di sopravvivere e scapperà dal Santuario insieme a due amici e a una ragazza. Tuffandosi in una vita che non ha mai vissuto prima. In mezzo alla gente.