L’idea è carina: Zanichelli ha chiesto a 800 insegnanti italiani quali sono, secondo loro, le ‘parole da salvare’, quelle che ormai ci sembrano antiquate o in disuso e che invece secondo loro hanno ancora ragion d’essere.
Le prime cinque votate sono state Zotico, Uggioso, Artefice, Oblio, Abominio, ma ci sono anche - e la cosa è piuttosto singolare - Arduo, Indole, Sagace, Ciarpame, Forbito, Furtivo, Accozzaglia e Ghiotto (?).
Trovo anche, sorprendentemente, Venale, Agiato, che insomma non mi sembrano tali da richiedere una ‘emergenza salvataggio’. Eppure evidentemente è così, se se ne accorgono loro che hanno un punto di vista ‘privilegiato’ sulla lingua parlata dalle giovani generazioni.
E’ interessante che la stessa cosa Zanichelli la chieda in questi giorni ai ragazzi delle scuole medie e superiori che partecipano al VI Premio di scrittura Salva Parola, in cui devono scrivere un testo con 50 parole che appunto vorrebbero ’salvare’. Suggerimenti per parole ‘da salvare’?
Via | Zanichelli
La lingua, si sa, è in continua evoluzione e può aiutare avere uno strumento in grado di dissolvere dubbi e incertezze relativi alla scrittura. Questo sia per gli addetti ai lavori (giornalisti, scrittori, redattori) sia per chi deve confrontarsi anche solo con una lettera o un documento.
Ad esempio per scrivere il primo periodo del post ho già dato un’occhiata al Nuovo salvalingua. Si scrive “sia… sia” o “sia… che”? Riporto testualmente: la forma da preferire è sia… sia. L’alternativa sia… che non può essere considerata un errore, ma è preferibile non usarla, perché, in frasi lunghe e complesse, potrebbe generare confusione con altri tipi di che.
Gli autori prendono in esame termini ed espressioni che spesso generano insicurezza in chi si appresta a redigere un qualsiasi testo. Si parte da A capo e si chiude con Zaffiro. Un’attenzione è data anche alle insidie del burocratese con un elenco di tutte le parole da evitare: meglio attribuire che ascrivere, facilitare che incentivare, vedere al posto di prendere visione.
Continua a leggere: Il nuovo salvalingua di Valeria Della Valle e Giuseppe Patota
La Albus edizioni indice la prima edizione del concorso letterario Con poche parole, che prevede la pubblicazione del racconto primo classificato nella collana In poche parole, curata dalla stessa casa editrice e dedicata al racconto lungo.
Per partecipare occorre spedire un racconto inedito a tema libero di circa 20 cartelle dattiloscritte a 30 righe per 60 battute spazi inclusi. Si possono anche spedire due racconti dello stesso genere, ma rimanendo nella misura massima di 36mila battute.
Sono previsti premi per i primi cinque classificati: targhe, pubblicazioni, proposte editoriali, medaglie e diplomi. Per spese di segreteria è richiesto un contributo di 10 euro, la scadenza è il 20 novembre.
La Societa’ Dante Alighieri ha inaugurato sul proprio sito Internet, www.ladante.it, il sondaggio “Italiano: lingua d’Europa, lingua del mondo”. Si tratta di un test che si rivolge ai cittadini europei, tradotto nelle 23 lingue ufficiali dell’UE, in cui si chiede di scegliere, in un campionario di 100 parole italiane, le 10 “entrate nella lingua d’origine che considerate piu’ importanti storicamente e culturalmente?” .
Fra le parole più usate, tantissime inevitabilmente legate all’enogastronomia, a partire da ‘pizza’ ed ‘espresso’, ma ci sono anche, ai primi posti, ‘gondola’ e ‘primadonna’.
Il campionario dei 100 lemmi è tratto dal Dizionario degli italianismi nel mondo, ancora in corso di realizzazione per la Utet a cura di Luca Serianni, Lucilla Pizzoli e Leonardo Rossi. Si tratta di una iniziativa, leggo, lanciata in occasione dell’VIII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo. I risultati saranno resi noti alla conclusione dell’indagine.
Il circolo letterario Bel-Ami (qui il sito ufficiale), molto attivo con proposte e iniziative nel panorama culturale romano, presenta la seconda edizione del concorso letterario Dieci parole, in cui si richiede ai partecipanti di scrivere un racconto di cinque cartelle in cui siano contenute dieci parole assegnate dall’organizzazione.
Quest’anno si sono scelte le seguenti parole da inserire: rivista, bottone, libro, camino, pipa, capitello, esofago, Shakespeare, cantante e canaglia. L’impresa sicuramente non sarà facilissima, vista la particolarità di alcune parole, ma i risultati potranno essere i più vari e divertenti.
Viene richiesta ai partecipanti una quota di iscrizione al concorso pari a 10 euro. Per tutte le altre informazioni sul concorso potete leggere il bando ufficiale a questo link.
Se qualcuno vuole presentare qualche abbozzo di racconto contenente quelle parole o suggerire qualche spunto può farlo nei commenti. In bocca al lupo a tutti!