Come riportano gli amici di Cineblog, ecco il trailer del film La solitudine dei numeri primi, tratto dall’omonimo bestseller di Paolo Giordano (Premio Strega 2008, Premio Campiello opera prima 2008, Premio Letterario Merck Serono 2008), con regia di Saverio Costanzo e, nel cast, Filippo Timi, Isabella Rossellini (Adele) e Alba Rohrwacher (Alice).
Il film è uno dei più attesi al Festival di Venezia e sarà nelle sale italiane a partire dal 10 settembre. Una nostra recensione al libro di Giordano la trovate qui. Vedendo il trailer, che idea vi fate del libro? Ritrovate l’atmosfera del libro? Pensate che sia una trasposizione più o meno in linea con il romanzo?
Giulio Ferroni, professore di letteratura italiana all’università di Roma e grande critico letterario, torna in libreria con “Scritture a perdere” (Laterza, pp. 109, 9 euro), un saggio che rivela grandi sorprese e alcuni ottimi spunti di riflessione, anche se qualche contrappunto è doveroso farlo.
La sorpresa più importante è che questo libro è ben lontano dall’essere un pesante saggio di critica letteraria, tutt’altro. Credo che sia animato da un grande spirito di divulgazione, e gli scrittori trattati nei diversi capitoli, come è naturale che sia per un testo che si interroga sulla “letteratura negli anni anni zero” (questo è il sottotitolo) sono attualissimi: si va da Margaret Mazzantini a Paolo Giordano, da Tiziano Scarpa a Roberto Saviano.
Ma una sorpresa forse maggiore coinvolgerà coloro che a questi scrittori sono molto affezionati. L’analisi di Ferroni sugli ultimi fenomeni letterari è spietata: della “Solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano, vincitore del premio Strega 2008, Ferroni parla di un’ostentazione (letteraria e di marketing) di una “educata borghesia progressista” che unita alla “bella presenza del giovane dottorando” (il tutto “condito e cucinato entro una famosa scuola di scrittura”) non poteva non garantire il successo editoriale di un libro che, secondo il critico, rappresenta soltanto un “Va’ dove ti porta il cuore” in versione laica e torinese.
In attesa che mercoledì vengano presentate le candidature ufficiali al premio Strega, con i dodici autori selezionati per questa 64esima edizione, qualche ‘chicca’ dal premio letterario più famoso d’Italia.
L’autrice Rosa Matteucci si presenta da sola con ‘Tutta mio padre’, in disaccordo con la Bompiani, che invece appoggerà la candidatura di ‘Acciaio’ di Silvia Avallone, in accordo con il gruppo editoriale di cui fa parte (RCS). Il libro della Matteucci ha due fan eccellenti: Antonio Tabucchi e Piero Gelli.
L’editore romano Fanucci punterà su un libro per ragazzi: i ‘Bambini nel bosco’ di Beatrice Masini, presentato da Roberto Barbolini e Romano Montroni, mentre Neri Pozza non parteciperà al premio per protesta.
Continua a leggere: Premio Strega: autori autocandidati ed editori in protesta
A chi ha amato La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano (premio Strega e Campiello) farà piacere sapere che presto potrà ammirarne anche una riduzione cinematografica. La seconda buona notizia secondo me è la regia di Saverio Costanzo (figlio del più celebre Maurizio) già autore di un paio di lungometraggi interessanti.
La terza è che le riprese sono ufficialmente finite e rumours danno il film già disponibile per la prossima mostra del cinema di Venezia o al festival di Cannes. Il set torinese è stato blindatissimo, niente si sa per voce del regista nè degli attori. Sappiamo solo che a interpretare Alice sarà Alba Rohrwacher e il ruolo di Mattia è affidato a un esordiente, Luca Marinelli.
A quanto ha rivelato Dagospia la protagonista, già esile, è dovuta dimagrire fino a pesare 40 chili mentre Marinelli è dovuto ingrassare per volontà del regista.
Via | Filmfilm
Un altro colpo di scena travolge il premio Strega, dopo la bufera scatenata dall’annuncio della vittoria assicurata di Daniele Del Giudice e dopo la smentita dello scrittore, insieme all’annuncio della sua volontà di non partecipare al premio, un’altra notizia inaspettata trapela circa l’edizione 2009 del Premio Strega, celebrato come il più importante di Italia, ma reso ormai da anni una baracconata pubblicitaria per le case editrici.
L’annuncio sconvolgente arriva da Gian Arturo Ferrari, direttore generale Divisione Libri della Mondadori che ha annunciato che nessuno dei libri del colosso editoriale di Segrate parteciperà all’edizione 2009 del Premio Strega. L’eccezionalità della notizia è data soprattutto dal fatto che nelle ultime due edizioni sono stati proprio due autori appartenenti al gruppo Mondadori ad aggiudicarsi il premio, rispettivamente Niccolò Ammaniti con Come Dio comanda e Paolo Giordano con La solitudine dei numeri primi.
Chissà se ora qualcuno se ne accorgerà che l’ora di finirla con questa assurda farsa dei premi letterari è arrivata da un pezzo, in ogni caso, proprio a questo proposito, vi segnalo un intervento pubblicato sul sito Il Primo Amore , firmato Carla Benedetti.
Via | Adnkronos
Si intitola “L’incipit da favola” la nuova e curiosa iniziativa promossa da Ilmiolibro.it, il grande portale italiano del selfpublishing in continua ascesa, e dalla ScuolaHolden di Torino, la scuola di scrittura creativa fondata da Alessandro Baricco, la più influente d’Italia, capace di inventarsi incredibili talenti, da ultimo il grande “caso” Paolo Giordano.
L’iniziativa riguarda, come chiaramente espresso dal titolo, il mondo della favola, proprio da quel mondo magico il lettore deve partire, grazie all’aiuto di Paola Mastrocola che fornisce un breve incipit, per diventare scrittore e terminare la favola come più gli aggrada.
In palio, per i migliori 50 racconti, selezionati da una giuria della ScuolaHolden, c’è la pubblicazione in una antologia, edita attraverso il portale ilmiolibro.it e presentata alla prossima fiera del libro di Torino, per il vincitore assoluto invece, scelto direttamente dai lettori sul sito internet del portale tra dieci finalisti, il premio è un buono da 250 euro spendibile su ilmiolibro.it. Un’iniziativa senz’altro interessante e allettante per molti, per iniziare a cimentarsi nella scrittura partendo dal mondo magico delle favole…
Via | Repubblica
Foto | Ilmiolibro.it

Dopo Stephen King, che ha ceduto ad Amazon i diritti del suo ultimo libro “Ur” (ne avevamo parlato qui), anche John Grisham cede al fascino degli ebook. Pare infatti che l’autore americano abbia stretto un accordo con la Random House, case editrice molto attenta al nuovo formato ebook, per la digitalizzazione dei suoi 22 romanzi. Ma non è il solo; molti altri autori americani si stanno muovendo in questa direzione.
La decisione ha il sapore della resa, più che dell’innovazione. I libri di Grisham infatti, come quelli di molti altri autori, sono già facilmente scaricabili, illegalmente, dalla rete. E’ sufficiente digitare le parole chiave: nome dell’autore più ebook, per trovare centinaia di siti che offrono la possibilità di leggere in pdf i maggiori best seller. Nel nostro paese invece si mostra contrario a questa tendenza Paolo Giordano, autore de “La solitudine dei numeri primi”, che, intervistato da Repubblica, ha dichiarato la sua contrarietà al fenomeno ebook, per lo meno per le sue opere.
Giordano in merito si dichiara conservatore, preferendo la carta stampata e, aggiungiamo noi, temendo di essere “piratato” con più facilità.
Via | La Repubblica
Foto | Flickr
Sul supplemento del sabato della Stampa dedicato ai libri, Tuttolibri, lo scrittore Nico Orengo offreuno spunto polemico interessante a partire dall’ultima fatica di Alberto Asor Rosa, «Storia europea della letteratura italiana», appena pubblicata da Einaudi. Orengo prende lo spunto per la sua piccola polemica da una frase scritta da Asor Rosa a proposito di Sandro Veronesi, incluso nel canone degli autori trattati nella sua Storia: «Della produzione di Sandro Veronesi io ho letto soltanto l’ultimo romanzo, “Caos calmo”, che ha vinto il Premio Strega: è un limite, me ne rendo conto, a una valutazione più complessiva e più seria del personaggio».
Se le prende, Orengo, soprattutto sulla differenza di trattamento che l’esimio professore ha applicato decidendo di parlare di Veronesi e di escludere dal suo resoconto autori come Roberto Saviano e Paolo Giordano, rei per Asor Rosa di aver scritto un libro solamente. Il problema non è da poco e tra qualche anno riguarderà seriamente i cosiddetti “detentori del gusto”, i critici per intenderci, quando saranno costretti a decidere cosa è canone e va tramandato nelle storie della letteratura italiana che saranno dedicate alla fine del XX e all’inizio del XXI secolo e cosa non lo è e va pertanto dimenticato.
Ma come si procederà alla scelta avendo di fronte una scena letteraria frammentata come non mai, che vede ogni stagione coronata da un grande bestseller, sempre definito “capolavoro”? Che fine faranno gli istantbook o gli autori cometa che scrivono un libro e poi scompaiono? La risposta la avremmo tra un paio di decenni. Io, personalmente, mi dimenticherei di tutti i figli di Baricco, per esempio, (l’ultimo è proprio Giordano), spenti epigoni della retorica del nulla del loro maestro e cercherei di ricordarmi di autori come Consolo, Mari, Scarpa e altri che ancora tentano di opporre alla muraglia di libri vuoti, dal linguaggio piatto, qualcosa che ancora abbia il gusto della vera letteratura.
Via | Tuttolibri
Foto | Flickr
Qualche tempo fa abbiamo segnalato l’uscita, per la casa editrice Fandango, di un curioso “Dizionario affettivo della lingua italiana”, curato da Matteo B. Bianchi e Giorgio Vasta. Niente meno che una intrigante raccolta delle parole più amate da 300 scrittori italiani, da Andrea Camilleri a Tiziano Scarpa, da Michele Serra a Paolo Giordano, con le relative spiegazioni d’autore.
Quello che vi segnaliamo oggi è in qualche modo il proseguimento in rete di quel progetto, è l’apertura di un canale video, su YouTube, attraverso il quale alcuni degli scrittori coinvolti nell’iniziativa leggono la propria definizione in video. E così, in pochi click, passiamo dai Ghingheri di Tiziano Scarpa alla Gnagnera di Pulsatilla, dal Pane di Michele Serra all’Amore di Flavio Soriga, dalla Sete di Vincenzo Latronico all’Alito di Paolo Giordano. E passando tra le facce e le voci ascoltiamo gli esiti più vari dell’estro umano, da qualche piccola genialità a qualche piccola idiozia.
In ogni caso un’idea senz’altro originale e dalla resa molto divertente, una gita nell’universo (spesso inesplorato) della lingua italiana accompagnati dalle voci e dai volti di chi quella lingua, attraverso la letteratura, ci fa riscoprire, proprio a partire da quelle parole che ne formano la base, da quel repertorio affettivo di parole da non dimenticare, anzi da rubare all’oblio.
Il nuovo anno ha fatto il suo ingresso e chissà quali saranno le novità editoriali che ci attendono. Nei giorni scorsi abbiamo già dato qualche anticipazione come “Le tribolazioni di una cassiera” e “La lettrice bugiarda”. Ma facciamo un piccolo passo indietro e torniamo all’anno che abbiamo appena salutato.
Il sito di Panorama propone un nuovo sondaggio: qual è il libro più bello del 2008? Gareggiano: “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano, “La paura e la speranza” di Giulio Tremonti, “Uomini che odiano le donne” di Stieg Larsson, “Rossovermiglio” di Benedetta Cibrario, “Un cappello pieno di ciliegie” di Oriana Fallaci, “Twilight” di Stephenie Meyer, “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery, “Il gioco dell’angelo” di Ruiz Zafón Carlos, “Diario di scuola” di Daniel Pennac. Al momento sul podio troviamo: “L’eleganza del riccio”, “La solitudine dei numeri primi” e gli “Uomini che odiano le donne”. Il caso editoriale “Twilight”, invece, si attesta al quarto posto. Ma secondo voi quali sono stati i migliori libri del 2008?