E’ in uscita La Ragazza Drago. L’albero di Idhunn di Licia Troisi, secondo capitolo della saga in 5 volumi dedicata a La Ragazza Drago.
Essendo adulta, ho impiegato un po’ di tempo ad avvicinarmi al lavoro della Troisi, ma poi - devo dire - mi sono ritrovata ad apprezzarlo molto. Ho letto i 7 volumi della Saga del Mondo Emerso davvero volentieri. E se, con il secondo e il terzo capitolo delle Cronache ho, forse, fatto un po’ di fatica - anche se ho adorato il personaggio di Nihal - Le Guerre e Leggende sono state un vero piacere. Davvero bello Il Destino di Adhara. Mi piacciono le pandemie apocalittiche e le Leggende ne presentano una veramente interessante. L’esistenza, per ora in ombra, di elfi così malvagi è piuttosto inquietante. Notevole l’idea degli untori. Così come quelle della doppia incarnazione del Male e dell’ineluttabilità del proprio destino. Interessante anche l’idea della debolezza dell’amore rispetto all’odio (anche se spero in un lieto fine) e gli esperimenti genetici “veicolati”, non attraveso la scienza, ma attraverso le pratiche magiche… Solitamente il fantasy “estremo”, quello in cui ci sono troppe creature “strane”, non mi fa impazzire. Preferisco il fantasy simil-storico delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R. R. Martin e del ciclo doppio su FitzChevalier di Robin Hobb (i cicli dell’Assassino e dell’Uomo Ambrato). Ma c’è qualcosa, nella Troisi, che ha il potere di incantarmi. Saranno le eroine femminili, francamente indimenticabili, sarà la descrizione del Mondo Emerso, veramente vario, saranno i personaggi “secondari”, alcuni dei quali bellissimi, Ido, ad esempio. Saranno i “cattivi” (non mi è capitato spesso di trovare un villain “bambino” come Aster), saranno le Sette sanguinarie, le Gilde di fanatici assassini, sarà l’atmosfera che passa dalla solarità accecante di alcune Terre all’oscurità assoluta ed eterna di altre, fino ad arrivare alla Grande Terra in cui, secondo me, il Male si sente pulsare davvero. Sarà quel che sarà… ma mi ritrovo ad essere - adulta e vaccinata - una grande fan della Troisi.
La Ragazza Drago, essendo rivolto ad un pubblico decisamente giovane, mi trova un po’ più in difficoltà. Ritengo, comunque, che sia un buon tentativo di urban fantasy nostrano, con un interessante uso di elementi della mitologia nordica. Forse, il primo volume si sviluppa un pochino lentamente, ma è probabile che la storia si avvii a passo più spedito proprio con L’albero di Idhunn.