Un viaggio affascinante e misterioso è quello che ci propone Julien Tondriau nella Guida all’occultismo edita da Odoya. Un viaggio che ho iniziato dalla fine del libro e cioè dalle oltre centocinquanta pagine di cui è composto il dizionario dei termini dell’occulto che si trovano alla fine del saggio di Tondriau. Attraverso la spiegazione dei principali termini in uso dagli occultisti ho potuto, poi, apprezzare anche il resto del libro che – come risulta chiaro dal titolo – è una guida al mondo dell’occulto. Per una mia passione per le biografie ho, poi, apprezzato molto la sezione con i cenni biografici dei grandi occultisti della storia, arricchita da riproduzioni dei loro ritratti.
Il saggio si snoda in sei parti: le forme cerimoniali e sacre dell’occultismo, l’occultismo deviato, i poteri considerati paranormali, la conclusione, le grandi figure dell’occultismo e il dizionario oltre ad una nutrita bibliografia e ad un accurato indice dei nomi. Interessanti le illustrazioni che accompagnano tutto il testo.
La seduzione esercitata dall’occultismo sullo spirito umano rimane innegabile. Ad ogni tappa di una civiltà che si vuole in costante progresso, l’occultismo è presente, per il meglio e per il peggio. La ragione, trionfatrice dopo Cartesio, la scienza potente dei tempi moderni non hanno potuto eliminarlo […] Bisogna riconoscere con imparzialità che il mondo dell’occulto può comprendere e comprende anche altro, che non sia stregoneria di bassa lega, il fachirismo da fiera, e le ricette prefabbricate degli oroscopi […] Forse non esiste nessun fenomeno paranormale nel senso stretto del termine. Forse tutto quello che oggi ci sembra tale entrerà un giorno a far parte, quando le nostre conoscenze si saranno approfondite, dell’ordinato sistema di una iper-psicologia. Sembra tuttavia […] che in certi campi privilegiati indagini rigorose permetterebbero di scoprire “qualcosa” […] Come diceva lo psicologo americano James: “Noi non siamo svegli che a metà”.
Julien Tondriau
Guida all’occultismo
introduzione di Jean-Louis Jacques
Odoya, 2009
ISBN: 978-88-6288-055-8
pp. 368, euro 20,00
Continua il mio viaggio letterario attraverso i libri che, grazie agli sconti dovuti alla liquidazione del Libraccio di via Solferino, ho avuto finalmente la forza di comprare. Questa volta è il turno del terzo dei libri che puntellano il mio ampio scontrino, sono le Poesie Esoteriche di Fernando Pessoa, raccolte in un bel volume dalla Guanda nel 2008.
Che Pessoa fosse un appassionato di scienze esoteriche è noto, almeno ai meglio informati: pare che le origini di questa passione, vissuta in realtà con strazio dal poeta portoghese, siano da identificare nella lettura di alcuni dei testi più importanti della Teosofia, soprattutto quelli di Madame Blavatsky che Pessoa aveva dovuto tradurre in portoghese per una Collana Teosofica ed Esoterica. E non bisogna poi dimenticare che proprio Pessoa ebbe un ruolo fondamentale nella finta morte, inscenata a Lisbona nel settembre 1930, di Aleister Crowley, la Grande Bestia, membro della Golden Dawn, uno dei più grandi occultisti del secolo.
Tratte per la maggior parte da Messaggio, una raccolta di poesie esoteriche che fu il solo libro portoghese che egli vide stampato in vita, le liriche raccolte in questa interessante antologia hanno come tematiche principali l’irrealtà e la finzionalità della vita umana, l’iniziazione, il paradosso della divinità, tematiche su cui Pessoa intesse bellissime poesie minime come “L’assenza di dio è un dio anch’essa” e “Dio non ha unità,/ come potrei averla io?”, ma anche di ampio respiro come “Sulla tomba di Christian Rosencreutz” o “Le stazioni della via Crucis”.
E’ un libro nel complesso ben curato questo Poesie Esoteriche di Fernando Pessoa, ma che resta una raccolta minore, e certo non può rivaleggiare con i capolavori del genio portoghese, primo tra tutti il Libro dell’inquietudine. Resta il fatto che Fernando Pessoa è certamente un poeta da leggere, uno di quelli che meglio ha rappresentato l’approdo alla modernità letteraria del Novecento. E poi non sarà certo un caso che in Portogallo, il giorno che Pessoa morì, tutti erano convinti che fossero morti i migliori cinque poeti portoghesi, poeti che non erano altro che gli eteronimi del poeta portoghese, i diversi nomi che Pessoa dava alle sfaccettature della propria anima.
Fernando Pessoa
Poesie esoteriche
Guanda
euro 12,00