
David Foster Wallace, «l’ultimo grande talento della letteratura americana», come lo definiva il risvolto di copertina del suo libro Oblio, è stato trovato impiccato in casa sua il 12 settembre alle ore 9:30. Aveva quarantasei anni.
«Wallace è uno dei grandi talenti della sua generazione: uno scrittore capace di qualsiasi virtuosismo», scriveva qualche mese fa il «New York Times». Lo scrittore statunitense aveva raggiunto la notorietà internazionale con libri come La scopa del sistema, che lui definiva «il romanzo di formazione di un giovane wasp ossessionato da Wittgenstein e Derrida», Infinite Jest (di cui la prima traduzione fu proprio quella italiana), la raccolta di racconti La ragazza dai capelli strani, saggi come Il rap spiegato ai bianchi, etc.
«Mi consigli qualcosa da leggere, per favore?» chiesi una volta al grande Filippo Scozzari durante un’intervista per BooksBlog. «Un libro qualsiasi di David Foster Wallace andrà benissimo,» rispose, «ma per iniziare consiglierei Tennis, tv, trigonometria, tornado e altre cose divertenti che non farò mai più, che ho dovuto tralasciare per rispondere a ’sta noia di tua intervista.»