Romeo e Giulietta, la più grande storia d’amore di tutti i tempi, dopo essere sbarcata su Twitter e mentre si appresta ad approdare al cinema con il film “Letters from Juliet”, sbarca oggi in libreria con “La ruggine del sangue” (Edizioni Piemme) scritto da Olivia Agostini: ne risulta un romanzo che prende ispirazione dalla trasposizione cinematografica della tragedia di Shakespeare fatta da Franco Zeffirelli.
L’esordio nella narrativa di una giovane scrittrice, un’artista molto poliedrica che ha già ottenuto successi come poetessa, musicista e regista di cortometraggi, muove Francis e Lavinia, entrambi sedicenni, in uno spazio che poi è la quinta scenica creata per la trasposizione cinematografica del “Romeo e Giulietta” di Shakespeare. Galeotto è il set che fa scoccare la scintilla tra i due giovani. Fin quando tutto precipita.
Gli amorosi vengono scoperti dalla severa madre di Lavinia, che obbliga la figlia a lasciare il cast anche se il regista Ferruccio Tiezzi riesce a ottenere una deroga: girare l’ultima scena. Un’ultima ripresa che metterà la parola fine alla vita di Francis e di Lavinia, fino in fondo sui passi dei due leggendari amanti di Verona. Fino al punto di rendere immortale il loro amore.
Olivia Agostini
La ruggine nel sangue
Edizioni Piemme
Pagine 304
prezzo: 15,00 euro

In occasione della messa in scena al Teatro India di Roma de “La Borto”, spettacolo di e con Saverio La Ruina, dedicato al delicatissimo tema dell’aborto, la grande scrittrice Dacia Maraini è stata al centro di un dialogo appassionante tra testo e scena curato da Giovanni Greco. S’è parlato di accortezze del linguaggio teatrale. Visto che “il teatro è il luogo dove si incontrano e si scontrano la parola scritta con la parola parlata - ha dichiarato la scrittrice italiana più tradotta nel mondo, che noi di Booksblog abbiamo intervistato.
Scrittrice multipla, di confine, da sempre attenta agli intrecci tra la scrittura narrativa e il teatro in particolar modo legato ai temi femminili, cosa può dire sui percorsi di scrittura?
Che occorre prima di tutto leggere. Tutti leggono poco e la cosa è grave. Se si legge molto, si impara anche a scrivere. Occorre avere una prassi continua, esercitarsi tutti i giorni per crearsi un proprio stile.
Qual è lo “stile” Dacia Maraini?
Il metodo di scavo. Andare in profondità per capire cosa c’è nella nostra memoria, cosa c’è nella nostra coscienza.
Femminista e ribelle con la vocazione per la cultura, chi ha letto i suoi libri sa quanto la composizione familiare cosmopolita e l’amore verso suo padre abbiano influenzato i suoi temi letterari…
Nella mia famiglia c’è un miscuglio molto vario, perché ho avuto una nonna cilena e una inglese, un nonno siciliano e uno svizzero. Sono nata a Fiesole da mamma (Topazia) siciliana e padre (etnologo) per metà inglese e metà fiorentino. Ho vissuto i primi otto anni della mia vita in Giappone, in un tipo di campo Buchenwald perché la mia famiglia era antifascista. Ne siamo usciti vivi per il coraggio di mio padre. Conoscendo la mentalità giapponese decise di applicare la tradizione dello yubikiri, tagliandosi un dito con un ascia e tirandolo ai giapponesi. Un atto di coraggio supremo che voleva dire “tu sei un codardo e io sono più coraggioso di te”. A quel punto ci diedero il latte che ci salvò la vita. Anche se oggi non scrivo del Giappone, sento affetto per quella gente buona e raffinata.
Doopo “I viaggi più belli da fare”, “Le cose da fare e da vedere”, “Isole da sogno” e “I luoghi più belli del mondo”, questa volta Clare Jones e Steve Watkins hanno messo mano sui 30 percorsi da fare a piedi nei posti più straordinari del globo, per Gremese editore. Dai sentieri per ammirare il Monte Bianco ai tour urbani lungo il Freedom Trail di Boston, passando per Fallingwater se avete voglia di ammirare la casa sulla cascata ideata dall’architetto Frank Lloyd Wright. Preferite il trekking? C’è la Lycian Way turca che il Sunday Times ha inserito fra i dieci tour naturalistici più belli al mondo.
“Se esiste un’arte del viaggiare, l’escursionismo può legittimamente rivendicare d’essere il modo più raffinato e antico di esplorare. Questa suprema forma di “lento viaggiare” ci permette di decidere quanto allontanarci o fermarci, e quante cose vedere. Scegliendo l’escursionismo, ce per natura coinvolge il corpo e la mente, percepiamo pià intensamente tutto quello che ci circonda e possiamo vivere esperienze di viaggio più profonde, sane e rivitalizzanti”.
Così la prefazione dei due scrittori di viaggi anticipa il lettore sul metodo usato dagli autori del libro, rispetto al loro modo scelto per lasciare solo un’impronta leggera tra i sentieri eprcorsi. In segno di rispetto per l’ambiente, le bellezze incontaminate, i silenzi e i migliardi di fili d’erba attraversati lungo il Yellowstone National Park negli Stati Uniti e l’Inca Trail in Perù. Tenendo conto che ogni località è descritta nei suoi aspetti più inconsueti e illustrata da fotografie di rara bellezza, per un totale di circa 350 immagini esclusive: tra le tante spiccano anche la costiera amalfitana e le Dolomiti, da apprezzare a piedi… almeno una volta nella vita.
Clare Jones e Steve Watkins
Le escursioni più belle del mondo, da fare almeno una volta nella vita
Gremese
Pagine: 256
Euro: 25.00
Dopo il Dizionario di italiano, dei sinomini e contrari, biblico o informatico, piemontese o gastronomico, e una miriade di abecedari, in libreria ha trovato posto dal 5 maggio il “Dizionario sentimentale per anaffettivi“.
Sessantaquattro pagine che vi invitano alla gioia e alla felicità: come? Semplicemente propinandovi racconti tristi quel tanto che basta per farvi sentire fortunati di come scorre la vostra vita. Storie dove chiunque potrà riscoprirsi protagonista, dove anche nel deserto privo di tivvù “tutti, anche i cactus, fanno sogni di paillettes”.
Dizionario sentimentale per anaffettivi
Laura Colla
Coniglio Editore - Collana “i Lemming”
pagine 64
€ 5,00

Lo scorso anno in Italia hanno visto la luce qualcosa in più di 65.000 titoli. Uno stagno nelle librerie dove affluiscono 178,2 opere al giorno. Che equivale all’arrivo di un libro nuovo ogni 7 minuti. Ovviamente non tutti conoscono il sapore della gloria.
Nella maggior parte dei casi, l’84% dei volumi stampati non arrivano a conteggiar 500 copie vendute. Anche agli editori medio-grandi non resta che giocarsi la partita allettando i lettori con effetti speciali e titoli altisonanti. Tenendo conto che fra loro il 67,5% compra meno di 4 libri l’anno. Ecco allora provvidenziale l’inchiesta realizzata dall’Istituto per la formazione al giornalismo Carlo De Martino e intitolata “Come ti vendo un libro”.
Per la vendita del libro ormai è fondamentale la visibilità, mediante booktrailer (l’adattamento del videoclip al libro), passaggi televisivi e due premi. Secondo Gian Arturo Ferrari (direttore generale della divisione libri di Mondadori), “quello che più in assoluto funziona è il premio Strega… Il Campiello ha un’influenza meno accentuata. Gli altri premi in pratica non influiscono sulle vendite». Questo basta e avanza per spiegare le pagine di polemiche carico degli “Amici della Domenica” e la battaglia sulle terze pagine dei quotidiani nostrani.
Via | Ilgiornale.it
Foto | Flickr.com
“L’educazione sentimentale alla vita pubblica di Fausto Bertinotti: un’avventura intellettuale, un frammento della nostra Storia, ma anche un autentico racconto di formazione di un grande protagonista della politica italiana”. Così la casa editrice Ponte alle Grazie riassume l’imminente uscita del libro di Fausto Bertinotti, prevista il 7 maggio. In verità “Devi augurarti che la strada sua lunga” è un libro scritto a sei mani, quelle del politico, di Ritanna Armeni (opinionista sul quotidiano “Il riformista“) e Rina Gagliardi (ex direttore de “Il manifesto” e condirettore di “Liberazione”.
Non un’autobiografia, piuttosto il racconto di un’educazione intellettuale. Dopo l’infanzia a Milano, la guerra e gli scorci di vita familiare e le letture, i ricordi di una carriera da sindacalista tra gli anni Sessanta e Ottanta. Dopo la sua formazione, si arriva al 14 aprile 2008, quando Fausto Bertinotti chiuse la sua attività politica “nel peggiore dei modi”. Come lui stesso ebbe modo di commentare a metà pomeriggio le proiezioni, che annunciavano la storica sconfitta del leader della Sinistra Arcobaleno.
Ora si prende le sue pause, nella vita come nel libro. E l’uomo Bertinotti riflette sul passato di Fausto, ma soprattutto sulle possibilità di un ennesimo slancio in avanti. Gli pare impossibile rimanere muti dinanzi al virus della crisi, sottrarsi alle provocazioni delle nuove destre in Europa, della globalizzazione senza freni. E così anticipa che la strada dell’utopia concreta non si è conclusa: “C’è sempre la necessità, per chi vuole cambiare il mondo, dell’attesa dell’evento, di ciò che cambia la scena senza essere stato prevedibile. Un’attesa che per essere autentica deve essere partecipata, attiva: anche in politica c’è il tempo della semina, ed è proprio per questo che, come scrive Kavafis, ‘devi augurarti che la strada sia lunga’”.
Devi augurarti che la strada sia lunga
Fausto Bertinotti
Ponte alle Grazie
Pagine: 224
€ 1,00
Uscita il 7 maggio