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I libri per ricominciare: le novità in libreria di settembre

pubblicato da Andrea Coccia

novit�  in libreria, settembre 2011

Settembre è il mese dei rientri, delle vacanze finite, delle abbronzature che svaniscono e dei primi stress lavorativi. Proprio per questo, forse, dal punto di vista editoriale è un mese decisivo, ricco di festival, di presentazioni, di premi e, naturalmente, gravido di nuove uscite interessanti. Come al solito ce n’è veramente per tutti i gusti e per tutti i palati.

Nel seguito del post vi propongo due liste di 5 titoli. La prima raccoglie i 5 “topbook” più attesi, quelli che quasi certamente arriveranno nei primi posti della classifica delle vendite, per intenderci. La seconda, invece, è la lista dei 5 più attesi da me, libri che non per forza finiranno in classifica, ma che quasi certamente finiranno sul mio comodino prossimamente. E voi, quali sono i libri che aspettate con trepidazione da questo mese di settembre?

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Il mio nome è Victoria: autobiografia di una figlia di desaparecidos

pubblicato da roberta

dondaLa testimonianza toccante di una ragazza nata in prigionia che scopre, ventisettenne, d’essere figlia di desaparecidos: il padre, Josè Maria, ucciso nel 1977, morì quando fu rinchiuso nella Scuola di Meccanica della Marina (Esma); mentre la madre, Cori Donda, ebbe giusto il tempo di farla venire alla luce. Ma prima di essere “giustiziata” in uno dei famigerati “voli della morte”, lasciò un segno sulla neonata: un filo azzurro cucito nei lobi delle sue orecchie.

Quando Victoria scopre che non si chiama Analía, come l’avevano chiamata i genitori adottivi, Raul e Gracelia, lo apprende per caso. Il reponsabile della triste sorte capitata ai suoi genitori è Adolfo Dondo Tigel, fratello e cognato delle vittime, capitano di marina nonchè capo dei servizi segreti. Il libro ripercorre la strada battuta da Victoria per accettare e rintracciare la verità, sposata cambiando per sempre il suo nome da Analìa a Victoria, come coraggiosamente la chiamò la mamma naturale. Scrive l’autrice:

Non si può vivere nella menzogna, la verità, per quanto dolorosa, è una condizione indispensabile per la vita. La verità afferma l’esistenza, è la condizione per essere se stessi“.

Victoria Donda
Il mio nome è Victoria
Editore Corbaccio
Pagine: 216
Prezzo: euro 17,50

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Scusa se non ti chiamo (più) amore

pubblicato da roberta

scusami seAlla luce di quanto viviamo, leggiamo e sentiamo vibrare intorno a noi, ogni giorno, l’uomo e la donna possono ancora costruire relazioni affettive reali? È la domanda che viene snocciolata in questo libro scritto a quattro mani da due psichiatri e psicoterapeuti che lavorano a Roma: Tonino Cantelmi e Michela Pensavalli. La risposta è “Scusa se non ti chiamo (più) amore” (Edizioni San Paolo).

Il libro lancia una sfida, pesante ma da affrontare: come scegliere il partner e vivere felici. Senza nascondere difficoltà, il volume offre delle mappe per orientarsi e vivere dimensioni affettive sane e soddisfacenti. Perché c’è di buono che le relazioni d’amore sono possibili; è lì che dobbiamo mettere quello che cerchiamo nei paradisi telematici, un’anestesia verso varie forme di una felicità di cartapesta.

Un libro non sull’amore ma sui modi di amare anzi, sugli stili di amore. “L’idea di questo libro nasce proprio dalla consapevolezza del potere che ha Eros di influenzare il benessere psicofisico di un individuo, e della difficoltà in cui spesso ci troviamo per riuscire a “capirci qualcosa”. L’intento - dicono nella prefazione i coautori - è quello di fornire una prospettiva di speranza a quelli convinti che “nessuno ha mai voluto bene a loro e nessuno li amerà mai in futuro”, o a chi vive con l’angosciante dubbio di non essere capace di amare”.

Tonino Cantelmi - Michela Pensavalli
Scusami se non ti chiamo (più) amore
Edizioni San Paolo
Pagine: 234
Prezzo: 13,00 euro

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Scarabocchi per ragazze

pubblicato da roberta

scarabocchi ragazzeEsercizi di stile senza essere necessariamente degli artisti, per liberare la fantasia, sfogare le tenzioni, rimanere fanciulli, migliorare la manualità, disegnare con libertà senza ci sia per forza qualcuno pronto a darci il voto per l’interpretazione giusta o meno del tema. È quanto ospita l’ultimo libro di Andrew Pinder, nato per essere imbrattato con tanti “Scarabocchi per ragazze”. Diversi da quelli dei ragazzi che privilegiano pirati, dinosauri e alieni.

Per lei non solo vestiti e bambole da colorare ma anche l’invito a costruire il pupazzo di neve più grande del mondo, disegnare qualcuno che stanno pedinando, riempire gli alberi di creature del bosco, far roteare il nastro della ginnasta, aggiungere una coda all’uccello del paradiso, inventarsi un fumetto o completare i barattoli di caramelle.

Centoventiquattro pagine bianche disegnate con un segno nero, da riempire seguendo le indicazioni che sono poi dei titoli dati al quadro che si chiede di completare. Simile a una Settimana Enigmistica dell’arte, questo grande album delle meraviglie aspetta solo d’essere scarabocchiato. Al pari di altri sui simili che finora hanno venduto 20mila copie: come “Scarabocchi creativi”, “Scarabocchia con gli insetti”, “Scarabocchi da viaggio”, “Il libro delle vacanze per le ragazze”, “Il libro delle vacanze per i ragazzi” e la new entry “Scarabocchi per ragazzi”.

Andrew Pinder
Scarabocchi per ragazze
Magazzini Salani
Pagine: 128
Prezzo: 9,90 euro

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Puoi trovare di meglio: manuale per ripartire alla grande senza di lui

pubblicato da roberta

puoi trovare di meglioArriva il 10 febbraio in libreria “Puoi trovare di meglio” (Piemme) ma sul sito possiamo già leggerne un estratto per farci l’idea, un manuale creato per migliorarci l’autistima quando una storia finisce a tarallucci e vino. L’autrice Francesca Moro ha preferito sottotitolarlo con uno slogan che è tutto un programma: “ripartire alla grande senza di lui”. Perché secondo la Moro un’altra c’è, quasi sempre. E più lui nega, più è probabile.

E sull”altra’ cade l’asino, dato che ci si trova davanti a un bivio nel fare la scelta: secondo voi, è meglio essere mollate per una strafiga, così ci si toglie il pensiero di star lì a tormentarsi cos’altro aveva meglio di noi? Allora in questo caso il dilemma parte dalla vicenda Jennifer Aniston-Pitt-Jolie, dove lui lascia la prima moglie per la donna più bella e più mamma del mondo. Invece la seconda strada è se lui ti lascia per uno schifìo, come è accaduto con Hugh Grant reo confesso di aver tradito Liz Hurley con una prostituta: che ne dite?

Nel caso vi intessi Francesca Moro si sofferma sulla questione “altra” nella scheda di presentazione del libro: “Il mio consiglio personale è di optare per la seconda scuola. A tutti i costi. Ci sarà almeno un difettuccio, un tallone d’Achille a cui aggrapparvi. E se non lo vedete voi sicuramente se ne accorgeranno le vostre amiche, anche in brainstorming se necessario. In linea di principio, in ogni caso, quando scoprite dell”altra’ evitate sempre di parlarne con lui. Se proprio dovete tirarla in ballo, fatelo sempre usando il suffisso ‘etta’.

Francesca Moro
Puoi trovare di meglio
Piemme edizioni
Pagine: 192
Prezzo: 14,50 euro

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Body Drama, il corpo femminile secondo Nancy Amanda Redd: l'intervista all'autrice

pubblicato da roberta

Foto di corpi veri e sani, di seni dove spunta un terzo capezzolo, di bozzi là sotto, di assorbenti per le mestruazioni fabbricati d’emergenza, di mutande giuste e non, di acconciature pubiche, di donne sovrappeso o troppo magre. Solo un accenno della varietà di argomenti e quantità di immagini fortemente volute da una ex Miss America Bikini per aiutare le ragazze a superare i problemi e i conflitti con il corpo. A metà tra un magazine femminile e un manuale di medicina, “Il mio corpo - Body Drama” è stato nominato in America nella top ten delle letture fondamentali per ragazze (New York Times bestseller e Usa Today bestseller); ce ne parla Nancy Amanda Redd, l’autrice, ospitata per presentarlo perfino del talk show di Oprah Winfrey.

Body Drama è pieno di fotografie di ragazze reali di tutte le etnie, forme e taglie, che illustrano tutte le parti dei loro corpi. C’è perfino la pagina con 24 scatti ravvicinati di diverse varietà di vagine: perché non è mai stato raccontato così prima, il corpo femminile?
Ho avuto grandissime difficoltà nel trovare un editore che mi pubblicasse il libro. Prima di questo libro, le tematiche che ho affrontato erano un tabù di fronte al quale altre persone hanno preferito fuggire via piuttosto che affrontare il problema. Io avevo la fortuna di essere molto giovane, di non avere una reputazione da dover difendere e non stavo cercando di diventare famosa o di fare i soldi, quindi la mia forza era anche la mia autenticità. Volevo fare un libro per far sentire meglio le ragazze e sono stata fortunata a trovare l’editore che mi ha lasciato completa libertà nella creazione di questo libro.

Tra peli & capelli, capezzoli e acne, tatuaggi sicuri e cosce che sembrano di stracchino, argomenti insoliti come quello che tratta cosa accade se si fa troppa cacca o troppo poca, qual è la sezione che non avresti mai tolto pur di pubblicare il libro?
Fotografare vulve non è facile. Dopotutto, non siamo abituate neanche a guardare la nostra, figurarsi quelle di perfette sconosciute. Così, quando le ho messe tutte in fila ho capito che la parte era una condizione dell’accordo editoriale. Nel senso che non ero assolutamente pronta a rifiutare a quella sezione. L’editore che poi me lo ha approvato, mi ha detto che non sapeva cosa farci di questo manoscritto e quindi l’ha dato a una stagista di 22 anni, che lavorava nel suo ufficio. Mi ha raccontato di aver capito che il libro andava pubblicato quando ha visto la stagista piegata sul libro, intenta a passarselo con altre colleghe, quasi litigandoselo. Certamente editarlo era una scommessa: è un libro costoso da produrre che va a infrangere molti tabù ma sono felicissima che qualcuno abbia trovato il coraggio di editarlo. Perché da ora è possibile pubblicare un volume con una foto di una vagina senza che questa possa essere perfetta o senza che la cosa possa essere considerata pornografia.

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La forma incerta dei sogni: booktrailer

pubblicato da roberta

Il booktrailer del primo romanzo di Leonora Sartori, giornalista per “D - la Repubblica delle donne” e già autrice dei testi di “Ustica. Scenari di guerra”, un fumetto dedicato alla strage pubblicato da BeccoGiallo, porta la firma di Francesco Meneghini, giovane artista e motion designer italiano. Arriva domani nelle librerie italiano “La forma incerta dei sogni” che ruota intorno la figura di Leo, 7 anni, figlia di manifestanti pacifisti. A 20 anni scoprirà che dietro un misterioso adesivo appiccicato ovunque in casa sua, si cela una realtà di soprusi e di violenze nel Sudafrica dell’apartheid, una realtà che le cambierà la vita.

E viene naturale riflettere su quale sia la vera fisionomia dei miti della generazione degli anni Sessanta. Ci porta a pensare quanto leggiamo nel libro della Sartori, a raccogliere ricordi e frasi dedicate al tentativo – attraverso sforzi, ricerche, dolori – di questi epigoni di stabilire un collegamento e un confronto culturale tra due estremi generazionali che si interrogano sulle battaglie, sulle ideologie, magari magnifiche ed epiche di ieri e di oggi.

E forse la Sartori ci suggerisce la soluzione alla riflessione: ossia che una generazione non basta per capire la vera portata dei sogni e dei progetti civili e sociali. Durano di più le battaglie e a guardarle bene forse mettono in pratica il metodo della staffetta, per passarci il testimone. Che strano però se a descrivere questa realtà è Leo che da grande vola in Sudafrica per capire chi erano le sei ombre che intravedeva in casa da bimba: cinque uomini e una donna, accusati ingiustamente di omicidio dopo aver partecipato a una manifestazione in cui un console aveva perso la vita.

Leonora Sartori
La forma incerta dei sogni
Piemme
prezzo: 14 euro

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Le figlie del libro perduto: intervista all'autrice, Katherine Howe, in cima alla classifica del New York Times

pubblicato da roberta

howeUn processo alle streghe di Salem è alla base del romanzo scritto dall’esordiente Katherine Howe, già diventato il caso editoriale americano, tanto da occupare subito la cima della classifica del New York Times e al punto da venderne i diritti in Brasile, Bulgaria, Francia, Germania, Inghilterra, Israele, Olanda, Russia e Spagna (spagnolo e catalano). In Italia l’ha appena fatto arrivare in libreria la Salani, col titolo Le figlie del libro perduto, e chi l’ha letto giura, come noi, di essere addirittura uscito prima dal lavoro per correre a casa a finire l’ultimo capitolo del libro. Avvincente quanto brillante, questo romanzo tocca un’altra questione, che forse l’autrice ha toccato senza saperlo: e se “Harry Potter e la Pietra Filosofale” fosse stato scritto dal punto di vista di Hermione Granger, una Hermione che frequenta Harvard invece di Hogwarts, chissà cosa sarebbe successo… intanto, parliamo con l’autrice.

Cosa significa essere un’esordiente in testa alla classifica del New York Times?
È una cosa talmente sblorditiva che, in fondo, non mi ci sono ancora abituata completamente.

Quando ha iniziato a scrivere, aveva in mente il libro arrivato il 28 gennaio in libreria?
Sì, in gran parte è lo stesso libro. Lo si deve al fatto che io, a differenza di tanti altri scrittori, prima di cominciare a scrivere mi sono fatta una scaletta molto articolata e molto accurata. Ciò non toglie che qualche cosa è cambiato. Inizialmente, a mo’ di esperimento, avevo scritto il romanzo in prima persona ma poi mi sono convinta che funzionava molto meglio in terza persona. In secondo luogo, ci sono alcuni personaggi, in particolare alcuni professori che si incontrano all’inizio, che pensavo si sarebbero fatti vivi anzi avrebbero assunto un ruolo più importante, mentre invece, con mia grande sorpresa, sono spartiti. E con altrettanto mia grande sorpresa, sono spuntati altri personaggi che non avevo invitato e ai quali inizialmente non avevo pensato.

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In anteprima italiana, Booksblog intervista Kamila Shamsie, autrice di "Ombre bruciate"

pubblicato da roberta

ombre bruciateL’autrice pakistana Kamila Shamsie, che ha esordito nel 1998 con “In the City by the Sea” e che, come “Kartografia”, è stato finalista del premio John Llewelyn/Mail on Sunday, firma dell’Independent e del Guardian per le questioni relative all’India, all’Afghanistam e al Pakistan, è arrivata in Italia per presentare il suo quinto romanzo, “Ombre bruciate” (Ponte alle Grazie). Un romanzo già tradotto in 17 lingue, che inizia il 9 agosto 1945, quando a Nagasaki Hiroko esce sulla sua veranda di casa e, d’improvviso, il cielo esplode di un bianco accecante capace di far calare le tenebre sulle strade, annerite da migliaia di ombre. Noi di Booksblog abbiamo intervistato Shamsie in anteprima italiana.

Quali sono gli ingredienti del romanzo?
Una bella domanda perchè succede spesso che si finisce di fare una torta e non ci si ricorda più degli ingredienti usati. Potrei dire che gli ingredienti principali sono i personaggi. Ce ne sono molti in questo romanzo. All’inizio direi che prevale l’ingrediente romantico, alla fine invece il thriller e, nel bel mezzo, c’è la politica, l’amore, l’amicizia e la guerra. Comunque i personaggi sono ognuno diverso dall’altro.

Come è nato “Ombre bruciate”?
All’inizio doveva essere una creazione del tutto diversa da quella che è diventata. Volevo parlare dei test nucleari eseguiti in Pakistan che poi hanno portato alla minaccia di guerra con l’India. Ovviamente sul tema del nucleare mi sono sentita in obbligo di parlare del Giappone perchè era stato l’unico paese bombardato e ho iniziato a fare ricerche su Nagasaki. E quindi è nato il personaggio di Hiroko che poi è diventato così interessante, che alla fine ho deciso di seguire la sua storia.

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