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Tutti gli articoli con tag new italian epic

Scritture a perdere di Giulio Ferroni

pubblicato da Juri Testa

Giulio Ferroni, Scritture a perdere Giulio Ferroni, professore di letteratura italiana all’università di Roma e grande critico letterario, torna in libreria con “Scritture a perdere” (Laterza, pp. 109, 9 euro), un saggio che rivela grandi sorprese e alcuni ottimi spunti di riflessione, anche se qualche contrappunto è doveroso farlo.

La sorpresa più importante è che questo libro è ben lontano dall’essere un pesante saggio di critica letteraria, tutt’altro. Credo che sia animato da un grande spirito di divulgazione, e gli scrittori trattati nei diversi capitoli, come è naturale che sia per un testo che si interroga sulla “letteratura negli anni anni zero” (questo è il sottotitolo) sono attualissimi: si va da Margaret Mazzantini a Paolo Giordano, da Tiziano Scarpa a Roberto Saviano.

Ma una sorpresa forse maggiore coinvolgerà coloro che a questi scrittori sono molto affezionati. L’analisi di Ferroni sugli ultimi fenomeni letterari è spietata: della “Solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano, vincitore del premio Strega 2008, Ferroni parla di un’ostentazione (letteraria e di marketing) di una “educata borghesia progressista” che unita alla “bella presenza del giovane dottorando” (il tutto “condito e cucinato entro una famosa scuola di scrittura”) non poteva non garantire il successo editoriale di un libro che, secondo il critico, rappresenta soltanto un “Va’ dove ti porta il cuore” in versione laica e torinese.

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New italian realism: dal 23 gennaio in libreria Tirature 2010, l'annuario di letteratura italiana curato da Vittorio Spinazzola

pubblicato da Andrea Coccia

New italian realism: dal 23 gennaio in libreria Tirature 2010, l'annuario di letteratura italiana curato da Vittorio Spinazzola
Come ogni anno, da ormai diversi lustri, appena superate le idi di gennaio iniziano a trapelare le prime informazioni su una delle uscite più attese dell’anno accademico e letterario italiano, sto parlando della pubblicazione dell’annuario di letteratura italiana Tirature, edito dalla casa editrice milanese, Il Saggiatore e curato da Vittorio Spinazzola, professore emerito dell’Università degli studi di Milano e grande sostenitore dell’apertura del canone letterario ai generi da sempre considerati minori e, per questo, relegati ai confini della letterarietà.

A quanto pare dalle prime indiscrezioni, che leggo oggi su Repubblica, Tirature 2010 avrà come titolo New italian realism, in netta opposizione dunque con il fenomeno della New italian epic, generato attorno ai ragionamenti del collettivo letterario Wu Ming nel 2008 e tuttora in atto. Ovviamente, però, prima di valutare i toni e le ragioni della “polemica”, aspetto di avere tra le mani il nuovo numero di Tirature, che sarà distribuito nelle librerie italiane a partire dal 23 gennaio.

Per quanto mi riguarda, in ogni caso, l’attesa è ricca di aspettative e curiosità, curiosità alimentate, da una parte, dal fatto che Spinazzola, e ancor di più la gran parte dei suoi collaboratori, sono stati (e alcuni lo sono tuttora, miei professori), dall’altra perché in un eventuale dibattito tra New italian epic e New italian realism io godrei dello smisurato vantaggio di osservare la battaglia dall’esterno, convinto come sono che sia il contenuto, più delle etichette, ad essere la questione importante.

In ogni caso, tra la nuova epica di Giuseppe Genna o dei Wu Ming, e il nuovo realismo di un Niccolò Ammaniti o di una Melania G. Mazzucco, a detenere la palma del migliore, dal mio punto di vista, saranno sempre le ossessioni e le immaginazioni fantastiche di un Michele Mari. Perché in fondo non c’è niente di più vero, in letteratura, di una menzogna.

Via | Repubblica

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Annunciato per fine mese il nuovo romanzo dei Wu Ming, Noi saremo legione

pubblicato da Andrea Coccia

noi saremo legione wu ming Dopo aver smosso, e non poco, il panorama letterario italiano con il loro saggio-pamphlet sulla New Italian Epic, il collettivo di scrittori più famoso d’Italia, i Wu Ming, tornano in libreria con un nuovo romanzo, edito come sempre da Einaudi nella collana Stile Libero e dal titolo “Noi saremo legione” che proprio dalla poetica NIE prende le mosse.

Stando alle anticipazioni il romanzo (sempre non si tratti di un pesce d’aprile) non è ascrivibile in modo certo e netto ad un genere particolare, ma d’altra parte ormai a queste cose ci siamo abituati, in ogni caso la melodia predominante sembra essere il tetro rintoccare dell’horror, genere che in Italia può contare su un grande numero di appassionati, ma su uno non folto numero di buoni autori.

Parte quindi il conto alla rovescia, sia per gli appassionati che per i critici, gli uni per iniziare a godere dei viaggi narrativi Wuminghiani, gli altri per iniziare a sezionare il libro in ogni sua parte e per cominciare una bella litigata. Perché se una cosa si capisce di questo libro è che dovrà passare dalle forche caudine alla sua uscita: da una parte i critici entusiasti (da Giuliano Genna a Loredana Lipperini), dall’altra quelli con il coltello tra i denti, (da Fabrizio Rondolino a Filippo La Porta), mentre noi, comuni lettori ignorati dall’una e dall’altra parte, nel frattempo, ne aspettiamo frementi l’uscita.

Wu Ming
Noi Saremo Legione
Einaudi Stile Libero
euro 16,50

Via | Malpertius

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New Italian Epic: Wu Ming 1 risponde alle critiche

pubblicato da Andrea Coccia

New Italian Epic Il saggio firmato Wu Ming sulla New Italian Epic, per alcuni ormai NIE, recentemente pubblicato da Einaudi dopo quasi un anno di gestazione tra interventi su internet, conferenze e dibattiti, ha innescato una reazione a catena di polemiche e duri attacchi tra il sarcastico e lo schifato. Proprio in reazione a questi attacchi, arrivati soprattutto dalla stampa, Wu Ming 1, il principale promotore e “ideologo” del gruppo, ha pubblicato su Carmilla la prima parte di quello che si può tranquillamente definire un contrattacco.

Il titolo del pezzo, articolato in 9 punti, è “NEW ITALIAN EPIC: REAZIONI DE PANZA - 1a parte” si scaglia soprattutto su 4 interventi pubblicati sui giornali nelle ultime due settimane da Riccardo Chiaberge (Domenicale del Sole24ore), Filippo La Porta (CorSera), Emanuele Trevi (Alias) e Fabrizio Rondolino (La Stampa), accusando i rispettivi autori di “reazioni tra lo stizzito, il sussiegoso e il goliardico” e proponendo uno schema tripartito delle reazioni più comuni:

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Pubblicato il manifesto della New Italian Epic

pubblicato da Andrea Coccia

nieQuasi un anno fa aveva suscitato enorme scalpore nello stantio mondo della letteratura italiana contemporanea la pubblicazione su internet dell’intervento intitolato “New Italian Epic”, firmata Wu Ming 1, alias Roberto Bui, uno dei componenti del collettivo bolognese di scrittori Wu Ming. D’improvviso sembrò rinato, quasi per miracolo, un dibattito, un vero e proprio scontro di opinioni, un vero miracolo per il panorama intellettuale italiano, solitamente immobile come una salma.

Il saggio di Wu Ming 1, in sostanza, propone una nuova categoria che sigilli nell’ammiccante etichetta “New Italian Epic” l’esperienza, multiforme e variegata, di alcuni scrittori italiani protagonisti degli ultimi vent’anni, tra i quali spiccano i nomi di Saviano, De Cataldo, Lucarelli, Evangelisti, fino ai Wu Ming stessi. La presunta linea rossa che congiunge questo universo di scrittori, apparentemente non proprio affini, è rappresentata dal materiale storico che ne forma il punto di partenza narrativo e da un approccio che non disdegna i tratti del giornalismo, della non-fiction alla Saviano per intenderci.

Ora, dunque, a quasi un anno di distanza appunto, quel materiale incandescente, quel “manifesto” che tante reazioni, entusiaste o estremamente ostili aveva suscitato, è stato pubblicato nella collana stile libero di Einaudi. Forse finalmente vedremo chi aveva ragione, se i sostenitori di questa nuova tendenza della letteratura italiana contemporanea o se i suoi detrattori, convinti che in fondo tutto ciò sia solamente una gran trovata pubblicitaria…

Wu Ming
New Italian Epic
Einaudi Stile Libero
euro 14,50

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