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Tutti gli articoli con tag neri pozza

L'ultimo inverno, di Paul Harding

pubblicato da sara

paul hardingMentre moriva, George Crosby ricordò molte cose, ma in un ordine che non riusciva a controllare. Rivedere la sua vita e stilarne l’inventario, come immaginava che chiunque facesse nei suoi ultimi giorni, voleva dire trovarsi di fronte una massa in continuo movimento, le tessere di un mosaico che ruotava e si riconfigurava di continuo in fasce di colore sempre riconoscibili, elementi familiari, unità molecolari, correnti intime ma al contempo svincolate dalla sua volontà, pronte a mostrargli un’identità differente ogni volta che tentava di mettere un punto fermo

Un libro scritto meravigliosamente, vincitore – a sorpresa – del Pulitzer 2010, questo “L’ultimo inverno” di Paul Harding. Il libro, mi fa piacere sottolinearlo, era stato pubblicato da una piccola casa editrice indipendente, in America, nel 2009, ed è una saga familiare ripercorsa a ritroso come in una sorta di febbre della memoria che nelle parole dei protagonisti confonde i contorni delle esperienze del passato.

La narrazione di George, oppresso dai ricordi sul suo letto di morte, è in realtà un coro di voci che diventa man mano che scorrono i capitoli, un unico canto. Cosa si prova infatti nel proprio letto di morte, 48 ore prima della fine, quando la tua vita si confonde con quella di tuo padre, che ti ha raccontato la sua, e quando un attimo prima fissi il divano accanto al letto, e un secondo dopo corri nei campi, col tuo corpo bambino appena decenne?

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Letto in vacanza: Un giorno, di David Nicholls

pubblicato da lara

E’ un romanzo, questo, che lascia uno strascico, uno stato d’animo difficile da cancellare. Di solito, chiuso un libro, si passa a pensare ad altro, tornano le preoccupazioni, i pensieri di sempre. Un giorno, invece, apre uno spazio mentale ampio in cui si è portati a indugiare sulle solite domande esistenziali. Solite ma che martellano il cervello dell’essere umano da quando si è reso conto di averne uno: esiste il destino? come si riconosce l’amore? quando suonerà la mia ora?

Ci si affeziona davvero a Dex ed Em, ai loro gesti, alle loro battute, alle loro vite che si rincorrono. L’occhio del narratore si apre ogni 15 luglio per circa vent’anni per raccontare squarci di quotidianità e aggiornare il lettore sui nuovi tasselli che di volta in volta si aggiungono al puzzle. I momenti di gloria e quelli di delusione, le strade sbagliate, gli amori di ripiego e, accanto a tutto ciò, il continuo cercarsi per non perdersi, l’idea costante dell’altro/a.

Cosa penserebbe Em di questo?“, “Cosa farebbe Dex al mio posto?” sono le domande che si pongono quando si ritrovano lontani, perché non sono riusciti a restare vicini, per circostanze e per assecondare il flusso della vita che in quel momento scorreva in direzioni diverse per l’uno e per l’altra. Sullo sfondo si scorgono mode, città, romanzi e canzoni che hanno caratterizzato il passato recente. E il ventunesimo secolo li troverà ancora insieme per chiudere quel cerchio aperto molto tempo prima.

Un giorno
David Nicholls
Neri Pozza Bloom, 2010
pp. 487, € 18,00

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Premio Strega: autori autocandidati ed editori in protesta

pubblicato da sara

francesco recami In attesa che mercoledì vengano presentate le candidature ufficiali al premio Strega, con i dodici autori selezionati per questa 64esima edizione, qualche ‘chicca’ dal premio letterario più famoso d’Italia.

L’autrice Rosa Matteucci si presenta da sola con ‘Tutta mio padre’, in disaccordo con la Bompiani, che invece appoggerà la candidatura di ‘Acciaio’ di Silvia Avallone, in accordo con il gruppo editoriale di cui fa parte (RCS). Il libro della Matteucci ha due fan eccellenti: Antonio Tabucchi e Piero Gelli.

L’editore romano Fanucci punterà su un libro per ragazzi: i ‘Bambini nel bosco’ di Beatrice Masini, presentato da Roberto Barbolini e Romano Montroni, mentre Neri Pozza non parteciperà al premio per protesta.

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Piccole librerie: se il best seller si crea col passaparola

pubblicato da sara

“Gli occhi dell’eterno fratello” e “Mendel dei libri” di Stefan Zweig. Oppure “Notte inquieta” di Albrecht Goes. “La vita davanti a sé “di Romain Gary (Neri Pozza) e “La stanza degli ufficiali” di Marc Dugain (Vertigo). Sono solo alcuni dei titoli, lontani dalle top ten di libri più venduti in Italia, che i librari dell’Associazione dei librai di Milano stanno ‘lanciando’ ai loro lettori dalle loro ‘piccole librerie’.

Secondo l’articolo infatti, i piccoli librai rivendicano anche la loro capacità nascosta di creare ‘il best seller’. Attraverso il ‘passaparola’, ovvero i loro consigli ai lettori ‘forti’ che frequentano la libreria, che a loro volta ne parlano bene alle loro reti di amici. Anche Harry Potter, Khaled Hosseini e Stieg Larsson sono stati best seller nelle piccole librerie, prima di diventare ‘fenomeni’, dicono.

E così accade anche che un titolo di Giunti, che l’editore stava mandando al macero - ‘Notte inquieta’, appunto - venga acquistato da una libreria, che ha convinto poi un altro editore, Marcos y Marcos a ripubblicarlo. E il decollo sta avvenendo, assicurano. Insomma, un’altra ventata di ottimismo dopo le parole del libraio di Catanzaro: una ‘formula’ di sopravvivenza delle piccole librerie c’è.

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Mare di papaveri - Amitav Ghosh

pubblicato da Monica Cruciani alias AyeshaKru

Il “Mare di papaveri” di Amitav Ghosh è uscito da qualche mese, ma è un’opera che ha molto colpito il mio immaginario e volevo segnalarlo lo stesso. Si tratta di un libro che unisce avventura e romanzo storico e che narra appassionatamente le vicende di un gruppo di persone così eterogeneo da rappresentare perfettamente l’orgine multirazziale e multiculturale di quello sterminato paese che è l’India. L’ambientazione, un certo tipo di riferimenti, i personaggi, le avventure - ci troviamo ai tempi della dominazione inglese - ricordano un po’ Kipling, ovviamente con le dovute differenze. C’è chi lo ritiene “un romanzo degno di figurare tra i capolavori della letteratura”. “Figlio” di quello che è considerato uno dei grandi scrittori della letteratura indiana.

Cuore di questa epica saga, l’Ibis, un veliero che, negli anni Quaranta del XIX secolo, solca le acque tumultuose dell’Oceano Indiano per combattere la Guerra dell’Oppio. Conflitto che sancì la definitiva espansione dell’impero britannico nei mercati d’oltremare e che fu scatenato dalla Compagnia delle Indie Orientali per motivi commerciali.

Nel suo avventuroso viaggio, l’Ibis reca a bordo un’umanità davvero straordinaria: marinai, clandestini, braccianti, galeotti, un raja in rovina, una vedova sfuggita alle dure costrizioni del suo clan, uno schiavo americano liberato, un’orfana europea dallo spirito libero. A mano a mano che i legami con le origini si affievoliscono - e i contorni delle vite precedenti sbiadiscono - i passeggeri e i membri dell’equipaggio cominciano a considerare se stessi “fratelli di navigazione” (Ibs), uniti da una comunanza che oltrepassa continenti, razze e generazioni.

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Nei campi azzurri - Claire Keegan

pubblicato da Monica Cruciani alias AyeshaKru

E’ in libreria da gennaio “Nei campi azzurri”, attesa raccolta di racconti dell’irlandese Claire Keegan.

La sua prima raccolta - “Antarctica” - aveva suscitato un grandissimo apprezzamento da parte della critica inglese ed americana. Con “Nei campi azzurri” Claire Keegan si afferma definitvamente come uno dei grandi talenti letterari del panorama internazionale. Di lei s’è detto che è “già stata toccata dalla grandezza”; la Keegan, infatti, si segnala per la grande forza evocativa, il rigore dello stile e la «straordinaria capacità di penetrare nelle vulnerabili e misteriose profondità dell’animo umano», (Irish Times).

«Claire Keegan va oltre la superficie tranquilla della vita, alla ricerca degli effetti duraturi dell’amore, della perdita e del desiderio…», (Metro) e ha composto «una delle più eccezionali raccolte di racconti pubblicate negli ultimi anni da un’autrice irlandese. Claire Keegan scrive con impareggiabile grazia e le sue storie sono davvero indimenticabili», (Joseph O’Connor); «con la sua scrittura elegante e sincera, fatta di frasi accurate e cariche di significato, senza mai essere forzate, la Keegan mostra come sia possibile trovare una sonora bellezza nella quotidianità, e quale consolazione miracolosa vi sia nel descrivere un mondo che appare a volte così drammaticamente privo di senso», (nonsolocinema.com).

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Una ragazza comune - John Burnham Schwartz

pubblicato da Monica Cruciani alias AyeshaKru

una_ragazza_comune_Burnham_Schwartz_ E’ da poco in libreria “Una ragazza comune” di John Burnham Schwartz, già autore di “Claire Marvel”, “Bicycle Days” e “Reservation Road”, romanzo, quest’ultimo, da cui è stato tratto l’omonimo film con Joaquin Phoenix, Mark Ruffalo e Jennifer Connelly.

Liberamente ispirato alle vicende reali - e, francamente, angoscianti - di Masako, la principessa triste, attuale consorte dell’erede al trono, e dell’imperatrice Michiko, “Una ragazza comune” narra la storia di Haruko, prima donna non aristocratica ad entrare nella misteriosa e longeva corte giapponese, dove, sul finire degli anni Cinquanta, viene accolta con distacco e diffidenza dall’imperatrice e sorvegliata quotidianamente dalla servitù.

L’opera è anche un commovente racconto del rapporto tra due donne che si ritrovano a vivere lo stesso destino fatto di pubblica ribalta e profonda solitudine interiore. Ma è anche un impeccabile ritratto del Giappone uscito «dalla seconda guerra mondiale totalmente distrutto, ma con il cuore imperiale protetto da un fossato invalicabile» (USA Today). «Un romanzo delicato, commovente» che «evoca magnificamente i segreti e le cerimonie del palazzo imperiale giapponese» (New York Times Book Review); un romanzo che «verrà inevitabilmente accostato a “Memorie di una geisha”, ma, va detto, è molto più pieno di grazia e delicatezza » (The Wall Street Journal).

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Passione copertine: le vostre preferite

pubblicato da sara

squaliLa copertina può fare, da sola, la fortuna di un libro? Se lo chiede Corrado Bosi, che da anni realizza la grafica per i libri di Neri Pozza, e di cui è curioso leggere una intervista che trovate qui.

D’altronde esiste, ne avevamo parlato, anche il ‘Premio copertine’ e una analoga iniziativa è proposta anche da Leggere:Tutti, come anche Guido Scarabottolo, che cura i disegni scelti per le copertine Guanda, ha dedicato una mostra alle sue creazioni per la casa editrice.

Lo spunto è automatico: quali sono le copertine più brutte/belle nella vostra personale classifica libresca? Fra le più recenti, di sicuro siamo stati ossessionati dagli occhioni della ragazza fra le foglie della ‘Solitudine dei numeri primi’ di Paolo Giordano (Piemme). Ma ci sono anche gli squali che nuotano fra palazzi d’epoca sommersi dall’acqua nell’Equilibrio degli squali’ di Caterina Bonvicini (Garzanti) che rientra appunto al primo posto della mia personale classifica libresca.

Caterina Bonvicini
L’equilibrio degli squali
Garzanti
euro 18

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Hannah Arendt, fra amore e solitudine

pubblicato da sara

La mente che si interrogò sulla “banalità del male”, riflette non meno seriamente su un argomento altrettanto difficile: l’amore. Nei suoi diari, ventinove taccuini scritti a mano, la politologa tedesca Hannah Arendt (1906-1975) si meraviglia della forza distruttiva delle passioni umane, definendo appunto l’amore “una potenza e non un sentimento” che “s’impadronisce del cuore ma non nasce dal cuore”, perché è una “potenza dell’universo, nella misura in cui l’universo è vivo”.

Ma ci sono anche tante riflessioni personali nei suoi diari, 700 pagine in libreria dal 21 settembre per l’editore Neri Pozza, e di cui Repubblica domenica ha pubblicato ampi stralci in anteprima.

“Ogni solitudine portata con coerenza sino alla fine – scrive ad esempio - sfocia in disperazione e abbandono, semplicemente perché non è possibile gettarsi al collo di se stessi”.

Tanti ovviamente i riferimenti espliciti al filosofo Martin Heidegger, di cui fu allieva e in seguito amante, e soprattutto tante poesie dedicate a questo legame tormentato e a volte dolcissimo (“la dolcezza è/ all’interno delle nostre mani/ quando la superficie si/accomoda alla forma estranea. La dolcezza è/ nella volta celeste notturna/quando la lontananza si concede alla terra”). Tutto per arrivare alla durissima conclusione: “Il cuore è un organo curioso: soltanto quando è spezzato, batte al proprio ritmo: se non si spezza, si pietrifica”.

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