Scusi, dottore…? La domanda nasce spontanea quando si ha davanti “il medico di famiglia” più famoso del tubo catodico: Gentile, Affabile, Rigoroso, Garbato, Istrionico, Unico, Laborioso, Ordinato. Per parlare di Carlo Gargiulo, medico che da anni collabora col programma Elisir su Raitre senza smettere la sua attività nel quotidiano, prendo a prestito le lettere che compongono il suo cognome, in questi giorni a campeggiare sul libro “Influenza A niente paura”, novità Mondadori in libreria in questi giorni. E già il sottotitolo svela che dentro troveremo “tutto quello che devi sapere”, eppure noi di Booksblog abbiamo preferito chiederne di più, direttamente a lui.
Cosa spaventa dell’influenza A?
La rapidità con cui si diffonde e la possibilità che un virus che ha fatto un salto di specie (maiale-uomo) possa ulteriormente mutare e diventare aggressivo come il virus della SARS, apparentemente sparita. Ilvirus influenzale A(H1/N1) è nato dalla combinazione di otto geni provenienti da tre specie virali diverse: quella suina, quella aviaria e quella umana.
Gran parte del popolo italico l’ha praticamente avuta ma non lo dichiara per pudore… non crede?
Non credo che il gran numero di malattie da raffreddamento che hanno colpito gli italiani siano da addebitarsi alla pandemia. Non bisogna infatti dimenticare che il cosiddetto “picco pandemico” ha coinciso con giorni di brusco abbassamento della temperatura che ha facilitato tutte le forme da raffreddamento (solo i virus del raffreddore sono oltre 300…).
Se muta il virus, il vaccino è ugualmente efficace?
Le notizie che abbiamo al momento confermano l’efficacia del vaccino anche sui ceppi mutati, tuttavia se la mutazione interessa le parti virali che hanno caratteristiche antigeniche, cioè quelle che stimolano il sistema immunitario a produrre anticorpi, il vaccino potrebbe perdere la sua efficacia. Per questo è opportuno vaccinare il maggior numero di soggetti nel minore tempo possibile.
Continua a leggere: Influenza A niente paura: intervistiamo Carlo Gargiulo
Anche questa estate, l’enigmistica si prende i suoi tempi e le sue rivincite, nero su bianco. Merito di Stefano Bartezzaghi, grande esperto di gioco intellettuale, classe ‘62, che tutti i giorni si confronta con i lettori nella versione on-line della sua rubrica settimanale di Repubblica “Lessico e nuvole”; di lui la Mondadori ha appena sfornato “Il libro dei giochi per le vacanze”, un “diletto perfetto” come anticipa un refuso in copertina, storpiando il titolo di un celebre libro della Christie, con il preciso obiettivo (raggiunto) di invitarvi a prender carta e penna per risolvere i 160 indovinelli, parole crociate altri giochi di parole italiane che farciscono il volume.
Ma se Stefano parlasse di Bartezzaghi, cosa direbbe del più grande enigmista made in Italy?
Non sono sicuro di aver capito la domanda. Se si riferisce a mio padre, Piero, che sicuramente è stato fra i grandissimi dell’enigmistica, direi che era una persona molto seria e molto divertente e che era nato per fare cruciverba ed enigmistica in genere. Alcuni suoi giochi sono letteralmente incredibili: e alla sua epoca, niente computer e niente motori di ricerca, tutta memoria personale. Se invece la domanda è riferita a me, allora posso assicurare di non essere affatto un grandissimo enigmista. Mi sono trovato, per diverse vicende e fortune personali, a un incrocio in cui era possibile fare passare un po’ di enigmistica in luoghi (giornali e libri) in cui non se n’era mai vista molta, e per mettere i giochi dell’enigmistica vicino alle altre forme di cultura nazionali.
Le vie del signore, nell’enigmistica sono finite?
Sì, perché l’enigmistica è combinatoria e quindi ogni soluzione è sicuramente una combinazione delle ventisei lettere dell’alfabeto. A rendere tutto aleatorio c’è la possibilità di un errore dell’autore, o di chi pubblica il gioco: ma se non ci sono errori allora il solutore può sempre arrivare alla soluzione.
Continua a leggere: In vacanza con l'enigmistica di Stefano Bartezzaghi: intervista
Valeria Marini come Britney Spears e Katie Holmes, tre divi che praticano la Tisanoreica, un metodo vecchio quanto il mondo (ha 500 anni), messo a punto da Gianluca Mech che messo mano alla penna per raccogliere i suoi benefici, da leggere in un libro edito Mondadori. L’obiettivo dei suoi lettori-estimatori è quello di perdere peso e rimanere in forma in maniera semplice, efficace e sopratutto sana. Usando erbe ed estratti naturali che, in poco più di un mese, fanno andare a sinistra l’ago della bilancia, arrivando a farvi perdere fino a 8 chili, senza stress e senza nessuna controindicazione.
Tutto ruota attorno alla regola “base” della Decottopia, un antico procedimento che la sua famiglia ha inventato (nel XVI secolo) in Piemonte che, contrariamente a quanto verrebbe da pensare, indica una terapia attraverso l’uso di dieci piante. Il dimagrimento invece si fonda sull’attivazione della chetogenesi, integrata dall’assunzione di speciali pietanze che tutelano la massa muscolare: “La chetogenesi – spiega Gianluca Mech – prevede la sospensione temporanea dell’assunzione di ogni tipo di carboidrato, mantenendo invece tutti gli altri macronutrienti. La particolarità della dieta Tisanoreica pertanto è quello di essere normoproteica”.
Intanto Mech è in giro per l’Italia a presentare il suo libro che, solo in agosto, vedrà in ben 6 delle 8 tappe anche le selezioni del concorso di Miss e Mister Salute Tisanoreica 2009. Una gara tra cultori del corpo che ha il preciso obiettivo di sensibilizzare gli ospiti nei confronti della Malattia dei Bambini Farfalla, con lo scopo di raccogliere fondi per il centro di Medicina Rigenerativa di Modena, diretto dal prof. Michele De Luca, dove si realizza la ricerca più avanzata al mondo verso la terapia. Dal guru delle diete, un bestseller da non perdere.
Gianluca Mech
La tisanoreica e il suo cuore verde la Decottopia
Mondadori editore
Pag. 135
Prezzo: € 12,00