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Tutti gli articoli con tag minimum fax

#DFW50, ovvero in memoria di un grande scrittore morto troppo presto

pubblicato da Andrea Coccia

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Se David Foster Wallace, la sera del 12 settembre del 2008, non si fosse fatto trovare nella posa dell’impiccato dalla moglie Karen Green, oggi avrebbe compiuto 50 anni. Chi era David Foster Wallace? Per qualcuno era un genio assoluto, uno dei più influenti scrittori della sua generazione, una stella letteraria di prima grandezza che si è consumata troppo presto. Per altri era l’oggetto di una grossa operazione di sopravvalutazione, uno scrittore saccente e spocchioso.

La mia opinione personale è che David Foster Wallace fosse prima di tutto un uomo di statura intellettuale gigantesca, capace di formulare alcune delle migliori intuizioni che abbia mai letto su questa nostra decadente società dello spettacolo. Spesso queste intuizioni riusciva a mescolarle con la giusta dose di sarcasmo e di amaro umorismo, aggiungendovi una lingua scoppiettante e trame pazzesche, creando momenti di altissima letteratura.

L’unica malattia di cui ho l’impressione soffrisse la prosa di David Foster Wallace era una sorta di incontinenza, ovvero una scarsa capacità di autocontrollo, di contenimento delle trame della propria scrittura, un’incontinenza che in qualche caso può arrivare a spingere il lettore a fare a pugni con il libro che sta leggendo - a me è successo con Infinite Jest, per esempio, libro mai finito, ma anche in alcuni punti de La scopa del sistema.

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Fare i libri, dieci anni di grafica in casa editrice, a cura di Riccardo Falcinelli

pubblicato da Andrea Coccia

minimum fax, Fare i libri, dieci anni di grafica in casa editrice, a cura di Riccardo Falcinelli, libri per natale Probabilmente la maggior parte dei lettori, alla domanda diretta su quanto sia importante nelle scelte di lettura l’aspetto grafico dei libri, dapprima esiterebbe. Poi, probabilmente, per non fare la figura di chi giudica le cose dall’aspetto e non dalla sostanza, si dichiarerebbe poco influenzato dalla grafica editoriale al momento dell’acquisto.

Ma se per un verso il lettore avrebbe indubbiamente ragione - che effettivamente un libro non si giudica soltanto dalla copertina, come un monaco dall’abito che porta - per tutta una serie di motivazioni topperebbe completamente, condannando una parte decisiva del processo di creazione editoriale all’invisibilità, o peggio, all’inutilità.

È proprio per questo, per capire le esatte dimensioni di questo sbaglio, che ogni lettore - ne sono convinto - dovrebbe almeno sfogliare questo grandioso libro edito da minimum fax e intitolato Fare i libri, dieci anni di grafica in casa editrice. Si tratta di un libro quasi prettamente (foto)grafico, splendidamente curato nei dettagli che porta letteralmente il lettore nel retrobottega di una delle case editrici più interessanti e importanti culturalmente dei nostri anni.

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Legge Bavaglio: gli editori italiani lanciano un appello alla Fiera di Francoforte

pubblicato da Andrea Coccia

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A Francoforte tra un paio di giorni comincia la superclassica dell’editoria europea, la Frankfurt Buchmesse, la più grande fiera dell’editoria del continente. Nato come luogo e momento per parlare di libri, per fare affari e compravendite, per stringere contratti di collaborazione e di traduzione, la Fiera di Francoforte potrebbe diventare, per gli editori italiani, un’occasione per parlare di politica e per organizzarsi.

Un anno e mezzo fa, a maggio del 2010, fu il Salone del Libro di Torino a servire da catalizzatore per un appello a difesa della libera informazione promosso da più di 200 editori nazionali. Ora, proprio durante la settimana calda in cui il parlamento italiano è chiamato a votare la cosiddetta Legge Bavaglio, alcuni degli editori italiani presenti alla Buchmesse - Laterza, Minimum Fax e Mauri Spagnol in primis - hanno annunciato la loro volontà di promuovere un appello a favore della libertà di informazione nel nostro paese.

A partire dalla proposta di inserire la detenzione tra le pene applicabili ai giornalisti che diffondono intercettazioni non autorizzate, fino all’obbligo di rettifica online per le testate registrate - i blog personali sono stati, fortunatamente, esclusi - il decreto legge sulle intercettazioni pone moltissime limitazioni alla libertà dei giornalisti in questo paese.

La speranza che il parlamento si opponga a questa legge c’è. Non ci resta che sperare che la presa di posizione degli editori italiani, che si aggiunge alle mobilitazioni dei giornalisti, dei blogger, della galassia Wikipedia e di molti altri, possa contribuire a fermarne l’iter.

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Anticipazioni. Faletti, Grillo, Battisti e l'inflazione-Camilleri

pubblicato da sara

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Sarà dedicato guarda caso proprio a una storia di scandali nel mondo del calcio-scommesse il prossimo annunciato best seller di Giorgio Faletti, che pubblicherà con Einaudi il suo settimo libro. L’editore ha pregato lui e altri autori della sua scuderia di non superare le 120 pagine, ha dichiarato. Mistero sul nome e su ulteriori particolari della trama.

Uscirà presto per Chiarelettere anche un libro a firma Beppe Grillo. Il testo, scritto a quattro mani con Gianroberto Casaleggio, avrà per tema la comunicazione politica del terzo millennio. Racconti a tre per De Cataldo, Lucarelli e Camilleri, che si dedicheranno, in una raccolta in uscita per Einaudi, a un trittico di storie sulla figura del magistrato, nell’omonima antologia Giudici (io avrei incluso nel terzetto anche Carofiglio, ma tant’è).

A me personalmente rimane la domanda: questa “inflazione” di Camilleri che pubblica con diversi editori (vedi l’exploit di vendite, subito rientrato, con minimum fax, e una recente pubblicazione con Infinito) non rischia di fare vendere di meno i suoi best seller montalbanesi?

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Approda anche in Italia la storica rivista letteraria Granta

pubblicato da sara

Granta Esce anche in Italia (edita da Rizzoli) Granta, storica rivista letteraria ideata in Inghilterra nel 1889 (la distribuivano gli studenti di Cambridge in fogli volanti ai passanti) che alla fine degli anni ‘70 ha visto l’inizio di una nuova ascesa, portando all’attenzione del grande pubblico i racconti di eclatanti esordienti come Bukowski o Carver (precedentemente aveva “lanciato” la splendida esordiente Sylvia Plath).

La pubblicazione italiana (il primo numero è uscito questo mese, il secondo è atteso per settembre) arriva dopo quella spagnola (2004) e portoghese (2007) e mi sembra un ottimo segnale di fiducia nei lettori italiani. L’impostazione della rivista è quella di raccogliere contributi narrrativi, saggistici, poetici, dei più grandi scrittori internazionali chiamati a scrivere su un determinato tema.

Per il primo numero italiano è stato scelto il lavoro, a cui si sono ispirati fra gli altri Michela Murgia, Giorgio Vasta, Francesco Piccolo ma anche Colum McCann, e Doris Lessing (i cui contributi sono anche pubblicati on line, come nel caso di Murgia). Detto per inciso, fa piacere citare nomi di scrittori italiani mediamente giovani che già si sono fatti apprezzare (penso all’ottimo Vasta della scuderia minimum fax, ad esempio): segno dell’emergere di una “nuova generazione” di ex esordienti italiani che sta riuscendo a consolidare - nella maggior parte dei casi meritatamente - il proprio nome?

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Grafica in copertina: la più bella d'Europa è quella di Isbn edizioni

pubblicato da sara

isbnLe edizioni Isbn conquistano un riconoscimento importante per la grafica: si sono aggiudicate infatti l’European Design Award 2011 e scorrendo la photogallery qui sotto è difficile non pensare che si tratti di un riconoscimento meritato. Sono nate, per chi ricorda i loro esordi, già con una grafica “eclatante”: total white e il codice isbn, appunto.

Poi, è arrivato il colore, le foto come su una testata giornalistica (Skippy muore), i disegni (Io sono febbraio) e insomma la nuova grafica degli Special books (sezione di narrativa straniera).

A prescindere da Isbn - i cui libri a me piacciono molto sia per grafica che per contenuti - quali sono le case editrici con la grafica più bella, secondo voi? Escludendo le grandi, e per mio puro gusto personale, trovo molto belle (anche per la carta-cartone morbida, dai colori pastello, che “simula” un libro di altri tempi), edizioni come quelle di Le Nubi o Mattioli 1885.

Poi mi piacciono le “chicche” del Melangolo, ma anche piano b edizioni e Moby Dick (io sono il tipo “Adelphi” - e non nella versione economica - per capirci). Se proprio invece devo pensare alle mie preferite fra le “grandi” direi sicuramente minimum fax e Guanda. E voi?



Mattioli 1885Isbnminimum faxLe Nubi

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I più bei libri del 2010: i consigli degli scrittori sul Guardian

pubblicato da sara

guardianFarsi consigliare un romanzo d’avanguardia da Dave Eggers, una storia divertente da Nick Laird o un libro commovente da Antonia S. Byatt. E poi, sapere cosa è piaciuto leggere, quest’anno, a Roddy Doyle o Hanif Kureishi. Curiosi? Allora date un’occhiata all’articolo in cui il Guardian riporta i ‘consigli di lettura’ degli scrittori più famosi del mondo, per questo 2010. Lo trovate qui.

Ad esempio scopro che a Dave Eggers è piaciuto The Book of Night Women (Oneworld Publications) di Marlon James, ambientato nella Jamaica del XVIII secolo, o che la scrittrice A.L.Kennedy (leggete i suoi racconti pubblicati da minimum fax, se non l’avete ancora fatto) consiglia la prosa barocca di Derren Brown in Confessions of a Conjuror (Channel 4).

Roddy Doyle molto sportivamente segnala l’ultima fatica del collega irlandese Joseph O’Connor, mentre Hanif Kureishi va su due trattati sulla droga: Manufacturing Depression (Bloomsbury) di Gary Greenberg e High Society: Mind-Altering Drugs in History and Culture (Thames & Hudson) di Mike Jay.

Ovviamente comprerò senza dubbio True Friendship (Yale) di C. Ricks, perchè lo consiglia il mio adorato Nick Laird, e What to Look for in Winter (Jonathan Cape) perchè è il preferito dell’anno di David Nicholls, “un libro onesto, triste e saggio”.

Via | Guardian

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L'errore di Glover, di Nick Laird

pubblicato da Giammarco Raponi

L’ultima volta che David ha parlato con Ruth è stato un bel po’ di tempo fa. È successo all’università; lei era la sua insegnante; David si era messo in testa di essere un artista, ma aveva scoperto di non esserlo e voleva dire a Ruth che avrebbe cambiato corso. Lo fece, e ognuno andò per la sua strada.

Adesso David ha trentacinque anni, qualche capello in meno e alcuni chili di troppo, condivide il suo appartamento con un certo James Glover - molto più in forma di David -, e ora è lui a insegnare, mentre Ruth è diventata un’artista molto apprezzata da critici e galleristi. È a una sua mostra che David la rivede, per niente cambiata, o invecchiata; anzi, ancora più affascinante.

Quando cominciano a vedersi, David inizia a nutrire speranze e sentimenti, ma Ruth finisce per perdere la testa per Glover. David non condivide, naturalmente, e questo sentimento monta a tal punto da trasformarsi in un unico desiderio: far sì che questa storia tra James e Ruth non abbia seguito.

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Radiazione, di Stefano Jorio

pubblicato da Giammarco Raponi

rerere Radiazione, romanzo d’ersordio di Stefano Jorio, appena uscito per minimum fax, nell’attuale panorama della letteratura è un libro insolito perché riesce a combinare una trama, che allude al thriller con qualche tinta noir, a una buona qualità della scrittura.

La trama è semplice e complessa allo stesso tempo: il protagonista della storia è un trentenne che ha vinto il concorso a un ministero – senza raccomandazione, aggiungiamo, in un luogo dove la raccomandazione è quasi d’obbligo – e si ritrova a lavorare in uno strano ufficio situato in un sottoscala (di kafkiana memoria): il SOpA, che sta per servizio opere d’arte.

La sua vita potrebbe andare avanti con una certa tranquillità, se non fosse per l’inquietudine che si porta dietro, che nella storia, a mio modo di vedere, si traduce con un moderno vagabondaggio: è vero che ha un lavoro al ministero, ma è vero pure che lo stipendio è quello che è, e a Roma gli affitti sono quello che sono; può permettersi, insomma, solo di affittare stanze o, al limite, farsi ospitare su un divano.

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Passione copertine: un bel blog dedicato alla grafica editoriale

pubblicato da sara

marietti” Tascabili impreziositi da una copertina rigida dai bordi arrotondati, capace di veicolare la sensazione dell’effimera protezione del cartone grezzo”. Questa la descrizione delle copertine della mitica casa editrice Mattioli 1885, da parte di un ‘degustatore’ di grafica editoriale.

Leggete che bella anche questa descrizione della copertina di “La notte in cui morirono gli autobus” (e/o): “Il blu pastello dello sfondo richiama alla mente una notte di sogni e di giochi dove piovono autobus anni sessanta. Le vetture sembrano giocattoli eppure mantengono qualcosa di inquietante che il tratto pastello non conforta”.

Io, con la mia fissa per le copertine (in effetti l’elemento fondamentale per la buona vendita di un libro) mi ci sono appassionata.

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