Segnalo volentieri quello che si presenta come la prima storia sistemica della penetrazione della mafia a Milano. Si intitola Mafia a Milano - sessant’anni di affari e delitti, e si tratta di una inchiesta firmata dai colleghi Mario Portanova, Giampiero Rossi e Franco Stefanoni (Melampo ed.)
Il tema è di stretta attualità, visto lo scalpore delle dichiarazioni di Saviano in merito, tempo fa, e di altri studi sull’argomento (ne abbiamo parlato, vedi ad esempio Metastasi). Il valore aggiunto sta appunto proprio nella ricostruzione puntuale del fenomeno.
Coraggioso il Consiglio regionale lombardo, che ha deciso di ospitare la presentazione del testo, a cui, come hanno specificato gli autori, è stato dato un taglio storico “che vorrebbe restare, per tentare di capire cosa è successo in questo mezzo secolo”. “Della mafia lombarda - ha aggiunto Giulio Cavalli - bisognerebbe parlarne non solo a partire dalle scuole, ma alle fermate dei tram”.
Mario Portanova, Giampiero Rossi e Franco Stefanoni
Mafia a Milano, sessant’anni di affari e delitti
Melampo ed.
18.50 euro

Qualche anno fa, di sicuro molti di voi se lo ricordano, parva destinato a far successo un bizzarro modo di scambiarsi i libri, il bookcrossing, grazie al quale ognuno poteva seminare per il mondo i suoi libri confidando che qualcuno, prima o poi, li avrebbe trovati e, dopo averli letti, li avrebbe rimessi in circolo.
L’evento che è stato organizzato a Milano per domenica 6 marzo (dalle 17 alle 21 nel chiostro del Teatro Grassi) da “tre amanti appassionate delle buone storie e delle parole intelligenti”, vale a dire Arianna Chieli (giornalista e scrittrice), Gabriella Grasso (giornalista di Cosmopolitan) e Elena Torresani (Blogger), e si intitola, a differenza del suo famoso predecessore, Bookswap.
Il concetto è più o meno lo stesso, ma allo “scambiare i propri libri, condividere il piacere della lettura”, obiettivi alal base anche del bookcrossing, questa iniziativa aggiunge un terzo fattore, il fattore umano, vale a dire “l’aprirsi a nuovi incontri”, vale a dire il socializzare.
Con i tempi che corrono, insomma, non è più solo l’oggetto libro, messo in difficoltà dall’arrivo delle nuove tecnologie e dei nuovi formati digitali, ad avere bisogno di un sostegno, ma anche e, mi permetto di dire, soprattutto, la nostra vita sociale, messa in difficoltà dalla virtualità di network che la scimmiottano e che, a molti, sembrano aprire un mondo, mentre invece troppe volte, lo chiudono.
Via | Bookswap.it
“Intanto che dormivate di giorno e vi illudevate di vivere la notte, il mondo è cambiato e non ve ne siete accorti. Il ‘68, il ‘77, la lotta di classe, la lotta armata. Tutte cose senza senso, per voi. Peggio ancora, tutte cose sconosciute. Siete solo nebbia sottile, quel tratto di nulla fra il bene e il male”.
“Qualcuno a suo tempo ha “pesantemente decurtato la mia possibilità di essere. Quello che mi resta è la possibilità di avere”. E’ così che si presenta il protagonista di ‘Appunti di un venditore di donne’, l’ultimo romanzo di Giorgio Faletti, uno che “nella sua vita si è trovato sempre dalla parte sbagliata di una pistola o di un coltello”.
Lui, conosciuto da tutti semplicemente come ‘Bravo’, ci svela la sua verità fin dall’incipit: qualcuno lo ha evirato. Da quel momento, si è tenuto per sé il suo segreto, e ha deciso di rifugiarsi nell’anonimato che gli consente il suo soprannome.
Continua a leggere: Appunti di un venditore di donne, di Giorgio Faletti. La recensione
Milano sta attraversando un periodo di grande cambiamento, direi quasi di stravolgimento, del proprio tessuto urbanistico e ambientale, uno stravolgimento che, da qui al 2015, anno dell’attesissimo Expo, dovrebbe rendere la città meneghina una vera metropoli europea, con grattacieli, parchi e addirittura bacini idrici, almeno secondo i piani del Comune.
Probabilmente è proprio per questa ansia verso un futuro dal finale ancora completamente aperto che la nuova edizione di Officina Italia, la serie di incontri organizzata da ormai quattro anni alla Palazzina Liberty di Milano, si intitolerà Il mondo che verrà. Come al solito gli interventi previsti, che occuperanno le serate tra il 5 e il 7 maggio prossimo, sono di grande spessore.
Parteciperanno infatti, giusto per fare qualche nome, Vinicio Capossela, Mauro Covacich, Diego De Silva, Antonio Moresco, Gabriele Pedullà, Andrea Cortellessa e tanti altri, artisti, scrittori e critici che ragioneranno sui “valori emergenti in ambito letterario e sulla riscoperta della funzione critica come momento inalterabile della pratica intellettuale”, provando ad immaginare il mondo che verrà.
Via | Affaritaliani.it

Si terrà a Milano dal 4 al 6 giugno, negli spazi del Villaggio Barona, un progetto di riqualificazione cittadina che ha lanciato la sfida di restituire centralità e dignità a una zona che la società dei consumi ha da tempo marginalizzato e dimenticato, la seconda edizione di Scrivere sui margini, il festival delle Letterature e delle Società promosso da ASP ONLUS, un’associazione che da vent’anni in zona 6 lavora attivamente sui fronti dell’accoglienza e del sostegno delle fasce più deboli della società milanese, anziani, malati psichici, giovani e rifugiati.
La tre giorni sarà anticipata dalle prime due puntate di un workshop di scrittura creativa molto interessante, un laboratorio durante il quale lo scrittore Ferruccio Parazzoli analizzerà la teoria e la pratica del racconto, a partire dall’analisi delle strutture su cui si fonda l’arte del raccontare – personaggi, spazi, tempi e trame – fino all’indagine delle potenzialità espressive e delle sue prospettive per il futuro.
Per partecipare agli incontri, che si terranno in zona Barona il 12, il 19 maggio e il 5 giugno e che sono a numero chiuso, è necessario registrarsi compilando e inviando la prenotazione dal sito del festival. Per informazioni supplementari contattate l’organizzazione.
Via | Scrivere sui Margini
Grazie agli sforzi del centro culturale italo-romeno di Milano, supportato da vari enti, sia romeni che italiani – dalla Biblioteca nazionale di Bucarest all’Istituto di Ricerca Umanistica di Venezia – aprirà in via san Vincenzo, zona Sant’Ambrogio, la prima biblioteca interamente in lingua romena che avrà lo scopo di “conservare l’identità culturale e linguistica dei romeni residenti nella Regione Lombardia”.
Ma gli sforzi del centro culturale saranno mirati anche alla creazione di un “centro d’ informazione comunitaria e multi culturale” per “facilitare gli scambi interculturali italo-romeni”. Per fare ciò la nuova biblioteca di via san Vincenzo metterà a disposizione degli utenti libri di ogni tipo, dalla letteratura alla storia, dalle arti alla geografia, fino ai dizionari, alle grammatiche e ai manuali di lingua, il tutto ovviamente in lingua romena. Oltre al materiale cartaceo sarà disponibile anche una videoteca di cd e dvd.
Sicuramente una buona notizia in una città in cui la mediazione culturale si fa sempre più faticosa e in cui il Comune adotta l’esercito e la polizia come metodo principale per favorire la convivenza pacifica tra comunità.
Via | Culturaromena.it
Foto | Flickr
Aforismi inediti della poetessa italiana morta nel novembre 2009, accompagnate da un dvd (’Le mie stanze segrete’) in cui racconta se stessa e la sua casa, presso i Navigli, a Milano.
Il testo si intitola ‘Nuove Magie’ e verrà distribuito in libreria a maggio per i tipi Rizzoli. L’editore ha diffuso alcuni aforismi in anteprima, come ‘Sotto i fondi marini gli animali stanno nascosti. Il compito del poeta e’ estirpare cio’ che non ce li fa vedere’.
O ancora: ‘Si uccide per sete di denaro, o per senso di colpa, comunque si uccide sempre. Si uccide anche con le carezze’.
Alda Merini
Nuove Magie
Rizzoli (in pubblicazione)

A partire da oggi fino al 5 giugno, i locali della biblioteca Braidense di Milano ospiteranno la mostra “Rezipe i rimm del Porta… La letteratura in dialetto milanese dal Rajberti al Tessa e oltre”, dedicata agli ultimi due secoli di letteratura in dialetto milanese e dedicata alla memoria del grande studioso Dante Isella “a cui si deve il più imponente lavoro di recupero della tradizione letteraria lombarda dal Quattro al Novecento”.
A partire da Carlo Porta e Giovanni Rajberti, passando da Carlo Dossi, Emilio De Marchi, Delio Tessa, fino ad arrivare a Franco Loi, la mostra offre un percorso intelligente e non imbalsamato nella produzione letteraria in dialetto milanese, offrendo spunti che arrivano fino alla più stretta contemporaneità, dalle produzioni recenti della Brianza e dell’alto milanese fino all’esperienza “parallela” di una certa produzione poetica proveniente dal Canton Ticino, che testimonia alcune permanenze linguistiche proprie del milanese più antico.
Nella cornice suggestiva della Sala Maria Teresa saranno esposte al pubblico non solo le opere originali e le migliori edizioni, ma anche un variegato e interessante repertorio di immagini, di locandine teatrali, di illustrazioni. Una mostra che varrà sicuramente la pena di visitare.
Via | Braidense.it
Diamo volentieri segnalazione a questa bella pagina Facebook ispirata alla guida ‘Milano città di libri - città di librai’. Si tratta di un network di librai milanesi, oltre 100, titolari di librerie specializzate e indipendenti, ‘recensiti’ dal libro di Anna Albano (Nda ed.), che si stanno organizzando, evidentemente, anche attraverso i social network.
“Una presenza per dare voce ai librai indipendenti di Milano…indipendentemente dalla specializzazione, dalla localizzazione, dallo spazio espositivo, dal fatturato, dalle idee politiche, al credo religioso, alle preferenze gastronomiche…”, scrive il fondatore Angelo Pirocchi, titolare della libreria militare di Milano.
“Cerchiamo di realizzare una sorta di identikit del libraio indipendente - scrive - allo scopo di fornire un servizio sempre piu’ mirato e utile ai lettori. E devo dire che la nostra iniziativa ha incontrato interesse presso librai di altre citta’ per provare a mettere in moto qualcosa che superi lo spazio milanese’.

La libreria Carrano a Salerno, o un’altra a Guastalla, Reggio Emilia, chiuse con rammarico di chi se ne serviva per le proprie letture. E proprio per evitare che accada di nuovo, e continui la chiusura di librerie storiche, è nato un gruppo su Facebook, chiamato ‘Adotta una libreria’.
Adorabile ‘Adotta una libreria’, per scongiurare la chiusura di librerie storiche. “Adotta una libreria”, cioè scegline una è impegnati a comprare i romanzi e i libri che ami esclusivamente da essa”, scrive nella presentazione il fondatore, Giacomo La Franca.
L’idea è venuta, scrive, “dopo aver letto un articolo sul Corriere della sera in cui si parlava della chiusura di una libreria storica di Milano: la libreria di Porta Romana”. Gli iscritti finora sono oltre quattromila, una media più alta degli altri gruppi di libri.
Continua a leggere: Su Facebook il gruppo 'Adotta una libreria'