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La Merkel e la Germania contro Google Books in difesa del copyright

pubblicato da Andrea Coccia

angela merkel contro googlebooks

In questi ultimi mesi, segnati dall’ascesa irrefrenabile dell’editoria digitale, degli e-readers e delle biblioteche online, si sta mobilitando una grande coalizione in difesa dei diritti d’autore capeggiata da Microsoft, Amazon, Yahoo!, cui fanno parte anche i governi di Francia e Germania, associazioni di editori e di scrittori e molte altre realtà.

Oggi stesso Angela Merkel, alla viglia della Fiera del Libro di Francoforte che si inizierà martedì, si è dichiarata ancora una volta preoccupata dal rischio che corre il copyright nell’era di internet. “Per il governo tedesco è chiaro - ha detto la Merkel - che bisogna trovare il modo di tutelare il diritto d’autore anche su Internet”.

E’ un problema spinoso questo delle leggi in difesa dei diritti d’autore nell’epoca della riproducibilità digitale dei contenuti culturali, ma è un problema che bisogna affrontare sul serio, per esempio rimettendo mano a quelle leggi che, secondo alcuni, difendono il diritto degli autori, ma che in realtà assomigliano di più ad un baluardo protettivo per i proventi economici delle grandi case editrici.

Che senso ha, infatti, chiamare diritto d’autore una legge che blocca le possibilità di diffusione di un’opera fino a 70 anni dopo la morte dell’autore, forse avrebbe più senso chiamare queste leggi diritto d’editore o diritto dei nipoti dell’autore. Voi che cosa ne pensate?

Via | La Stampa
Foto | Flickr

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La Germania contro Google Books

pubblicato da Andrea Coccia

La Germania contro Google Books
Anche la Germania si oppone all’operazione di trasformazione del patrimonio librario mondiale in ebooks, promossa ormai 5 anni fa dal colosso informatico Google e presentata proprio alla Fiera di Francoforte del 2004. E il futuro, per il progetto Google Books potrebbe non essere così roseo come ci si poteva attendere.

Dopo la Authors Guild, che già aveva duramente criticato le strategie del colosso informatico, colpevole secondo l’associazione degli autori americani, di non rispettare minimamente gli accordi esistenti in campo di copyright, ora anche il ministero della Giustizia tedesco ha presentato la sua protesta al tribunale di New York, che ben presto dovrà prendere una decisione.

Il problema sembra proprio di difficile soluzione: da una parte infatti, nella schiera degli avversari del progetto, ci sono aziende del calibro di Amazon, Barnes & Noble, la prima già entrata nel mercato degli ebook con l’ormai famigerato Kindle, la seconda in procinto di lanciare un prodotto indipendente, ma anche Microsoft e Yahoo, mentre dall’altra parte, tra i sostenitori e i fautori, oltre a Google, naturalmente, ci sono università come Stanford, Oxford, Harvard, biblioteche come quella di New York, addirittura colossi tecnologici come la Sony. La prima e decisiva tappa per il futuro di Google Books sarà la sentenza, prevista per ottobre, del tribunale di New York.

Via | Zeusnews

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Tutti i difetti di Gates, raccontati dal padre di Bill

pubblicato da roberta

gates
Gli amanti del genere biografico si mettano l’anima in pace: non si sa se e quando “Showig up Gates” (tradotto “Tutti i difetti di Gates”) scritto da William Gates sarà tradotto in italiano. Di certo si sa solo che l’ha scritto il padre di Bill Gates. Ne esce un “lato B” abbastanza prevedibile: faccia da schiaffi e col ghigno strafottente, pestifero e svogliato, la sua prima fortuna pare gli venne quando fu portato da uno psicologo. Che consigliò ai genitori di lasciar la briglia a questo pupo, che si sentiva troppo oppresso dall’educazione severa.

Detto fatto: due anni dopo la famiglia assistette alla parabola del brutto anatroccolo, trasformatosi i cigno e quindi in piccolo prodigio. Se ne parla nel libro scritto da Gates senior, in uscita in questi giorni in America, anche se alcuni aneddoti sono stati pubblicati dal Wall Street Journal. Come quello del bicchier d’acqua che suo padre gli tirò quando perse le staffe, nel 1966: era l’ennesimo litigio a tavola e Bill ringraziò sarcastico per la doccia. Situazioni di cui pare abbia fatto tesoro, alla luce della rigida educazione che sta dando ai suoi figli, ai quali concede solo 45 minuti di navigazione su internet al giorno.

Via | Ilgiornale.it

Foto | Tomshw.it

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British Library: la digitalizzazione prosegue anche senza Microsoft

pubblicato da luca v.

British Library, Londra, Biblioteca Qualche giorno fa avevamo parlato della rinuncia di Microsoft al progetto Live Search Books. Nonostante la defezione, la British Library terminerà il progetto di digitalizzazione iniziato nel novembre 2005 in partnership con il colosso di Redmond.

La British Library, una delle più importanti biblioteche di ricerca del mondo, concluderà la digitalizzazione dei circa 100.000 testi del diciannovesimo secolo esenti da copyright. Si tratta di una piccola quota rispetto ai 13 milioni di libri posseduti dalla biblioteca, circa lo 0,5 % del totale.

I fondi per la conclusione del progetto, mancano ancora circa 40.000 testi, verrano dalle casse dello stato, in parte da finanzamenti privati. E c’è chi prevede anche un accordo con Google che da tempo sembrava interessata all’archivio della biblioteca.

La defezione di Microsoft, come avevamo già detto, dunque non sembra avere particolari ripercussioni. Segna la sconfitta nei confronti del diretto concorrente, Google. Di certo, non rallenta il processo di digitalizzazione del sapere umano di quelle organizzazioni che avevano scelto Microsoft come partner tecnica.

Fonte | PcWorld
Foto | Flickr

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Libri online, Microsoft rinuncia alla biblioteca digitale

pubblicato da luca v.

Microsoft, Redmond, Gates Dal 23 maggio il servizio di ricerca di testi digitalizzati e di articoli specialistici di Microsoft non é più raggiungibile. Il colosso di Redmond rinuncia al progetto Live Search Books e Live Search Academic iniziato nel 2006 al fianco di Open Content Alliance.

La defezione segna un cambiamento di strategia a livello globale. Anche se nel post che annuncia l’insuccesso del progetto, non viene fatto alcun riferimento alla concorrenza con Google, la rinuncia di Microsoft segna la sconfitta di una scelta che puntava direttamente alla collaborazione con le istituzioni e con i detentori dei diritti. Google, al contrario, scansiona testi di ogni tipo e lascia che gli autori ne rivendichino la paternità dell’opera.

La rinuncia di Microsoft alla rincorsa su Google nella digitalizzazione dei testi, dimostra il successo delle logiche open e di un approccio gratuito nei confronti dell’utenza. La chiusura del diritto d’autore e il modello del “software in scatola” che hanno fatto la fortuna di Microsoft non sono competitivi nella distribuzione di servizi in rete. Google - Microsoft: 1 a 0. Per ora. Quale sarà il futuro della cultura sul web?

Fonte | Punto Informatico
Foto | Flickr

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