Ecco in libreria, sempre per Mondadori, un nuovo libro dell’amata Sophie Kinsella, scritta quando ancora I Love shopping era lontano, e lei non aveva ancora deciso di cambiare il suo vero nome (Madeleine Wickham, appunto).
Dopo la ‘Signora dei funerali’, arriva la storia di tre amiche, che si trovano a vivere contemporaneamente un momento complicato della loro vita per le ragioni più diverse. Maggie, direttrice del Londoner, sta per avere un bimbo senza aver mai frequentato un corso preparto e senza il minimo senso della maternità.
In più il marito Giles ha deciso di trascinarla in una enorme e solitaria casa in campagna, e Maggie si accorge di non riuscire a fare a meno dello stress cittadino. Ma soprattutto non riesce a fare a meno delle sue amiche Roxanne, la più grande, collaboratrice del Londoner e innamorata da sei anni di un misterioso Uomo Sposato, e Candice, la candida Candice, collaboratrice anche lei, con la faccia da bimba e una ottima capacità di empatia con le persone.
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Allora, le ragazze della chick lit sono cresciute. Si sa, Carrie si è sposata, e il prossimo passo rimasto è quello di un bebè con Big, presumibilmente. Anche Becky Bloomwood ha capitolato (I love shopping è anche per il baby). E allora, segnaliamo un articolo di Newsweek in cui si cita qualche libro interessante (ancora non tradotto da noi) che affronta il tema della “maternità ai tempi dell’ansia”, come sottolinea il libro di Judith Warner dal titolo esplicativo (Perfect madness).
Il ‘must’ in questo senso è stato pubblicato nel 2003, e si tratta di ‘The Bitch in the house: 26 Women Tell the Truth About Sex, Solitude, Work, Motherhood, and Marriage” di Cathi Hanauer. E ora ecco un’altra uscita fresca fresca, e anche qui il titolo è tutto un programma: “Bad mother. A chronicle of maternal crimes, minor calamities and occasional moments of grace” di Ayelet Waldman. A proposito, consueta richiesta agli editori che ci leggono: perchè non ce li traducete, questi tre?
Per il resto, segnaliamo qualche altro ‘imprescindibile’ sull’argomento: “Premaman a vita bassa” di Suzanne Finnamore e “Ma come fa a far tutto” di Allison Pearson, oltre al nostrano “Nonsolomamma” di Claudia De Lillo.
Via | Newswee
Foto | Flickr

Quindici aborti in sedici anni: è questo il bilancio di Irene Vilar, la donna che ha scandalizzato gli Stati Uniti con il suo libro Maternità impossibile: la testimonianza di una aborto-dipendente. La storia è quella di una ragazza che si innamora di un professore di lettere con la fobia di avere dei figli. Così lei decide per dispetto di rimanere incinta e poi abortire e questo per quindici volte. “Certamente non significa che io volessi rifarlo a oltranza - sostiene la Vilar - Anche un tossicodipendente si vuole fermare ogni volta”. Il libro è stato rifiutato da 51 editori prima di essere accettato da Other Press.
La sua testimonianza ha fatto storcere il naso non solo agli anti-abortisti, ma anche a coloro che sono favorevoli alla possibilità di scegliere. “Se l’aborto non fosse legale sarei già morta”, dice ancora Irene. Ora la sua vita è cambiata, ha un marito e due bambine e la sua paura è che qualcuno possa fare loro del male. Irene Vilar è oggi una donna nuova, svolge l’attività di agente letterario e sta già lavorando a un altro libro, Nel mezzo della notte, sulle gioie della maternità.
Via | Repubblica
Tra le novità editoriali di questa estate c’è anche “La notte si avvicina” di Camilla Noli di edizioni Longanesi. Un romanzo che racconta l’esperienza della maternità e come questa, che dovrebbe essere il momento più bello di una donna, possa diventare un terribile tormento interiore.
Il romanzo propone una descrizione dettagliata del personaggio femminile e soprattutto il suo percorso sia di vita che interiore. Un matrimonio felice, una brillante carriera lavorativa. Una vita felice, insomma, fino all’arrivo di Cassie, quattordici mesi e di Zach, di soli due mesi. La “gestione” dei due piccoli costringe la madre a lasciare il lavoro e a dedicarsi completamente a loro.
L’amore si trasforma in odio, soprattutto quando la donna non si sente più realizzata e si convince di aver perso, oltre al lavoro, anche il marito totalmente preso dai figli. Il dramma interiore è tale da distruggere quel legame che da sempre unisce una madre al proprio bambino. Fino ad arrivare a quella difficile notte quando la donna commette il reato più ignobile che possa esistere: l’infanticidio.
Un gesto terribile che lascia il lettore completamente incredulo, ma i fatti di cronaca ci insegnano che purtroppo vicende di questo tipo non sono irreali. La mente umana è strana e non sempre si possono capire qui meccanismi che ci inducono a compiere determinate azioni.