Estate: tempo di riposo, tempo di vacanze, tempo di viaggi. Perché non approfittarne per fare delle gite letterario-culturali? In quest’ottica ci può essere di aiuto la guida di Giuseppe Ortolano 101 luoghi insoliti in Italia dove andare almeno una volta nella vita, edito da Newton Compton.
C’è un’Italia schiva e riservata, che non ama il turismo di massa e che custodisce in silenzio i suoi tesori […] Un Paese dove la storia non ha paura di incrociare le antiche leggende, i diavoli costruiscono le chiese, le sibille celano tesori e i folletti prendono per mano grandi e piccini per accompagnarli all’interno del loro bosco.
Quali sono, allora, possibili itinerari letterari? Ecco alcune proposte di Giuseppe Ortolano: percorrere i sentieri di Rigoni Stern (Altopiano di Asiago – Vicenza); seguire le orme di Goethe sul lago di Garda (Malcesine e il monte Baldo - Verona); leggere un libro nei caffè di Trieste; leggere le poesie di Tonino Guerra ascoltando lo scorrere dell’acqua in un prato sommerso (Santarcangelo di Romagna - Rimini); approdare sulla stessa spiaggia dove naufragò Ulisse (Scolacium - Catanzaro); cercare inutilmente Don Chisciotte trai mulini a vento della via del sale (Trapani).
Molti e interessanti sono gli itinerari proposti nella guida, che, come molte pubblicazioni della Newton Compton, è arricchita da originali immagini (qui la mano è di Emiliano Tanzillo). Magari non sarà possibile percorrerli tutti in una volta, ma lentamente potremo assaporare il gusto delle pagine dei libri in alcune delle zone indicate dall’autore.
Giuseppe Ortolano
101 luoghi insoliti in Italia dove andare almeno una volta nella vita
Newton Compton, 2010
ISBN 978-88-541-1992-5
pp. 288, euro 14,90
con illustrazioni a colori
Il libro degli animali di Mario Rigoni Stern è un piccolo gioiello di racconti che hanno per protagonisti gli animali e l’uomo. Attraverso diciannove racconti Rigoni Stern sembra quasi aprire lo scrigno di un mondo parallelo al nostro e invitarci a guardare quel che ci sta intorno con occhi sempre nuovi.
Tra i miei racconti preferiti c’è Marte, cane libero dai segreti amori che consiglio anche a chi ha velleità letterarie per l’uso che Rigoni Stern fa dei tempi verbali.
Chissà da dove è venuto; forse l’aveva abbandonato quassù un turista di passaggio o forse, anche, e mi piace pensarlo, questo posto l’ha scelto lui quando decise di vivere libero dopo aver gironzolato nella zona per qualche tempo o lasciato una casa che non gli andava. Intanto è già il terzo anno che trascorre in paese e certamente ci resterà finché ne avrà voglia, o vita. Qualcuno un giorno l’ha battezzato “Marte” e a questo nome, che certo non gli si confà, risponde con manifesta compostezza per una carezza o un boccone (pag. 5)
Continua a leggere: Una lettura per l'estate: Il libro degli animali di Mario Rigoni Stern
Ho notato con piacere, sfogliando la classifica dei più letti di ibs, che fra i primi 25 libri più acquistati sul portale ci sono due titoli di Mario Rigoni Stern. Un grande vecchio dal fisico mingherlino in realtà, scomparso di recente (ecco il motivo del balzo in classifica, purtroppo) che ha scritto pagine bellissime, asciutte e ancora vive, sulla guerra vissuta da italiano. E da soldato, ovviamente.
In una libreria mentale ideale, i suoi libri li metterei ad esempio accanto a quelli di Saint Exupery (Volo di notte, ma soprattutto Terra degli Uomini, splendido), e le poesie di Ungaretti. “Le Stagioni di Giacomo”, ad esempio, è uno di quei libri che è bello scoprire anche d’estate, oggi che la guerra sembra un’eco lontana decenni, e invece è solo un po’ più lontana da noi.
Si tratta di un romanzo scritto in terza persona e che non è come gli altri una testimonianza diretta di guerra, bensì una storia in cui la guerra rimane per una volta ai margini. A essere raccontata, la vicenda di un gruppo di ragazzi cresciuti insieme in paese, l’amore di Giacomo per l’eterna compagna di giochi, le ripicche, le prepotenze dei rappresentanti del fascio. E poi tutto che, come i mosaici di sabbia dei monaci buddisti, viene spazzato via in un colpo dalla guerra. Per il resto, la scrittura senza artifici, il solito linguaggio snello e diretto, che va alla sostanza delle cose.
Il 16 giugno è venuto a mancare Mario Rigoni Stern, ad Asiago, dov’era nato, all’età di 86 anni. I funerali, svoltisi il 17 giugno, sono stati strettamente privati; era presente solamente la famiglia dello scrittore.
Mario Rigoni Stern ha scritto uno dei romanzi più letti del secolo scorso, soprattutto in ambito scolastico, “Il sergente nella neve” (1953), autobiografico, dove racconta della propria esperienza di sergente degli Alpini nella ritirata di Russia durante la seconda guerra mondiale. Quest’opera fu pubblicata grazie ad Elio Vittorini, che segnalò l’autore alla casa editrice Einaudi.
Oltre all’esperienza della guerra, lo scrittore visse anche la terribile realtà del lager, dal ‘43 al ‘45, anno in cui torna alla sua terra e comincia a riversare nella scrittura tutti gli orrori vissuti in quegli anni. Accanto al tema della guerra, le altre sue pubblicazioni sono segnate da un grande amore e rispetto per la natura, come “Il bosco degli urogalli” (1962) e “Uomini, boschi e api” (1980). Proprio a causa di questa sua sensibilità nei confronti della natura, nel 1998 l’Università di Padova gli conferì la Laurea ad honoris causa in Scienze ambientali e forestali, e inoltre nel 2007 gli è stata conferita anche la Laurea honoris causa in Scienze Politiche, dall’Università di Genova.